Qualche giorno al mare

In spiaggia

A volte mi fermo a pensare a quanto tempo della nostra vita scivoli via, risucchiati come in un vortice senza fine, fatto di lavoro, scadenze, orologi, mille impegni, corse contro il tempo.

Tic tac, le lancette del’orologio corrono all’impazzata verso il giorno dopo, e come un cricetino sulla propria ruota gira vorticosamente all’inseguimento di non so cosa, io corro, e corro, e corro. Da quando suona la sveglia, corro per prepararmi, per preparare Liam, corro per uscire di casa in orario, per arrivare al lavoro puntuale, corro contro il tempo, per ritrovarmi in un traffico composto da persone come me, che corrono. Entro in ufficio, e tutto quello che c’è da fare e’ “correre”, fare, fare e ancora fare. Perché chi si ferma e’ perduto e quando ti perdi e’ poi dura recuperare. Esco di corsa, faccio la strada “al contrario” verso il nido e verso casa, e sempre di corsa, e se mi fermo, e’ colpa di un ingorgo. Alla fine di questo tour de force, varco la soglia del Nido e il tempo per un attimo si ferma: mi godo questi due minuti in cui il mio bimbo realizza che sono arrivata e sono proprio io, la sua mamma, e corre, si, corre, anche lui, dal centro del salone mi viene incontro correndo, accogliendomi con un grande sorriso. I cinque minuti della mia giornata in cui tutto si ferma per un istante.

E questa settimana, la corsa quotidiana, il rumore, la frenesia, la stanchezza, le mie palpebre sempre più socchiuse da un grande sonno arretrato e dallo stress accumulato, i preparativi composti da tre trolley per quattro giorni di vacanza, si sono fermati nell’attimo in cui siamo saliti in macchina noi tre: chiudiamo le portiere, il motore acceso, si parte, destinazione Arenzano.

Per il tempo di un’ora e mezza, lascio fuori dalla macchina una frenesia da cui era indispensabile staccarsi, almeno per qualche giorno, per assaporare un ritmo di vita più umano, più dolce, più armonioso, che ci accoglie quando arriviamo.

Sarà il viaggio relativamente breve e quindi “sostenibile”, sarà che eravamo tutti molto stanchi, fatto sta che arrivare al mare, fare check-in in hotel, svuotare le valigie ed iniziare a godere i momenti di una breve vacanza, fanno sentire meglio.

Riprendere in mano il proprio tempo, il proprio spazio, fatto di luce, sole, mare, spiaggia, secchiello e paletta, sabbia da tutte le parti e dentro il costume, colazione lenta con cappuccino e brioche, fette biscottate e marmellata, lunghe dormite su un materasso che non e’ il tuo, ma nonostante ciò, e’ terribilmente comodo. Prepararsi per uscire tutti e tre insieme a cena, prendersi il tempo di scegliere il luogo dove cenare per poi scoprire che una piccola osteria ti fa sentire come a casa. Fermarsi sotto le piante all’ombra dei pini marittimi che costellano il lungomare, dove trovi file e file di panchine fresche, mentre il resto del mondo al sole si cuoce, e la sabbia scotta terribilmente sotto i piedi. Due, tre giri sulle giostre, il cavallo bianco, che sembra uscito da una favola, l’aeroplano, la macchinina, c’è anche la nave ed il suo capitano.

Giostre

Palme, le due sdraio e l’ombrellone, i venditori ambulanti con i parei formato matrimoniale di cotone indiani che pesano un quintale. Il Cornetto Algida comprato al bar dello stabilimento balenare, il Fior di Fragola per rinfrescare le papille gustative, i tuffi e gli schizzi di acqua gelida di giugno, incautamente causati da bambini e dai loro giochi nell’acqua, la nave merci che all’orizzonte, lentamente, attraversa il mare, destinazione chissà dove, le buche nella sabbia che ad ogni onda si riempiono d’acqua, le impronte dei piedini del mio bimbo che corre lungo la battigia, che le onde cancellano, sassi grandi e piccoli, bianchi, verdi e grigi, pezzetti di vetro colorati, i cui spigoli sono stati ormai smussati dal sale e dall’acqua, in una continua ed incessante erosione.

Sassi e ciottoli

Le nuvole sopra la mia testa, i piedi pieni di sabbia grigio scuro, sembra quasi incollata alla mia pelle, come un tatuaggio, bimbi piccoli scalpitanti a riva, neonati sotto l’ombrellone avvolti dalle possenti e grosse braccia materne che hanno già cresciuto un paio di figli.

NuvoleSecchiello e palette

Il porticciolo e le sue barche attraccate, barche a vela al largo, qualche yacht di passaggio, voglia di salpare e navigare.

Tra le vie di Arenzano, focaccerie golose, carte piene d’olio e una focaccia che non smetteresti di mangiare, panchine, molte panchine, all’ombra, ristoranti ed osterie, negozi di giocattoli, gelaterie. Edifici colorati elegantemente, con decori sulle pareti che creano profondità e spessori, come fossero sculture, stemmi, cammei, nicchie affrescate, un po’ come le abbiamo viste a Finale Ligure.

Pareti con affreschi in rilievo

Il Grand Hotel di Arenzano domina con la propria imponenza l’arrivo in città, le sue palme altissime e le sue trifore rendono sontuoso questo angolo di città. Nel suo enorme cortile, auto da tutta Europa. Da qui si accede all’area delle piscine, affollata di ospiti che non amano salsedine e sabbia. Nella sua sontuosa hall, un pavimento tirato a lucido ed arredi piuttosto classici, casse di pregiate bottiglie di vino, un via vai di stranieri alla Reception. Nella sala principale dove viene allestita la colazione, un buffet ampio e vario, non manca nulla, un pianoforte a coda arreda un angolo della sala. La camera e’ molto grande, una moquette verde che sembra velluto, gli arredi di legno rendono la camera accogliente. Dal cancello, attraversi la strada e ti trovi subito in spiaggia e sul lungomare. Dimenticare l’auto per quattro giorni e’ per me un grande vantaggio che mi consente di riposarmi molto di più. Ritrovare il piacere di camminare e di fare lunghe passeggiate, soprattutto di sera, quando il sole non brucia più.

Il tempo nelle mie mani mi sembra scorra lentamente, lasciandomi il tempo di riposare con la mia famiglia, facendo sembrare questi quattro giorni un periodo molto più lungo, piacevolmente dilatato, tempo piacevolmente ritrovato. Liam sempre più grande, ritrova quel sodalizio, tutto maschile, con suo padre: finalmente riesce a goderselo un po’ e a giocare con lui. Noto che questo bimbo ormai “grande” sta gradualmente staccandosi da me, come presenza onnipresente, per fare nuove esperienze e scoprire nuove cose con il suo papà, che, se da un lato non dice mai di no, dall’altro e’ il suo punto di riferimento per ogni nuova sfida che deve superare per poter essere considerato un “bimbo grande”.Un bimbo che a settembre andrà alla scuola dell’infanzia, e per questo, dovrà essere pronto.

