Momenti si, momenti no

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Festa del Nido

Abbiamo tutti atteso il 4 luglio con grande eccitazione, quest’anno.

La Festa del Nido si e’ infatti tenuta in un torrido pomeriggio d’estate, in una bella tenuta agricola, non molto distante dall’Asilo stesso. I preparativi sono stati molto sentiti e vissuti, con grande emozione sia da parte delle Mamme, che hanno avuto occasione di trovarsi insieme ritagliando si degli spazi, che da parte dei Bimbi e delle educatrici.

Festa del Nido Bimbi Tosti

Sono arrivata alla vigilia della festa un po’ stanca, per via del caldo torrido che per giorni ci ha tormentato e poi sicuramente per la voglia di esserci attivamente, per i nostri figli facciamo anche i miracoli se necessario. Di fatto, per me il tempo e’ sempre pochissimo e conciliare tutto non sempre facile. IN un periodo dell’anno in cui Liam vuole stare fuori, giustamente, all’aria aperta il più possibile, tutto il resto svanisce in secondo piano, e mi ritrovo a rincorrere il tempo rimasto a disposizione, concentrando in poche ore le mille cose da fare.

Alla vigilia della Festa, la sera prima, caldo africano, forno acceso, stanchezza epocale, mi sono ritrovata ad avere una lista di dolci e dolcetti da preparare e…incredibile, mi sono ritrovata a sbagliare qualche ricetta qua e la, dimenticando degli ingredienti fondamentali. L’impressione e’ stata che, più ci tenevo, più le cose non riuscivano. E’ stata un po’ una disdetta per me, che ho una passione per la preparazione dei dolci da forno, ritrovarmi a fare errori pressoché banali, quasi di distrazione, come preparare una bella ciambella, terminata la preparazione dimenticarsi sul tavolo le quattro uova. Rabbia, stanchezza e sconforto mi hanno assalito e all’alba dell’una e mezza di notte ho poi deciso di chiudere tutto ed andare a dormire.

Un caldo così afoso ancora non si era sentito quest’anno. Tenere il forno acceso di certo non e’ stato gradevole, ma l’entusiasmo era a mille: l’ultima festa del Nido per il mio bimbo, e quindi il compiersi di un ciclo, la fine di un’era e l’inizio di una nuova il prossimo settembre, l’ansia di vederlo protagonista della festa, la consegna dei “diplomi”, tra i dolcetti e l’allestimento del tavolo della festa che ho chiesto di curare direttamente, con l’ausilio della mia cara amica specialista nel settore, il momento della canzone che avrebbe visto noi mamme di li a poco. Un mix di emozioni.

Muffin

La mattinata mi e’ volata con i preparativi dei dolci. L’appuntamento per i “bimbi grandi” era per le 14.45, mentre la Festa sarebbe iniziata per tutti alle 16.00. Sforno le Ciambelline al cioccolato, e mi dico che oggi non e’ giornata, perché dall’agitazione, sformandole, il cinquanta per cento si rompe e sono costretta a mettere da parte.

E’ ora di accompagnare Liam, sono già molto emozionata, lo lascio davanti all’ingresso dell’azienda agricola dove lo accoglie Federica, una delle tre educatrici. Trovo anche Mamma Stefania ed il suo Leo, quindi entrano insieme. Corro a casa a prepararmi, non devo di dimenticare che le Mamme dovranno indossare una maglietta bianca, visto che canteremo tutte insieme. Accaldata, chiamo Laura di party4kids.it per sapere se e’ riuscita ad entrare, con il materiale che abbiamo scelto insieme per la sala dove sarà allestito il buffet: e’ già li e sta preparando tutto.

Ok, vado all’armadio e mi viene in mente che l’abitino che avevo in programma per la festa non va più bene, eh no, come faccio, se devo mettere una maglietta bianca mi servono o un paio di pantaloncini oppure una gonna. Aiutooooo!! Non ho niente da mettermi! sono la solita disorganizzata, vedi, la prima cosa da fare era andare a scegliere una mise per la festa, no? Quale mamma non lo farebbe? si, ok, ma quando? E soprattutto con chi! con Liam? Che odia profondamente Zara & company…ok, calma, respira, respira profondamente. Riesco a trovare una gonnellina, oggi che ci voleva un bel pantaloncino..Mi cambio e mi ricambio ma non sono convinta. Pazienza. E’ ora di andare. Mia mamma e mio fratello sono già li. Io e mio marito partiamo. E’ arrivato il momento.

I bimbi sono nella saletta, rigorosamente “nascosti” per non distoglierli dai preparativi e da ciò che dovranno fare. I genitori dei “bimbi grandi” vengono invitati a sedersi in “prima “fila”, sotto un sole cocente, Mara ci presenta lo spettacolo dei bambini, e mentre parla l’emozione rompe la sua voce, e dietro i miei occhialoni da sole, la prima lacrimuccia fa capolino.

Fabiana introduce lo spettacolo, si avvicina al microfono e con la sua voce gentile legge parole che scatenano emozioni fortissime in tutti i genitori in attesa dei propri bimbi grandi.

gli Aquiloni

Sulle note di “A Modo tuo” cantata da Elisa e Ligabue inizia la rappresentazione, dietro un telo fatto di pezze colorate, i nostri bambini si dirigono al centro del prato, e, qualche parola per ciascuno al microfono, iniziano a farci emozionare, e sotto questo telo, con i loro piccoli movimento, simulano delle onde del mare. la musica e’ molto emozionante, li vediamo correre su di una collinetta, a prendere degli oggetti: imbracciano il proprio zainetto che tutti riconosciamo perché ci e’ stato chiesto durante l’anno di procurarlo al Nido, e poi corrono verso di noi, ogni bimbo verso i propri genitori. Le loro manine consegnano alla propria mamma un enorme cuore di cartoncino rosso intenso con una foto di mamma e papà. Le emozioni si susseguono, non riesco a trattenere le lacrime, perché davanti ai miei occhi non ci sono solo i momenti di oggi, ma tutto il percorso che Liam ha fatto al Nido, da quel giorno in cui a quasi 14mesi ha varcato la soglia e timidamente ha iniziato la sua vita “sociale”, tutti i suoi progressi, camminare, parlare, ballare e cantare.

Un bimbo alla volta, per nome, riceve il suo “Diploma di Bimbo Tosto”, con il suo cappello, e a seguire anche i genitori ricevono il proprio diploma. E’ un momento unico e molto emozionante, ognuno di noi guarda il faccino del proprio bimbo, fiero dei progressi fatti, soddisfatti ancora una volta della scelta fatta, contenti di aver trovato un ambiente positivo e familiare, educatrici competenti empatiche e passionali.

E dopo le lacrime, l’intensità di queste emozioni, tocca a noi, e’ il momento delle “Mamme Toste” e della loro “performance”: siamo primo te, nonostante la temperatura bollente e la tempesta di emozioni che ci ha appena investito. Mamma Ilenia ha preparato un bel discorso introduttivo, dopodiché si parte, iniziamo a cantare allegramente, coinvolgendo un po’ tutti.

Mamme Toste cantano...

Questa volta, sulle sedie dove precedentemente erano seduti i genitori, ci sono le educatrici che a loro volta, vivono e provano grandi emozioni, anche loro assalite da un insieme di immagini, ricordi, momenti che questa esperienza fa rivivere. Il momento di scartare il regalo, un enorme scatolone vuoto, salvo poi scoprire che il regalo era proprio accanto a loro. La cassa che ha consentito di suonare la colonna sonora della festa “A modo tuo”, e che ha consentito a noi mamme di cantare la canzone “Tosti” e che forse allieterà i momenti canori di tanti altri futuri bimbi tosti, era proprio li, accanto a loro.

E’ il momento di bere e mangiare qualcosina, tutti al buffet!

Ma le emozioni non sono ancora finite, Mamma Ilenia ci racconta una favola. E’ tutta qui, su questa meravigliosa torta di Fate e Folletti.

La Torta delle Fate di Mamma Ilenia

Ripercorrendo questa festa del nido, ho ancora una volta lasciato spazio a grandi emozioni e grandi lacrime, forse per la passione che noi tutti abbiamo messo in questa splendida giornata che ha visto protagonisti i nostri bimbi.

Forse perché i nostri bimbi, grandi protagonisti ci ispirano cose grandi, all’insegna dell’Emozione pura.

Grazie di cuore a Mara, Federica e Simona, l’impegno costante ed immenso e la passione che mettono in tutto quello che fanno non possono che ricevere ampiamente che tutto il nostro affetto.

“Mamme Toste” e i preparativi per la Festa del Nido

Quest’inverno, durante una riunione con i genitori, le educatrici hanno parlato anche della festa estiva di fine anno, che il Nido organizza sempre verso fine giugno con bimbi e genitori, anticipando una novità che li per li sembrava quasi uno scherzo: “quest’anno abbiamo deciso che le Mamme parteciperanno attivamente alla Festa, dovranno quindi organizzare, pensare, creare qualcosa, uno spettacolo, un momento in cui saranno protagoniste.”

Stupore, e un po’ di preoccupazione tra le Mamme, i nostri sguardi che si incrociavano quasi incredule, ma raccolta la “sfida” abbiamo accettato tutte molto volentieri.

C’e voluto un po’ di tempo prima che tutta la “macchina” dei preparativi si mettesse in moto, ma una volta scaldati i motori, siamo partite alla grande.

Il primo step e’ stato raccogliere tutti i numeri di telefono per tenerci in contatto: et voila’, con un avviso in bacheca al Nido (dove usualmente sono le educatrici a mettere in evidenza gli avvisi”, un bel cartellone con l’elenco delle mamme dove ognuna ha spontaneamente inserito il proprio numero di cellulare. Raccolti tutti i numeri, Mamma Linda ha creato il gruppo “Genitori Tosti” su WhatsApp.

Ed il gioco e’ iniziato così.

Inizialmente, questo strumento ci e’ servito per condividere tutto l’inverno sventure varie, influenze, virus, imprevisti, cadute dei nostri bimbi, consigli, salvo poi darci Man forte con messaggi di solidarietà ed utilità che psicologicamente e praticamente hanno aiutato un po’ tutte noi. Dalle Mamme dei “grandi”, ovvero i bimbi che a settembre andranno alla Scuola dell’Infanzia alle Mamme dei “piccolini”, un susseguirsi di messaggi, domande e risposte.

Mamme toste e what's up

In un secondo momento, a primavera ormai inoltrata, avvicinandosi la data della Festa, si e’ cominciato, un messaggio dopo l’altro, ad individuare l’argomento, o meglio: “che facciamo”? Una sorta di “brainstorming” come lo chiamerebbero in azienda, ma via whatsApp, per decidere, all’unanimità, che avremmo cantato una canzone. Come sempre, trovo il totale dei messaggi da leggere a fine giornata per cui spesso mi sono persa via sul più bello, per poi entrare a conversazione in corso d’opera e scoprire che le “mamme Toste” sono molto ispirate: Mamma Ilenia suggerisce “Azzurro” di Celentano, mentre Mamma Anna butta giù le prime strofe, ed e’ ufficiale: e’ lei la  nostra Mogol. Con un secondo pargoletto al seguito, ancora piccolo, Mamma Anna con una facilità sorprendente trova le parole giuste e con registrazioni audio, un pezzettino alla volta, a Mamma Anna, si aggiungono le altre che propongono altre strofe nuove, con frasi dedicate al Nido, in un attimo, sembra che la canzone prenda forma, sempre via whatsApp. Mamma Linda interviene dicendoci che può fornire la base strumentale per cantare Azzurro, il suo papà la può preparare. Fantastico, direi.

