L’anno che sta arrivando…

Beh, come si dice..Anno nuovo, vita nuova!

Si dice e si fa, oppure è semplicemente un buon proposito, benaugurale? Fare tutto cio’ che nell’anno appena trascorso non siamo riusciti a realizzare.

Riemergo da un tour de force che mi ha portato dritta dritta alle feste e quasi ormai all’epilogo, con l’Epifania.

Per cominciare il nuovo Anno con una vita “nuova”, ho cambiato veste grafica al blog (da qualche parte dovevo pur cominciare), anno nuovo, vestito nuovo; titoli e testi hanno ora un “font” diverso, forse qualcuno di voi l’avrà già notato.

Il titolo del  blog lascia da parte il nome secondastella72 che rimane comunque l’indirizzo web per raggiungere le mie pagine, perché, in fondo, questo spazio, è nato come un diario e tale vorrei rimanesse, nonostante la saltuarietà tra un episodio e l’altro, di questa grande bellissima avventura. La canzone di Bennato, L’ isola che non c’è, con le sue parole poetiche e la sua melodia, mi ha ispirato , nel dare, nel 2014, un nome a questo blog; perché la “seconda stella” brilla comunque, non è’ la prima, e’ la seconda, ma non per questo non rifulge di luce propria; essere secondi, in senso lato, equivale comunque ad essere importanti, nonostante tutto.

Il 2015 è stato un anno difficile; si, certo mi direte, tutti abbiamo avuto le nostre difficoltà, ed io ne sono certa; guardo già oltre, in questo nuovo anno, aspettandomi, come sempre, di migliorare, un po’ in tutto, di essere sempre pronta ad affrontare cio’ che mi capiterà, mi catapulto nel tempo, sperando di vivere solo le cose più belle e più emozionanti che la vita mi regalerà, sperando nel bene, nella felicità, serenità, e soprattutto nella salute.

Non posso dimenticare che l’anno appena trascorso ha portato via con sé due mie cari affetti: la mia nonna materna, e la mia zia paterna. Entrambe si chiamavano Anna. Entrambe, con la propria dipartita, hanno cambiato la mia vita, segnato il mio volto, scolpito le rughe e cambiato il mio sorriso; mi hanno riportato a vivere il presente, molto più di qualcosa che potrei vivere un domani, ma il loro ricordo rimane per sempre nel mio cuore e nel cuore di chi ha voluto loro bene. E’ stato l’anno di numerosi licenziamenti che hanno svuotato i nostri uffici con una rapidità impressionante, cari colleghi allontanarsi lasciando scrivanie vuote, insieme ad un vuoto nella mia vita lavorativa e personale.

Il 2015 è stato l’anno delle grandi tragedie umane e del terrore, Parigi l’emblema.

Ma il 2015 è stato anche l’anno di una grande evoluzione per il mio Liam: abbiamo salutato l’esperienza del Nido con grande nostalgia per approdare alla scuola dell’infanzia e scoprire grandi progressi, un linguaggio molto piu’ evoluto e complesso, l’interazione con gli adulti sempre piu’ articolata, la consapevolezza di essere in tre, perché questo ometto è una personcina fatta e finita.

E’ stato l’anno in cui si sono consolidate amicizie nate pochi anni fa al Nido grazie al gruppo delle Mamme Toste e in cui vecchie amicizie si sono riconfermate sempre piu’ solide.

E’ stato l’anno in cui, sempre piu’ numerosi, siete approdati qui, tra queste pagine, tra queste righe, dandomi un segno tangibile della vostra presenza e del vostro gradimento.

Per questo desidero ringraziare ognuno di voi, per il tempo che dedicate alla lettura di questo blog, per la curiosità che avete nello sfogliare le pagine, per il desiderio di provare le ricettine dolci che mi ritrovo a sperimentare.

E’ stato l’anno in cui la nostra amica Silva Avanzi Rigobello ci ha lasciati, a lei va il mio dolce ricordo dei momenti più belli trascorsi su questo blog l’anno scorso, in silenzio, a leggere i vostri commenti, le sue puntualissime osservazioni, i vostri articoli, mentre Liam dormiva, crescendo ogni giorno un po’ di più.

I 3 articoli piu’ cliccati del 2015 riguardano proprio i nostri peccati di gola e sono:

  1. Muffiin con gocce di cioccolato
  2. Biscottini morbidi al limone
  3. Crostata Bella Elena.

Se vi va, vi aspetto ancora tra queste pagine, sulla pagina facebook e su Instagram

…l’anno che sta arrivando, tra un anno passerà, io mi sto preparando, e’ questa la novità …

 

 

Annunci

Momenti si, momenti no

Continue reading “Momenti si, momenti no”

Festa del Nido

Abbiamo tutti atteso il 4 luglio con grande eccitazione, quest’anno.

La Festa del Nido si e’ infatti tenuta in un torrido pomeriggio d’estate, in una bella tenuta agricola, non molto distante dall’Asilo stesso. I preparativi sono stati molto sentiti e vissuti, con grande emozione sia da parte delle Mamme, che hanno avuto occasione di trovarsi insieme ritagliando si degli spazi, che da parte dei Bimbi e delle educatrici.

Festa del Nido Bimbi Tosti

Sono arrivata alla vigilia della festa un po’ stanca, per via del caldo torrido che per giorni ci ha tormentato e poi sicuramente per la voglia di esserci attivamente, per i nostri figli facciamo anche i miracoli se necessario. Di fatto, per me il tempo e’ sempre pochissimo e conciliare tutto non sempre facile. IN un periodo dell’anno in cui Liam vuole stare fuori, giustamente, all’aria aperta il più possibile, tutto il resto svanisce in secondo piano, e mi ritrovo a rincorrere il tempo rimasto a disposizione, concentrando in poche ore le mille cose da fare.

Alla vigilia della Festa, la sera prima, caldo africano, forno acceso, stanchezza epocale, mi sono ritrovata ad avere una lista di dolci e dolcetti da preparare e…incredibile, mi sono ritrovata a sbagliare qualche ricetta qua e la, dimenticando degli ingredienti fondamentali. L’impressione e’ stata che, più ci tenevo, più le cose non riuscivano. E’ stata un po’ una disdetta per me, che ho una passione per la preparazione dei dolci da forno, ritrovarmi a fare errori pressoché banali, quasi di distrazione, come preparare una bella ciambella, terminata la preparazione dimenticarsi sul tavolo le quattro uova. Rabbia, stanchezza e sconforto mi hanno assalito e all’alba dell’una e mezza di notte ho poi deciso di chiudere tutto ed andare a dormire.

Un caldo così afoso ancora non si era sentito quest’anno. Tenere il forno acceso di certo non e’ stato gradevole, ma l’entusiasmo era a mille: l’ultima festa del Nido per il mio bimbo, e quindi il compiersi di un ciclo, la fine di un’era e l’inizio di una nuova il prossimo settembre, l’ansia di vederlo protagonista della festa, la consegna dei “diplomi”, tra i dolcetti e l’allestimento del tavolo della festa che ho chiesto di curare direttamente, con l’ausilio della mia cara amica specialista nel settore, il momento della canzone che avrebbe visto noi mamme di li a poco. Un mix di emozioni.