Noi tre

 

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Sorpresa!

magnolia in fiore

Anacronistico ormai, parlare di Pasqua, proprio oggi poi, una domenica di caldo quasi estivo che fa venire in mente il mese di giugno. Grigliata in giardino, voglia di stare fuori, a piantar fiori nell’aiuola, a fare pic-nic sul prato, a prendere le biciclette e girovagare, con l’aria che ti sfiora i capelli, e quel senso di libertà, di svago e di temporaneo benessere che dura lo spazio di un week-end, nella speranza o nell’illusione che non termini mai. Voglia di risistemare il giardino, comprare un tavolo nuovo e una fontanella, voglia di sorseggiare un caffettino baciata dal sole, nella speranza che qualche raggio di sole mi regali quelle efelidi, o lentiggini, ormai perse negli anni, ormai rarefatte, che solo un’esposizione prolungata al sole mi potrebbe riportare.

E poi, sfoglio questo diario, e trovo le pagine vuote, non ancora scritte dei giorni di festa,ormai una settimana fa,nella mia mente ancora moltissime immagini vivide, che penso, meritano di essere scritte, in fondo,  e’ sempre la nostra vita, anche se corre come un treno, anche se si tratta di ieri, di qualcosa di passato.

Coroncina pasquale

Abbiamo trascorso la giornata di Pasqua in casa, in famiglia, nelle Marche, una giornata di freddo e di vento, pioggia battente da non farti mettere il naso fuori se non per necessità. A dire il vero, tutta la vacanza, seppur trascorsa in una località di mare che ben conosciamo da anni, dove di solito si cerca il più possibile di trascorrere il tempo libero all’aperto, in riva al mare, sul lungomare,o in centro, e’ stata contraddistinta da un vento forte e gelido che oltre a scompigliare i capelli, tagliava a fettine orecchie e naso, cappello e sciarpa irrinunciabili, Liam il più possibile coperto, spostamenti ridotti al minimo indispensabile. Pasqua e Pasquetta all’insegna della tavola e delle tradizioni e delle uova di cioccolato, Pasquetta con grigliata all’aperto ed il nostro compagno di vacanza, il vento. Dal salato al dolce, come ogni festa, si arriva alla fine con quella sensazione di essere stati ad un pranzo di matrimonio, tavola apparecchiata dal pranzo fino alla cena ed il desiderio di fare una bella passeggiata. Liam entusiasta della compagnia, dei cugini, dei nonni, degli zii, era particolarmente felice, la sua vivacità sprizzava da tutti i pori. Uova di cioccolata ovunque, al latte, fondente, cioccolato Kinder, tema preferito “Cars”, sorprese quindi molo apprezzate, trattandosi dei personaggi come Cricchetto e Saetta Mc Queen.Pseudo Tortano Finalmente martedì e mercoledì il vento e’ diminuito sensibilmente, tanto da riuscire a fare una passeggiata lungo il centro, dove gli edifici ed i negozi riparano sempre un po’ dall’aria di mare, e allora un po’ di ‘sano’ shopping che in vacanza trova sempre spazio, si e’ sempre più disponibili a comprare durante una vacanza…una breve tappa nei negozi di abbigliamento come Calliope e Terranova, seppur abbiano una linea da teenager, sono sempre posti dove adoro entrare e trovare un paio di pantaloni “basici” a 19 euro o il maglioncino alla coreana che usi con tutto a 10 euro. Per chi come me ha da poco superato la soglia dei 40 e desidera ancora un abbigliamento giovane, un po’ alla moda, ma senza eccesso, gran parte dei vestiti esposti non sono neanche contemplabili, perché giustamente rappresentano una moda molto molto giovane, ma cercando tra i capi “basici”, trovo molto di più in negozi come questo, che non da Combipel, dove la linea degli abiti sembra sempre un po’ troppo da “signora”. Nel pomeriggio, il tradizionale giro nella zona degli outlet, in zona Montegranaro, questa volta ci siamo concentrati su Docksteps, dove si trovano Bikkenberg, Virtus, Samsonite, Merrell, Cult, e da Alberto Guardiani dove mi sono innamorata di tutte le borse primaverili esposte, una meraviglia per i miei occhi, ma al momento proibitive, gli acquisti veri e propri saranno rimandati al periodo di saldi quando i prezzi saranno un po’ più accessibili.

L’hotel dove abbiamo soggiornato questa volta e’ a pochi minuti dal lungomare, peccato che le sferzate di vento e la pioggia battente non ci hanno certo consentito di godercelo. La struttura e’ nuova e arredata con gusto moderno, la camera ha mobili di design, e’ confortevole, molto grande, 35 metri quadri, con un angolo cottura che, con un bambino, può sempre essere utile, ad esempio per riscaldare il latte o lavare il biberon nel lavandino. Una bella camera pulita dove mi son sentita subito a mio agio, come a casa.

Dimorae Hotel

Non e’ sempre così, quando viaggi e soggiorni in alberghi può accadere di non sentirsi a proprio agio per gli spazi angusti o gestiti male, odori particolari provenienti dalle cucine, polvere diffusa, copriletti poco curati o qualche volta poco puliti, bagni con sanitari vecchiotti e malandati.

Non e’ chiaramente questo il caso del Dimorae Hotel di Civitanova Marche, dove siamo stati accolti con grande gentilezza. Con grande entusiasmo abbiamo appreso che l’albergo ospita una mostra fotografica dedicata a grandi artisti del jazz, lungo il corridoio del primo piano; l’autore, Andrea Rotili ha esposto momenti di musica jazz, numerosi artisti che si sono esibiti negli anni scorsi nelle manifestazioni jazzistiche più conosciute, come ad esempio Umbria Jazz, per citarne una. Tra i nomi Diana Krall, Fresu, Pino Daniele, George Benson e molti altri. Jazz in black & colour

Andrea Rotili

Sabato pomeriggio inoltre la mostra e’ stata allietata dalla musica jazz suonata dal vivo, non sono particolarmente appassionata di questo genere, ma ammetto che disfare le valigie mentre un sax appena fuori dalla porta della tua camera suona musica jazz e’ davvero unico, un’atmosfera surreale e molto piacevole. Sembrava il sottofondo musicale di uno di quei film che ti colpisce per la colonna sonora, per cui non abbiamo perso tempo e appena possibile siamo usciti dalla camera per vedere e sentire dal vivo  la musica e quindi visitare la mostra fotografica. Il bianco o il nero come sfondo, il blu e il colore come protagonisti delle foto a colori, in primo piano sempre e comunque loro, gli artisti. Personaggi che sembrano uscire dal quadro fotografico, sembra insomma di averli li, davanti a te, mentre suonano o cantano, da quel muro e da quella fotografia sembra fuoriuscire la melodia del concerto, mi sembra di sentire le emozioni che la musica dal vivo sa trasmettere.