I giorni passano, ed urge un incontro, Mamma Manuela prende l’iniziativa e ricorda a tutte che abbiamo in sospeso un primo incontro per definire meglio i dettagli della festa, ed eccola che data ed orario alla mano propone una serata tutte insieme. I messaggi di risposta si rincorrono, e la prima serata e’ decisa.

Tra impegni vari ed imprevisti, ci ritroviamo in cinque: Mamma Manu che gentilmente ci ospita, Mamma Ilenia, Mamma Anna e Mamma Stefania, tutte intorno ad un tavolo per proseguire, io scrivo le parole al Pc, Mamma Ilenia scrive su un blocco, base strumentale a disposizione per creare il testo. Sembra che la prima strofa già funzioni, Mamma Anna l’ha creata perfettamente, non serve ritoccarla, ed allora proseguiamo. Le parole ed il ritmo, tutto deve filare alla perfezione. “Cancella, non funziona, ragazze, abbiamo sbagliato la strofa, questa e’ da rifare”. Mentre creiamo le parole, arrivano altre idee, per esempio, creare un cartellone con il ritornello, cosicché tutti possano poi intonarlo. Ci pensa Mamma Ilenia, e una volta pronto, condivide la foto con tutte le mamme.

Cartellone di Mamma Ilenia

Chi non conosce Azzurro di Adriano Celentano? Non potranno non cantare insieme a noi.

Si fa tardi, da un viaggio di lavoro rientra il marito di Mamma Manuela, già preallertato che dovrà subirai le nostre prove canore in casa sua, senza potersi godere subito il meritato riposo. Una grande pazienza.. A tarda notte, ci siamo, la canzone e’ completa, dobbiamo solo registrarla per intero ed inviarla su file audio via whatsApp al gruppo delle Mamme.

“Ragazze, pronte?”

Parte la base, Mamma Ilenia inizia a registrare e….

Puaaaahhhhhh ahhhhh ahhhhh ……Scoppiamo tutte in una risata contagiosa che per ben tre volte non ci consente di registrare. “Ragazze, dai, ce la facciamo”. Ed ecco che tutto fila liscio: messaggi audio inviati, e foto del testo scritto al Pc su word per tutte le Mamme Toste del gruppo, cosicché possano anche loro “studiare” al più presto il testo.

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Soddisfatte, dobbiamo mantenere tutte il “segreto” con le educatrici, non possiamo svelare la sorpresa.

LA data della festa si avvicina, e abbiamo ancora in sospeso il regalo per le educatrici per fine anno, ed ecco che riparte la sequenza di messaggi via whatsApp, dalla quale emerge che per la festa servirà, in prestito, una Cassa musicale, tipo quelle per la chitarra. proviamo tutte ad informarci per poterla mettere a disposizione in prestito, quando Mamma Manu propone di regalarla e di andare in un negozio di strumenti musicali a sceglierla. Detto fatto, regalo approvato all’unanimità, Mamma Manu e Mamma Ilenia si ritrovano per la scelta della cassa musicale.

E’ tempo di fissare un secondo ed ultimo incontro con le mamme per provare la canzone tutte insieme, una settimana prima della festa. Questa volta le “Mamme Toste” saranno una decina, sempre a casa di Mamma Manuela. A malincuore, non sono riuscita ad esserci, ma e’ stata una serata, mi hanno detto, molto divertente.

La festa si avvicina, i preparativi fervono, i bimbi sono carichi, le educatrici sono elettrizzate, noi Mamme, che sappiamo a cosa andiamo incontro, ancora di più. Tutte pronte a partecipare attivamente, oltre poi ai preparativi dolci e salati che allieteranno la festa.

E’ tempo di preparare dolci e dolcetti.

 

“Mamme Toste” e WhatsApp

Nell’era tecnologica per eccellenza, noi mamme non possiamo che prendere tutto il buono che la modernità ci mette a disposizione.

Telefonini e touchscreen, i-pad o tablet, chiavette usb, CD, DVD, laptop, siamo sempre necessariamente sul pezzo, perché i nostri bimbi “nativi digitali” imparano subito e rischiano di saperne più di noi.

E così, da un po’ di tempo a questa parte, abbiamo smesso di inviare i messaggi sms, ormai considerati giurassici, e ci scriviamo via whatsApp.

Il primo gruppo di persone che ho avuto il piacere di creare su whatsapp e’ nato con un gruppetto di amiche mamme del nido, così, un giorno d’estate dell’anno scorso, tra una chiacchiera e l’altra, al parco, mentre i bimbi sotto i nostri occhi giocavano.  Da allora, l’occasione e’ sempre buona per riuscire a scambiarsi brevi messaggi, domande, consigli. C’è poi un ulteriore gruppo di Mamme Toste, molto piu’ nutrito, perché coinvolge tutte le mamme del nido, da quando lo scorso autunno, a seguito di una riunione indetta dal nido nel quale si anticipavano le idee per la festa di fine anno scolastico, l’esigenza di coinvolgere tutte le mamme ha portato a raccogliere tutti i nostri numeri di cellulare per creare così il “gruppo” che in questo caso e’ stato denominato “Genitori Tosti”. In realtà il gruppo e’ composto solo da mamme, solo per modo di dire, se si considera quante cose riusciamo a realizzare noi mamme whatsappandoci.

Con questa bellissima occasione, da mesi le “mamme toste” si scambiano messaggi, dei più svariati. Questo inverno eravamo tutte aggiornate sui bimbi malati e quelli presenti a scuola, chi guarisce, chi si ammala di nuovo, il fratellino che prende l’influenza dalla sorella più grande, i bimbi del primo anno che non riescono a frequentare una settimana intera, per via delle ricadute; e poi domande, preoccupazioni, consigli sui nostri cuccioli e sui virus più svariati che ogni inverno riducono sensibilmente le presenze al Nido.

Per me che lavoro oltre confine, la connessione internet scompare poco oltre dogana, salvo poi recuperare i contatti con il resto del (mio) mondo nel pomeriggio, rientrando verso casa. Così, di sfuggita, guardo il telefonino e sull’icona di what’s up leggo 87, 39, 45. Questi i numeri dei messaggini di chat che sono arrivati nel corso della giornata e che le mamme di volta in volta si sono scambiate. Recuperare il discorso dall’inizio, lo ammetto, a volte richiede un po’ di tempo ed ecco che allora, anziché caricare tutti i messaggi, leggo gli ultimi. Ma la curiosità e’ donna, e quando mi rendo conto di capire la metà di quello che si sta scrivendo, incuriosita risalgo verso l’alto, nel senso che scorro i messaggi e carico quelli non visualizzati. Non posso perdermi neanche una battuta! Ma ecco che il giro di messaggi riprende, dopo le 21, risponde chi legge solo ora tutta la storia e vuole essere partecipe alla discussione.

Leggere di noi mamme, del botta e risposta, di sali minerali, di creme in erboristeria o farmacia, di dentizione, spatellamento, di informazioni sulle regole del nido, tipo posso telefonare al nido alle 13, condividere con le altre mamme anche momenti difficili per i bambini, come chi cade e per una micro frattura ed e” costretto al gesso, organizzarsi per sapere chi parteciperà alla conferenza di Crepet, programmare incontri a casa di qualche mamma per preparare la festa del nido. E poi gli auguri alla mamma tosta che si sposa, auguri di buon compleanno ai nostri cuccioli, in una sequenza lunghissima di messaggi, ringraziamenti, faccine ed emoticon.

La solidarietà senza fili corre su what’s up, che ha consentito così di creare, in poco meno di un anno, un gruppo affiatato di mamme che si conosce per nome (e non e’ così scontato) e conosce i nomi di tutti i bimbi presenti al nido.

Siamo al parco, chi viene?

Arriviamo..

Noi non ci siamo, oggi nonni

Siamo in gelateria, vi raggiungiamo.

Mamme toste e what's up

“Mamme Toste” e Paolo Crepet

Quanto mi è difficile da circa due mesi ritagliarmi tempo sufficiente per questa mia passione, vivo sempre più ore all’aperto, il che non guasta, poiché fa bene anche a Liam. E’ proprio lui, infatti, a voler stare fuori, dopo il Nido, rifiutandosi di rientrare in casa, anche quando l’orario di cena imporrebbe di rincasare. Per non parlare della nanna: l’orario, se non mantengo io la regola “delle 21”, si protrae talmente tanto, da arrivare al punto un cui sono io a crollare dal sonno, e non viceversa.

Detto ciò, in questo periodo ho numerosi episodi da raccontare, ma il lasso di tempo trascorso tra l’evento ed il racconto, diventa quasi imbarazzante, a tal punto che ogni volta mi chiedo se ha ancora senso raccontarlo, poi mi dico “ma si’, in fondo l’argomento merita e mi sono affezionata all’idea di scriverci un post” per trasmettere quello che ho provato io, se possibile.

MA.GA.Oggi vediamo se riesco finalmente a raccontarvi di una bella serata trascorsa tra “Mamme toste”, (ovvero le mamme dei bimbi iscritti al Nido, soprannominate così grazie al nome del Nido stesso che allo stesso tempo ben rappresenta il modo di essere di tutte le mamme di questo millennio), accompagnate dalle tre educatrici del Nido Bimbi Tosti, Mara, Federica e Simona le quali, con grande attenzione, hanno informato le mamme di una Conferenza intitolata “Le Regole e la Crescita” , che si sarebbe svolta il 28 maggio al Museo MA.GA. Di Gallarate, il cui autore e oratore sarebbe stato Paolo Crepet, noto psichiatra, e un gran bell’uomo. Un grazie di cuore alle educatrici per aver promosso questa partecipazione di gruppo, e’ stata una gran bella serata.

Paolo Crepet

Abbiamo atteso in molte questa data, poiché interessate all’argomento e al personaggio. Certo, come sempre il problema principale e’ organizzarsi affinché il bimbo possa trascorrere con qualcuno la serata, in assenza della propria mamma. Per tutte le mamme, quindi, la stessa situazione, nel mio caso Liam ha trascorso una bella serata con il suo papà, mi ha salutato quasi come un ometto, consapevole che avrebbe trascorso qualche ora piacevole, e non con me.

Il Museo MA.GA. e’ molto apprezzato per le numerose mostre che ospita, pur non essendo vastissimo, e recentemente e’ balzato agli onori delle prime pagine per l’importante inaugurazione della Mostra dedicata a Vitttorio Missoni. La Conferenza intitolata “Le Regole e la Crescita” si e’ svolta nella Sala degli Arazzi, dove vi sono numerose installazioni ed arazzi firmati Missoni, illuminati ad arte che ti tengono con il naso all’insù, per la bellezza dei colori, del materiale, del gioco prezioso di luce che li rende particolarmente interessanti.