Muffin

La mattinata mi e’ volata con i preparativi dei dolci. L’appuntamento per i “bimbi grandi” era per le 14.45, mentre la Festa sarebbe iniziata per tutti alle 16.00. Sforno le Ciambelline al cioccolato, e mi dico che oggi non e’ giornata, perché dall’agitazione, sformandole, il cinquanta per cento si rompe e sono costretta a mettere da parte.

E’ ora di accompagnare Liam, sono già molto emozionata, lo lascio davanti all’ingresso dell’azienda agricola dove lo accoglie Federica, una delle tre educatrici. Trovo anche Mamma Stefania ed il suo Leo, quindi entrano insieme. Corro a casa a prepararmi, non devo di dimenticare che le Mamme dovranno indossare una maglietta bianca, visto che canteremo tutte insieme. Accaldata, chiamo Laura di party4kids.it per sapere se e’ riuscita ad entrare, con il materiale che abbiamo scelto insieme per la sala dove sarà allestito il buffet: e’ già li e sta preparando tutto.

Ok, vado all’armadio e mi viene in mente che l’abitino che avevo in programma per la festa non va più bene, eh no, come faccio, se devo mettere una maglietta bianca mi servono o un paio di pantaloncini oppure una gonna. Aiutooooo!! Non ho niente da mettermi! sono la solita disorganizzata, vedi, la prima cosa da fare era andare a scegliere una mise per la festa, no? Quale mamma non lo farebbe? si, ok, ma quando? E soprattutto con chi! con Liam? Che odia profondamente Zara & company…ok, calma, respira, respira profondamente. Riesco a trovare una gonnellina, oggi che ci voleva un bel pantaloncino..Mi cambio e mi ricambio ma non sono convinta. Pazienza. E’ ora di andare. Mia mamma e mio fratello sono già li. Io e mio marito partiamo. E’ arrivato il momento.

I bimbi sono nella saletta, rigorosamente “nascosti” per non distoglierli dai preparativi e da ciò che dovranno fare. I genitori dei “bimbi grandi” vengono invitati a sedersi in “prima “fila”, sotto un sole cocente, Mara ci presenta lo spettacolo dei bambini, e mentre parla l’emozione rompe la sua voce, e dietro i miei occhialoni da sole, la prima lacrimuccia fa capolino.

Fabiana introduce lo spettacolo, si avvicina al microfono e con la sua voce gentile legge parole che scatenano emozioni fortissime in tutti i genitori in attesa dei propri bimbi grandi.

gli Aquiloni

Sulle note di “A Modo tuo” cantata da Elisa e Ligabue inizia la rappresentazione, dietro un telo fatto di pezze colorate, i nostri bambini si dirigono al centro del prato, e, qualche parola per ciascuno al microfono, iniziano a farci emozionare, e sotto questo telo, con i loro piccoli movimento, simulano delle onde del mare. la musica e’ molto emozionante, li vediamo correre su di una collinetta, a prendere degli oggetti: imbracciano il proprio zainetto che tutti riconosciamo perché ci e’ stato chiesto durante l’anno di procurarlo al Nido, e poi corrono verso di noi, ogni bimbo verso i propri genitori. Le loro manine consegnano alla propria mamma un enorme cuore di cartoncino rosso intenso con una foto di mamma e papà. Le emozioni si susseguono, non riesco a trattenere le lacrime, perché davanti ai miei occhi non ci sono solo i momenti di oggi, ma tutto il percorso che Liam ha fatto al Nido, da quel giorno in cui a quasi 14mesi ha varcato la soglia e timidamente ha iniziato la sua vita “sociale”, tutti i suoi progressi, camminare, parlare, ballare e cantare.

Un bimbo alla volta, per nome, riceve il suo “Diploma di Bimbo Tosto”, con il suo cappello, e a seguire anche i genitori ricevono il proprio diploma. E’ un momento unico e molto emozionante, ognuno di noi guarda il faccino del proprio bimbo, fiero dei progressi fatti, soddisfatti ancora una volta della scelta fatta, contenti di aver trovato un ambiente positivo e familiare, educatrici competenti empatiche e passionali.

E dopo le lacrime, l’intensità di queste emozioni, tocca a noi, e’ il momento delle “Mamme Toste” e della loro “performance”: siamo primo te, nonostante la temperatura bollente e la tempesta di emozioni che ci ha appena investito. Mamma Ilenia ha preparato un bel discorso introduttivo, dopodiché si parte, iniziamo a cantare allegramente, coinvolgendo un po’ tutti.

Mamme Toste cantano...

Questa volta, sulle sedie dove precedentemente erano seduti i genitori, ci sono le educatrici che a loro volta, vivono e provano grandi emozioni, anche loro assalite da un insieme di immagini, ricordi, momenti che questa esperienza fa rivivere. Il momento di scartare il regalo, un enorme scatolone vuoto, salvo poi scoprire che il regalo era proprio accanto a loro. La cassa che ha consentito di suonare la colonna sonora della festa “A modo tuo”, e che ha consentito a noi mamme di cantare la canzone “Tosti” e che forse allieterà i momenti canori di tanti altri futuri bimbi tosti, era proprio li, accanto a loro.

E’ il momento di bere e mangiare qualcosina, tutti al buffet!

Ma le emozioni non sono ancora finite, Mamma Ilenia ci racconta una favola. E’ tutta qui, su questa meravigliosa torta di Fate e Folletti.

La Torta delle Fate di Mamma Ilenia

Ripercorrendo questa festa del nido, ho ancora una volta lasciato spazio a grandi emozioni e grandi lacrime, forse per la passione che noi tutti abbiamo messo in questa splendida giornata che ha visto protagonisti i nostri bimbi.

Forse perché i nostri bimbi, grandi protagonisti ci ispirano cose grandi, all’insegna dell’Emozione pura.

Grazie di cuore a Mara, Federica e Simona, l’impegno costante ed immenso e la passione che mettono in tutto quello che fanno non possono che ricevere ampiamente che tutto il nostro affetto.

“Mamme Toste” e i preparativi per la Festa del Nido

Quest’inverno, durante una riunione con i genitori, le educatrici hanno parlato anche della festa estiva di fine anno, che il Nido organizza sempre verso fine giugno con bimbi e genitori, anticipando una novità che li per li sembrava quasi uno scherzo: “quest’anno abbiamo deciso che le Mamme parteciperanno attivamente alla Festa, dovranno quindi organizzare, pensare, creare qualcosa, uno spettacolo, un momento in cui saranno protagoniste.”

Stupore, e un po’ di preoccupazione tra le Mamme, i nostri sguardi che si incrociavano quasi incredule, ma raccolta la “sfida” abbiamo accettato tutte molto volentieri.

C’e voluto un po’ di tempo prima che tutta la “macchina” dei preparativi si mettesse in moto, ma una volta scaldati i motori, siamo partite alla grande.

