Ciambella di Nonna Rosalba


CIambella Nonna Rosalba

Dopo piu’ di un mese di assenza da queste pagine e da questo diario, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per un distacco inconsapevole causato da ritmi piuttosto serrati, professionali e personali che hanno reso impossibile ritagliare il tempo necessario a questo  diario, torno in punta di piedi, timidamente, senza speranza di ritrovarvi ancora tutti lì ad aspettarmi, perché stavolta, davvero, ho rischiato di “appendere la penna al chiodo”… Giorno dopo giorno, settimane dopo settimane, mesi. Per fortuna, poi, torna quel desiderio, quel momento tutto speciale che riaccende l’entusiasmo per quella che io chiamavo passione, e che purtroppo, in periodi particolari della propria vita, si rischia di mettere da parte, innescando così un circolo vizioso dal quale, ammetto, ho trovato difficile trovare via di fuga.

In realtà nella mia testa una marea di cose da raccontare si affollano, a tal punto da non ritrovare piu’ il bandolo della matassa e riuscire a districarla, per riprendere appunto quel filo del discorso che, giorno dopo giorno, è andato perso. Dalla descrizione dell’esperienza eccezionale di Sweety of Milano, il mese scorso, alle numerose ricette dolci che ho in serbo per voi, ad eventi di famiglia, personali e non, che hanno costellato queste settimane.

Nel frattempo, riordinando le idee, ed anche gli appunti presi sul notes del mio telefonino, ho ritrovato gli ingredienti di una ricetta che molto tempo fa scoprii a casa di Nonna Rosalba. Si tratta della Ciambella di Nonna Rosalba, ovvero mia suocera.

Con questo ciambellone, semplice e dolce, è riuscita ad avvicinare Liam alla torta fatta in casa, perché Liam, eccezion fatta per la torta allo yogurt, i dolci ed i dolcetti fatti in casa non li mangia mai, non li assaggia, ha una sua merenda preferita, che e’ purtroppo confezionata.

ciambella Nonna Rosalba

Questa ricetta, nella sua semplicità, vi piacerà, un po’ come la torta “dei vasetti” allo yogurt, semplice da ricordare per dosi e modalità. Insomma, una di quelle torte che i grandi pasticceri italiani, come Iginio Massari, escludono dal concetto di pasticceria perché, per loro, in pasticceria, non esistono misure “ad occhio”, vasetti, cucchiai, ma solo una scienza esatta, che pesa i grammi degli ingredienti, per arrivare a creare le dolcezze che tutti conosciamo.

CIambella nonna Rosalba

Per me, comune mortale, che adora la grande pasticceria ma si perde con le torte semplici di casa, questa ciambella rimane una dolce scoperta.

Ecco le dosi che costituiscono la semplicità di questa torta:

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 10 cucchiai colmi di farina 00
  • 10 cucchiai normali di zucchero
  • 1 bicchiere di latte
  • 3/4 di bicchiere di olio extra vergine di oliva
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • buccia di limone grattugiata

CIambella Nonna Rosalba

Preparazione:

  1. Accendere il forno a 160 gradi, modalità statico
  2. Imburrare ed infarinare una tortiera
  3. Lavorare con un frullino elettrico (oppure in una planetaria) le tre uova con lo zucchero fino a farlo diventare un composto chiaro e spumoso, aggiungere  il latte e l’olio e la scorza grattugiata di limone, lavorare l’impasto. (Bimby, velocità 4, 40 secondi)
  4. Setacciare la farina e aggiungerla al composto, lavorando bene l’impasto
  5. Aggiungere il lievito e amalgamarlo all’impasto
  6. Versare il composto nella tortiera ed infornare a 160 gradi per circa quaranta minuti.

Penso che gli ingredienti elencati li abbiamo tutti, il cucchiaio per dosare non manca a nessuno , quindi… Cosa aspettate a provarla?

Sweety of Milano

Settembre: ricomincio da…

Settembre.

E’ sempre il mese che adoro. Si riparte dopo la pausa estiva, nuovi progetti, nuovi stimoli, nuove idee, nuovi propositi. Un po’ come quando saluto il nuovo anno, il primo di gennaio, come se quella data potesse racchiudere tutti i migliori auspici e i più grandi progetti di un anno intero.

Cosi, riposati, abbronzati, arriviamo al dunque: darsi la spinta per ricominciare, e ributtarsi a capofitto nel tran tran quotidiano, nei ritmi vorticosi fatti di orari, traffico, impegni, lavoro, feste di compleanno, commissioni da fare, e tutto ciò che questo comporta.

E così, riposata da una settimana di mare, in ammollo nelle calde e trasparenti acque della Sardegna, ritorno ai miei viaggi quotidiani che mi vedono attraversare avanti e indietro la dogana italo-svizzera.

Dopo aver sentito parlare per molti anni del “trenino” che collega in soli dieci minuti il tratto di strada che, in macchina, attraverso in quaranta minuti e più, ho deciso di dimezzare il mio tempo trascorso in auto, arrivando fino al confine, e parcheggiando l’auto, come numerosissimi frontalieri già fanno tutti i giorni, per poi costeggiare il lungofiume a piedi, attraversare la dogana a piedi, fino ad arrivare alla prima stazione del treno svizzero, che effettua tutte le fermate, arrivando così a cinque minuti di strada dal mio ufficio.

Dopo sei anni di pendolarismo italo-svizzero, in auto, opto per una, si spera, migliore soluzione. I lati positivi non sono certo da sottovalutare:

  1. cammino di più: l’auto e’ comoda, ti porta ovunque, a due passi da tutto. Ma le mie gambe e le mie caviglie ne sanno qualcosa…camminare però per un quarto d’ora al mattino, un quarto d’ora al pomeriggio..sì certo è poco, molto poco, ma rispetto a zero sento riattivarsi la circolazione e le mie gambe che mi ringraziano per questa inaspettata sorpresa;
  2. sono subito fuori, all’aria aperta: sembrerà strano, ma ora, tutte le volte che lascio l’ufficio nel pomeriggio e termino la mia giornata, posso godere della luce e dell’aria, cosa che non avvertivo quando, uscendo dall’ufficio, mi rintanavo subito in macchina per un’altra ora, arrivando ormai a tardo pomeriggio a casa. COsteggiare il lungo fiume, per poi vedere il lago, godere del sole caldo o della brezza estiva pomeridiana ha effetti benefici sul mio umore;
  3. posso rilassarmi dieci minuti (il tempo del tragitto in treno) e godermi il panorama lacustre dal finestrino, settembre regala ancora giornate meravigliose;
  4. Posso curiosare ciò che mi circonda, dalla gente come me che si reca al lavoro, ai ragazzini di scuola media che affollano i vagoni al mattino, i loro comportamenti, il treno e’ un mezzo che sin da ragazzina mi divertiva per la molteplice varietà di personaggi che l’affollano.