Jazz in black & colour   Jazz in black & colourJazz in black & colour   Jazz in black & colour

Se siete da quelle parti, vale la pena visitarla anche se non e’ vastissima e per questo risulta ancor più facile probabilmente ritagliarsi il tempo per vederla.

La partenza

Finalmente in macchina.

Anche se il viaggio e’ ancora tutto da fare, si parte.

Si, tiro un sospiro di sollievo, siamo a metà dell’impresa.

Si, perché e’ un’ impresa partire, sono un’impresa i preparativi. Certo, e’ sempre bello trascorrere le festività fuori porta, ma quello che c’è dietro prima di riuscire ad aprire la portiera della macchina, girare la chiave, sentire il motore acceso e partire e’ tutto un programma.

Durante la settimana che precede la partenza, la lavatrice e l’asciugatrice sono gli elettrodomestici impazziti di casa: praticamente vanno a tutte le ore, non stop, nella speranza di avere tutto pronto per il giorno della partenza, con il risultato che ti ritrovi anche la cesta del bucato da stirare straripante di maglie, pantaloni, body, tute, etc. I trolley già in giro per casa a metà settimana, tirati giù dal proprio ripostiglio dove li tieni durante il resto dell’anno, sperando sempre di riuscire a preparare la valigia sempre un po’ in anticipo: illusione, mi ritrovo fino all’ultimo  secondo con le ciabattine per la doccia in mano, i bagagli in macchina, e non so più dove cavolo metterle. Per non parlare dello spazzolino da denti, visto che ti serve fino alla fine, e’ l’ultimo oggetto da riporre nel beauty ,  ed il primo oggetto che tendo a dimenticarmi, salvo comprarlo ad un prezzo esorbitante in Autogrill, la’ dove tutto costa come l’oro, soprattutto se e’ un qualcosa che hai dimenticato di portar via.

In settimana un giorno poi necessario al “restauro” pre-festa: colore, taglio e piega, estetista, shopping e make up, manca proprio un abitino da indossare il giorno di Pasqua, la scarpa abbinata e di conseguenza la borsa..mentre apri l’armadio e non c’è più neanche un centimetro per l’ultima gruccia, le scatole delle scarpe non entrano più nella scarpiera, le borse sembrano guardarti sconsolate, mentre cerchi di mettere l’ultimo acquisto proprio li, tra la borsa beige primaverile e quella marrone scuro invernale, peccato che poi usi sempre la stessa da almeno due mesi, solo per la pigrizia di travasare da una borsa all’altra il contenuto che pesa quasi 8 chili, un bagaglio a mano, in pratica. Il parrucchiere, stavolta, l’ho saltato, per la piega la mia bella piastra ghd mi aiuterà a tenere in ordine i capelli, salvo poi scoprire di non aver tempo di passarla, fino a quando non arriverò in albergo. La priorità all’estetista, finalmente. Brevi momenti di tregua dalla corsa dei giorni pre-festivi.

Anche il traffico va in tilt nella settimana dei preparativi, arrivare al lavoro e’ come fare un terno al lotto, o meglio, sai a che ora parti e non dai a che ora arrivi, tutto ciò che non accade durante l’anno, accade nei giorni precedenti le feste,  come ad esempio martedì, quando per una rapina ad un distributore di benzina svizzero, le dogane hanno intensificato i controlli ed il traffico si e’ congestionato, in coda per uscire dalla Svizzera, talmente stufa che quando varchi la soglia tra Stabio e Gaggiolo saluti il finanziere italiano in dogana come fosse amico di famiglia e appena tocchi il suolo italiano un urlo liberatorio di soddisfazione ti tira fuori tutta la rabbia accumulata in un’ora di stress.

E piove sotto il cielo di Modena mentre viaggiamo nella speranza di arrivare presto.

Il lavoro durante l’ultimo giorno precedente i giorni di ferie e’ poi il massimo: tutto ciò che non t’aspetti, accade. Puoi conoscere il tuo lavoro come le tue tasche, ma sta sicura che il caso “inedito”, qualcosa di complicato, ti accade, come la personalità di spicco che non vorresti mai contrariare nella tua vita, in realtà e’ infuriata proprio con te perché aspetta un rimborso che tarda ad arrivare. Riesco persino ad uscire tardi di mezz’ora, nel tentativo di riordinare il tutto prima di lasciare la scrivania e attenzione, mai dimenticare l”out of Office” su outlook, rischio sempre di dimenticarmi, ma e’ uno strumento utile per chi ti scrive quando tu non sei in ufficio…

Poi c’è il giorno di ferie preso perché il Nido e’ chiuso e tu devo occuparti dei preparativi. Ora, Liam che mi vede preparare le valigie e’ talmente eccitato che ciò che faresti in cinque minuti in realtà lo fai in cinquanta. Ha atteso così tanto questa partenza per andare dalla nonna Rosalba che la sua frenesia e’ appurò irrefrenabile. Quindi, !er poter gli fare il bagnetto devo rincorrerlo per casa, insistere per svestirlo, insistere per farlo uscire dall’acqua, pulire dieci volte sotto la tavola in cucina,, dopo aver cambiato due volte almeno la tovaglia, visto che lo sport preferito in questo periodo e’ il travaso di acqua da un bicchiere all’altro, raccogliere i libri che si è divertito a rovesciare sul pavimento, riporre tutte le macchinine riverse sul tappeto nella scatola, salvo poi ritrovarle in giro per casa, ogni stanza un potenziale divertimento, persino il bagno ha il suo “perché'”: vogliamo parlare dell’attrazione irresistibile del rotolo di carta igienica? Si può srotolare tutto seduta stante, oppure prenderlo e metterlo a bagno nel wc intasandolo, nell’arco di due secondi e mezzo. E meno male che non lo perdo mai di vista…

Vestiti ripiegati sul letto velocemente, pronti per esser messi in valigia, prima che arrivi come una saetta a rovesciare tutto per terra, sempre nella frenesia di aiutarmi, si intende…Mentre scelgo le scarpe da portare, quattro scatole sono già per terra e le relative scarpe sparse dietro di me.

Preparo la “pappa”, mentre rovista tra i suoi giochi, e direi che una bella puntata di Masha e Orso a questo punto me la merito pure io…con lei Liam si tranquillizza e si diverte.