Il primo step e’ stato raccogliere tutti i numeri di telefono per tenerci in contatto: et voila’, con un avviso in bacheca al Nido (dove usualmente sono le educatrici a mettere in evidenza gli avvisi”, un bel cartellone con l’elenco delle mamme dove ognuna ha spontaneamente inserito il proprio numero di cellulare. Raccolti tutti i numeri, Mamma Linda ha creato il gruppo “Genitori Tosti” su WhatsApp.

Ed il gioco e’ iniziato così.

Inizialmente, questo strumento ci e’ servito per condividere tutto l’inverno sventure varie, influenze, virus, imprevisti, cadute dei nostri bimbi, consigli, salvo poi darci Man forte con messaggi di solidarietà ed utilità che psicologicamente e praticamente hanno aiutato un po’ tutte noi. Dalle Mamme dei “grandi”, ovvero i bimbi che a settembre andranno alla Scuola dell’Infanzia alle Mamme dei “piccolini”, un susseguirsi di messaggi, domande e risposte.

Mamme toste e what's up

In un secondo momento, a primavera ormai inoltrata, avvicinandosi la data della Festa, si e’ cominciato, un messaggio dopo l’altro, ad individuare l’argomento, o meglio: “che facciamo”? Una sorta di “brainstorming” come lo chiamerebbero in azienda, ma via whatsApp, per decidere, all’unanimità, che avremmo cantato una canzone. Come sempre, trovo il totale dei messaggi da leggere a fine giornata per cui spesso mi sono persa via sul più bello, per poi entrare a conversazione in corso d’opera e scoprire che le “mamme Toste” sono molto ispirate: Mamma Ilenia suggerisce “Azzurro” di Celentano, mentre Mamma Anna butta giù le prime strofe, ed e’ ufficiale: e’ lei la  nostra Mogol. Con un secondo pargoletto al seguito, ancora piccolo, Mamma Anna con una facilità sorprendente trova le parole giuste e con registrazioni audio, un pezzettino alla volta, a Mamma Anna, si aggiungono le altre che propongono altre strofe nuove, con frasi dedicate al Nido, in un attimo, sembra che la canzone prenda forma, sempre via whatsApp. Mamma Linda interviene dicendoci che può fornire la base strumentale per cantare Azzurro, il suo papà la può preparare. Fantastico, direi.

I giorni passano, ed urge un incontro, Mamma Manuela prende l’iniziativa e ricorda a tutte che abbiamo in sospeso un primo incontro per definire meglio i dettagli della festa, ed eccola che data ed orario alla mano propone una serata tutte insieme. I messaggi di risposta si rincorrono, e la prima serata e’ decisa.

Tra impegni vari ed imprevisti, ci ritroviamo in cinque: Mamma Manu che gentilmente ci ospita, Mamma Ilenia, Mamma Anna e Mamma Stefania, tutte intorno ad un tavolo per proseguire, io scrivo le parole al Pc, Mamma Ilenia scrive su un blocco, base strumentale a disposizione per creare il testo. Sembra che la prima strofa già funzioni, Mamma Anna l’ha creata perfettamente, non serve ritoccarla, ed allora proseguiamo. Le parole ed il ritmo, tutto deve filare alla perfezione. “Cancella, non funziona, ragazze, abbiamo sbagliato la strofa, questa e’ da rifare”. Mentre creiamo le parole, arrivano altre idee, per esempio, creare un cartellone con il ritornello, cosicché tutti possano poi intonarlo. Ci pensa Mamma Ilenia, e una volta pronto, condivide la foto con tutte le mamme.

Cartellone di Mamma Ilenia

Chi non conosce Azzurro di Adriano Celentano? Non potranno non cantare insieme a noi.

Si fa tardi, da un viaggio di lavoro rientra il marito di Mamma Manuela, già preallertato che dovrà subirai le nostre prove canore in casa sua, senza potersi godere subito il meritato riposo. Una grande pazienza.. A tarda notte, ci siamo, la canzone e’ completa, dobbiamo solo registrarla per intero ed inviarla su file audio via whatsApp al gruppo delle Mamme.

“Ragazze, pronte?”

Parte la base, Mamma Ilenia inizia a registrare e….

Puaaaahhhhhh ahhhhh ahhhhh ……Scoppiamo tutte in una risata contagiosa che per ben tre volte non ci consente di registrare. “Ragazze, dai, ce la facciamo”. Ed ecco che tutto fila liscio: messaggi audio inviati, e foto del testo scritto al Pc su word per tutte le Mamme Toste del gruppo, cosicché possano anche loro “studiare” al più presto il testo.

image

Soddisfatte, dobbiamo mantenere tutte il “segreto” con le educatrici, non possiamo svelare la sorpresa.

LA data della festa si avvicina, e abbiamo ancora in sospeso il regalo per le educatrici per fine anno, ed ecco che riparte la sequenza di messaggi via whatsApp, dalla quale emerge che per la festa servirà, in prestito, una Cassa musicale, tipo quelle per la chitarra. proviamo tutte ad informarci per poterla mettere a disposizione in prestito, quando Mamma Manu propone di regalarla e di andare in un negozio di strumenti musicali a sceglierla. Detto fatto, regalo approvato all’unanimità, Mamma Manu e Mamma Ilenia si ritrovano per la scelta della cassa musicale.

E’ tempo di fissare un secondo ed ultimo incontro con le mamme per provare la canzone tutte insieme, una settimana prima della festa. Questa volta le “Mamme Toste” saranno una decina, sempre a casa di Mamma Manuela. A malincuore, non sono riuscita ad esserci, ma e’ stata una serata, mi hanno detto, molto divertente.

La festa si avvicina, i preparativi fervono, i bimbi sono carichi, le educatrici sono elettrizzate, noi Mamme, che sappiamo a cosa andiamo incontro, ancora di più. Tutte pronte a partecipare attivamente, oltre poi ai preparativi dolci e salati che allieteranno la festa.

E’ tempo di preparare dolci e dolcetti.

 

Qualche giorno al mare

In spiaggia

A volte mi fermo a pensare a quanto tempo della nostra vita scivoli via, risucchiati come in un vortice senza fine, fatto di lavoro, scadenze, orologi, mille impegni, corse contro il tempo.

Tic tac, le lancette del’orologio corrono all’impazzata verso il giorno dopo, e come un cricetino sulla propria ruota gira vorticosamente all’inseguimento di non so cosa, io corro, e corro, e corro. Da quando suona la sveglia, corro per prepararmi, per preparare Liam, corro per uscire di casa in orario, per arrivare al lavoro puntuale, corro contro il tempo, per ritrovarmi in un traffico composto da persone come me, che corrono. Entro in ufficio, e tutto quello che c’è da fare e’ “correre”, fare, fare e ancora fare. Perché chi si ferma e’ perduto e quando ti perdi e’ poi dura recuperare. Esco di corsa, faccio la strada “al contrario” verso il nido e verso casa, e sempre di corsa, e se mi fermo, e’ colpa di un ingorgo. Alla fine di questo tour de force, varco la soglia del Nido e il tempo per un attimo si ferma: mi godo questi due minuti in cui il mio bimbo realizza che sono arrivata e sono proprio io, la sua mamma, e corre, si, corre, anche lui, dal centro del salone mi viene incontro correndo, accogliendomi con un grande sorriso. I cinque minuti della mia giornata in cui tutto si ferma per un istante.