Sala degli ArazziSala degli Arazzi

Paolo Crepet si fa attendere, e la sala diventa presto gremita di mamme ed educatrici, pochi gli uomini presenti. Dalle prime parole, arriva subito un chiaro messaggio di estrema empatia, un modo di mettere a proprio agio gli ascoltatori, seduti in sala, un arte oratoria che annulla lo spazio e ti catapulta in un salottino intimo, mentre seduti ad un tavolino, sorseggi un te’ e parli del più e del meno, in un linguaggio semplice e semplificato, che arriva a tutti, seppur non banale, perché intriso di citazioni, esempi, collegamenti, e rimandi a momenti storici, a personaggi, che rendono il tema ancor più interessante. Concetti semplici e diretti, pieni di esempi.

Il tutto parte da una situazione reale, un’esperienza: l’uomo Crepet che viaggia su un treno e durante il proprio viaggio si ritrova due famiglie, una americana, una italiana. “Indovinate quale delle due non mi ha permesso di continuare a leggere il mio libro?”. Da questa domanda, e dalla risposta, chissà perché già conosciuta, parte il ragionamento e la filosofia di questa conferenza. L’esempio pratico di una famiglia media italiana che “iper stimola” il bambino, con continue attività, contro l’ipostimolazione del bambino che mette in atto la famiglia straniera, dove i genitori svolgono delle attività indipendenti da quelle del bambino, nella tranquillità e nel silenzio, gli adulti leggono, il bambino gioca o legge. L’ipostimolazione, quindi, e’ intesa come il non rispondere a tutte le richieste del bambino, farlo equivale a creare dipendenza. Adottare un’iperstimolazione del cervello del bambino, quindi anticipare tutte le possibili richieste proponendo mille attività diverse tra loro, oppure accontentare, soddisfare tutte le attività o le richieste dal bambino creerebbe una situazione di “dipendenza”.  I valori gradualmente crescenti di stimolazione portano alla maturazione: la crescita corporea, la crescita emotiva, la crescita cognitiva. Una crescita graduale e lenta serve ad evitare il rigetto futuro di ciò che si è avuto in eccesso, mentre agevola e favorisce una crescita sana del bisogno e del desiderio.

Crepet ci riporta agli anni ’60, quando una congiuntura positiva internazionale, economica, artistica, musicale e letteraria portava gradualmente ad una lenta ma costante crescita. Le necessità e le insoddisfazioni mettono in moto un meccanismo di attività, la necessità comporta umiltà, poiché consapevole di non avere, di non sapere, per questo mi attivo, cerco, invento, faccio. Le necessità, in un gruppo, creano quindi un circolo virtuoso, grazie alla “contaminazione” o “impollinazione”, vale a dire ad uno scambio di idee che portano al miglioramento. Una buona scuola, quindi, non soddisfa le necessità del bambino, ma le crea, mentre oggi siamo lontani da tutto ciò, poiché l’obiePaolo Crepetttivo e’ la soddisfazione dello stimolo, mentre il bambino deve saper fare da solo, attingendo e prendendo dai complementi intorno a lui. Non soddisfando continuamente i suoi bisogni, aiuteremo il bambino a desiderare qualcosa, affinché abbia delle proprie aspirazioni, delle aspettative, e desideri migliorarsi. Cercare lo “straordinario” che c’e’ nell’individuo. La crescita di se’ e l’autostima sono la vera maturità di una persona, creare le occasioni per fare cose, avere il diritto di sperimentare qualcosa, reinventare qualcosa di nuovo per poter cercare strade nuove. Continuità, rispetto e sensibilità. La negatività copre gli slanci di creatività, che porta alla sperimentazione. Non bisogna temere il cambiamento ma dobbiamo essere capaci di adattarci al cambiamento, questo consente di non isolarsi emotivamente e sensorialmente, una società che ha paura dei sensi, ha paura delle emozioni e di se stessa, dobbiamo invece favorire un atteggiamento che conduca i bambini ad “arrangiarsi” e noi, come adulti, imparare a fare due passi indietro, guardarli a giusta distanza affinché possano cadere e sapere cosa sia una caduta, affinché si possano fare degli anticorpi. Non dobbiamo soddisfare tutti i bisogni che ci vengono richiesti, poiché l’adulto non e’ un “inserviente”, noi siamo i Capitani dei bambini.

L’esempio di un bimbo piccolo che cerca da solo di allungarsi verso un tavolo sul quale vi e una bottiglia: se lo lasciamo fare potremo vedere quante volte proverà ad afferrarla, se e quante volte cadrà. In questa semplice esperienza il bimbo potrà sperimentare, ad esempio il “dolore” di cadere, per poi tentare di alzarsi, magari cadere di nuovo e rialzarsi; sperimenterà l”ambientamento” imparerà cioè a capire se quell’oggetto e’ per lui oppure no. Così nell’educazione. Lasciarlo provare, lasciarlo fare, l’educatore non dovra’ intervenire, ma solo se il bambino non riuscirà, allora si potrà intervenire. Questo processo permette di far maturare l’autostima e la creatività. E’ inoltre fondamentale far riposare i bambini o i giovani, assicurando loro le necessarie ore di sonno e di riposo. Non solo, Crepet fa inoltre riferimento al fatto che noi adulti spesso educhiamo seguendo i nostri sensi di colpa, permettiamo quindi ai nostri bambini e ai nostri giovani di fare qualsiasi cosa, nel timore di un NO. Educare secondo i sensi di colpa fa perdere la nostra autorevolezza. E’ inoltre importante che i genitori siano uniti di fronte al bambino, poiché qualora la pensassero in modo opposto, farebbero sicuramente danno: “l’educazione non e’ democratica, il capitano decide”. E’ così complicato dire di No? Per i bambini e’ fondamentale sapere che sulla nave c’è il Capitano ed e’ colui che sa dove si sta andando, e quindi da la giusta direzione.

Paolo CrepetUn altro dei concetti fondamentali espressi da Crepet e’ quello di concentrarsi sull’essenziale. Facciamo le cose essenziali. E’ davvero così importante oberarli di impegni e di attività sportive tanto da renderli sempre impegnati? E’ sempre così importante farli socializzare a tutti i costi? Se il nostro bambino desidera stare da solo, non dobbiamo averne paura, il bambino deve imparare anche a stare da solo. Essenziale anche nei giochi che li circondano. Basterebbe una scatola di costruzioni, che consente loro di costruire con le proprie mani. I figli si conoscono guardandoli ed osservandoli, sempre alla giusta distanza, e dobbiamo avere il coraggio di fare almeno due passi indietro che rassicurino il bambino, per fargli capire che non avrà sempre bisogno di noi, ma potrà imparare a fare senza o da solo. dobbiamo credere nei nostri figli e dar loro fiducia. Ricordiamo inoltre che noi non siamo gli amichetti dei nostri figli, e quindi non siamo loro pari, noi siamo i genitori. Il Capitano che indica la direzione e sa dove sta andando. Non dobbiamo essere disponibili sempre.

Una donna stanca ha diritto ad avere il proprio spazio libero, se non c’è bisogna prenderselo, questo insegnera’ al bambino che un domani anche lui dovrà difendere i propri spazi.

Il tempo per te, ti rende migliore.

 

Alla festa di Leo

Festa di CompleannoSono già trascorse due settimane dalla festa di compleanno di Leo, un grazioso amichetto di Liam, compagno di Nido.

Leo ha un viso dolce, due occhioni da cerbiatto, un sorriso sempre pronto ad accogliermi, quando arrivo a prendere Liam. E’ un bimbo vispo e allegro. Lo ricordo ancora in braccio alla sua mamma che entrava dalla porta in lacrime, inconsolabile, ormai quasi due anni fa; per Liam era il primo giorno di inserimento al Nido, Leo aveva già iniziato credo da qualche tempo, ma quell’immagine mi è’ rimasta nel cuore. La sua mamma e’ dolce, siamo entrate subito in sintonia, non nascondo che a settembre saranno molte le mamme che mi mancheranno, poiché le nostre strade si separeranno.

Leo ha festeggiato il suo compleanno in un bel locale destinato alle feste di compleanno per bambini. Una sala accogliente con tavolini e sedie, una bella pasticceria in vista e, in fondo alla sala, il “Playground“, questo ampio spazio gioco con scivoli, casette, e cubi e labirinti dove perdersi, un mare di palline colorate in cui tuffarsi.

Festa di Compleanno

Liam e Leo sono stati inseparabili. Liam entusiasta si e’ divertito moltissimo, e ha dato sfogo alla sua voglia di correre, infilandosi in questi cubi e sparendo dalla mia visuale per un po’, per poi riapparire. In mezzo a bimbi molto più grandi di lui, io in apprensione, lui a proprio agio, nel mondo del divertimento e dei giochi colorati. Molti bimbi, amici di Leo, hanno partecipato alla bella festicciola. Tra gli invitati, il pulcino Valentina, di un anno più grande, che lo scorso settembre ha iniziato la scuola materna. Il suo regalo e’ stato aperto per primo: una magnifica scatola di lego duplo che ha catturato l’attenzione di tutti i bimbi, i quali, ordinati, si sono appoggiati su un tavolo ed hanno iniziato a creare con le costruzioni.

Playground

Il piccolo grande Leo ha spento le sue candeline su una bellissima torta di Spider Man e gli occhioni di Liam si sono illuminati quando hanno visto questa meraviglia!

Sono rimasta impressionata da come, anche in tenerissima età, un sentimento che riterremo importante e fondamentale per tutta la nostra vita, l’Amicizia, sia già fortemente sentito dai nostri piccoli, vissuto con momenti di grande gioia ed entusiasmo. Liam e Leo si sono presi per mano in più occasioni per correre insieme a giocare nel loro mondo tutto colorato. Estremamente appagato dal pomeriggio di grande compagnia e di gioco, il mio Liam si e’ addormentato in macchina, mentre lo riportavo a casa.

Torta di compleanno

Mamma!

Il Nido venerdì ha festeggiato le Mamme così:

Mamme TosteTornati a casa, ho aperto molto incuriosita il pacchetto regalo che Liam già al nido voleva mostrarmi.

Ecco cosa ho trovato:Diploma di Mamma...

Con un paio di jeans richiesti al nido qualche tempo fa, ho ricevuto questo “grembiulino” personalizzato con bigliettino nascosto nella tasca, un’idea molto bella ed originale, uno di quei regali da conservare e chissà un giorno tra molti anni tirar fuori e riconoscere la manina ed il piedino di Liam in miniatura:

Grembiulino

Grembiulino

Essere madre mi ha cambiato la vita. Non chiedetemi di tornare ad essere com’ero prima. Perché non posso. Essere madre, rende più forti da un lato, ma molto più fragili dall’altro, e’ la responsabilità che ti senti sulla pelle, quando guardi negli occhi tuo figlio e vorresti scorgere il suo futuro, per vederlo sempre felice e accompagnarlo lungo il sentiero della vita.

nepal

Essere madre, cara Mamma, e’ qualcosa di meraviglioso e terribilmente forte.