E’ arrivato il momento di preparare qualcosina da portare in dono, vorrei tanto fare la tradizionale Pastiera, ma non ho gli ingredienti, ecco, insomma, dovrei andare a fare la spesa…direi che siccome siamo ancora in alto mare, la spesa la escludo, in fondo ci sono tante altre cose buone da fare…ma appena mi avvicino al Bimby, proprio come fa Masha con l’orso, Liam si avvicina e lesto afferra la sua sedia per avvicinarla al mobile della cucina e poter così mettere gli ingredienti nel Bimby: “paccio io, paccio io!”. Farina dappertutto, misurino del Bimby su e giù, lo afferro prima che prenda le uova e prima che infili la sua nuova macchinina nell’impasto che il Bimby sta amalgamando…giusto in tempo.

All’improvviso, “mamma, ciuccio e nanna”… Parole magiche per le mie orecchie, il mio guerriero e’ stanco ed e’ ora di riposarsi con la sua copertina, si accuccia sul divano ed il tempo di una carezza, chiude i suoi occhioni  e si addormenta all’istante.

Inizia la mia tregua, per modo di dire: da adesso in poi per due ore almeno devo mettere il Bi-turbo e concludere tutto ciò che ho iniziato e non ho finito. Quanto ai miei lievitati in forno, non sono molto soddisfatta, sembra proprio che non mi sia riuscito niente di come avrei voluto.

LA giornata sembra non avere fine, sempre nella speranza di avere pronto tutto entro stasera.

Utopia.

La mattina della partenza poi per noi e’ un punto di domanda. Ormai non decidiamo neanche più l’orario. Quando tutto è’ pronto, si va. L’impresa è’ riuscire a salire in macchina, con quel baule carico di bagagli, borse e borsoni, non capisco perché, sembra che ad ogni viaggio, invece di diminuire, aumentino..

Fa capolino un pallido sole, tra le nuvole color avio, mentre le colline marchigiane ci danno il benvenuto da Urbino in poi, tra ulivi e verdi prati, la vista dal finestrino mette in pace il mio IO più frenetico ed irrequieto con quello pacifico e tranquillo.

E Loreto sulla collina ci saluta ancora una volta…

 

 

Una passeggiata nel “bello”

.Continua la passeggiata del week-end. E mentre a Sanremo si festeggiano i vincitori del Festival, rivelazione, i Volo, noi festeggiamo il compleanno di mio marito e continuiamo la nostra gita fuori porta.

Dalle cartoline di Finale Ligure, alla passeggiata di questa mattina a Finalborgo, uno dei borghi più belli del nostro Paese.

Mi sorprendo sempre più, delle bellezze della nostra Italia, scoprire borghi come questi come d’incanto e gustare a pieno la magia di un luogo sospeso nel tempo.

Meraviglioso, di Domenico Modugno, mi ritorna in mente, anzi, e’ la versione di Negramaro, con quella voce roca, ed ecco che incalza il ritornello, mentre apro le mie braccia, e come una bambina con il vestitino nuovo volteggia su se stessa per provare se la gonna diventa “una campana” girando, io immagino di girare su me stessa, cantando a squarciagola, perché il mio cuore si sta riempiendo di questa emozione positiva che desidero portare via con me, nel. P viaggio di ritorno verso casa ormai cominciato.

 

Cartoline

Siamo in Liguria per un week-end fuori porta.

Poco tempo per scrivere, tanto tempo per vivere questi giorni all’aperto, nonostante il meteo non sia molto clemente.

Tante cose da raccontare, non appena ci sarà un po’ di tregua, nel frattempo, qualche scatto, cartoline da un luogo in cui non ero mai stata e che mi ha colpito per la sua eleganza delle architetture, i colori ricercati del rosa antico e del verde salvia, il suo mare, i suoi prodotti tipici.

Settembre, e’ tempo di ricominciare

Dal punto di vista meteorologico, possiamo dire che l’estate non l’abbiamo proprio vista, per lo meno nel Nord Italia, le belle giornate di sole estivo si contano sulle dita di una mano. Eppure, quando arrivano i mesi di luglio e agosto il nostro fisico sente il  bisogno di staccare, di stare fuori, all’aperto, di andare al mare o in alta montagna, di fare vacanza, insomma, ha voglia d’estate.
Quest’anno non ho avuto neanche il tempo di desiderare con forza l’acquisto di un condizionatore: negli anni passati, a luglio, quindici giorni di canicola mi riportavano alla mente la necessità di installare il condizionatore in casa, salvo poi rimandare inesorabilmente la spesa e l’idea all’anno successivo. No, quest’anno il fresco e la pioggia ci hanno tenuto compagnia.

Fortunatemente, verso sud, durante le vacanze, abbiamo trovato sempre bel tempo, nessuno desidera andare al mare e trovare pioggia e freddo.

Le vacanze sono terminate ormai da quasi una settimana, se ci ripenso sabato scorso a quest’ora eravamo in coda sull’Adriatica, e ci son volute circa dieci ore per tornare a casa. Come noi, tante famiglie che il 1 settembre rientravano al lavoro.

Tutto sommato, i benefici effetti delle vacanze si sono ancora fatti sentire durante l’arco della settimana, pur avendo tutti noi accusato il colpo ieri sera, stanchissimi, compreso Liam che cotto si e’ addormentato piuttosto presto.

La vacanza di mare a Civitanova e’ stata, anche questa, all’insegna della famiglia, e siamo stati bene.

In questa occasione abbiano scelto un appartamentino, in un residence a due passi dal mare che fa parte dello stabilimento balneare “la lampara”, spiaggia ed ombrellone a portata di mano, piscina in caso di necessità.

Un giorno di mare in tempesta, ed abbiamo optato per giro agli outlet della zona: a Montegranaro, da Docksteps (dove troverete Samsonite, Bikkenberg, Merrell, Cult ed altre marche),  da Alberto Guardiani e da Refrigue.

Gli outlet, con gli ultimi saldi, sono ancora più allettanti ed invitanti e così, ci siamo dedicati per qualche ora allo shopping. Un giro poi a Civitanova, di ritorno, al Melania Outlet e al centro Megauno dove troverete diversi negozi di scarpe e borse. Io, personalmente, sono innamorata dell’outlet Donnapiu’, scarpe alla moda e fatte molto bene.

La zona offre molto altri spacci, ma già così, possiamo dire di essere stati in ballo quasi una giornata.

Il pranzo da American Graffiti, locale anni ’50, molto carino, pieno di icone di quegli anni, da Elvis a Marylin, la Cadillac, la Mustang, il pavimento a scacchi bianchi e neri, musica rigorosamente a tema e quindi rock & roll a gogo..Porzioni super di panini e patatine.

I giorni di mare sembrano sempre troppo pochi, le ore trascorse con le persone care, ancora meno.

Il rientro e’ stato un po’ traumatico, la sveglia alle sei, la corsa per prepararsi in tre ed essere pronti, il nido per Liam, il lavoro e l’arretrato di quindici giorni di assenza, Fiumicino e, pare, ancora cinquemila bagagli da smaltire…

Liam e’ al secondo anno di nido, quindi, quest’anno e’ “un grande”, e lo è’ di fatti, ogni giorno di più, con il suo linguaggio sempre più sciolto, i suoi comportamenti da ometto. I miei occhi a cuoricino…e’ stato talmente bravo in questa settimana, che al nido  gli è’ stato donato un libro di Cars, che lui adora.