E questa settimana, la corsa quotidiana, il rumore, la frenesia, la stanchezza, le mie palpebre sempre più socchiuse da un grande sonno arretrato e dallo stress accumulato, i preparativi composti da tre trolley per quattro giorni di vacanza, si sono fermati nell’attimo in cui siamo saliti in macchina noi tre: chiudiamo le portiere, il motore acceso, si parte, destinazione Arenzano.

Per il tempo di un’ora e mezza, lascio fuori dalla macchina una frenesia da cui era indispensabile staccarsi, almeno per qualche giorno, per assaporare un ritmo di vita più umano, più dolce, più armonioso, che ci accoglie quando arriviamo.

Sarà il viaggio relativamente breve e quindi “sostenibile”, sarà che eravamo tutti molto stanchi, fatto sta che arrivare al mare, fare check-in in hotel, svuotare le valigie ed iniziare a godere i momenti di una breve vacanza, fanno sentire meglio.

Riprendere in mano il proprio tempo, il proprio spazio, fatto di luce, sole, mare, spiaggia, secchiello e paletta, sabbia da tutte le parti e dentro il costume, colazione lenta con cappuccino e brioche, fette biscottate e marmellata, lunghe dormite su un materasso che non e’ il tuo, ma nonostante ciò, e’ terribilmente comodo. Prepararsi per uscire tutti e tre insieme a cena, prendersi il tempo di scegliere il luogo dove cenare per poi scoprire che una piccola osteria ti fa sentire come a casa. Fermarsi sotto le piante all’ombra dei pini marittimi che costellano il lungomare, dove trovi file e file di panchine fresche, mentre il resto del mondo al sole si cuoce, e la sabbia scotta terribilmente sotto i piedi. Due, tre giri sulle giostre, il cavallo bianco, che sembra uscito da una favola, l’aeroplano, la macchinina, c’è anche la nave ed il suo capitano.

Giostre

Palme, le due sdraio e l’ombrellone, i venditori ambulanti con i parei formato matrimoniale di cotone indiani che pesano un quintale. Il Cornetto Algida comprato al bar dello stabilimento balenare, il Fior di Fragola per rinfrescare le papille gustative, i tuffi e gli schizzi di acqua gelida di giugno, incautamente causati da bambini e dai loro giochi nell’acqua, la nave merci che all’orizzonte, lentamente, attraversa il mare, destinazione chissà dove, le buche nella sabbia che ad ogni onda si riempiono d’acqua, le impronte dei piedini del mio bimbo che corre lungo la battigia, che le onde cancellano, sassi grandi e piccoli, bianchi, verdi e grigi, pezzetti di vetro colorati, i cui spigoli sono stati ormai smussati dal sale e dall’acqua, in una continua ed incessante erosione.

Sassi e ciottoli

Le nuvole sopra la mia testa, i piedi pieni di sabbia grigio scuro, sembra quasi incollata alla mia pelle, come un tatuaggio, bimbi piccoli scalpitanti a riva, neonati sotto l’ombrellone avvolti dalle possenti e grosse braccia materne che hanno già cresciuto un paio di figli.

NuvoleSecchiello e palette

Il porticciolo e le sue barche attraccate, barche a vela al largo, qualche yacht di passaggio, voglia di salpare e navigare.

Tra le vie di Arenzano, focaccerie golose, carte piene d’olio e una focaccia che non smetteresti di mangiare, panchine, molte panchine, all’ombra, ristoranti ed osterie, negozi di giocattoli, gelaterie. Edifici colorati elegantemente, con decori sulle pareti che creano profondità e spessori, come fossero sculture, stemmi, cammei, nicchie affrescate, un po’ come le abbiamo viste a Finale Ligure.

Pareti con affreschi in rilievo

Il Grand Hotel di Arenzano domina con la propria imponenza l’arrivo in città, le sue palme altissime e le sue trifore rendono sontuoso questo angolo di città. Nel suo enorme cortile, auto da tutta Europa. Da qui si accede all’area delle piscine, affollata di ospiti che non amano salsedine e sabbia. Nella sua sontuosa hall, un pavimento tirato a lucido ed arredi piuttosto classici, casse di pregiate bottiglie di vino, un via vai di stranieri alla Reception. Nella sala principale dove viene allestita la colazione, un buffet ampio e vario, non manca nulla, un pianoforte a coda arreda un angolo della sala. La camera e’ molto grande, una moquette verde che sembra velluto, gli arredi di legno rendono la camera accogliente. Dal cancello, attraversi la strada e ti trovi subito in spiaggia e sul lungomare. Dimenticare l’auto per quattro giorni e’ per me un grande vantaggio che mi consente di riposarmi molto di più. Ritrovare il piacere di camminare e di fare lunghe passeggiate, soprattutto di sera, quando il sole non brucia più.

Il tempo nelle mie mani mi sembra scorra lentamente, lasciandomi il tempo di riposare con la mia famiglia, facendo sembrare questi quattro giorni un periodo molto più lungo, piacevolmente dilatato, tempo piacevolmente ritrovato. Liam sempre più grande, ritrova quel sodalizio, tutto maschile, con suo padre: finalmente riesce a goderselo un po’ e a giocare con lui. Noto che questo bimbo ormai “grande” sta gradualmente staccandosi da me, come presenza onnipresente, per fare nuove esperienze e scoprire nuove cose con il suo papà, che, se da un lato non dice mai di no, dall’altro e’ il suo punto di riferimento per ogni nuova sfida che deve superare per poter essere considerato un “bimbo grande”.Un bimbo che a settembre andrà alla scuola dell’infanzia, e per questo, dovrà essere pronto.

Noi tre

 

Alla festa di Leo

Festa di CompleannoSono già trascorse due settimane dalla festa di compleanno di Leo, un grazioso amichetto di Liam, compagno di Nido.

Leo ha un viso dolce, due occhioni da cerbiatto, un sorriso sempre pronto ad accogliermi, quando arrivo a prendere Liam. E’ un bimbo vispo e allegro. Lo ricordo ancora in braccio alla sua mamma che entrava dalla porta in lacrime, inconsolabile, ormai quasi due anni fa; per Liam era il primo giorno di inserimento al Nido, Leo aveva già iniziato credo da qualche tempo, ma quell’immagine mi è’ rimasta nel cuore. La sua mamma e’ dolce, siamo entrate subito in sintonia, non nascondo che a settembre saranno molte le mamme che mi mancheranno, poiché le nostre strade si separeranno.