Adesso posso capire.

Rieccomi

Credo di non aver mai trascorso un periodo così lungo senza scrivere un post su questo blog, da quando ho iniziato, poco più di un anno fa. E, tra un cosa e l’altra, siamo arrivati alle porte di Pasqua, oggi Domenica delle Palme, tanti cari auguri a tutti voi. Dopo che Liam si e’ ammalato, ho iniziato io con quel fantastico virus che ti tiene a letto per diversi giorni. Però’ lo metti in conto, e’ il sequel che è stato abbastanza complicato, riprendere a pieni ritmi quando ancora non sei nel pieno delle forze, e’ dura. Un mix di stanchezza ed emotività, torni al lavoro e ti ritrovi sommersa di cose da fare, una corsa contro il tempo, sempre un po’ in affanno. Mettiamoci pure una dogana che è sempre un po’ un terno al lotto, un giorno fili via liscia, senza coda, il giorno dopo rimani bloccata in coda, quando piove poi più che mai, scooter in garage, solo auto e tir in viaggio, tutti in coda mentre le nuvole grigie e cariche d’acqua ingombranti si appoggiano sulle colline ticinesi, davanti a me decine di luci degli stop accese, tutti fermi, mentre l’imbocco dell’autostrada a Mendrisio e’ sempre più congestionato…ferma guardo le bandiere del Fox Town sventolare, mosse da un vento forte, poco più avanti l’edificio del Casino’, davanti alla facciata una biga coi cavalli di marmo sembra dominare dall’alto tutto il traffico, ed i cavalli sono li li per spiccare un grande salto. E’ una mattina come un’altra, fatta di auto incolonnate, musica e pensieri. Per fortuna una volta al mese c’è il mio momento “bellezza e relax”, la tappa obbligatoria parrucchiere, con taglio e colore, un momento solo per me di un paio d’ore. Mi rilasso in po’ e a “restauro” ultimato, un giro veloce per i negozi del centro commerciale, e in libreria. Arriva anche la Festa del Papà, S. Giuseppe, in Canton Ticino una festività, quindi Bank holiday, insomma, si sta a casa e non si lavora. Ne approfitto per farmi fare il tagliando alla macchina, ormai scaduto da un po’, accompagno Liam al nido, che ha capito che sarò a casa e quindi fa un po’ di capricci, e poi lascio la macchina. Tornando a piedi verso casa, mi fermo al barettino gelateria per una colazione in relax, cappuccino e brioche, una coccola che non ho mai tempo di fare ultimamente al mattino. Mi ritrovo nel bel mezzo di un “dibattito” tutto al femminile sui “mariti” in generale sugli uomini in casa. Da brava spettatrice mi sono divertita non poco a sentire queste “desperate housewives” raccontare i più disperati aneddoti di uomini moribondi con 37 di febbre, quelli che non trovano mai quello che cercano nel proprio armadio di casa, quasi vivessero da un’altra parte, e chi più ne ha più ne metta, direi una colazione tra donne. E’ ora di andare, torno a casa ed il mio obiettivo di questa giornata “libera” non è uno solo, cerco di concentrare tutto quello che non riesco a fare in settimana, in queste poche ore. ma occasione per risistemare l’armadio di Liam e svuotare finalmente i contenitori con i vestiti mic ro di Liam dei primi due anni di vita. Incredibile la quantità di vestiti, body, tute, tutine, cappellini, jeans, tutto formato mignon. ci vogliono tre ore per risistemare tutto. Nel frattempo, e’ tempo di ritornare a prendere l’auto, sempre a piedi, e a saldare il mio conto…mi preparo alla “mazzata”, preannunciata poche ore prima sui duecento euro: ebbene, 273 euro, ma si, che saranno mai quei settantatré euro in più..pago, salgo in macchina e torno a casa, mangio qualcosa al volo e preparo qualcosa di dolce da portare a mio padre per la Feata del Papà. Un po’ in difficoltà, lo ammetto, per l’indecisione… Ma sono particolarmente incuriosita dalla preparazione delle Zeppole di S. Giuseppe, sembrano piuttosto lunghe da preparare e non ho particolare voglia di friggere. Ma dopo aver girovagato sul web, vedo con piacere che si possono fare anche al forno; controllo se ho gli ingredienti, che, ovviamente, non sono completi : mi mancano le amarene (si, si, proprio la ciliegina sulla torta, se mancano quelle non saranno mai vere zeppole di S. Giuseppe), e almeno altre due uova per la crema pasticcera. Ma mi decido:”ora o mai più”, penso…o, perlomeno, l’anno prossimo. Mi faccio coraggio, in fondo la crema pasticcera l’ho preparata un sacco di volte e la pasta choux, la base che si usa anche per i bignè, l’ho fatta in passato ed e’ riuscita bene, utilizzerò la ricetta che ho già e vediamo come viene. L’amarena la sostituirò con la fragola. Dopo un po’ di vicessitudini con la sac a poche e le dimensioni delle zeppole, che dovrebbero avere un foro in mezzo, senza di riuscire a fare qualcosa che ci assomigli. Certo, la strada e’ ancora lunga e le mie zeppole non somigliano a quelle dei pasticceri stellati, ma per quanto mi riguarda e’ già un grande successo. Ed allora, un paio a mamma e papà, un paio per noi ed il festeggiato di casa. Zeppole di S. giuseppe E’ già ora di tornare a prendere Liam al nido, il  quale a gran voce chiede di andare al parco! Avrei altri progetti, abbiamo ben due visite da fare, ma ho deciso di accontentarlo e andiamo al parco per una mezz’ora, poi salta su in macchina, direzione casa dei nonni. Lungo la strada però ho promesso ad una cara amica di andarla a trovare per un salutino veloce e farle vedere Liam dopo forse più di un anno che non lo vedeva. Una corsa dai nonni per un saluto e poi di nuovo a casa. Il nido ha fatto fare ai bimbi per i papà un lavoretto con la pasta di sale, un portapenne a forma di foglia, ecco che arriva il festeggiato di casa e Liam e’ orgoglioso di far vedere il suo dono. Festa del Papà Le serate sono infinitamente lunghe, Liam non ha voglia di andare a dormire presto la sera. Una crostata alle fragole per il dolce di domenica, ma questa volta voglio provare la ricetta della Pasta Frolla di Luca Montersino. Le dosi sono da pasticceria, addirittura 1 kg di farina, allorché decido di dimezzare gli ingredienti, e riesco così a preparare due basi di pasta frolla per crostate, una l’ho utilizzata per fare la Crostata alle Fragole, l’altra per fare la Crostata alla marmellata di lamponi e cocco.A breve, la ricetta della frolla di Montersino. Crostata di Fragole Mi si chiudono gli occhi e non sono neppure a metà racconto, oltre ad essere in grande ritardo sulla tabella di marcia, si conclude marzo senza essere riuscita a raccontare gran che. Ma non riesco a ritagliarmi più il tempo, e quel poco che rimane e’ dedicato al mio riposo. Ahimè sono sfinita, sarà la primavera come si dice usualmente. Per fortuna una tappa in erboristeria mi aiuta sempre a ritrovare un po’ di carica con prodotti sani e naturali. Un giorno dopo l’altro, senza riuscire a ritagliare un po’ di tempo per scrivere, sento che mi manca qualcosa, di mio, di tempo dedicato solo a me stessa, quella parentesi tutta mia, come quando ti lanci sotto la doccia e sai che li, (nonostante il tempo cronometrato mentre immancabilmente, dall’altra parte della porta, qualcuno grida insistentemente “mamma, dove sei!??” ) potrai dedicarti finalmente un po’ di relax. Il week-end scorre talmente veloce che non lo  vedo neanche, lunedì si rientra, traffico di sempre, ritardi di sempre, giornata dedicata ad un’esercitazione, si tratta dell’Emergency Response Plan”, un test che coinvolge diversi settori della compagnia, l’esercitazione prevede la simulazione di un caso di emergenza segnalato dall’ufficio operativo e, secondo regole ben precise e checklist, la compagnia ed il suo management, funzioni ben precise, sono chiamati a rispondere attivando una procedura precisa di azioni volte a verificare l’accaduto, gestire la comunicazione con l’esterno, recuperare le informazioni con lo scalo dove si è’ verificata l’emergenza, interagire con le autorità, verificare liste passeggeri, indire conferenze stampa per fornire aggiornamenti sulla situazione in corso, e tante altre nume attività. Si tratta di un ‘esercitazione che tutte le compagnie aeree sono tenute a fare periodicamente per testare il processo interno di risposta alle emergenze, che, si spera non accadano mai.

Ma da li a poco più di ventiquattr’ore, la tragedia del volo Germanwings Barcellona-Düsseldorf e lo schianto sulle alpi francesi dell’airbus a320 con 150 passeggeri a bordo. Dalla mancanza di informazioni delle prime ore, ad una situazione che col passar dei giorni, ha gettato ancor più sconforto in tutti noi. Quanto può pesare il “fattore umano” in un tragedia come questa, dove il fattore umano non e’ l’errore, quanto l’imprevedibilita assoluta di una situazione non nota alla compagnia, come lo stato psicologico di un co-pilota di 28 anni. la dinamica di questo tragico evesnto mi ha lasciato davvero basita ed addolorata, per le 150 persone che non ci sono più, per come si e’ consumato (la realtà dunque supera la fantasia), per i parenti delle vittime, il loro dolore, per la compagnia coinvolta.

E mentre la primavera lentamente fa capolino, le forsizie a metà settimana iniziano a fiorire di quel giallo intenso che ti da un po’ di buon umore, mentre lungo l’autostrada per Lugano Nord, nei campi verdi ampi che la costeggiano tornano a pascolare anche le mucche, il grande magazzino della zona e’ ormai saturo di decorazioni pasquali, conigli, fiocchi, e i colori dominanti come il rosa, il giallo ed il verde sono ben esposti ovunque. Devo ricordarmi di far firmare le ferie, ormai Pasqua e’ alle porte, anche Liam sente che manca poco e mercoledì pomeriggio, salito in macchina, inizia un capriccio infinito, chiedendomi di andare dalla Nonna Rosalba, vale a dire, a 500 km di distanza… E’ stata dura fargli capire che non potevamo partire in quell’istante, e così mi ci son voluti più di venti minuti per trovare argomenti alternativi e validi e distoglierlo dal chiodo fisso.

A volte ho proprio la sensazione di non potercela fare. Ma poi so che non è così…

8 marzo

Auguri a tutte le donne.

Auguri a mia Mamma, innanzitutto, e alle sue sorelle, perché oggi e’ la prima festa della donna senza la loro mamma.

Auguri a tutte le donne della nostra famiglia, giovani e meno giovani.

Auguri alle mie amiche, sposate, single, divorziate, vedove. Ognuna di loro avrebbe una storia interessante da raccontarvi.

Auguri a tutte voi, amiche che mi seguite.