Ecco così che venerdì, per festeggiare in un certo senso il traguardo della prima settimana dal rientro, ho voluto preparare qualcosa di dolce, per lui ed i suoi compagni di nido, delle Ciambelline soffici.

(Ricettina in arrivo prestissimo….)

Ciambelline soffici

 

Il traffico ancora non e’ “esagerato”, il che vuol dire che riesco a raggiungere l’ufficio in un’ora di viaggio, ma settimana prossima, con la riapertura delle scuole, cambia la musica..si ritorna a lunghe code in auto.

Stamattina avevo ancora voglia di preparare tutto presto per trascorrere la mattinata in centro e godere così di una bellissima giornata di sole, calda ma con una leggera brezza molto piacevole in compagnia di mia cognata e Liam.E, tra un negozio e l’altro, ho incontrato anche amici che, come noi, avevano voglia, di sabato mattina, di farsi una passeggiata “sotto i portici”.

Con il sole che ci scalda ancora, il mare negli occhi, il proposito di non lasciar fuggire via quella voglia di star bene che abbiamo provato in vacanza, mi accingo a vivere al meglio il fine settimana.

Per non parlare dei buoni propositi per questo mese, come se si volesse ricominciare tutto da capo, tutto riparte da qui, da settembre..

Proposito n. 1: trascorrere più tempo con mio figlio e la mia famiglia

Proposito n. 2: mettersi a dieta e fare sport (palestra, nuoto, corsa, cyclette? O semplicemente fare lunghe passeggiate..)

Proposito n. 3: essere puntuale e non spegnere la sveglia al mattino

Proposito n. 4:  riprendere le missioni all’estero per lavoro (non conciliabile col proposito n. 1

Proposito n. 5: ricordarsi di dedicarsi un po’ a se stesse e al proprio star bene (leggere un libro, suonare il piano?)..

Quante canzoni ti hanno dedicato, caro Settembre? Da Antonello Venditti, agli Earth, Wind & Fire, Alberto Fortis, Neil Diamond.

Sei il mese che più adoro, il mese in cui compio gli anni e in cui i miei si sono sposati.

Penso troppo…

E’ ora di agire..

 

Adorate Vacanze – 2

..dunque, dove eravamo rimasti? I giorni volano inesorabilmente inutile dirlo, e mi guardo già indietro, verso le vacanze ormai trascorse.

Il 16 agosto siamo partiti da Civitanova Marche per raggiungere la Costiera Amalfitana, dove abbiamo trascorso una settimana di relax e abbandonato la macchina, spostandoci a piedi in paese, senza fare altri spostamenti.

Per chi come me conosce già questi posti, e non necessariamente vuole fare il giro turistico della Costa, e’ utile attraversare il Valico di Chiunzi, che è’ sicuramente molto meno panoramico, ma consente di limitare le curve ed i tornanti, passando da Tramonti , scendendo fino a ritrovarsi direttamente a Maiori.

Lungo il percorso, giardini di limoni, rocce sporgenti, a Tramonti riuscirete ad intravedere il laboratorio di Sal de Riso da una cancellata.
Questi sono i luoghi della mia infanzia: arrivati a Maiori, ecco che cielo e mare diventano un tutt’uno, i colori si intensificano, il sole come fosse più caldo che altrove, il lungomare, il porto, la torre normanna: tutto appare come in un dipinto.

Minori e’ un piccolo borgo, subito dopo Maiori, in direzione di Amalfi.

Il lungomare e’ piccolo, c’è un pontile da cui parte il traghetto per Amalfi e dove e’ possibile noleggiare la barca o il gommone per godersi una bella gita a Capri.

minori

Ho trascorso qui ben 19 estati consecutive della mia vita. Poi, per alcuni anni, mi sono ritrovata a cambiare località di vacanza, ma ogni volta tornare equivale a rivedere la mia infanzia e a rivivere i ricordi di bambina: mia nonna in paese che faceva la spesa, le serate con le amiche a passeggio, le giornate di mare, le gite nelle belle località vicine di Ravello, Amalfi, Positano, tutte ben note e molto più conosciute.

Con Sal de Riso, Minori negli ultimi anni ha acquistato una popolarità maggiore, pur essendo stata sempre una pratica base da dove poter poi partire per visitare le località della Costiera, un posto tranquillo.

minori

Ho rivisto molti volti familiari, cambiati dagli anni e dal trascorrere del tempo, che, a quanto pare, non passa solo per me.. Ho trascorso una settimana con la mia famiglia (marito e bimbo) e con i miei familiari che non vedevo da circa cinque anni. Certe cose non cambiano mai, sono le emozioni che rivivi dopo anni, ogni volta che rivedi davanti ai tuoi occhi le immagini di un’infanzia lontana.

Ho rivisto anche la mia nonnina, per Liam e’ la bisnonna, e’ arzilla, vivace, attenta, nonostante purtroppo non associ il mio volto alla mia identità, per lei siamo tutti degli sconosciuti, non ci siamo mai visti prima, lei non ricorda nulla, ma io ricordo intensamente la mia infanzia trascorsa in estate con lei, so chi e’ lei, cosa faceva, che carattere forte aveva, la forza fisica, la dinamicità, donna di altro tempo e altra generazione, con mani grosse e forti, hanno portato bottiglie di latte fresco in tutto il paese, lavorato la terra impervia, piantato frutta, e generose piante di limoni, allevato animali, mandato avanti una casa colonica, cresciuto cinque figli, accudito un marito che negli ultimi anni prima di spegnersi, ha sofferto molto.Minori, via Petrito

Gambe che hanno scalato la montagna: vivere lontano dal centro del paese su in un villaggio che dista centinaia di scalini e percorrerli ogni giorno su e giù per fare la spesa, per andare in giardino, per andare a San Gineto dove per molti anni con il nonno ha mandato avanti la casa colonica.

Nonna

Chi non e’ mai stato da queste parti, rimarrà colpito dal verde delle sue piante di limoni, i terrazzamenti, l’antico modo di coltivare piante di limoni sulle colline. In molte zone alte del paese, la strada non arriva ancora, non puoi raggiungere casa parcheggiandoci davanti, per intenderci. Questo rende il posto incantevole da un lato, ma faticoso per chi ci vive.

Abbiamo soggiornato all’Hotel Villa Romana, che consiglio a chi desidera fermarsi a Minori.

Hotel Villa Romana

Tranquillo e curato, pulito, la camera e’ ampia e molto luminosa, arredata con gusto e in stile, dove il bianco la fa da padrona.

La Hall e’ molto accogliente, elegantemente sobria, con i suoi divani bianchi, alcune poltroncine antiche, consolle e specchio ricercati, saletta d’attesa elegante e con mobili d’epoca.