Leo ha festeggiato il suo compleanno in un bel locale destinato alle feste di compleanno per bambini. Una sala accogliente con tavolini e sedie, una bella pasticceria in vista e, in fondo alla sala, il “Playground“, questo ampio spazio gioco con scivoli, casette, e cubi e labirinti dove perdersi, un mare di palline colorate in cui tuffarsi.

Festa di Compleanno

Liam e Leo sono stati inseparabili. Liam entusiasta si e’ divertito moltissimo, e ha dato sfogo alla sua voglia di correre, infilandosi in questi cubi e sparendo dalla mia visuale per un po’, per poi riapparire. In mezzo a bimbi molto più grandi di lui, io in apprensione, lui a proprio agio, nel mondo del divertimento e dei giochi colorati. Molti bimbi, amici di Leo, hanno partecipato alla bella festicciola. Tra gli invitati, il pulcino Valentina, di un anno più grande, che lo scorso settembre ha iniziato la scuola materna. Il suo regalo e’ stato aperto per primo: una magnifica scatola di lego duplo che ha catturato l’attenzione di tutti i bimbi, i quali, ordinati, si sono appoggiati su un tavolo ed hanno iniziato a creare con le costruzioni.

Playground

Il piccolo grande Leo ha spento le sue candeline su una bellissima torta di Spider Man e gli occhioni di Liam si sono illuminati quando hanno visto questa meraviglia!

Sono rimasta impressionata da come, anche in tenerissima età, un sentimento che riterremo importante e fondamentale per tutta la nostra vita, l’Amicizia, sia già fortemente sentito dai nostri piccoli, vissuto con momenti di grande gioia ed entusiasmo. Liam e Leo si sono presi per mano in più occasioni per correre insieme a giocare nel loro mondo tutto colorato. Estremamente appagato dal pomeriggio di grande compagnia e di gioco, il mio Liam si e’ addormentato in macchina, mentre lo riportavo a casa.

Torta di compleanno

Immagini che lasciano il segno

La nanna

E’ un periodo di inquietudine, di frenesia e poco sonno, di capricci, di grida e voglia di prevalere, la tua inesauribile energia mi risucchia in un vortice e mi rende quasi fragile.

Ma quando le mille parole svaniscono, la corsa si arresta e le luci si spengono, resto li a guardarti, inerme di fronte a questo miracolo della vita. Non importa se sono settimane intense, tanto da non avere un minuto per respirare, non importa quante ore di traffico io abbia trascorso, quanto ieri il super capriccio mi abbia sconvolto, nel continuo tentativo di tenere testa alla tua determinata voglia di dirmi che sei tu il centro del mondo.

Non importa, arriva il momento in cui crolli in un sonno ristoratore di cui hai tanto hai bisogno, all’improvviso tutto e’ fermo, tutto e’ silenzio. E tutto il resto non me lo ricordo più.

Immagini che lasciano il segno
e resteranno dentro ai miei occhi nel tempo

se ti guardo io rivedo me stesso
ti addormento e nel silenzio
del tuo cuore sento il battito
ora che sei diventata la ragione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza

E così
sei riuscita a cambiarmi
ritrovandomi
forse un uomo migliore
ti proteggerò dal vento
Poi ti guarderò sbocciare
sei la mia motivazione
la passione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza

Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza.

Tiromancino

Mamma!

Il Nido venerdì ha festeggiato le Mamme così:

Mamme TosteTornati a casa, ho aperto molto incuriosita il pacchetto regalo che Liam già al nido voleva mostrarmi.

Ecco cosa ho trovato:Diploma di Mamma...

Con un paio di jeans richiesti al nido qualche tempo fa, ho ricevuto questo “grembiulino” personalizzato con bigliettino nascosto nella tasca, un’idea molto bella ed originale, uno di quei regali da conservare e chissà un giorno tra molti anni tirar fuori e riconoscere la manina ed il piedino di Liam in miniatura:

Grembiulino

Grembiulino

Essere madre mi ha cambiato la vita. Non chiedetemi di tornare ad essere com’ero prima. Perché non posso. Essere madre, rende più forti da un lato, ma molto più fragili dall’altro, e’ la responsabilità che ti senti sulla pelle, quando guardi negli occhi tuo figlio e vorresti scorgere il suo futuro, per vederlo sempre felice e accompagnarlo lungo il sentiero della vita.

nepal

Essere madre, cara Mamma, e’ qualcosa di meraviglioso e terribilmente forte.

Adesso posso capire.

Torta soffice alle fragole – 2

torta Soffice alle Fragole

Torta soffice alle fragole

La domenica in casa nostra il dolce non manca mai. Liam non vede l’ora di prepararlo, tutte le volte.

E’ felice e il rischio di un disastro e’ sempre dietro l’angolo perché metterebbe le mani ovunque, quindi non posso essere certa che il dolce sarà in tavola  fino all’ultimo.

Oggi il mio piccolo grande aiutante ha addirittura cambiato gli ingredienti, rifiutandosi categoricamente di mettere nella torta le pesche sciroppate che avevo già tagliato a fettine. “Mamma, no le pecche no! Io novoio pecche!”. Allorché ho dovuto velocemente pensare ad una valida alternativa, quando finalmente mi son ricordata che in frigorifero avevo un cestino di fragole.

La torta soffice alle pesche sciroppate dovrà aspettare, nel frattempo abbiamo gustato la “variante Liam”, ovvero la Torta Soffice alle Fragole.

Torta Soffice alle FragoleTorta soffice alle fragole

Ingredienti:

  • 250 g di farina 00
  • 4 uova temperatura ambiente
  • 1 cestino di fragole
  • 150 g di burro a temperatura ambiente
  • 100 g di zucchero
  • 2 cucchiai di latte
  • 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • zucchero a velo Q.b

Torta Soffice alle fragole

Preparazione:

  1. Accendere il forno, modalità statico a 180 gradi
  2. Imburrare ed infarinare una tortiera sui 24 cm
  3. Lavorare il burro con lo zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema morbida e omogenea
  4. Unire un uovo alla volta e lavorare il composto con le fruste elettriche
  5. Setacciare la farina con la vanillina ed il lievito.
  6. Aggiungere al composto la farina setacciata con la vanillina ed il lievito, aggiungere il latte
  7. Amalgamare fino ad ottenere un impasto abbastanza duro e compatto
  8. Versare metà impasto nella tortiera e livellate con una spatola
  9. Aggiungere le fragole tagliate a fettine ricoprendo tutto l’impasto
  10. Ricoprire le fragole con l’impasto rimasto
  11. Infornare a 180 gradi per circa 35-40 minuti. La superficie dovrà risultare dorata, fate la prova dello stecchino per assicurarvi che la torta sia asciutta dentro e quindi cotta
  12. Togliere dal forno e lasciar raffreddare il dolce nello stampo
  13. Una volta raffreddato, toglierlo dalla tortiera, riponendolo su un piatto e spolverizzare di zucchero a velo vanigliato

E’ una torta semplice da preparare, dal gusto delicato, e’ morbida e si presta ad essere preparata con il ripieno di frutta sciroppata.