Donne, felici o alla ricerca della felicità, che portano il proprio sorriso in giro per il mondo anche quando dentro qualcosa non va, instancabili nei mille ruoli che la vita di donna porta con se’.

Niente dolci in forno per me oggi, sono reduce da un week-end iniziato la notte tra venerdì e sabato in bianco, stavolta il virus gastro-intestinale ha bussato alla porta di Liam e lo ha colto nel pieno della notte per consumarsi nell’arco di una giornata, per fortuna. Oggi l’ometto sta meglio, mangia senza problemi ed è ritornato alla sua vitalità di sempre.

Avrei tanto desiderato preparare una bella Mimosa, paradossalmente la prima vera torta che ho imparato a fare, a vent’anni, grazie ad una mia cara zia che, a quel tempo, abitava al piano di sopra.

Vi lascio ugualmente con dei dolcetti, ma non preparati da me.

Il Muffin mimosa preparato dai bimbi del Nido venerdì

Immagine del Nido
Immagine del Nido

Muffin Mimosa

 

Preparato dai Bimbi Tosti al nido
Preparato dai Bimbi Tosti al nido. (Immagine del Nido)

La tavola e la colazione che mi hanno accolto stamattina in cucina quando io e Liam ci siamo svegliati:

Sorpresa stamattina
Sorpresa stamattina

Una graditissima sorpresa, una bella coccola preparata da mio marito che e’ andato in pasticceria mentre noi ancora ce la dormivamo..

Vi lascio con un immagine catturata al Mercato degli agricoltori di Finale Ligure, in occasione della nostra gita del 15 febbraio scorso: un enorme fascio di Mimose, il suo tenue profumo, la delicatezza di questo fiore che al contempo e’ un robusto albero che cresce con fioritura rigogliosa e generosa quando e’ nel suo habitat naturale.

Mimose

Spiccare il primo volo dal nido…

In una mattinata di tetti bianchi, spolverati di zucchero a velo, venerdì ho iscritto Liam alla scuola d’infanzia, ovvero alla scuola materna.

Dal nido alla materna

Dal nido alla materna Le iscrizioni, aperte lunedì scorso fino al prossimo 12 febbraio, comportano per i residenti la compilazione di un’autocertificazione completa di dati anagrafici della famiglia, gli orari di frequenza (pre-scuola e post-scuola), eventuali intolleranze a particolari alimenti, un modulo di delega da compilare con i dati anagrafici dei familiari e copia dei loro documenti di identità.

La struttura scolastica e’ molto grande, ed ha un grande giardino, mi ricorda un po’ le scuole di trent’anni fa, per imponenza, spazio, architettura.

Non so da dove cominciare nel discrevere tutto ciò, poiché mi vengono in mente contemporaneamente mille pensieri.

Sicuramente conoscevo già questa struttura grazie all’open day dell’anno scorso tenutosi in occasione dell’invito ricevuto per la sezione primavera, vale a dire la sezione dedicata ai bambini dai due anni compiuti in poi; essendo residenti, la scuola ci invito’ a partecipare, aprendo le porte ai genitori. In quell’occasione, decisi comunque di iscriverlo, salvo poi cambiare idea per due importanti motivi: in primis, perche’ al Nido dove il bimbo era già iscritto da ormai un anno ci trovavamo molto bene, in secondo luogo, perché fargli cambiare struttura avrebbe significato interrompere un percorso già iniziato da un anno e toglierlo da un gruppo di piccoli amici già abbastanza affiatati, per fargli fare un nuovo inserimento, poco dopo quello fatto per entrare al nido l’anno prima.

E siccome il tempo vola, mi ritrovo già qui, ad iscriverlo per settembre, quando il mio cucciolo spiccherà il volo dal suo nido per diventare un bel “pulcino” e approdare alla “scuola d’infanzia”.

Si’ perché, oltretutto, non si chiama più scuola materna, ed e’ quindi giusto utilizzare i termini appropriati.

E’ incredibile come già durante questi primi due anni di nido si sia creato un bel gruppo, delle belle amicizie, tanto da far sperar bene che le richieste di iscrizione di alcune mamme non-residenti, ormai amiche anche al di fuori del contesto nido, vengano accolte, e garantire così una bella continuità sia ai bimbi che a noi mamme, riuscire a vedersi costantemente anche l’anno prossimo.

Mentre uscivo dalla scuola, mentre scendevo le scale del sentiero che porta al parcheggio, ho provato una strana sensazione, un insieme di sentimenti contrastanti; sicuramente si tratta di un passo in avanti, ed e’ come entrare in un’era nuova e vedere mio figlio un po’ più grande.

Alle spalle lascio l’era “bebe’”, Liam piccolino, e davanti a me, anzi, davanti a noi, la crescita inarrestabile di un bambino. Certo, mancano ancora nove mesi, eppure, se son volati due anni e mezzo, nove mesi saranno rapidi come il passaggio di una meteora.

E poi, un passo dopo l’altro, tra me e me ho pensato: “come mi sentirò e cosa proverò il giorno in cui lo iscriverò alla scuola elementare?”

(A proposito, si chiama ancora così?)

Sentiero della vita

 

Blue Monday e Blue week

Altro che Blue Monday del 19 gennaio…settimana scorsa e’ stata una blue week, una settimana intera di blue mood.

Una cosa e’ certa, non mi capacito di come i miei giorni volino via, altro che diario, questo sembra più una Moleskine, una di quelle però dove ad ogni pagina corrisponde una settimana intera, perché tempo per aggiornare questo mio bel diario a volte proprio non ce n’è, malgrado tutti i miei buoni propositi. E quindi, più che un diario, diventa un riassunto degli ultimi…dieci giorni? I miei ricordi non vanno molto lontani, posso arrivare al massimo a undici giorni fa, ma ha ancora un senso raccontarlo?

Certo e’ successo di tutto, non consideriamo che io sia stata dal parrucchiere a godermi due ore di relax grazie alla necessità di fare il colore, si tratta si’ di un evento, ma non così importante; anzi, ormai e’ un appuntamento fisso mensile, grazie all’aiuto dei nonni che fanno una visita extra al nipotino, consentendomi così di rincasare un po’ più tardi. Io parlo di eventi seri, storici, eventi che questo 2015 ci sta riservando nei primissimi giorni di un anno nuovo che solitamente carichiamo di grandi aspettative. E dopo essermi goduta un po’ di relax dal parrucchiere e aver fatto qualche giro nei negozi del centro commerciale a caccia di saldi (ammetto, Motivi deve aver finalmente cambiato stilista e collezione perché, dopo anni di latitanza, sono riuscita a rimetter piede in un loro negozio e trovare degli abitini belli e soprattutto a prezzi ragionevoli), Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma le proprie dimissioni, dopo due mandati.

A Parigi, e in tutto il mondo, la solidarietà alla rivista Charlie Hebdo fa registrare il boom di vendite ed il primo numero dopo la strage alla redazione va letteralmente a ruba nelle edicole. Improvvisamente la Banca Nazionale Svizzera abbandona il blocco del cambio, ed in poche ore le borse impazziscono, 1 franco svizzero equivale a ben 0,95 euro, contro il precedente cambio fermo allo 0,82. Un vero e proprio terremoto.

Sono giorni di grandi cambiamenti. Mentre la notizia serpeggia tra i colleghi in ufficio, il tam tam diventa sempre più serrato e nell’arco di una settimana il franco svizzero vale quasi quanto un euro. E mentre succede tutto ciò, squillano i nostri cellulari, quelli delle “mamme what’s up”, le mamme amiche che cercano di vedersi qualche volta anche al di fuori del nido; la parola magica e’ “Merendiamo?”, ovvero, ci ritroviamo a casa, i bimbi fanno merenda e noi facciamo due chiacchiere?

Non e’ facile trovarsi ed organizzare, ognuno ha i propri impegni, ma appena possibile cerchiamo di vederci. Questa volta, parliamo ormai di dieci giorni fa, ho voluto ricambiare la generosità di Manu che apre sempre la sua porta della sua splendida casa a questo gruppetto di bimbi “duracell”, impazienti di provare ogni singolo gioco del padrone di casa di turno. Le nostre chiacchiere sono inframmezzate da rimproveri atti a contenere l’inarrestabile energie dei bimbi, pronti a litigare per salire sulla gru alta come loro o salire in sella alla moto senza pedali. A questo giro, il gioco più gettonato, tra il marasma a disposizione, e’ stato un piccolo registratore di cassa rosso, conteso per tutto il tempo dai piccoli ospiti. Di corsa, una piccola spesa in pausa pranzo per succhi, ovetti con sorpresa e chiacchiere svizzere di Carnevale, torta allo yogurt preparata la sera prima. Liam e’ così elettrizzato dall’avere i suoi amichetti a casa e chiede di ascoltare il CD con le canzoncine preferite. Prima che inizi, scopriamo che Chicco adora “Cicale” e la sa cantare: non possiamo resistere, tutte insieme intoniamo “delle cicale, cicale cicale cicale… E la formica che invece non Cicale mica..automobili telefoni tv, nella scatola del mondo io e tu, per cui la quale Cicale Cicale Cicale!!!!!”. Ok, va bene, lo so, non avrei dovuto scriverlo, ma ammetto che per quei due minuti, ci siamo divertite come matte, mentre Chicco sembrava sorpreso nel constatare che ben quattro mamme conoscevano la sua canzone preferita!

Tornando alle cose serie, così noiose, il venerdì sembrava non arrivare mai, e poi mi ritrovo dritta dritta in una una mattinata di traffico bloccato, io e la mia stanchezza; distratta frugo più volte nella mia borsa e rischio di tamponare un tir enorme svizzero tedesco. Mi calmo e mi concentro, anche se John Denver e la sua “country Roads, take me Home, to the place I belong…” di certo non aiutano a restar svegli. Arrivo trafelata in ufficio, un’ora dopo, e mi vedo costretta a saltare la pausa per cercare di recuperare il tempo perso in coda. La giornata vola comunque, e sulla strada di casa, prima della dogana, l’effetto del cambio impazzito fa chiudere le saracinesche a molti uffici di cambio che, evidentemente, si ritrovano senza contanti per l’assalto.

E’ arrivato il week-end ed ho mille cose da fare, per fortuna. Eccezionalmente farò io la spesa con Liam (adora far la spesa seduto nel carrello, ma questa e’ una bella routine che ha con il suo papà), torniamo a casa, pranziamo, e mentre Liam fa il suo riposino pomeridiano, mi accingo in fretta e furia a preparare la cena per i miei cugini, in visita da queste parti per qualche giorno. Voglio pensare a tutto, dall’antipasto al dolce, solitamente mi aiuta mio marito, ma oggi lavora per cui me ne occupo io. Appena arriva a casa però, scappo con Liam e facciamo visita ad una coppia di amici con bimbo, ha poco più di un anno: sai quelle cose che pensi di organizzare subito e poi non c’è mai occasione per farle? Dato che ognuno ha i propri impegni, questo lieto appuntamento e’ stato involontariamente posticipato di volta in volta dalla nascita del bimbo fino a settimana scorsa: meglio tardi che mai, e comunque penso che come al solito le cose avvengono sempre tutte insieme. Di corsa in macchina, trascorriamo un paio d’ore con questo cucciolo, mamma mia, mi sembra di rivedere Liam l’anno scorso, ma ormai lui e’ già grandicello; i due ometti fanno amicizia, i giochi sono il punto di incontro. Il tempo di un te’ e poi si rientra a casa, dove ci aspettano tutti per cena!