 

La Sala da pranzo e’ ampia e luminosa, con un tetto ricoperto dalle foglie di uno splendido ficus. Il Maître ed i suoi collaboratori deliziosi e sempre gentili, nonostante i capricci di Liam e tutto quello che un bimbo di due anni può avere in mente di fare, a discapito della quiete in sala.

Hotel Villa Romana

Per chi lo desidera, c’è anche una bella piscina, attrezzata con lettini ed ombrelloni, elegantemente illuminata di notte.

Hotel Villa RomanaUna settimana e’ letteralmente volata, in buona compagnia, zii e cugini, e le amiche di sempre.

Le giornata scandite dalla vita di mare, con un sole fantastico  e l’acqua color verde smeraldo.

Lido California

La colazione in albergo, il caffè “da Patrizia”, i biscottini al limone dalla Pasticceria Gambardella, le mousse da Sal se Riso, la brioche di mezzanotte dal Fornaio, la pizza da “Alta Marea” e al “Giardiniello”.

In alcuni angoli del paese, momenti musicali, del tutto inaspettati.

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Adorate Vacanze – 1

Vacanze al mare

Mi sono sempre chiesta perché molti blogger “chiudessero per ferie” il proprio blog durante il periodo di vacanza.

In fondo, pensavo, quale migliore occasione per scrivere se non le vacanze, periodo di relax, magari con la possibilità di scrivere sotto l’ombrellone di tutto e di più.

Ma mi sbagliavo, in effetti, lo dimostra la difficoltà con cui io stessa, che non vedevo l’ora di essere al mare per raccontare da vicino gli aneddoti della mamma in corriera che fa le vacanze, ho sperimentato in questo giorni.

Poi ho pensato a chi fa dei viaggi che richiedono magari continui spostamenti, a chi ha un food blog e in vacanza in albergo ad esempio di certo non ha occasione di spadellare come a casa, per sperimentare nuove ricette.

Il mio caso riguarda il tempo a disposizione per poter scrivere: al mare si vive più intensamente le giornate, perché si sta spesso all’aperto, e dopo il solleone, la serata fuori, si torna cotti e piuttosto tardi.

Le intenzioni erano ottime, direi, ma eccomi qui dopo una settimana di vacanza a dover rincorrere un po’ gli eventi per poterli raccontare.

Per poter partire il giorno di ferragosto, dopo aver lavorato il giorno prima, abbiamo anticipato la preparazione delle valigie già dalla domenica. Valigie e borsoni, per quindici giorni, un baule strapieno: sembrava un trasloco in piena regola. Al lavoro, una giornata frenetica, a casa poi le ultime cose, tra cui un po’ di dolce e salato per il giorno di Ferragosto.

Si parte, quindi.

Prima tappa, Civitanova Marche, per trascorrere il Ferragosto in famiglia.

Il viaggio e’ stato “epocale”, pur essendo partiti presto al mattino, tipo alle cinque e mezza, e’ stato necessario fare diverse soste intermedie, intanto perché Liam si spazientiva facilmente, poi perché è’ stato male per ben tre volte. Ahimè, ciò che risulta utile per tenerlo impegnato durante il viaggio, l’i-pad, si è in realta’ rivelato il nostro peggior nemico, perché sembrerebbe aver causato il mal d’auto…Avere almeno tre cambi completi per il bimbo e’ stato quindi indispensabile, il problema rimediare al seggiolino in fretta e furia. Siamo arrivati a destinazione tutti e tre come straccetti, ma il bimbo ancor di più.

Per fortuna, passa tutto, e quando si sta in compagnia tutto prende un altro colore.

La serata di Ferragosto e’ trascorsa allegramente, la grigliata mette sempre tutti di buon umore.

Non ho saputo resistere all’idea di poter preparare anch’io qualcosa per l’occasione, da spiluccare in attesa venisse pronta la carne, ed ho pensato ai mini croissant salati ed ad un tortino salato alle verdure…

Per il pernottamento a Civitanova di una sola notte, questa volta abbiamo optato per un Hotel non molto distante dall’autostrada.

L’Hotel Cosmopolitan (www.cosmobusinesshotel.it) e’ molto curato, di design moderno, un’accoglienza con impronta d’affari, per chi viene in queste zone per business, per incontri d’affari, trattandosi di zone particolarmente ricche di fabbriche di scarpe e pellami.

Un ampio parcheggio, un ingresso accogliente simile ad un locale dove poter bere l’aperitivo, molto “fashion” e con espositori di scarpe molto glamour, dello stilista Fabiani.

Salottini sul piano, vetrata con balconcino e tavolo con sedie per stare all”aperto, SPA a disposizione con servizio massaggi, tele d’autore, poltroncine in stile.

Hotel Cosmopolitan image

La camera e’ molto grande, di design modernissimo, tavolo con bollitore e macchinetta del caffè, accappatoi e pantofole a disposizione in camera, due televisori sospesi, uno grande nella camera da letto, l’altro più piccolo davanti allo scrittoio, nel salottino che ha anche un divano molto ampio e angolare.

Liam e’ entusiasta di essere in una “casa” diversa dalla sua, non fa altro che correre avanti e indietro, alla scoperta di ogni angolo. Il comfort e’ notevole, camere silenziose, accessori di qualità, bagno grande e di design, doccia ampia con doppio soffione.

La sala ristorante  in cui viene servita la colazione e’ ampia ed è divisa in due aree, in fondo alla sala tavolini per due persone, e gran parte della sala, enormi tavoli rotondi, sempre nell’ottica di congressi e incontri d’affari, il tavolo rotondo facilità la conversazione anche tra estranei.

Il buffet e’ servito su un tavolo lunghissimo. Molte preparazioni dolci sono senza glutine, purtroppo però questo rende il gusto dei croissant molto diverso.

Si risale in macchina sabato 16 agosto in tarda mattinata, con la speranza che Liam stia bene, e che viaggi serenamente. E per fortuna e’ così.

Destinazione Minori, Costiera Amalfitana.

 

 

Una passeggiata a Orta San Giulio

Queste sono solo alcune delle meravigliose immagini che ieri i nostri occhi hanno rivisto e che ho voluto fermare per conservarle con me ancora fino alla prossima volta in cui ci rivedremo, cara Orta San Giulio.

Capri

La Torta Caprese di domenica mi ha riportato alla mente meravigliosi ricordi dell’isola di Capri che risalgono ormai al lontano 2007.

Capri è indimenticabile.

Mare e cielo, una cosa sola.

Il meraviglioso Giardino Botanico di Augusto, al quale si arriva da una bella passeggiata che parte dalla piazzetta e prosegue lungo la passeggiata panoramica di via Krupp. Dalle terrazze, una spettacolare vista sui Faraglioni e Marina Piccola.