torta soffice alle fragole

La ricetta originale questa volta arriva da un libriccino grazioso, acquistato in Autogrill lo scorso inverno in occasione di una sosta durante il viaggio: mi piace sempre sbirciare tra libri e pubblicazioni varie, talvolta mi stupisco non solo di quante pubblicazioni siano dedicate alla cucina, anche se il mio occhio cattura sempre le copertine dedicate a dolci, torte & company, ma soprattutto del fatto che le ricette siano attendibili!

torta soffice alle fragole

Sorpresa!

magnolia in fiore

Anacronistico ormai, parlare di Pasqua, proprio oggi poi, una domenica di caldo quasi estivo che fa venire in mente il mese di giugno. Grigliata in giardino, voglia di stare fuori, a piantar fiori nell’aiuola, a fare pic-nic sul prato, a prendere le biciclette e girovagare, con l’aria che ti sfiora i capelli, e quel senso di libertà, di svago e di temporaneo benessere che dura lo spazio di un week-end, nella speranza o nell’illusione che non termini mai. Voglia di risistemare il giardino, comprare un tavolo nuovo e una fontanella, voglia di sorseggiare un caffettino baciata dal sole, nella speranza che qualche raggio di sole mi regali quelle efelidi, o lentiggini, ormai perse negli anni, ormai rarefatte, che solo un’esposizione prolungata al sole mi potrebbe riportare.

E poi, sfoglio questo diario, e trovo le pagine vuote, non ancora scritte dei giorni di festa,ormai una settimana fa,nella mia mente ancora moltissime immagini vivide, che penso, meritano di essere scritte, in fondo,  e’ sempre la nostra vita, anche se corre come un treno, anche se si tratta di ieri, di qualcosa di passato.

Coroncina pasquale

Abbiamo trascorso la giornata di Pasqua in casa, in famiglia, nelle Marche, una giornata di freddo e di vento, pioggia battente da non farti mettere il naso fuori se non per necessità. A dire il vero, tutta la vacanza, seppur trascorsa in una località di mare che ben conosciamo da anni, dove di solito si cerca il più possibile di trascorrere il tempo libero all’aperto, in riva al mare, sul lungomare,o in centro, e’ stata contraddistinta da un vento forte e gelido che oltre a scompigliare i capelli, tagliava a fettine orecchie e naso, cappello e sciarpa irrinunciabili, Liam il più possibile coperto, spostamenti ridotti al minimo indispensabile. Pasqua e Pasquetta all’insegna della tavola e delle tradizioni e delle uova di cioccolato, Pasquetta con grigliata all’aperto ed il nostro compagno di vacanza, il vento. Dal salato al dolce, come ogni festa, si arriva alla fine con quella sensazione di essere stati ad un pranzo di matrimonio, tavola apparecchiata dal pranzo fino alla cena ed il desiderio di fare una bella passeggiata. Liam entusiasta della compagnia, dei cugini, dei nonni, degli zii, era particolarmente felice, la sua vivacità sprizzava da tutti i pori. Uova di cioccolata ovunque, al latte, fondente, cioccolato Kinder, tema preferito “Cars”, sorprese quindi molo apprezzate, trattandosi dei personaggi come Cricchetto e Saetta Mc Queen.Pseudo Tortano Finalmente martedì e mercoledì il vento e’ diminuito sensibilmente, tanto da riuscire a fare una passeggiata lungo il centro, dove gli edifici ed i negozi riparano sempre un po’ dall’aria di mare, e allora un po’ di ‘sano’ shopping che in vacanza trova sempre spazio, si e’ sempre più disponibili a comprare durante una vacanza…una breve tappa nei negozi di abbigliamento come Calliope e Terranova, seppur abbiano una linea da teenager, sono sempre posti dove adoro entrare e trovare un paio di pantaloni “basici” a 19 euro o il maglioncino alla coreana che usi con tutto a 10 euro. Per chi come me ha da poco superato la soglia dei 40 e desidera ancora un abbigliamento giovane, un po’ alla moda, ma senza eccesso, gran parte dei vestiti esposti non sono neanche contemplabili, perché giustamente rappresentano una moda molto molto giovane, ma cercando tra i capi “basici”, trovo molto di più in negozi come questo, che non da Combipel, dove la linea degli abiti sembra sempre un po’ troppo da “signora”. Nel pomeriggio, il tradizionale giro nella zona degli outlet, in zona Montegranaro, questa volta ci siamo concentrati su Docksteps, dove si trovano Bikkenberg, Virtus, Samsonite, Merrell, Cult, e da Alberto Guardiani dove mi sono innamorata di tutte le borse primaverili esposte, una meraviglia per i miei occhi, ma al momento proibitive, gli acquisti veri e propri saranno rimandati al periodo di saldi quando i prezzi saranno un po’ più accessibili.

L’hotel dove abbiamo soggiornato questa volta e’ a pochi minuti dal lungomare, peccato che le sferzate di vento e la pioggia battente non ci hanno certo consentito di godercelo. La struttura e’ nuova e arredata con gusto moderno, la camera ha mobili di design, e’ confortevole, molto grande, 35 metri quadri, con un angolo cottura che, con un bambino, può sempre essere utile, ad esempio per riscaldare il latte o lavare il biberon nel lavandino. Una bella camera pulita dove mi son sentita subito a mio agio, come a casa.

Dimorae Hotel

Non e’ sempre così, quando viaggi e soggiorni in alberghi può accadere di non sentirsi a proprio agio per gli spazi angusti o gestiti male, odori particolari provenienti dalle cucine, polvere diffusa, copriletti poco curati o qualche volta poco puliti, bagni con sanitari vecchiotti e malandati.

Non e’ chiaramente questo il caso del Dimorae Hotel di Civitanova Marche, dove siamo stati accolti con grande gentilezza. Con grande entusiasmo abbiamo appreso che l’albergo ospita una mostra fotografica dedicata a grandi artisti del jazz, lungo il corridoio del primo piano; l’autore, Andrea Rotili ha esposto momenti di musica jazz, numerosi artisti che si sono esibiti negli anni scorsi nelle manifestazioni jazzistiche più conosciute, come ad esempio Umbria Jazz, per citarne una. Tra i nomi Diana Krall, Fresu, Pino Daniele, George Benson e molti altri. Jazz in black & colour

Andrea Rotili

Sabato pomeriggio inoltre la mostra e’ stata allietata dalla musica jazz suonata dal vivo, non sono particolarmente appassionata di questo genere, ma ammetto che disfare le valigie mentre un sax appena fuori dalla porta della tua camera suona musica jazz e’ davvero unico, un’atmosfera surreale e molto piacevole. Sembrava il sottofondo musicale di uno di quei film che ti colpisce per la colonna sonora, per cui non abbiamo perso tempo e appena possibile siamo usciti dalla camera per vedere e sentire dal vivo  la musica e quindi visitare la mostra fotografica. Il bianco o il nero come sfondo, il blu e il colore come protagonisti delle foto a colori, in primo piano sempre e comunque loro, gli artisti. Personaggi che sembrano uscire dal quadro fotografico, sembra insomma di averli li, davanti a te, mentre suonano o cantano, da quel muro e da quella fotografia sembra fuoriuscire la melodia del concerto, mi sembra di sentire le emozioni che la musica dal vivo sa trasmettere.