Improvvisamente, mi ritrovo con gli occhi di una “turista”, e non di una pendolare

Trenino

Dal finestrino, ciò che vedo ricorda la Svizzera che ho in mente, quella che ho visto a Berna, stradine e piste ciclo-pedonali, zone residenziali a portata d’uomo, casette e villette immerse nei giardini, Mountain bike e caschetto. Ponte Tresa, Caslano, Magliaso, Agno, Serocca, Bioggio e viceversa..Dopo sei anni di viaggi in autostrada da Mendrisio a Lugano Nord, oppure sulla Cantonale da Ponte Tresa a Bioggio dove in lunghe code ammiravo la colonna di auto, davanti a me solo traffico, smog e auto, mi ritrovo ora a fare un percorso diverso nei paesi, che è quello che attraversa il trenino locale arancione, che ha anche una bocca che sorride disegnata sul primo vagone e che, quando sei in macchina e lo incroci a Caslano fa un po paura, perché sembra ti venga addosso, la strada a doppio senso di circolazione è stretta ed in più, su un lato, corre il binario…ed il trenino…puntuale, come un orologio svizzero.

Ma che dico, puntuale come un treno svizzero che parte controllando l’orario su di un orologio svizzero.

Resta l’incognita pioggia e freddo.

Vi saprò dire..

Lungo fiume Tresa

Budino al cioccolato – ricetta di Maurizio Di Mario

Fresco e goloso…non chiedetemi perché ma appena ho preparato il titolo “Budino al Cioccolato”, nella mia mente ho iniziato a canticchiare Pupo e la sua vintage “gelato al cioccolato “, dolce un po salato, tu gelato al cioccolato..

Si, il budino, che bontà! MI ricorda molto l’infanzia, ogni occasione era buona per mangiare il budino, fosse confezionato sul tavolo della mensa scolastica delle scuole elementari o a casa, in una domenica casalinga, il budino al cioccolato ha il potere di riportare alla mia mente bellissimi ricordi.

Questo è leggermente diverso dal solito…lo prepariamo seguendo i consigli di Maurizio di Mario. Così, tanto per vedere come un noto Pasticcere prepara un dolce simbolo di semplicità e molto casalingo..

Budino al cioccolato

Ingredienti:

  • 800 g di latte
  • 180 g di cioccolato fondente di ottima qualità
  • 160 g di zucchero
  • 150 g di burro
  • 80 g di farina
  • 1 cucchiaio di rum
  • granella di mandorle o nocciole

Preparazione:

  1. Prendete un pentolino e scaldate il latte
  2. Prendete una casseruola, mettevi il burro tagliato a pezzetti, lo zucchero e il cioccolato tagliato a pezzetti, accendete a fuoco basso e fate fondere mescolando con un cucchiaio finché il cioccolato non si sarà sciolto
  3. Unite gradualmente la farina e amalgamate bene il tutto
  4. Aggiungete subito il latte bollente e fate cuocere a fuoco basso, mescolando fino a quando si sarà addensato
  5. Lasciar bollire per cinque minuti
  6. Prendete uno stampo per budini e spennellatelo con il rum
  7. Versate la crema nello stampo e lasciatela intiepidire
  8. Una volta tiepida, mettete lo stampo in frigorifero per almeno due ore
  9. Per sformare il budino, immergete lo stampo per qualche secondo in acqua bollente
  10. Prendete il piatto da portata e mettetelo alla base del dolce, poi capovolgetelo e staccatelo lentamente dallo stampo
  11. Spolverizzate con della granella di mandorle o nocciole

Budino al cioccolatoIo ho utilizzato gli stampini mono porzione..erano sei e…niente, né ho mangiati due!

Tartufi cocco e noci

Tartufi cocco e noci

Il caldo qui si fa ancora sentire, dopo la pausa vacanziera al mare, la pelle arrostita dal sole, le belle giornate lunghe e affollate di turisti sulle spiagge, si torna al tran tran quotidiano, si torna in città.

La carrellata dei dolci freddi però non è ancora terminata, il caldo di settembre è ancora molto generoso e si fa sentire.

Tartufi cocco e noci

Ho scoperto per caso questa ricetta dell’ultimo minuto in un libretto trovato per caso in edicola, durante l’acquisto di un pensierino per un compleanno, e interamente dedicato a ricette bimby, ma “unofficial”; si tratta di un dolcetto veloce e semplice da realizzare, che potrete poi dimenticare in frigorifero e servire in tavola al momento giusto.

Tartufi cocco e noci

Tartufi al cocco e noci.

Ecco cosa serve:

Ingredienti:

  • 160 g di formaggio tipo Philadelphia
  • 1 cucchiaio di cocco grattugiato disidratato
  • 100 g di noci (oppure 50 g di noci e 50 di nocciole)
  • 50 g di zucchero di canna
  • cocco disidratato quanto basta per l’impanatura

Preparazione:

  1. Tritate le noci (e le nocciole). Per il Bimby, velocità 7, 5 secondi
  2. Aggiungete il formaggio, lo zucchero ed il cocco ed amalgamate (vel. 4, 40 secondi)
  3. A parte, preparate un piatto piano e versate una manciata di cocco
  4. Preparate un vassoio che possa poi andare in frigorifero, e poneteci sopra circa una ventina di pirottini.
  5. Prelevate un po’ di composto, formate delle palline, aiutandovi con due cucchiaini e rigiratele nel cocco grattugiato, fino a che non saranno completamente ricoperti di cocco e sistemate i tartufi ottenuti nei pirottini
  6. Riponete il vassoio in frigo fino al momento di servirli

Tartufi cocco e noci

Risulteranno comunque morbidi, non dolcissimi, nonostante la presenza di cocco.

In fondo, ritornando un po’ tutti al tran tran, abbiamo forse voglia solo di cose semplici, e veloci da realizzare, e questi dolcetti possono essere la soluzione.

L’ibisco ancora in fiore anche dopo il nostro rientro mi dice che,  anche se siamo ormai in settembre, ha ancora voglia d’estate e di continuare a fiorire copiosamente.

Tartufi cocco e noci

Clafoutis alle fragole

Qui mi sta volando l’estate e il tempo per il mio adorato blog sembra non essere mai abbastanza…un po’ è colpa di questi mesi frenetici e anche un po stressanti che mi hanno tolto energie per le cose alle quali tengo di più e al mio tempo libero, poco, sia chiaro, ma arrivare ogni week-end con una sensazione del limone spremuto non è affatto divertente. Per fortuna, quando sono al limite di energie e l’umore va giù, ci pensa la mia eroboristeria di fiducia: no, niente ginseng, mi causa tachicardia, niente cose strane (cosa avete capito?), solo tonici naturali a base di eleuterococco e rodiola, oppure acido folico e zafferano che, a quanto pare, hanno il potere di infondere serenità e migliorare il tono dell’umore. Perché sì, a volte l’orgoglio (e tante altre cose stupide) ti fanno tenere tutto dentro, anche i sentimenti negativi, come tristezza, disagio, o malessere, senso di inadeguatezza, stress e altro; solo un paio di amiche, quelle con la A maiuscola poi ti ascoltano, veramente, regalandoti comprensione e, perché no, un punto di vista diverso dal tuo, che ti consente di vedere le cose da un’altra prospettiva.