Poco lontano, partendo da Anacapri, la bellissima Grotta Azzurra, nella quale si accede da un piccolissimo pertugio, una barchetta a remi alla volta.

L’acqua, nella grotta, è di un colore azzurro intenso grazie all’effetto del sole che crea dei giochi di luce.

Sott’acqua, il meraviglioso Presepe, mentre il barcaiolo che vi accompagna, intonerà una canzone.

Capri e la sua storia, i personaggi famosi che hanno deciso di rifugiarsi per poter godere delle sue bellezze: Friedrich Alfred Krupp, Alex Munthe, Thomas Mann, Edwin Cerio, Pablo Neruda, Graham Green.

Capri e i suoi personaggi vip, i negozi glamour e le sue botteghe artigianali di cuoio e pelle.

Le boutique dei profumi.

Un sogno Made in Italy.

Lascio parlare le immagini, in una carrellata di scatti fatti in barca, arrivando dalla splendida Costiera Amalfitana, non meno degna di nota.

 

 

Kos, l’isola trascurata

In questo periodo sono in molti a sfogliare cataloghi vacanza a caccia di idee per le prossime vacanze estive. E in occasione di queste prime belle giornate di sole primaverile che invogliano a stare all’aperto, mi é tornata in mente Kos, l’ultima vacanza di mare all’estero fatta nel 2011 con mio marito, prima dell’arrivo del bebé.

Pochi giorni prima di partire, le nozze a Monaco del Principe Alberto. Era luglio.

Ero partita con l’idea di andare a Santorini, isola romantica per eccellenza e, se non ricordo male, per una questione di maggiori offerte, ho ceduto e scelto Kos ed un bellissimo villaggio di Eden.

Ricordo pero’ che prima di lasciare gli uffici baldanzosa per partire per le agoniate vacanze, un collega commento’ “Kos? Che schifo…beh buona fortuna, poi mi dirai, di certo non aspettarti Mykonos. Kos é una destinazione che non piace molto agli italiani ed é molto frequentata da turisti olandesi e tedeschi”.

Bene. Non male come inizio. Non mi ero documentata un gran che, avendo deciso la destinazione all’ultimo momento, ma dalle foto su internet delle spiagge ero rimasta comunque favorevolmente colpita. In realtà, io pensavo ad una  Rodi, dove avevo trascorso la prima vacanza con mio marito nel lontano 2001. Ad ogni modo, man mano che mi avvicinavo alla nostra meta, pensavo che, come tutti i viaggi, c’é sempre tutto da scoprire. Ed il viaggio inizia dal momento in cui si preparano i propri bagagli.

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Il villaggio presso il quale abbiamo soggiornato per due settimane era situato in località Marmari, una buona base per effettuare poi il giro dell’isola.

Abbiamo noleggiato uno scooter.

Per girare l’isola, noleggiare un mezzo é l’ideale, con lo scooter non abbiamo avuto molti problemi di parcheggio; unico inconveniente, le strade sterrate e….le ustionate sotto il sole!

Girando l’isola, l’impressione dominante é stata quella di essere su un’isola poco amata, poco curata, molto agricola, in parte abbandonata.

Parliamo del 2011, e dell’imminente rischio default della Grecia.

Lungo l’isola, numerosi edifici abbandonati. Scheletri di palazzine incompiute. Uno stato di abbandono, lavori iniziati e mai finiti. Il segnale della crisi imminente. Negozi chiusi e abbandonati.

Salendo lungo i tornanti sui sentieri meno battuti dai turisti, il nulla, qualche deposito di vecchi rottami a cielo aperto.

Poi, tutto quello che sai che troverai su di un’isola greca: un cielo azzurro luminosissimo e acceccante fino a tarda sera, un mare invitante, numerose spiagge, sabbiose o di ciottoli e la sua imparagonabile storia con i reperti archeologici sparsi per l’isola.

Ma vediamo cosa offre quest’isola dell’arcipelago del Dodecaneso.

A voi poi la scelta.

KOS CITTA’

Piacevole da visitare a piedi o in bicicletta, grazie ai numerosi punti di noleggio bici. Numerosissimi i bar e punti ristoro, i punti informazione per l’organizzazione di escursioni in barca dal porto.

L’attrattiva principale nella piazzetta centrale e’ il Platano di Socrate. E’ di dimensioni enormi ed è’ transennato per sorreggerne i grossi e imponenti rami.

Platano

Poco distante, attraverso un ponticello, si accede al Castello Dei Cavalieri.

Da questa roccaforte si gode di una vista impressionante sul mare e sulla Turchia, baluardo di difesa dagli attacchi provenienti dal mare.

Il Sito Archeologico ASKLIPIEION e’ a tre kilometri da Kos, racchiude il santuario dedicato al culto di Asclepio, dio della medicina. Ippocatre vi aveva aperto una scuola di medicina.

KARDAMENA

Si trova a 29 chilometri a sud ovest dalla città di Kos

E’ considerata una buona base da dove partire per visitare tutta l’isola.

Dal porto, partono le barche per le escursioni all’isola di Nisyros.

La spiaggia é sabbiosa, le acque profonde ma cristalline. Troverete molti alloggi, taverne e bar.

Al centro dell’isola c’é il villaggio di ANTIMACHIA o ANTIMAHIA

anche se non particolarmente conosciuto,  è molto importante e ricco di storia. Il castello è stato costruito dai Cavalieri Di Iannina per rinforzare la difesa dell’isola nella sua parte interna, visto che dal mare era inespugnabile. Così nel XIV secolo il castello di Antimachia venne a completare la rete di fortificazione di Kos, che già comprendeva il castello di Nerangià nel porto di Kos, il castello a Pili e il castello a Kefalos.
Il momento storico più importante per il castello di Antimachia è l’assedio di Giugno del 1457 da parte degli ottomani. 15 cavalieri e 200 locali resistettero efficacemente per 23 giorni e costrinsero 16000 uomini dell’esercito turco ad abbandonare l’assedio e a lasciare l’isola. Ancora oggi il castello rispecchia questa sua forza storica. Al suo interno potrete ammirare i tempi di Agia Paraskevi, di Agios Nicolaos e i resti della Madonna di Eleimonitria.

Completamente abbandonato sia all’ingresso (non c’é neanche uno sportello per il biglietto o un custode, che lungo tutte le mura perimetrali. Mi ha fatto un po’ impressione poiché sembrava completamente dimenticato da tutti. Ma la vista da qui é suggestiva.

KEFALOS e la sua baia

La caratteristica di questo villaggio sono le spiagge cristalline che lo costeggiano, le case bianche tipiche greche e i suoi vialietti streei

AGIOS STEFANO

Troverete spiagge bellissime, con acque turchesi e rovine di antiche basiliche cristiane sulla spiaggia. Tali rovine furono scoperte nel 1932 da nostro italiano Lorenzini.