Ammetto di essere un po’ stanca, riguardo ciò che ho preparato per cena e penso:” ma son stata proprio io?”, allora ripenso a quali vitamine avessi preso a colazione perché mi conosco, tendo a stancarmi abbastanza velocemente, ma nonostante tutto, sabato non sentivo la stanchezza. Liam e’ stato in compagnia di suo cugino, più grande di lui, e per questo anche così interessante: “guarda quante cose sa fare!”, avrà pensato tra se e se, ad esempio, sa salire le scale come fa la mamma, in piedi, e senza appoggiarsi al muro, mentre io salgo i gradini a gattoni. “No, mamma, paccio io”, mi dice fiero di se’, quando cerca di imitare il suo cuginetto, salendo le scale come fanno i grandi. Crostata Marmorizzata Nutella e Mascarpone

E mentre ci gustiamo il dolce, Crostata Marmorizzata Nutella e Mascarpone, gli ometti di casa giocano e terminano la serata sul lettone, guardando “il Gatto col Cappello”. E’ tempo di andare, saluti e baci, con l’augurio di vedersi presto, possibilmente al mare, ed ecco che mi risveglio ed è già Domenica.

Liam non vuole uscire, piange e non vuole cambiersi, lavarsi, farsi prendere: inizia una domenica coi fiocchi!

Abbiamo appuntamento con gli zii per una gita fuori porta in uno di questi villaggi outlet che tanto adesso van di moda. Ma non ne vuol sapere. Capricci a go-go. Il fascino degli zii e’ tale che come per magia Liam si convince e, nella speranza di uscire ed andare a cercare le macchinine di Cars, ecco che si prepara.

LA giornata merita, non ricordavo ci fosse anche un angolo giochi con gli specchi deformanti, una Peppa Pig ad altezza bimbo, Alice nel paese delle meraviglie.

E’ tempo di shopping, finalmente un po’ di saldi, riusciamo addirittura a stufarci da quanti negozi ci sono.

Ed eccoci al cosiddetto Blue Monday 19 gennaio, che pare sia stato definito come il giorno più triste dell’anno per una serie di motivi. Per me e’ stato un blue Monday e blue Tuesday …e insomma, anche tutti gli altri giorni della settimana sono stati molto blue, a casa con Liam ammalato, il nido decimato da bimbi con influenza.

I Primi due giorni della settimana tra febbre, fosse e raffreddore, il rientro in ufficio a metà settimana quasi fantozziano: dopo una notte trascorsa in bianco con Liam che non riusciva a dormire, in ufficio sembra esserci l’altra “blue week” ad attendermi: caso urgente da gestire e risolvere del passeggero super arrabbiato che invia e-mail a tutti gli indirizzi dell’azienda così da assicurarsi di avere risposte più celeri, un meeting con tutto lo staff indetto dal CEO per comunicazioni importanti, in pausa pranzo al supermercato mi si strappa il piumino a causa di una sporgenza metallica che fuoriesce dalla cassa, mi fanno compilare un modulo secondo il quale verrò contattata dall’assicurazione.

Nel frattempo inizia a nevicare…Esco in ritardo di mezz’ora e scappo a prendere Liam al nido; penso che una tappa in erboristeria sia d’obbligo: e’ tempo di ricominciare con la mia cura di integratori vitaminici….

E intanto il paesaggio cambia, la neve si posa sui tetti, sulle vigne ticinesi e sugli alberi spogli, l’atmosfera in ufficio e’ cambiata, il blue mood di lunedì si e’ esteso a tutta la settimana, dal meeting poche notizie, poco confortanti, accompagnano tutti ad un venerdì poco interessante, comunque sempre pieno di cose urgenti da fare, di problemi da risolvere, di passeggeri in cerca di risposte.

La pausa pranzo ed un bellissimo sole mi regalano un po’ di tregua a spasso tra gli allestimenti di primavera, colori, fiori, Cupcake e stile vintage anni 50 rallegrano un po’ l’atmosfera.

Torno in ufficio. Non c’è tempo per preoccuparsi, non c’è tempo per i dubbi, bisogna agire. Il mio telefono ha deciso di squillare dopo le tre del pomeriggio, quando solo mezz’ora mi separa dal fine settimana. Non posso non rispondere, e faccio tardi, posticipo l’uscita ed avviso il Nido, perché non solo sto uscendo tardi, ma essendo venerdì, come al solito, troverò coda e tanto traffico.

Ma il mio piccolino mi corre incontro, ancora un po’ di tosse, ma e’ riuscito a superare la settimana, nonostante fosse iniziata terribilmente in salita.

Il mercatino di Natale del Nido

Mercatini di Natale…che passione!

Anche il Nido di Liam ne ha organizzato uno, ogni anno lo fa.

Quest’anno, ci sono state un paio di serate di incontro al Nido, trascorse con le altre mamme e le educatrici per organizzarne uno, decidere cosa fare, e, soprattutto, fare due chiacchiere tra mamme.

E’ stato davvero piacevole incontrarsi e stare qualche ora insieme, mentre i paparini trascorrevano il venerdì sera a casa con il proprio pargoletto, un’occasione anche per loro per stare qualche ora da soli, con i bimbi, senza le relative mamme.

Inutile dire che, per noi donne, e ‘ stato un piacevole svago, durato purtroppo poco, poiché si è’ trattato di sole due serate, ma quanto basta per consolidare le amicizie nel gruppo. Inizialmente, l’idea era di partecipare al Mercatino di Natale di Galliate Lombardo, mercatino molto conosciuto qui in zona per la particolarità delle bancarelle di Natale, artigianali, con numerosi oggetti fatti a mano, e che quest’anno si terrà Domenica 30 Novembre.

Tuttavia, per svariati motivi, i programmi sono cambiati in corso d’opera ed il Mercatino di Natale con i lavoretti fatti da mamme e nonne sono stati esposti all’interno del Nido, oggi pomeriggio. Un’occasione per bimbi, mamme e nonni per rivedersi li.

Purtroppo Liam, oggi pomeriggio, dopo la sua bella pennichella, non era assolutamente desideroso di uscire, tra mille capricci, abbiamo deciso che sarebbe rimasto a casa con il papà, mentre la mamma faceva un salto a salutare e a vedere il mercatino ed il suo allestimento finale. E pensare che avevamo organizzato di andare in compagnia di mio fratello e di Dany che sono venuti appositamente a trovarci.

Nonne e Mamme Smart che hanno creato tanti oggetti graziosi: bavaglini natalizi a punto croce, porta chiavi in feltro, angioletti in feltro da appendere all’albero di Natale, e poi segnaposto, ghirlande, alberelli fatti con tappi di sughero e calendari dell’Avvento. Ghirlande di Natale   Ghirlanda di Natale   Pupazzi di neve Nonostante la fretta di tornare a casa, pur di sapere come stava andando, mi sono fermata tre quarti d’ora in ottima compagnia, fatto due chiacchiere e comprato un po’ di cosìne per Natale.

Certo il pensiero era per Liam, sono uscita che stava ancora piangendo, per cui ero in pensiero..si sarà calmato?

Andiamo a vedere..saluto tutti, salgo in macchina con la mia busta di acquisti natalizi, arrivo a casa e trovo tutto spento.

Frugo nella borsa alla ricerca delle chiavi, saranno forse andati a dormire? In fondo sono stata via solo un’ora, vero che e’ buio, però’…

Cerco le chiavi ma non le trovo.

A quel punto, un flash: l’ultima cosa che ho visto sulla consolle in casa prima di uscire era il mio mazzo di chiavi e ricordo bene: no, non le ho prese, in fondo perché avrei dovuto? Liam e il papi erano a casa….

Ok, sono chiusa fuori di casa.

Provo a chiamare mio marito sul cellulare, non risponde, poi entra la segreteria, poi chiamo il fisso di casa, saranno mica dentro che dormono!

Nulla! Ok, saranno usciti a fare la spesa.

Salgo in macchina e corro al centro commerciale vicino casa.

Parcheggi stracolmi di macchine, tutti qui, oggi!

Trovo un posto ed entro al supermercato.

Sarà cercare come un ago in un pagliaio, e continuo a richiamare mio marito sul cellulare, compulsivamente, ma entra la segreteria.

Se sono qui dentro, il cellulare non prende.

Dopo due giri di supermercato, li trovo in una delle venti casse, Liam nel carrello, con Mack di Cars tra le mani e mio marito assorto nei suoi pensieri, mentre io, ancora con il cellulare tra le mani, ricompongo per l’ennesima volta il suo numero….

L’unico argomento che alla fine pare aver convinto Liam ad uscire di casa oggi pomeriggio e’ stata la spesa.

Ho deciso che, se domani voglio veramente vedere e godermi il mercatino di Galliate non dirò a Liam dove andremo…

Decorazioni natalizie

Halloween e il “ciuccio-nanna”