Caldo estivo e fresco autunnale quest’anno si avvicendano, temporali serali rinfrescano le notti, e giorno  dopo giorno, si avvicinano le tanto desiderate ferie. Già sui social molti amici sono al mare o in viaggio verso le vacanze, mentre io penso che in fondo è già passato un mese dalla nostra mini-vacanza di una settimana trascorsa a Civitanova Marche, presso l’Antico Casale NapoleonicoFossacieca“. Un luogo accogliente, raccolto, gestito da una bella famiglia che ha la capacità di farti sentire subito a casa.

Il posto molto bello e confortevole, Angela che delizia gli ospiti al mattino con una colazione superba, dolce e salata, preparata da lei: appassionata di pasticceria, si diletta e al mattino agli ospiti offre non una semplice e standardizzata colazione, ma una selezione raffinata di torte o crostate fatte in casa, brioche appena sfornate, tutto rigorosamente homemade. Inutile dire che è stato feeling immediato con lei e con tutta la famiglia. Liam ha stretto subito amicizia tanto da non perdere occasione per “sgattaiolare” in casa da loro e poter giocare con la figlia più “piccola”, diventata ben presto sua grande compagna di giochi. Per non parlare della micia, Mimi, anche con lei Liam ha stretto amicizia, forse per il pelo rosso come i suoi capelli, forse per il fatto che non abbiamo mai avuto pet qui da noi, fatto sta che l’ho sentito conversare teneramente con la gatta più di una volta, in giardino e nei pressi della nostra portafinestra che dava sul giardino e su una bellissima vista mare.

Liam ha terminato il suo primo anno di scuola d’infanzia, entrato da Pulcino, ne esce “Scoiattolo”, non so descrivere la rapidità con cui quest’anno si è consumato, i momenti delicati dell’inserimento, le numerose iniziative organizzate dalla Scuola nonché gli incontri con le mamme per la preparazione di eventi, e nonostante gli ottimi propositi di esserci sempre, mi sono ritrovata a dover rinunciare, spesso e volentieri, mio malgrado. tra malattie di Liam ( seppur poche, devo dire, nonostante tutto), i miei malanni, il poco tempo, la stanchezza, l’anno è volato.

Tra una festa e l’altra, la Scuola ha chiuso i battenti, dopo una parentesi di circa tre settimane di asilo “estivo”, lo scorso 22 luglio.

E ci siamo ritrovati a festeggiare il quarto compleanno di Liam.

Più lo guardo, più lo ascolto, e trovo di fronte a me un bimbo con la sua personalità, i suoi discorsi da fare, un fiume di parole con le quali comunica il proprio essere.

 

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Rotolo di biscotti Plasmon e Nutella

Questa ricetta, in origine, si chiamava in un altro modo ma non vi svelerò il titolo, poiché tornerò presto a farla seguendo le indicazioni originarie; e, ad onor del vero, anche l’aspetto era completamente diverso, per forma e soprattutto per colore…

E’ andata proprio così, non avevo biscotti secchi in casa ma tanti tanti biscotti Plasmon di Liam che da diverso tempo non mangia più. Cambiano i suoi gusti e cambiano le abitudini. Non beve più latte e non mangia più questi biscotti, neanche a merenda; i suoi biscotti preferiti sono altri, ahimè..Nonostante ciò, e’ inutile dire che a me i biscotti Plasmon continuano a piacere moltissimo. Quindi, complice la necessità di utilizzarli, ho deciso di sostituire completamente i classici biscotti secchi con i classici Plasmon.

Il colore del rotolo non inganna!

Rotolo di biscotti Plasmon e Nutella

E’ facile da preparare, è molto, molto veloce, un po’ come tutti quei dolci estivi o freddi che hanno la base di biscotto e che vanno conservati in frigorifero..come il salame di cioccolato e la torta fredda al cacao e biscotti.

E’ una bella cosa non dover usare il forno in estate senza rinunciare al dolce..

vi servono solo 4 ingredienti:

  • 350 g di biscotti Plasmon
  • 50 g di zucchero
  • 125 g di latte freddo
  • Nutella circa 5 cucchiai colmi

ROtolo di biscotti Plasmon e Nutella

I passaggi semplici:

  1. Tritate i biscotti nel mixer fino a renderli in polvere
  2. Mettete la polvere di biscotti in una ciotola oppure in una planetaria e versatevi lo zucchero e mescolate. Aggiungete il latte freddo e lavorate l’impasto fino ad ottenere un impasto omogeneo, formate un panetto
  3. mettete l’impasto sopra un foglio di carta forno, adagiate sopra l’impasto un altro foglio di carta forno
  4. Prendete il mattarello e tirate la pasta cercando di ottenere un rettangolo, di circa 1 cm di spessore
  5. Togliete il foglio di carta forno superiore
  6. Scaldate la Nutella per circa 20 secondi nel microonde (o il tempo necessario per renderla fluida cosicché si possa spalmare facilmente)
  7. Spalmate la Nutella sulla superficie della pasta
  8. Aiutandovi con la carta forno, arrotolate su se stessa la pasta dal lato più lungo così da ottenere un rotolo.
  9. Riavvolgete il rotolo nella carta forno e ponete in freezer per almeno trenta minuti
  10. Potete decidere di conservarlo in freezer, oppure di spostare il rotolo nel frigo almeno mezz’ora prima di consumarlo per ammorbidirlo un pochino.
  11. Toglietelo dalla carta forno, srotolandolo piano e se lo gradite spolverizzate di zucchero a velo.

Rotolo di biscotti Plasmon e Nutella

 

Torta fredda cacao e biscotti

Sempre tutti a lamentarci che l’estate non arriva mai, che piove sempre, in giro con l’ombrellino strategico in borsa anche agli inizi di giugno, grandinate a tradimento proprio mentre lasci l’ufficio di corsa, in ritardo perché ti sei fermata oltre orario per finire le ultime cose, grandine come bottoni lungo il tragitto per arrivare all’asilo che sta quasi per chiudere, e poi arriva un bel giorno e….taaaac…succede che:

  1. le temperature improvvisamente si impennano
  2. non hai fatto il cambio dell’armadio
  3. hai nella scarpiera ballerine, scarpe chiuse, stivaletti e devi recuperare tutti i sandaletti del caso
  4. hai il piumone o il copriletto da portare in lavanderia, e devo far spazio a lenzuola fresche e leggere
  5. urge anticipare l’appuntamento dall’estetista per ceretta e pedicure del caso,
  6. in pausa pranzo esci e l’auto parcheggiata ha raggiunto 180 gradi, come il tuo forno quando cuoci la torta di domenica, il volante scotta e anche se accendi l’aria condizionata a manetta non sarà comunque sufficiente per raffreddare l’auto in pochi secondi: dentro la macchina o fuori sotto al sole, non cambia molto..
  7. I vestitini estivi dell’anno scorso, accuratamente riposti all’inizio dello scorso autunno, li guardi e ti sembrano improvvisamente vecchi di cento anni (nuova scusa per rimpinguare il guardaroba anche quest’anno..)
  8. le camicette, seppur leggere, a manica lunga ancora nell’armadio, solo a guardarle, ti fanno percepire una temperatura esterna di 80 gradi, con il 99% di umidità..
  9. i pantaloni lunghi seppur di cotone diventano una seconda pelle, e tu sei in attesa che la data in cui vedrai la tua estetista finalmente arrivi..
  10. la data della settimana di vacanza al mare si avvicina inesorabile e tu sei “in alto mare” con i preparativi per tutta la famiglia, compreso il tuo restauro dal parrucchiere e lo shopping per i nuovi costumi da bagno, solari, etc..