Jazz in black & colour   Jazz in black & colourJazz in black & colour   Jazz in black & colour

Se siete da quelle parti, vale la pena visitarla anche se non e’ vastissima e per questo risulta ancor più facile probabilmente ritagliarsi il tempo per vederla.

La partenza

Finalmente in macchina.

Anche se il viaggio e’ ancora tutto da fare, si parte.

Si, tiro un sospiro di sollievo, siamo a metà dell’impresa.

Si, perché e’ un’ impresa partire, sono un’impresa i preparativi. Certo, e’ sempre bello trascorrere le festività fuori porta, ma quello che c’è dietro prima di riuscire ad aprire la portiera della macchina, girare la chiave, sentire il motore acceso e partire e’ tutto un programma.

Durante la settimana che precede la partenza, la lavatrice e l’asciugatrice sono gli elettrodomestici impazziti di casa: praticamente vanno a tutte le ore, non stop, nella speranza di avere tutto pronto per il giorno della partenza, con il risultato che ti ritrovi anche la cesta del bucato da stirare straripante di maglie, pantaloni, body, tute, etc. I trolley già in giro per casa a metà settimana, tirati giù dal proprio ripostiglio dove li tieni durante il resto dell’anno, sperando sempre di riuscire a preparare la valigia sempre un po’ in anticipo: illusione, mi ritrovo fino all’ultimo  secondo con le ciabattine per la doccia in mano, i bagagli in macchina, e non so più dove cavolo metterle. Per non parlare dello spazzolino da denti, visto che ti serve fino alla fine, e’ l’ultimo oggetto da riporre nel beauty ,  ed il primo oggetto che tendo a dimenticarmi, salvo comprarlo ad un prezzo esorbitante in Autogrill, la’ dove tutto costa come l’oro, soprattutto se e’ un qualcosa che hai dimenticato di portar via.

In settimana un giorno poi necessario al “restauro” pre-festa: colore, taglio e piega, estetista, shopping e make up, manca proprio un abitino da indossare il giorno di Pasqua, la scarpa abbinata e di conseguenza la borsa..mentre apri l’armadio e non c’è più neanche un centimetro per l’ultima gruccia, le scatole delle scarpe non entrano più nella scarpiera, le borse sembrano guardarti sconsolate, mentre cerchi di mettere l’ultimo acquisto proprio li, tra la borsa beige primaverile e quella marrone scuro invernale, peccato che poi usi sempre la stessa da almeno due mesi, solo per la pigrizia di travasare da una borsa all’altra il contenuto che pesa quasi 8 chili, un bagaglio a mano, in pratica. Il parrucchiere, stavolta, l’ho saltato, per la piega la mia bella piastra ghd mi aiuterà a tenere in ordine i capelli, salvo poi scoprire di non aver tempo di passarla, fino a quando non arriverò in albergo. La priorità all’estetista, finalmente. Brevi momenti di tregua dalla corsa dei giorni pre-festivi.

Anche il traffico va in tilt nella settimana dei preparativi, arrivare al lavoro e’ come fare un terno al lotto, o meglio, sai a che ora parti e non dai a che ora arrivi, tutto ciò che non accade durante l’anno, accade nei giorni precedenti le feste,  come ad esempio martedì, quando per una rapina ad un distributore di benzina svizzero, le dogane hanno intensificato i controlli ed il traffico si e’ congestionato, in coda per uscire dalla Svizzera, talmente stufa che quando varchi la soglia tra Stabio e Gaggiolo saluti il finanziere italiano in dogana come fosse amico di famiglia e appena tocchi il suolo italiano un urlo liberatorio di soddisfazione ti tira fuori tutta la rabbia accumulata in un’ora di stress.

E piove sotto il cielo di Modena mentre viaggiamo nella speranza di arrivare presto.

Il lavoro durante l’ultimo giorno precedente i giorni di ferie e’ poi il massimo: tutto ciò che non t’aspetti, accade. Puoi conoscere il tuo lavoro come le tue tasche, ma sta sicura che il caso “inedito”, qualcosa di complicato, ti accade, come la personalità di spicco che non vorresti mai contrariare nella tua vita, in realtà e’ infuriata proprio con te perché aspetta un rimborso che tarda ad arrivare. Riesco persino ad uscire tardi di mezz’ora, nel tentativo di riordinare il tutto prima di lasciare la scrivania e attenzione, mai dimenticare l”out of Office” su outlook, rischio sempre di dimenticarmi, ma e’ uno strumento utile per chi ti scrive quando tu non sei in ufficio…

Poi c’è il giorno di ferie preso perché il Nido e’ chiuso e tu devo occuparti dei preparativi. Ora, Liam che mi vede preparare le valigie e’ talmente eccitato che ciò che faresti in cinque minuti in realtà lo fai in cinquanta. Ha atteso così tanto questa partenza per andare dalla nonna Rosalba che la sua frenesia e’ appurò irrefrenabile. Quindi, !er poter gli fare il bagnetto devo rincorrerlo per casa, insistere per svestirlo, insistere per farlo uscire dall’acqua, pulire dieci volte sotto la tavola in cucina,, dopo aver cambiato due volte almeno la tovaglia, visto che lo sport preferito in questo periodo e’ il travaso di acqua da un bicchiere all’altro, raccogliere i libri che si è divertito a rovesciare sul pavimento, riporre tutte le macchinine riverse sul tappeto nella scatola, salvo poi ritrovarle in giro per casa, ogni stanza un potenziale divertimento, persino il bagno ha il suo “perché'”: vogliamo parlare dell’attrazione irresistibile del rotolo di carta igienica? Si può srotolare tutto seduta stante, oppure prenderlo e metterlo a bagno nel wc intasandolo, nell’arco di due secondi e mezzo. E meno male che non lo perdo mai di vista…

Vestiti ripiegati sul letto velocemente, pronti per esser messi in valigia, prima che arrivi come una saetta a rovesciare tutto per terra, sempre nella frenesia di aiutarmi, si intende…Mentre scelgo le scarpe da portare, quattro scatole sono già per terra e le relative scarpe sparse dietro di me.

Preparo la “pappa”, mentre rovista tra i suoi giochi, e direi che una bella puntata di Masha e Orso a questo punto me la merito pure io…con lei Liam si tranquillizza e si diverte.

E’ arrivato il momento di preparare qualcosina da portare in dono, vorrei tanto fare la tradizionale Pastiera, ma non ho gli ingredienti, ecco, insomma, dovrei andare a fare la spesa…direi che siccome siamo ancora in alto mare, la spesa la escludo, in fondo ci sono tante altre cose buone da fare…ma appena mi avvicino al Bimby, proprio come fa Masha con l’orso, Liam si avvicina e lesto afferra la sua sedia per avvicinarla al mobile della cucina e poter così mettere gli ingredienti nel Bimby: “paccio io, paccio io!”. Farina dappertutto, misurino del Bimby su e giù, lo afferro prima che prenda le uova e prima che infili la sua nuova macchinina nell’impasto che il Bimby sta amalgamando…giusto in tempo.