Sembra proprio che con la festa di Halloween non si riesca ad instaurare un feeling. Prima che arrivasse il piccolino (“mamma, io grande!”), pensavo che in fondo noi italiani adoriamo fare festa a tal punto da fare nostre anche le feste degli altri, come la notte delle streghe, il 31 ottobre, festa di Halloween, molto sentita e festeggiata negli Stati Uniti. Con gli appuntamenti fissati dal nido durante l’anno però ci abbiamo preso gusto, quindi, quando si parla di feste, si mettono da parte le vecchie opinioni pur di far contenti i nostri piccoli e soprattutto festeggiare in compagnia, uscendo dal tran tran quotidiano che ci vede correre tra casa e lavoro. L’anno scorso Liam aveva poco più di 15 mesi ed ero pronta a questa festa, ricordo di aver comprato un cappello nero di feltro da strega ed un cerchietto con fantasmini, ma qualche giorno prima della festa eccoci alle prese con l’influenza. Liam frequentava il nido da soli due mesi e ogni due settimane qualche acciacco e qualche malanno lo costringevano a casa.E così la prima festa di Halloween del nido l’abbiamo trascorsa a casa. Questanno promette bene, niente malanni, toccando ferro ovviamente. Penso anche a come potremmo vestirci tutti e tre per la festicciola, corro a recuperare qualche altro cerchietto buffo, non si sa mai. Penso anche ai dolcetti, ma le formine per biscotti a forma di zucca o fantasmini proprio non riesco a trovarli: li ho cercati troppo tardi e nei posti sbagliati. Ma non importa, farò a meno, quante cose posso fare senza le formine… Mi porto avanti Giovedi sera, preparando la frolla per i biscotti. Poi penso, potrei fare una piccola crostata utilizzando sempre la pasta frolla. Idee poche, in compenso molto confuse. Credo sia il finire della settimana che mi confonde le idee, tutto sembra più difficile. Lascio quindi i biscotti senza decorazioni, e termino la piccola crostata. E’ la più brutta che io abbia mai fatto in questi ultimi mesi. Ho capito, lascio da parte tutto. Ci penserò domani al ritorno dall’ufficio. E’ venerdì 31, una giornata di fuoco, seppur affrontata con tanti buoni propositi. In pausa pranzo ho deciso di andare al supermercato a comprare la pasta di zucchero, troverò così il modo di decorare questi biscottini per la festa. Il lavoro mi risucchia e non mi accorgo che si sta facendo tardi, per la seconda volta in una settimana esco tardissimo dall’ufficio e so che arriverò tardissimo al nido. Sono agitata, spengo il computer, sistemo la scrivania, prendo la giacca, saluto tutti e auguro buon week-end e lascio di corsa l’ufficio. Salgo in macchina e penso che devo subito chiamare al nido per avvisare: ” sono la Cri, sto uscendo adesso dal nido!”, “dal nido?!! Tranquilla Cri ho capito, sei uscita adesso dall’ufficio, stai tranquilla, ti aspettiamo”. Ecco, con tre parole in croce sono riuscita a far capire quanto sono “in aria”. Colpa anche di quel simpaticone con cui ho parlato prima al telefono, a volte certe persone più le tratti gentilmente più si manifestano maleducate: l’Italia del “lei non sa chi sono io”, di chi si sente potente, ha amici in vista e li utilizza per fare leva. Insomma, la solita solfa per fare pressione psicologica sul proprio interlocutore. Cerco di non pensarci, ho tanta strada da fare e sono in ritardo. Certo, però, che coda, siamo quasi fermi già qui…brutto presentimento, un gran traffico pre-Halloween mi aspetta, il punto è’.. Quanto ci impiegherò a tornare a casa? tutti in giro, o meglio tutti in coda, ovunque. Varco la soglia del nido ben oltre le 17.30, Liam e’ l’ultimo ad andar via oggi. Mi sento tremendamente in colpa.  Devo imparare a non sforare con l’orario, poteva andare peggio col traffico. Ci precipitiamo a casa, abbiamo poco tempo, la festa inizierà alle otto. Devo finire i biscottini e poi dobbiamo prepararci e il tempo non basta mai. Certo, con i minuti contati non è’ facile utilizzare per la prima volta la pasta di zucchero..ci litigo un po’ e alla fine riesco ad inventarmi ed improvvisare qualcosa. Non sono bellissimi, ma sono carini, forse con Halloween ho proprio feeling, non mi sento molto ispirata, visti i risultati. La tensione e’ a mille ho quasi finito, è’ ora di prepararci. Forza Liam, andiamo a prepararci, è’ ora di andare alla festa. In mezz’ora dovremmo fare ciò che usualmente facciamo in due ore: prepararci, un’ora a testa, una per me e una per Liam…anzi no, dieci minuti per me ed il resto per Liam: perché prepararlo equivale a corteggiarlo, riuscire a distrarlo da ciò che sta facendo per cambiarlo, lavarlo, vestirlo. Sorride sotto i baffi, che non ha, sgattaiola da tutte le parti, sembra una piccola anguilla, non vuole farsi prendere, non vuole farsi cambiare e tutto il resto,questo mio piccolo ricciolino, e sembra già sapere che, da quella porta, in realtà non usciremo.. Mio marito ancora non arriva ed e’ quasi tempo di uscire..Saranno già tutti arrivati, la musica sarà già alta, mancheremo solo noi? Siamo in ritardo..improvvisamente mi sento addosso tutta la frenesia di questa lunga giornata e un po’ di ansia mi assale…Molto candidamente, mi guarda e con fare molto pacato mi dice: “Mamma, buio…” …ma tesoro, i tuoi amici ti aspettano, facciamo una festa tutti insieme, dai che andiamo a cambiarci! “Mamma, ciuccio e nanna”. Parte il mio primo messaggio via Skype disperato alle amiche mamme:siete già li? Liam e’ ko, non veniamo… Inutile chiamare, pensavo, nel bel mezzo dei festeggiamenti chi sentirà il telefono? La più dispiaciuta di casa sono io. La festaiola di casa, diciamo. a questo punto penso anche che papà e figlio si somiglino molto, solidali sul divano. La verità e’ molto più semplice: la sveglia di Liam di ogni giorno non è per niente generosa, poiché segue la mia. Alle 6, già in piedi. E il venerdì, arriva stra cotto. Mio marito crolla quasi subito, anche lui stanco dopo una bella settimana, Liam pacifico col suo ciuccio che va su e giù e la sua copertina. Io sconsolata, guardo i miei patetici biscottini e la crostata alla marmellata di lamponi più brutta del secolo e penso che ho accontentato mio figlio, ma che avrei proprio avuto voglia di fargli vivere questa bella festa insieme agli altri bimbi, e di vivere io stessa una bella serata nel suo genere divertente, certo spensierata, con un gruppo di mamme che ormai sono anche amiche. E da vere amiche, mi hanno aspettato per ben tre quarti d’ora, mi hanno chiamata per chiedermi dove fossi e a festa terminata, mi hanno mandato un messaggio: “Cri, ci siete mancati!”… Anche voi! Ci siamo persi un pezzetto di storia di questo anno di Nido, una piccola tessera del mosaico. “Mamma, e’ buio…..” IMG_2162.JPG

La vita e’ adesso..

Chissà’ se anche voi ricordate questa lunga canzone di Claudio Baglioni.

Lunga, piena di parole, frasi poetiche ma anche realiste.

la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all’aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l’ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un’attesa di volersi di più
e non capir cos’è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell’aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

La vita e’ adesso, e’ quello che sto vivendo in questo istante, ora.

Sulla base di questa idea, quanto e’ accaduto nel corso della settimana, e’ già passato.

Fa già parte del mio passato, intendo.

E’ il motivo per cui, a volte, con grande frenesia, voglio scrivere un post, su quanto mi accade. Perché so che, passato il momento, quanto mi è’ accaduto suona già di vecchio e superato.

Un po’ come le notizie, no? Si susseguono con un ritmo serrato e vertiginoso, l’indomani, la notizia del giorno precedente e’ già superata.

Mi sento così, quando, per mille motivi, non posso prendere la mia penna e scrivere. Ma non posso più di tanto prendermela, ovviamente, se non scrivo e’ esclusivamente per due motivi:

  1. Sono troppo stanca per farlo, ho magari messo a nanna Liam e, insieme a lui, mi addormento pure io…

  2. E’ troppo tardi per scrivere, diciamo che è’ notte fonda e quindi per recuperare un po’ di energie, e’ cosa buona e giusta riposare, dormire, quindi spegnere la luce dell’abat jour sul comodino e scollegarsi dal resto del mondo.

Perché, contrariamente a ciò che si possa pensare, non ho proprio il tempo materiale per scrivere durante il giorno: quando Liam chiude i suoi bellissimi occhioni per dormire, arriva il mio momento relax, qualcuno legge, qualcuno scrive, qualcuno dorme, qualcuno va a ballare, qualcuno esce con gli amici…

Insomma, ognuno di noi ha il proprio relax.

Una volta, per me, il mio relax era il mio pianoforte:

image

ora e’ li che mi guarda e, spesso impaurito, spera che non mi sieda, soprattutto se nei paraggi c’è anche Liam…teme per le sue bellissime corde e non posso dargli torto. Certo, se tornassi indietro, acquisterei quel fantastico “silent” system, che ti consente di suonare e di ascoltarti in cuffia, senza disturbare nessuno. Il che sarebbe stato l’ideale dato che il tempo a disposizione per poter strimpellare ancora qualcosa andrebbe dalle 21.30 in poi… In fondo, la tradizionale “sordina”, il pedale che sta in mezzo, tra gli altri due, non rende così piacevole il suono del pianoforte, e sembra sempre di dover schiacciare i tasti con molta più forza di quanto in realtà non si desidera fare quando si suona un valzer di Chopin.

Quando capitano questi periodi in cui passa anche più di una settimana senza riuscire a mettere mano alla penna, non mi resta che prendere appunti, giorno per giorno, di alcuni aneddoti che vorrei raccontare, perché, oltre al fatto che accadono tante cose, c’è anche il problema che tendo a dimenticarmele, queste “tante” cose che accadono: la notizia del lunedì non e’ più interessante, il venerdì. E, attenzione, nonostante gli appunti, non ricordo neanche la parola chiave che ho segnato: ma perché ho scritto “altalena” sull’agenda? Ecco, non me lo ricordo più…

Forse chi e’ mamma di un bimbo vivace ed ha una vita mediamente frenetica, può capirmi (qualcuno dica di si, vi prego… ): tenere a mente tutto diventa pressoché impossibile.

Ho imparato ad essere più metodica e a segnarmi le cose da fare. Ho imparato però anche a rileggere le liste di cose che ho segnato, altrimenti annotarle e basta non serve.

Banale, vero? Sembra, ma non lo è.

Lunedi e’ sempre il giorno più lungo della settimana, lavorando fino a tardi, arrivo molto stanca, il traffico delle cinque e mezza del pomeriggio e’ talmente intenso che arrivo a casa alle sette, varco la soglia di casa, Liam mi corre incontro, i miei mi raccontano in due minuti come e’ andata una giornata intera, mentre io, nelle orecchie, e nella testa, ho ancora il rumore del mio diesel scoppiettante e rumoroso. Spesso, il lunedì e’ il giorno in cui Liam e’ più agitato ed eccitato di tutta la settimana, e, come e’ capitato, più sono stanca io, più lui non ha sonno.

Niente nanna? Dalle nove alle undici, due ore di tentativi vani per farlo addormentare, salvo poi arrenderci inesorabilmente alla sua richiesta accorata tra le lacrime di scendere in sala e stare sul divano. Dove poi, dopo soli cinque minuti, si e’ addormentato pacificamente.

A volte ci si ostina con dei “no” che non portano a nulla. Salvo poi sentirsi inadeguati per non aver “capito” la richiesta del proprio bimbo.

Mentre le notizie su ebola e gli errori presunti dell’organizzazione mondiale della sanità si susseguono durante la settimana, martedì mattina mi ritrovo nel bel mezzo dell’attualità ticinese: vengo fermata in dogana per un veloce sondaggio in corso sulla mobilità in Canton Ticino: guardo l’orologio e si’, sono in ritardo, anche se mi chiedi cinque minuti, il fatto solo di dover accostare mi sembrerà un eternità…

“A che ora parti?”

“A che ora inizi a lavorare?”

“comune di residenza?”

“dove sei diretta”, per lavoro?”

“quante volte alla settimana fai questo tragitto”

Ecco che posso ripartire, sono quasi le otto e mezza e mi mancano circa quaranta minuti di strada, lo sapevo, stamattina sono partita troppo tardi, ormai preventivare un’ora e quaranta minuti per il tragitto di 53 km, pare non sia più sufficiente…

Martedì pomeriggio, invece, mi riserva un episodio alquanto curioso: sono in coda alle quattro del pomeriggio…Ancora? Ma ce n’è sempre una? si va a passo d’uomo e lentamente si sorpassa un’auto che va a cinque all’ora, tocca a me superare e non so se ridere o cosa: un’auto, il cofano tutto aperto, il vecchietto alla guida che si sporge dal finestrino quanto più possibile per vedere la strada e guidare in queste condizioni.