Insomma, ogni anno sembra che l’estate non arrivi mai, e poi eccola qui.

Ma con questo caldo, senza condizionatore in casa, e con la cucina che si surriscalda, non ho proprio voglia di accendere il forno per preparare il dolce. E allora vai di dolci al cucchiaio o senza forno, come Tiramisù, Panna Cotta, Salame di cioccolato, etc.

Una bella alternativa al salame di cioccolato e’ la Torta fredda al Cacao d Biscotti, semplice da fare, e bella fresca, perché deve riposare in frigorifero. La ricetta originale “Torta di biscotti al cioccolato, fredda e senza cottura”, da cui mi sono fatta ispirare la trovate su http://www.tavolartegusto.it.

Torta fredda cacao e biscotti

Ecco cosa serve:

Ingredienti:

  • 200 g di biscotti secchi (io ho provato con le Gocciole Pavesi)
  • 100 g di burro fuso
  • 100 g di zucchero semolato
  • 50 g di cacao amaro più due cucchiai per la decorazione
  • 3 cucchiai di latte
  • zucchero a velo q.b.

Preparazione :

  1. in un pentolino, fate fondere il burro a fiamma bassa
  2. in una ciotola, sbriciolate tutti i biscotti, aggiungete lo zucchero semolato e il cacao amaro e mescolate con i biscotti che si coloreranno
  3. Aggiungege il burro fuso ed il latte e mescolate, otterrete un composto umido
  4. Imburrate una tortiera di 18 o 20 cm, preferibilmente a cerniera, spolverate con cacao, e versate il composto di biscotti sul fondo della tortiera
  5. Schiacciate e Livellate bene il composto con il dorso del cucchiaio fino a rendere il composto liscio ed omogeneo, senza buchi, così da ottenere una torta compatta
  6. Ponete la tortiera in frigo e lasciate riposare per almeno tre ore. Io ho lasciato riposare per mezz’ora in freezer..
  7. Quando il composto si sarà solidificato, togliete dal frigorifero, passate con un coltello i bordi della tortiera affinché si stacchi senza rompersi, aprite il cerchio a cerniera, sfilate la torta e ponetela su un piatto da portata, spolverizzate di cacao in polvere amaro e zucchero a velo.

Torta fredda cacao e biscotti

Da provare…

Torta fredda cacao e biscotti

Torta di grano saraceno e marmellata di arance

Prometto che presto recupererò tutti gli aneddoti dell’ultimo mese con qualche post dedicato alla mera vita da mamma, di mamma in corriera, pendolando su e giù dalla frontiera italo-svizzera e da e per l’asilo..presto..prometto, peccato che qui il tempo per scrivere tra queste pagine non si trova più facilmente. Perché? Cosa è cambiato? Presto, appunto, lo racconterò..almeno spero, avrei bisogno di un’altra giornata di 24 ore perché una non mi basta più.

Nel frattempo, però, questo poco tempo a disposizione ho deciso di dedicarlo ad un’altra ricettina  dolce sperimentata in uno di questi week-end frenetici durante i quali non mi sembra neanche di aver trascorso il sabato e la domenica.

Un dolce semplice, come del resto tutte le preparazioni che ritrovate tra queste pagine. Un dolce che sa di “antico” o di tradizione e che è oltretutto senza glutine.

Si tratta di una torta fatta con la farina di grano saraceno, la farina che tanto amiamo quando mangiamo i Pizzocheri, che quindi ci riporta un po’, grazie alle papille gustative e ai nostri pensieri saltellanti, a brevi gite in montagna.

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La farcitura ideale sarebbe con le marmellate di mirtilli, o ribes rosso, o more, insomma con marmellate di bacche e frutti di bosco, che ben richiamano alla mente questo dolce dal gusto rustico.

Io, invece, ho scelto di abbinarci una marmellata di arance fatta in casa, da mia zia. Questa volta non si tratta della zia della Marmellata di Limoni, ma di un’altra sorella di mia mamma, anche lei bravissima con le conserve e le marmellate fatte in casa, per non parlare degli ottimi dolci che ha sempre preparato, da che io ricordi: lei, come la mia nonna, prepara torte di compleanno deliziose, come base utilizza il classico pan di Spagna e poi farcisce con creme buonissime. Zeppole, struffoli, pastiere, alle feste comandate, il dolce della tradizione c’è sempre..Per la cucina lei ha proprio un’innata predisposizione.

La torta e’ nella sua semplicità buona e “rustica”.

Torta di grano saraceno e marmellata di arance

Vi lascio gli ingredienti:

  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di farina di grano saraceno
  • 100 g di mandorle  spellate (tritate nel mixer)
  • 1 bacca di vaniglia (la polpa)
  • 200 g di marmellata o confettura di arance

Preparazione:

  1. Separate i tuorli dagli albumi
  2. Accendete il forno a 180 gradi, modalità statico
  3. Lavorate a crema il burro con fruste a mano, unite lo zucchero, la polpa della bacca di vaniglia (incidete il baccello di vaniglia per il lungo, apritelo e con la punta del coltello raschiate e prelevate la polpa) e amalgamate
  4. Aggiungete al composto un tuorlo alla volta e sbattete il tutto
  5. Aggiungete la farina di grano saraceno e le mandorle tritate (io utilizzo spesso le Mandorle già tritate finemente, in buste da 400 g) e mescolate con un cucchiaio di legno
  6. Montate gli albumi a neve ben ferma con un pizzico di sale
  7. Versate gli albumi montati con delicatezza nell’impasto e amalgamate bene con movimenti dal basso verso l’alto, sempre con un cucchiaio di legno
  8. Imburrate ed infarinate una tortiera (22 cm)
  9. Versate il composto nella tortiera e non appena il forno avrà raggiunto la temperatura di 180 gradi, infornate nel ripiano centrale, per circa 40 minuti.
  10. Controllate la cottura intorno al 30esimo minuto e fate la prova stecchino, solo quando uscirà asciutto la torta sarà pronta
  11. Sfornate la torta e lasciatela raffreddare nella tortiera
  12. Una volta fredda, toglietela dalla tortiera e tagliatela a metà, in senso orizzontale, così da ottenere due dischi; farcitela con la marmellata di arance
  13. Sovrapponete l’altro disco e spolverizzate con zucchero a velo

Torta di grano saraceno e marmellata di arance

Non riesco a dipanare questa matassa fatta di ricordi, profumi, emozioni che una semplice fetta di torta di grano saraceno e marmellata di arance hanno involontariamente suscitato in me: il ricordo di un week-end trascorso anni fa a Bormio, prima che nascesse Liam, una camera vista montagne innevate alle Terme dei Bagni Vecchi, i grandi portoni di legno, il sapore del grano saraceno, pizzoccheri  e via dicendo, il profumo della marmellata d’arance, le scorzette d’arancia, ricordano l’inverno, il tepore di una casa riscaldata da un camino acceso, nelle giornate di attesa del Natale.