Al largo di Agios Stefano, noterete l’isolotto di Kastri sul quale spicca il monastero di Sant’Andonos, casetta bianca e blu. Lungo la spiaggia noterete i turisti Club Med sdraiati al sole, questo tour operator infatti ha una bella porzione di una delle più belle spiagge di tutta l’isola.

ZIA

E’ un villaggio molto famoso che presenta uno scenario pittoresco vicino al Monte Dikeon. Per arrivarci, bisogna salire su un promontorio, lungo dei tornanti che portano in cima e da dove si puo’ ammirare un favoloso panorama. Troverete coda poco prima del tramonto: tutti i turisti colgono l’occasione per cenare in una delle numerose taverne e godersi lo spettacolo del sole che tramonta.

ASFENDIOIU

E’ un villaggio dell’entroterra che ha una posizione panoramica sui pendii del Monte Dikeon e che noterete per le case tradizionali.

PYLI

In questa zona si trovano principalmente campi verdi, ulivi e tanti orti.

Ricordo enormi distese di piante di ulivi bellissime, di ogni dimensione, e tanti orti. Cassette di ortaggi in vendita lungo la strada.

Una vacanza a Kos é anche e soprattutto una vacanza di mare. Le spiagge sono numerose e molto belle, abbastanza selvagge.

Ecco le piu’ importanti:

MARMARI: sabbia bianca, a 15 chilometri a nord ovest di Kos, si possono noleggiare ombrelloni e lettini

TINGAKI: apprezzata per la sua lingua di sabbia lunga 10 chilometri, e per le sue acque cristalline. La spiaggia di Tingaki é una delle piu’ belle dell’isola

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THERMA’: da non perdere assolutamente, anche se il percorso per arrivarci é molto lungo e bisogna effettuarlo a piedi, lasciando il proprio mezzo lontano.

Alcune sorgenti calde confluiscono qui dalle rocce vulcaniche direttamente nel mare, riscaldando l’acqua. Attraverso l’utilizzo di alcune pietre sulla spiaggia, é stata ricavata una sorta di piscina termale direttamente vicino al mare.

Troverete un sacco di turisti a “bagno”, a godersi gli effetti dell’acqua termale calda. Di fronte, montagne rocciose e caprette che, sprezzanti del pericolo, si inerpicano su di esse, e osservano divertite i turisti in ammollo.

MASTICHARI

Anche questa spiaggia é degna di nota in quanto troverete sabbia bianca, mare cristallino e tamerici.

Se avete appetito, troverete molti ristorantini, mentre il porto del paesino é pieno di pescatori.

PALUDE SALATA DI ALYKI, TIGAKI

BODRUM

In partenza dal porto di Kos, numerosissime imbarcazioni sono pronte a salpare alla volta delle vicinissime coste turche, destinazione Bodrum, antica Alicarnasso, che dista solo 4 km dalla costa greca.

Sono rimasta un po’ delusa. Certo, Bodrum, rispetto a Kos é ordinata, pulita, nuova di zecca, molto molto turistica.

Per le vie del centro, solo negozi specializzati in…tarocco. E’ incredibile: marche contraffatte ovunque, boutique specializzate nella vendita di grandi griffe.

C’é pero’ anche un interessante Castello da visitare. Se a Kos, si controllava il mare dal Castello dei Cavalieri, dalle coste turche, l’arrivo di nemici dal mare veniva avvistato dalle altezze del Castello di San Pietro.

Londra. Non mi stanco mai di rivederti..

Oggi voglio raccontarvi dell’ultima volta in cui sono stata a Londra. Sono trascorsi già due anni e mezzo.

Adoro Londra, é stato amore a prima vista, da quando la vidi per la prima volta, nel 1991, per poi tornare nel 2000 per una vacanza tutta mia di una settimana.

Sono tornata poi volentieri ancora nel 2004 e nel 2005 per lavoro.

In continua evoluzione, ogniqualvolta si ripresenti l’occasione di tornarci, colgo la palla al balzo. Ed ecco che, con l’occasione di lavoro, un corso di 5 giorni, decido di trascorrere  il week-end antecedente il mio impegno, con marito e due coppie di amici.

Da dove cominciare? E’ sabato, direi da Portobello Road..inizia l’avventura:

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E’ presto, e Portobello Road non é ancora affollata, ma in men che non si dica, la strada, ricca di mercatini, bancarelle, oggettistica tra le piu’ svariate, si riempie di turisti e curiosi.

Anche tu stai pensando al film Notting Hill con Julia Roberts e Hugh Grant?

E’ una splendida giornata di sole ottobrina, l’ultimo colpo di coda estivo che stupisce tutti nei primissimi giorni di ottobre del 2011.

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Sono colpita da questa insegna, il pensiero va subito alla piccola Alice, la bimba della mia cara amica Roby. Sarebbe stato bello averti con noi in quell’occasione con tutta la tua famiglia. Quando visiti Londra, vorresti poterla condividere con le persione piu’ care.

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Voglia di té? Una bella teiera mi ricorda che non molto distante da qui, esiste la mitica Twinings e alle 5 del pomeriggio é tea time..

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Per non parlare dell’argenteria, della chincaglieria, sono milioni gli oggetti esposti su numerossisime bancarelle che, piu’ passa il tempo, piu’ si affollano di curiosi in cerca di un ricordo da portare a casa.

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Ma, aspetta un momento, leggo giusto? All  Saints? Il mio pensiero va subito alla musica, chissà se il gruppo delle All Saints (Never Ever..) si é ispirato a questo fantastico negozio: ci sono esposte migliaia di macchine da cucire d’epoca. Ricordano quelle che avevano le mie care nonne. Entrambe sapevano cucire. Rigorosamente nere. Ma adesso che ci penso, le trovi spesso anche nei mercatini di paese, qualcuno cerca sempre di rivendere la macchina da cucire della nonna. In realtà é un fashion retailer fondato nel 1994 per la moda maschile che oggi vende abbigliamento maschile e femminile.

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Passeggiando, arriviamo nella zona della frutta. Colori , forme e profumi.

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Ed ecco il pane:

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La vista é continuamente catturata da molteplici dettagli, non smetteresti mai di guardare e curiosare, e in questa avida curiosità, passeggi, non te ne accorgi, ma macini chilometri che sentirai sulle gambe solo il giorno dopo.

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Qualcuno é stanco? Direi di no. Continuiamo dunque

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E’ arrivato il momento di vedere qualcos’altro. Ma qui a Londra, tutto é da vedere..

Che ne dite di Buckingham Palace?

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E l’appuntamento é per il Changing of the Guard.

Affascinante e incredibile. E’ il 2011, l’anno del Matrimonio di William & Kate.

Questo é l’ultimo week-end in cui l’abito di Kate sarà esposto.

Ma la nostra corsa su e giu’ per la città non finisce qui..