Qualcuno lo ferma e gli chiede per favore se non c’è un altro metodo più sicuro per lui ed il prossimo per arrivare a destinazione?

E’ una bella giornata, calda. Arrivo al nido a prendere il mio campione: “mamma!! Mamma mia!”.

Non possiamo non cogliere l’occasione al volo, il tempo e’ bello e allora andiamo al parco, dove lui si diverte con alcuni dei suoi compagni di nido, e con il bel gruppetto di “mamme toste” trascorriamo qualche momento piacevole e di allegria. siamo diventate amiche, e questo e’ molto bello, rivederci mette tutte di buon umore..

Mercoledi: la mattina non si preannuncia particolarmente positiva, in una delle zone più pericolose del tragitto che faccio, alla mia sinistra una folla di persone sulla strada, macchine in colonna, un motorino a terra. Riverso sulla strada, con il suo casco, un ragazzo. E’ immobile, una ragazza gli parla, le persone intorno a lui, ho i brividi, piango.

Sono sconvolta, non ho mai visto da così vicino un incidente. Una montagna di pensieri mi si affollano nella mente, mi fermo, serve aiuto? C’è tantissima gente, non serve. Ancora non si vede un’ambulanza, deve essere successo da poco. Penso alla mamma di questo ragazzo, penso alla sua fidanzata o moglie, Spero sia vivo. Le lacrime non si fermano, un magone incontenibile mi annebbia la vista. Ho voglia di casa, ho voglia di stringere i miei affetti, sono sola in macchina e sto andando al lavoro.

Forza, asciuga le lacrime, e vai.

E’ metà settimana, tutto sembra già più semplice, anche se poi non lo è.

Oggi e’ il giorno dedicato al mio appuntamento mensile con il colore della mia chioma…accidenti, credo dovrò farmene una ragione: con l’età che avanza, le frequenze dal parrucchiere per il colore aumentano..ed io che pensavo fosse colpa dei nuovi pacchetti promozionali colore (non funzionano bene, questi prodotti!?!).

Una testa nuova, però, in ordine, ti fa sentire meglio. Sarà l’Effetto placebo.

Giovedi: regolarmente tiro un sospiro di sollievo, siamo ad un passo dal fine settimana. Ma un passo lungo, però!

I lavori in corso negli uffici che fino ad ora non ci avevano coinvolto (anzi, erano programmati a metà novembre) improvvisamente arrivano alla nostra porta: “per domani dobbiamo traslocare e lasciare libero questo ufficio, ci spostiamo in quello che sta diventando l’open space.

Quindi oggi scatoloni? Guardo come sono vestita: di nero, così la polvere bianca si intonerà perfettamente, e soprattutto oggi ho stranamente deciso di indossare le scarpette col tacco: l’ideale per fare su e giù dal magazzino…

Pronti via: il nostro mini gruppetto di volontari si organizza e svuota armadi e prepara scatoloni. La priorità del giorno.

Corro al nido a prendere Liam: “mamma gelato!”

“Certo tesoro, ne voglio uno anch’io, dopo tutto me lo merito”!!

E’ arrivato il mitico venerdì..Si avvicina il fine settimana.

L’ufficio dove ho lavorato per quattro anni e’ vuoto. Ora le nostre scrivanie sono tutte in Open space: tutti i muri che c’erano sono stati abbattuti. I lavori non sono ancora finiti, e tra operai, muratori, elettricisti che girano, lavoriamo alle nostre nuove postazioni con la polvere che aleggia ancora nell’aria.

Sembra così strano: c’è un’aria quasi di festa, dev’essere la novità, tutto così diverso. Inutile dire che la mattinata vola e mi ritrovo di nuovo davanti alla porta del nido a suonare il campanello per correre incontro al mio piccolino…”Mamma, io grande!”.

Corriamo a casa, stasera le mamme si trovano al nido per preparare il Mercatino di Natale che si terrà il prossimo 30 Novembre.

Il nido avrà una propria bancarella dove verranno esposti questi lavoretti fatti dalle mamme e dalle educatrici.

Preparo dei biscottini, ho proprio voglia di condividere con tutte un dolcetto e perché ogni volta, questa e’ la seconda, e’ come ritrovarsi tra amiche di lunga data: si parla del più e del meno, e poi si da spazio alla creatività: decorazioni, ghirlande, alberelli di Natale, paillette colorate, feltro, nastri colorati, etc.

E’ proprio una bella iniziativa, mariti a casa con i pupetti (così anche loro se li godono un po’) e le mamme che possono dedicarsi, in compagnia, alla creatività: il Natale ormai e’ più vicino di quanto si possa pensare: se penso al centro commerciale dove faccio un giro in pausa pranzo, le decorazioni sono esposte da ormai almeno quindici giorni.

Natale

Ecco che arriva il week-end: sabato di relax casalingo, mestieri a go-go, si torna all’ora solare; e domenica gita fuori porta per visitare la Fiera del Tartufo di Moncalvo: bancarelle di squisitezze Made in Italy, salami, formaggi, miele, cioccolato, torte alla nocciola, boeri, baci di dama, tartufo, focacce, etc. Etc.

Forza, domani inizia una nuova avventura, si riparte da lunedì.

….sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso

Una settimana campale

E’ stata una settimana intensa, stancante, particolarmente grigia ed uggiosa.

Una settimana scandita dal traffico sempre più intenso, bloccato; un incidente grave su una brutta curva ha coinvolto poi lunedì sera una giovane donna che ahimè aspettava un bimbo da quattro mesi.
In dogana, addetti della Repubblica del Canton Ticino elaborano dei dati ai fini statistici per verificare quante automobili attraversano quotidianamente il confine. Salvo poi scoprire, a fine settimana, che sono circa 60.000 i frontalieri che ogni giorno si recano al lavoro dal vicino Belpaese, per un totale di circa 140.000 auto che si muovono e che intasano le arterie del lunga esse e del mendrisiotto. Auto con un solo conducente, beh, mi dico, tutto sommato ho fatto la mia parte, almeno fino a che non nascesse il bimbo, dato che in passato con i colleghi ho fatto per diverso tempo il CAR-pooling, o CAR-sharing che dir si voglia.

Inizia così, questa settimana, inizia con Liam che si sveglia con un occhio e la palpebra gonfie da non riuscire ad aprirlo.
E’ necessario farlo visitare, resto a casa da lavoro, consulto gli orari e lo porto dal medico.
“Non si allarmi”, mi dice, “tornerà alla normalità in pochi giorni”. la causa? Una banale puntura d’insetto. E questo piccolo grande pirata resta a casa con la mamma dal nido per un giorno, il tempo di mettere a soqquadro casa, tirare fuori tutti i giochi, correre all’impazzata per il salotto, e richiedere a gran voce di guardare i “motti”, cioè i “mostri”, di “Monster university”, di Disney-Pixar che ha letteralmente soppiantato la visione spasmodica e continua su you tube dei mini video dedicati all’apertura di ovetti kinder o simili… Ora siamo tutti fan di Wasowski e di Sullivan e di altri simpatici personaggi piuttosto mostruosi.

Martedì rientro al lavoro e ci impiego un’ora e quarantacinque minuti: praticamente una vita…complice il maltempo e non so che altro, mi ritrovo trafelata e spero che un marziano possa catapultarmi nel mondo del teletrasporto affinché io possa miracolosamente arrivare in ufficio in orario, mentre tutti sono fermi in coda. Dovrò valutare l’alternativa trenino che collega la dogana alla zona del mio ufficio. Parecchi inconvenienti, come il tratto a piedi ed i costi sono da considerare, nel frattempo, mi cucco la coda e ascoltando quei matti del “Trio Medusa” spero solo di contenere i danni. Decido di fare la “montagna”, ovvero dei tornanti che tagliano la strada che da Magliaso porta ad Agno, che dovrebbe quindi fungere da scorciatoia, ma anche lungo queste stradine tortuose collinari stanno facendo dei lavori, che, ovviamente, possono rallentare il percorso fino a venti minuti.
Un terno al lotto arrivare in ufficio.
In realtà, la difficoltà che incontro martedì non e’ neanche quella di rimanere ferma davanti ad un semaforo che regola il via vai, ma, con mio sommo stupore e tanta, tanta strizza, e’ un bellissimo TIR che in discesa, in una curva, e’ bloccato e cerca di agevolare il passaggio delle auto, le quali, strette tra la portiera del camion da un lato, e il ciglio del burrone dall’altro, cercano di salire il tornante, tutti come me per andare a lavorare…sia chiaro..
Ma dimmi un po’, uno si sveglia con tutto l’entusiasmo del mondo, si beve la sua bella tazza di caffellatte e si prende la sua bella vitamina (o integratore alimentare), insomma, un buon energetico per affrontare la giornata, ma il lungo percorso di 53 km ti riserva ben altro, un percorso da camel trophy che e’ valso l’appellativo di “pazzo” al camionista che, dispiaciuto, aiutava come poteva dall’alto del suo sedile sul camion, i malcapitati che, come me, si ritrovavano a passare in uno spazio stretto e angusto, con la paura di non sgommare al di fuori del bordo della strada, peraltro senza guard rail.

Quando uno dice che la fuori “e’ una giungla” beh, forse non si sbaglia…

Questa e’ stata anche la settimana del burro bio che serviva ad “arrostire gli svizzeri”. Si, pare che una nota catena di supermercati svizzera, nei propri scaffali, vendesse questo particolarissimo burro che e’ andato a ruba, ovviamente e la cui foto ha campeggiato su alcuni giornali.
http://www.tio.ch/News/Ticino/813389/Il-burro-per-arrostire-svizzeri-e-andato-a-ruba-ecco-tutti-gli-orrori-linguistici-nei-mercati-ticinesi/
La causa sarebbe un errore di traduzione. Inutile dire che ci sono stata alla Migros a cercare questa confezione per dovere di cronaca e anche per avere un souvenir, ma..niente da fare, e’ andato a ruba.

Questa e’ anche la settimana del budget 2015: terminarlo e consegnarlo, fornendo dei dati corretti, almeno me lo auguro, e’ stato un’impresa, sempre presi da mille altre priorità.

Questa e’ stata la settimana delle piogge, e dell’alluvione a Genova. Se ne parla sempre troppo poco, e sempre e solo quando ahimè si verifica. Non si fa nulla per prevenire il dissesto idro-geologico.

Questa e’ stata la settimana caratterizzata da uno spleen inspiegabile, quello da cielo grigio e pioggia battente, per il quale cerchi la motivazione e la felicità nelle piccole cose e speri sempre di trovarla, per non lasciarti abbattere da un panorama triste, da un lavoro sempre più frenetico, da un momento di difficoltà.

Questa e’ stata la settimana del colloquio individuale al nido per parlare dei progressi di Liam: ecco il raggio di sole che stavo aspettando….