Sto invecchiando…

Torta di Rose

torta di rose

La festa organizzata dalla scuola materna per le mamme, lo scorso 15 maggio, e ‘ stata una bellissima occasione per trascorrere con i nostri bimbi alcune ore in un piacevole pic-nic sul prato del parco della scuola. Una giornata stupenda, un bel sole caldo, teli e plaid riversi per terra, zaini, pranzo al sacco con sandwich e panini, scivoli gonfiabili per i bimbi felici di quest iniziativa. Per noi mamme una bella occasione per stare in compagnia dei nostri bimbi e chiacchierare un po’ del più e del meno.

Le creazioni dolci e salate delle mamme sono state offerte durante la festa, torte salate, salatini, torte e dolcetti, per chi, come me, ha desiderato cimentarsi, questa era una buona occasione per mettere le mani in pasta e preparare qualcosa da condividere ..

Torta di rose

Dei Bottoni al Cocco ve ne ho già parlato, ma per la torta? Quale posso preparare ? Ero molto indecisa tra una bella ciambella e la classica crostata di marmellata…ma la tentazione di provare qualcosa di nuovo e’ sempre presente e soprattutto,  quale occasione migliore per provare la Torta di Rose?

Il fiore più indicato per omaggiare di un pensiero la propria mamma..E’ una torta semplice, almeno secondo questa preparazione, nulla che non si possa tranquillamente preparare in casa propria, solo l’accortezza di avere un po’ di tempo a disposizione per consentirne la lievitazione di circa un’ora.

Taorta di Rose

L’impasto creato è morbido e diventa in cottura più croccantino. SI, ammetto che mi piace l’idea e la forma, esteticamente e graziosa; ecco perché, se posso, mi piace rifarla.

Questa ricetta è contenuta in uno dei più bei ricettari Bimby che ho in cucina.

Torta di Rose

Ecco cosa serve:

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Bottoni Cocco e Lamponi

Il tempo scorre inesorabile e dalla ricetta delle Madeleines e dello shopping alla svendita Jimmy Choo ad oggi, di acqua sotto i ponti ne è passata…di cose ne sono successe, eccome! Tra le tante, quella che mi ha condizionato di piu, mi ha vista correre al pronto soccorso per un taglio profondo ad un dito della mano destra. Tre punti al pronto soccorso, mano immobile per qualche giorno, dopodiché grande impegno nell’utilizzo della mano sinistra per gran parte delle attività quotidiane da svolgere..ma che fatica, e che dolore..Cose che accadono, e che per fortuna passano. Dopo due settimane, la situazione è migliorata sensibilmente.

E alla prima occasione, non senza difficoltà, sono tornata a sfornare dolci. UIlizzare la mano sinistra, quando non sei mancino e’ abbastanza complicato. Ma alla fine si torna sempre alla propria normalità.

Oggi vi parlo di questi fantastici biscottini, facili e veloci, che vi piaceranno moltissimo.

Li ho preparati in occasione del Pic-Nic sul prato della scuola d’infanzia di Liam, organizzato domenica scorsa per festeggiare le Mamme e che ci ha viste trascorrere qualche ora all’aria aperta con i nostri bimbi.

 

Sapete cosa rende speciale questa ricetta?

✅ gli ingredienti si preparano in una sola ciotola

✅ non ci sono uova nell’impasto

✅ non ci sono tempi di riposo in frigo

✅ quindi… Ricetta facile e veloce!

Bottoni Cocco e Lamponi

Ecco, veniamo al dunque.

Ingredienti: 

(circa 20 biscotti)

  • 100 g di burro morbido
  • 100 g di farina 00
  • 50 g di zucchero a velo
  • 25 g di maizena
  • 25 g di farina di cocco
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 2 cucchiai di marmellata di lamponi

Preparazione:

  1. Preriscaldare il forno a 180 gradi modalità statico
  2. Rivestire con carta forno due teglie
  3. In una ciotola grande, mettere il burro morbido e mescolarlo finché non diventa cremoso
  4. Incorporare l’estratto di vaniglia
  5. Aggiungere lo zucchero a velo setacciato e mescolare finché non si ottiene un composto soffice
  6. Incorporare la farina e maizena setacciate, aggiungere la farina di cocco, amalgamare fino ad ottenere un impasto morbido
  7. Infarinare leggermente le mani
  8. Con un cucchiaino, prelevare un po di impasto e con le mani dai la forma di una pallina e disponila sulla placca forno
  9. Distribuire le palline sulla placca forno, lasciando un po di spazio perché in cottura tenderanno a gonfiarsi
  10. Fare una fossetta al centro di ogni pallina (puoi usare il manico di un cucchiaio di legno oppure il tuo mignolo 😉)
  11. Infornare i biscotti per circa 10-14 minuti
  12. Estrarre le teglie e lasciar raffreddare
  13. Quando i biscotti sono freddi, spolverizzare con zucchero a velo
  14. Riempire le fossette con la marmellata di lamponi (io ho utilizzato una tasca da pasticcere per dosare con comodità la quantità di marmellata)

Beh, non mi resta che dirvi di provarli, sono buoni, friabili, e il gusto di cocco associato alla marmellata di lamponi li rende eccezionali.

Bottoni cocco e lamponi

Donne sull’orlo di una crisi di..shopping: Jimmy Choo

In un venerdì d’ufficio, piuttosto anonimo e leggero, fatto di buon umore che aleggia tra gli uffici e le scrivanie, improvvisamente una notizia, in pochi istanti, fa il giro tra i colleghi durante la pausa caffè di metà mattina: a pochi minuti dall’ufficio, c’è una “svendita” di Jimmy Choo…

Inutile dire che tra noi donne la curiosità è diventata improvvisamente impellente, l’imperativo categorico e’ esserci a tutti i costi; mentre tra gli uomini qualche dubbio e qualche sguardo interrogativo serpeggiava: chi è Jimmy Choo? Che cosa fa? SCarpe, borse o altro? Mentre le colleghe si stavano già organizzando per trascorrere la pausa pranzo all’insegna dello shopping da “dive”, i colleghi ancora dovevano indagare il genere, per capire se ne valesse oppure no la pena. E così, grazie a zio Google e alle migliaia di immagini sul tema, tutti capiscono il genere: parliamo di scarpe da donna tacco 12, e qualche volta anche 15 e 17, con plateu, pailettes, fantasie maculate e tanta eccentricità: insomma, parola d’ordine “Scarpe eccentriche”.

A parte che dire ad una donna che è in corso una svendita di scarpe equivale a renderla felice per una settimana…un po’ come per le borse: aprite la scarpiera di una donna e si aprirà un mondo..scarpe per ogni evenienza, scarpe alte, tacchi a spillo, tacchi larghi, basse, ballerine, di vernice, di camoscio, di pelle, di ogni colore per ogni ricorrenza, e poi scarpe sportive, snickers, da ginnastica per andare a camminare e da ginnastica per andare a correre, da ginnastica a scarponcino, oppure da ginnastica con la zeppa, stivaletti genere unisex, stivaletti con tacco a stiletto e poi stivali, bassi da cavallerizza oppure eleganti di pelle o di camoscio.

Vogliamo parlare dei sandali!? Qualcuno ha detto sandali? Ma gioiello oppure alla schiava (tutti intrecciati, come li indossavano gli antichi romani)? Con il tacco supersexy oppure rasoterra completamente aperti? E vogliamo spendere due parole per la scarpa modello “Chanel” (chiuse davanti ed aperte dietro), e per le “tip toe” (chiuse ma aperte in corrispondenza dell’alluce)? Con plateau oppure senza? Bianchi di giorno d’estate, neri di sera…una scarpiera non può bastare..

Detto ciò, tutte pronte per organizzare la pausa pranzo in trasferta shopping e partecipare a questa favolosa svendita “family and friends”, in un favoloso hotel sulle rive del lago, in zona Lugano Paradiso. Una bella giornata di sole, a dieci minuti dall’ufficio, ci ricordiamo tutti che abbiamo il privilegio di lavorare vicino al centro, seppur i nostri uffici e tutta la zona di Lugano nord sia in fondo così diversa dal centro della città e dalla bellissima zona del lungolago. Dopo aver parcheggiato, abbiamo una piccola passeggiata a piedi tra le vie che arrivano sul lungolago.. Incrocio anche Matteo Pelli di Radio3i lo riconosco, e, come fosse un amico di lunga data, lo guardo e gli dico “c’è il Matteo Pelli!”, impossibile non sentirmi, eccolo che educatamente si volta e saluta con un “Ciao!” . Chissà perché ascoltando giornalmente il suo programma radiofonico tutte le mattine, mentre da brava pendolare macino i miei cinquanta chilometri, mi sembra di conoscerlo personalmente, manco fosse un amico di famiglia…

Ci siamo, entriamo, borse al guardaroba.

L’eccitazione sale mentre le scale ci conducono alla sala riservata all’evento.

Donne ovunque.

Sedute, in piedi, accovacciate.

Quelle fortunate hanno trovato una sedia, un po’ un stile, con la seduta in vellutino, e provano una ventina di paia di scarpe a testa, nella speranza di fare l’affare, ai loro piedi le scarpe scartate vengono raccolte da altre donne con l’occhio assassino, alla ricerca della scarpa della vita da mostrare all’amica al ritorno a casa. Quelle in piedi sono, come me, tutte intorno a questi tavoli disposti lungo le pareti dove paia e paia di scarpe incellophanate campeggiano, tacchi all’aria, in attesa che mani avide di shopping afferrino il numero giusto e trovino, con altrettanta fortuna, il gemello per aggiudicarsi così la tanto desiderata coppia di scarpe griffate..perché, ahimè, non è poi così scontato trovarne un paio accoppiate e dello stesso numero…almeno non a quest ora..eh no…troppo facile! Quelle accovacciate, cercano, senza farsi notare, senza dare troppo nell’occhio, la scarpa dell’anno, fantastica, ma la posizione scomoda non consente di provare agevolmente il modello con tacco vertiginoso con collo del piede tremendamente alto…sfidando le leggi  della fisica, assumendo le posizioni più assurde ci si prova e si riprova la scarpa sperando, un po come nella favola di Cenerentola, che il nostro piede normale entri in una scarpa particolarmente “affusolata”.

La vera svendita da “family and friends” è quella in cui la bravura della donna in preda ad una crisi da shopping deve essere in grado di riconoscere l’articolo “glamour” in mezzo alla confusione di donne che ti strapperebbero di mano ciò che hai pur di portarlo a casa, alla mole di articoli ed oggetti che inizialmente erano in bella mostra e che dopo l’arrivo dell’orda scalmanata, l’ordinata esposizione di oggetti inizialmente “glamour”, ricercati e fashion diventano né più né meno che una massa indistinta di cose, un po come quando vai al mercato, con tutto il rispetto per il mercato, che io adoro, peraltro!

Niente borse, solo scarpe, sandali, stivali. Ovunque. Inizia la caccia al tesoro.

Jimmy Choo

Scarpa da gran soiree con tacco vertiginoso, ma dal colore sobrio.

Jimmy Choo

Belle! Ma perché non le hai comprate? “Era il 41”..

Scarpa dal colore shock per una seratina sul Red Carpet, in compagnia dell’attore belloccio del momento..non si sa mai, sempre meglio essere pronti per un’evenienza simile. Per la scarpa destra e’ disponibile il vostro numero e per la scarpa sinistra…buona caccia al tesoro!

Jimmy Choo

Scarpa da Pretty woman

Scarpa dal “vorreimanonposso”

Scarpa da “collezionesuperatanonpossovenderlainnegozio”… Tranquillo, signor Jimmy Choo, non piace più neanche a noi, riportala pure in magazzino.

Ti serve il 38? Per un quarto d’ora, trovi solo scarpe 36, 40 e 41…Il 39? La destra c’è, la sinistra non si trova…insomma, la sensazione è proprio quello: una svendita che dura tre giorni, al secondo giorno ci sono solo le scarpe un po’ particolari, i numeri più strani, i colori più improbabili…del modello che ti piace non esiste il tuo numero, dei modelli che non metteresti neanche sotto tortura tutta la scelta del mondo…

Jimmy Choo

Zitta zitta, quatta quatta, senza dare nell’occhio, con passo felpato mi avvicino ad uno stivaletto quasi indossabile, di pelle nera, attenzione e’ mio numero, il 39, però ha una zeppa non indifferente, ma il modello è carino…dove sarà la scarpa sinistra…mi aggiro inconsolabile, ma ancora speranzosa, tra le scarpe spaiate che invocano aiuto e chiedono di ritornare negli scatoloni, piuttosto che rimanere ancora lì..ed ecco che ..

Bingo!

Ho trovato la gemella, si, possono andare.. Ma non le provo. In piedi non le provo, e non c’è neanche una sedia…ok, le pago e vado. LE mie colleghe nel frattempo sconsolate decidono di uscire a mani vuote. Troppo caos, modelli un po’ troppo “eccentrici”…

I prezzi delle scarpe, qui, sono pari al 10% del loro valore sul mercato, per questo Pensavo anche i miei stivaletti….invece no, costano…un po di più. Diciamo un centinaio di franchi non preventivati…

Ma come ? Chiedo conferma del prezzo…”Signora, gli stivaletti rientrano nella categoria boots, quindi costano xxx franchi, anziché xx”.

“Capisco”. E in fondo penso che non li ho neanche provati.

Ma la tentazione e’ troppa, li compro a “scatola chiusa”, senza provarli…o la va o la spacca..e speriamo in bene! Non è per me, credetemi…con tutti i grandi nomi di pelletteria e di scarpe che abbiamo in Italia, la cui produzione è peraltro concentrata nelle Marche..No, non è per me, ma per il mio armadio. Sarà orgoglioso di avere parcheggiate al suo interno l’ennesimo paio di scarpe “vorreimanonposso”, inutilizzate per mancanza dei seguenti fattori:

  1. Desiderio di indossarle
  2. Motivazione per indossarle
  3. Occasione per indossarle
  4. Luogo giusto per indossarle, soprattutto se in compagnia di Liam

La prima ed ultima volta che ho indossato un paio di sandali Gucci tacco 12 e’ stata ad un matrimonio, nella mia vita “ante-Liam”: ricordo ancora la strada dall’auto alla chiesa, sembrava un percorso ad ostacoli, compreso di pavé duro e scivoloso, ad alto rischio slogatura caviglie…ho cercato disperatamente un appiglio per tutto il tragitto, un braccio al quale attaccarmi, per cercare di mantenere un equilibrio, seppur precario ma ammetto che il desiderio di toglierle, sul più bello, e’ stato forte.

Da quando sono “mamma”, e da quando i chiletti in più non mollano la presa, poi, le scarpe con i tacchi alti sono diventate una sorta di “collezione”: son li, che mi guardano dal mio armadio, in attesa di essere utilizzate, nella giornata utopicamente “ideale” che probabilmente non è più neanche conciliabile con le esigenze che si hanno quando hai un maschietto di quasi quattro anni che quando meno te lo aspetti, si lancia con forza verso le tue gambe, aggrappandovisi e mettendo a dura prova l’equilibrio precario che solo un bel paio di scarpe con tacco 12 sanno darti.

E ripenso alle star di Holliwood che sfilano sul red carpet con le loro bellissime e paillettate scarpe Jimmy Choo, ondeggiando qua e là e penso che, in fondo, certi abiti giocoforza richiedono certe scarpe, e che le stesse scarpe, viste al di fuori del loro contesto, appaiono, per i comuni mortali, un po’ “eccentriche”, quasi “démodé ” e, alla fine, ridimensioni il nome, il prestigio, la griffe, la pubblicità.

Madeleines – ricetta di Luca Montersino

La sua forma così particolare e graziosa mi ha sempre affascinato.

Madeleines

Elegante, chic, così francese, l’ho sempre associata a merende d’altri tempi, ambientate in grandi giardini, con tavoli bianchi in ferro battuto e fiori di campo, e ranuncoli, e rose rampicanti. Su un tavolo, una teiera dallo spiccato stile country, tazze grandi e bianche, e in primo piano, su di un piattino, loro…

le Madeleines…

Conchiglia o ventaglio? La sua forma e’ accattivante ed ogni volta che la si nomina, non si può non ricordare, o citare, Proust.

L’eleganza di questo dolcetto e’ unica, dalla consistenza piena, che ricorda quella del plumcake, dal sapor di vaniglia, limone e qualche volta anche mandorle: per un dolce così raffinato, non potevo che scegliere Luca Montersino per presentare la sua ricetta delle Madeleines.

Madeleines

Il gusto e’ molto buono, la scorza di limone e la vaniglia conferiscono a questo dolcetto un sapore avvolgente e la consistenza morbida invoglia a degustarne più di uno, una bella tazza di the ne e’ la compagna ideale..

Quando si parla di Madeleines, non si può non citare Proust, e questo brano tratto da “la Ricerca del Tempo perduto”, emblema della Madeleine e della nostra “Memoria Involontaria”:

“Già da molti anni di Combray tutto ciò che non era il teatro e il dramma del coricarmi non esisteva più per me, quando in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un pò di tè. Rifiutai dapprima e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate “maddalenine”, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di “maddalena”.

Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me ditazza di te’ straordinario.

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa: o meglio quest’essenza non era in me, era me stesso.

Avevo cessato di considerarmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta?

Sentivo ch’era legata al sapore del tè e della focaccia, ma lo sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura.

Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? Bevo un secondo sorso in cui non trovo nulla di più che nel primo, un terzo dal quale ricevo meno che dal secondo.E’ tempo che io mi fermi, la virtù della bevanda sembra diminuire.

E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me.

Essa l’ha risvegliata, ma non la conosce, e non può che ripetere indefinitamente, con forza sempre minore, quella stessa testimonianza che che io sono incapace di interpretare e che voglio almeno poterle donare di nuovo e ritrovare a mia disposizione intatta, fra poco, per una spiegazione decisiva.

Depongo la tazza e mi rivolgo al mio animo. Tocca ad esso trovare la verità.

Ma come? grave incertezza, ogni qualvolta l’animo nostro si sente sorpassato da se medesimo; quando lui, il ricercatore, è al tempo stesso anche il paese tenebroso dove deve cercare e dove tutto il suo bagaglio non gli servirà a nulla.
Cercare? Non soltanto. Creare. Si trova di fronte a qualcosa che ancora non è, e che esso solo può rendere reale, per poi far entrare nella luce.”

Un dolcetto mica poi così banale…anzi tutt’altro, di tutto rispetto e, udite udite, facile da preparare grazie agli ingredienti semplici di cui è composta.

Allora, proviamo?

Condizione fondamentale: gli stampi per Madeleines 😉

Ingredienti:

  • 220 g di uova a temperatura ambiente (circa 4 uova medie)
  • 250 g di farina 00
  • 200 g di zucchero
  • 7,5 g di lievito per dolci
  • 50 g di latte intero fresco
  • 125 g di burro
  • 1/2 baccello di vaniglia Bourbon
  • 0,5 g di scorza di limone

MAdeleines

Preparazione:

  1. Accendete il forno a 220 gradi, modalità statico
  2. Grattuggiate la scorza di limone; incidete il baccello della vaniglia e prelevatene la polpa
  3. In un pentolino fate sciogliere il burro
  4. Montate le uova con lo zucchero, la scorza di limone grattugiata e la polpa di vaniglia nella planetaria fino ad ottenere una spuma gonfia
  5. Aggiungete la farina setacciata con  il lievito, mescolando a mano con un cucchiaio di legno, dal basso verso l’alto
  6. Aggiungete il latte gradualmente e il burro fuso (amalgamando gli ingredienti, fino a che latte e burro non saranno completamente assorbiti)
  7. Colate il composto negli appositi stampini (riempite la cavità fino a circa tre quarti)
  8. Cuocete in forno a 220 gradi per circa 4 minuti, poi abbassate la temperatura a 190 gradi, lasciate cuocere per circa 7-8 minuti

Controllate la cottura con uno stuzzicadenti, se fuoriesce asciutto sono pronte.

Dovranno risultare ben dorate, non dovranno scurirsi troppo.

Con queste dosi, ho riempito circa 5 stampi da 12 Madeleines piccole.

Ricetta Montersino: riuscita

Madeleine, mon amour…💕💕

Madeleines

 

Tortine alle Carote

L’altra sera mio marito è tornato a casa con un libro per Liam un po’ speciale…

Piccolo cuoco

Sull’onda “emotiva” di Masterchef junior, Liam si propone spesso e volentieri di aiutarmi a preparare la cena, lavare i piatti e la domenica spesso sceglie il dolce.

Passaggio obbligato da qualche giorno, indossare il suo grembiule dei Minions, adocchiato da lui stesso in uno scaffale dedicato ai nanetti gialli..

Grembiule Minions

Da oggi, quindi, inauguriamo ufficialmente la categoria “Scelte da Liam”, vale a dire ogni qual volta il piccolo grande chef di casa sceglie in modo categorico (non crediate di fargli cambiare idea) una Ricettina dolce, la troverete pubblicata li.

Così è successo con queste Tortine alle Carote, ricetta facile facile, a prova di bimbo….ehm ehm, scusate, a prova di “piccolo grande chef”..

Gli ingredienti sono dosati per avere due tortine, ho raddoppiato le dosi, ed abbiamo ottenuto circa otto tortine, diciamo otto muffin…si lo so che due per due fa quattro, ma non chiedetemi perché..raddoppiando le dosi io abbia ottenuto ben otto Tortine..

Tortine alle carote

ingredienti:

  • 2 carote
  •  2 uova a temperatura ambiente
  • 80 g di farina
  • 40 g di mandorle in polvere
  • 80 g di zucchero
  • 60 g di burro
  • 1 pizzico di lievito per dolci
  • pirottini

Tortine alle carote

Procedimento:

  1. Accendi il forno a 160 gradi, modalità statico
  2. Prepara una teglia e dei pirottini per muffin
  3. Grattugiare le carote su un foglio di carta assorbente affinché perdano l’acqua
  4. Prendere un pentolino e mettervi il burro, che farete sciogliere a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto
  5. In una ciotola, con un cucchiaio di legno, lavorare lo zucchero con il burro e l’uovo sbattuto
  6. Aggiungere al composto, la farina setacciata con il lievito, le carote grattugiate e le mandorle, amalgamando bene
  7. Versare l’impasto nei pirottini, fino a terminare l’impasto
  8. Cuocere per circa 25 minuti. Fai la “prova stecchino” per verificare se le tortine sono cotte
  9. Lasciale raffreddare. A piacere, puoi spargere sopra lo zucchero a velo oppure preparare una glassa

 

Tortine alle carote

 

Ciambella morbida al cioccolato nocciolato e pere

Alla fine e’ trascorsa anche Pasqua ..andata, finita, volata. Mi è rimasto però un chilo in più, x chili che potrei metter su qualora la cioccolata che gira per casa non dovesse sparire in quattro e quattr’otto. Perché mi conosco, un pezzettino oggi, uno domani, fino ad esaurimento scorte, potrebbe essere una dolce abitudine a cui potrei abituarmi facilmente..

Cioccolato fondente con nocciole

Liam ha ricevuto molte uova pasquali, la fortuna è che però la cioccolata e’ rimasta dalla nonna…quello che è rimasto in casa qui da me, invece, è un ottimo uovo di cioccolato fondente nocciolato Novi che però è pericolosamente buono.

Quindi, come tutti i blog che si rispettino e che trattano “cibo”, non posso non dedicare un post al “riciclo” del cioccolato avanzato che “gira” per casa ancora in questi giorni.

Cioccolato fondente alla nocciola

Idee? Un milione! Ma nel milione di ricette a base di cioccolato, ho provato questa, che faceva al caso mio, anche perché avevo anche delle pere da consumare, ormai molto mature.

Una torta si può offrire, condividere, mangiare a colazione o accompagnare ad una tazza di tè.

Ecco la ricetta che mi ha ispirato, trovata sfogliando un inserto della rivista di cucina Alice “Torte e dolci di cioccolato”, io ho cambiato solo il tipo di cioccolato e la quantità di pere.

Ciambella morbida al cioccolato nocciolato e pere

 

Ingredienti:

  • 150 g di cioccolato fondente (io ho utilizzato il cioccolato fondente nocciolato Novi)
  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 100 g di farina 00
  • 120 g di zucchero semolato
  • 1 vasetto di yogurt bianco (125 grammi)
  • mezza bustina di lievito per dolci (8 grammi)
  • 4 pere (io ne ho utilizzate 2 )

 

Ciambella morbida al cioccolato nocciolato e pere

Preparazione:

  1. Preriscaldate il forno a 170 gradi, statico
  2. Imburrate ed infarinate uno stampo a ciambella (circa 24 cm)
  3. Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato tagliato a pezzetti con il burro, mescoliamo finché gli ingredienti non saranno fusi ed amalgamati. Poi togliamo dal fuoco
  4. Lavorare lo zucchero con le uova fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso
  5. Aggiungere lo yogurt, il cioccolato fuso, la farina setacciata con il lievito e lavorate il composto amalgamando gli ingredienti (io ho utilizzato il Bimby, velocità 4 per 40 secondi)
  6. Sbucciare e tagliare a quadratini le pere
  7. Amalgamarle nel composto e versare il tutto nello stampo
  8. Infornare a 170 gradi per circa 35 minuti. Verificate la cottura con uno stecchino, se esce asciutto e’ pronta
  9. Togliete dal forno e lasciatela raffreddare nello stampo
  10. una volta fredda, ponete un piatto da portata sulla base dello stampo, capovolgete lo stampo e aspettate qualche secondo finché la ciambella non si staccherà dalle pareti dello stampo.
  11. Spolverizzate con abbondante zucchero a velo

Ciambella morbida al cioccolato nocciolato e pere

La consistenza della ciambella sarà morbida, il nocciolato durante la lavorazione della torta e la cottura e’ diventato granella, per cui gusterete un intenso sapore di cioccolato fondente con le nocciole ormai tritate, le pere contribuiscono a rendere umido il composto della torta.

Ciambella morbida al cioccolato nocciolato e pere

E’ stato alquanto difficile convincere Liam a non toccare la torta mentre cercavo di fotografarla, la sua tentazione era quella di tagliarne dei pezzi con le mani; pensavo di averlo convinto, e allora poi la sua manina è andata dritta dritta sugli ovetti di cioccolato.

Ciambella morbida al cioccolato nocciolato e pere