All’improvviso, “mamma, ciuccio e nanna”… Parole magiche per le mie orecchie, il mio guerriero e’ stanco ed e’ ora di riposarsi con la sua copertina, si accuccia sul divano ed il tempo di una carezza, chiude i suoi occhioni  e si addormenta all’istante.

Inizia la mia tregua, per modo di dire: da adesso in poi per due ore almeno devo mettere il Bi-turbo e concludere tutto ciò che ho iniziato e non ho finito. Quanto ai miei lievitati in forno, non sono molto soddisfatta, sembra proprio che non mi sia riuscito niente di come avrei voluto.

LA giornata sembra non avere fine, sempre nella speranza di avere pronto tutto entro stasera.

Utopia.

La mattina della partenza poi per noi e’ un punto di domanda. Ormai non decidiamo neanche più l’orario. Quando tutto è’ pronto, si va. L’impresa è’ riuscire a salire in macchina, con quel baule carico di bagagli, borse e borsoni, non capisco perché, sembra che ad ogni viaggio, invece di diminuire, aumentino..

Fa capolino un pallido sole, tra le nuvole color avio, mentre le colline marchigiane ci danno il benvenuto da Urbino in poi, tra ulivi e verdi prati, la vista dal finestrino mette in pace il mio IO più frenetico ed irrequieto con quello pacifico e tranquillo.

E Loreto sulla collina ci saluta ancora una volta…

 

 

Rieccomi

Credo di non aver mai trascorso un periodo così lungo senza scrivere un post su questo blog, da quando ho iniziato, poco più di un anno fa. E, tra un cosa e l’altra, siamo arrivati alle porte di Pasqua, oggi Domenica delle Palme, tanti cari auguri a tutti voi. Dopo che Liam si e’ ammalato, ho iniziato io con quel fantastico virus che ti tiene a letto per diversi giorni. Però’ lo metti in conto, e’ il sequel che è stato abbastanza complicato, riprendere a pieni ritmi quando ancora non sei nel pieno delle forze, e’ dura. Un mix di stanchezza ed emotività, torni al lavoro e ti ritrovi sommersa di cose da fare, una corsa contro il tempo, sempre un po’ in affanno. Mettiamoci pure una dogana che è sempre un po’ un terno al lotto, un giorno fili via liscia, senza coda, il giorno dopo rimani bloccata in coda, quando piove poi più che mai, scooter in garage, solo auto e tir in viaggio, tutti in coda mentre le nuvole grigie e cariche d’acqua ingombranti si appoggiano sulle colline ticinesi, davanti a me decine di luci degli stop accese, tutti fermi, mentre l’imbocco dell’autostrada a Mendrisio e’ sempre più congestionato…ferma guardo le bandiere del Fox Town sventolare, mosse da un vento forte, poco più avanti l’edificio del Casino’, davanti alla facciata una biga coi cavalli di marmo sembra dominare dall’alto tutto il traffico, ed i cavalli sono li li per spiccare un grande salto. E’ una mattina come un’altra, fatta di auto incolonnate, musica e pensieri. Per fortuna una volta al mese c’è il mio momento “bellezza e relax”, la tappa obbligatoria parrucchiere, con taglio e colore, un momento solo per me di un paio d’ore. Mi rilasso in po’ e a “restauro” ultimato, un giro veloce per i negozi del centro commerciale, e in libreria. Arriva anche la Festa del Papà, S. Giuseppe, in Canton Ticino una festività, quindi Bank holiday, insomma, si sta a casa e non si lavora. Ne approfitto per farmi fare il tagliando alla macchina, ormai scaduto da un po’, accompagno Liam al nido, che ha capito che sarò a casa e quindi fa un po’ di capricci, e poi lascio la macchina. Tornando a piedi verso casa, mi fermo al barettino gelateria per una colazione in relax, cappuccino e brioche, una coccola che non ho mai tempo di fare ultimamente al mattino. Mi ritrovo nel bel mezzo di un “dibattito” tutto al femminile sui “mariti” in generale sugli uomini in casa. Da brava spettatrice mi sono divertita non poco a sentire queste “desperate housewives” raccontare i più disperati aneddoti di uomini moribondi con 37 di febbre, quelli che non trovano mai quello che cercano nel proprio armadio di casa, quasi vivessero da un’altra parte, e chi più ne ha più ne metta, direi una colazione tra donne. E’ ora di andare, torno a casa ed il mio obiettivo di questa giornata “libera” non è uno solo, cerco di concentrare tutto quello che non riesco a fare in settimana, in queste poche ore. ma occasione per risistemare l’armadio di Liam e svuotare finalmente i contenitori con i vestiti mic ro di Liam dei primi due anni di vita. Incredibile la quantità di vestiti, body, tute, tutine, cappellini, jeans, tutto formato mignon. ci vogliono tre ore per risistemare tutto. Nel frattempo, e’ tempo di ritornare a prendere l’auto, sempre a piedi, e a saldare il mio conto…mi preparo alla “mazzata”, preannunciata poche ore prima sui duecento euro: ebbene, 273 euro, ma si, che saranno mai quei settantatré euro in più..pago, salgo in macchina e torno a casa, mangio qualcosa al volo e preparo qualcosa di dolce da portare a mio padre per la Feata del Papà. Un po’ in difficoltà, lo ammetto, per l’indecisione… Ma sono particolarmente incuriosita dalla preparazione delle Zeppole di S. Giuseppe, sembrano piuttosto lunghe da preparare e non ho particolare voglia di friggere. Ma dopo aver girovagato sul web, vedo con piacere che si possono fare anche al forno; controllo se ho gli ingredienti, che, ovviamente, non sono completi : mi mancano le amarene (si, si, proprio la ciliegina sulla torta, se mancano quelle non saranno mai vere zeppole di S. Giuseppe), e almeno altre due uova per la crema pasticcera. Ma mi decido:”ora o mai più”, penso…o, perlomeno, l’anno prossimo. Mi faccio coraggio, in fondo la crema pasticcera l’ho preparata un sacco di volte e la pasta choux, la base che si usa anche per i bignè, l’ho fatta in passato ed e’ riuscita bene, utilizzerò la ricetta che ho già e vediamo come viene. L’amarena la sostituirò con la fragola. Dopo un po’ di vicessitudini con la sac a poche e le dimensioni delle zeppole, che dovrebbero avere un foro in mezzo, senza di riuscire a fare qualcosa che ci assomigli. Certo, la strada e’ ancora lunga e le mie zeppole non somigliano a quelle dei pasticceri stellati, ma per quanto mi riguarda e’ già un grande successo. Ed allora, un paio a mamma e papà, un paio per noi ed il festeggiato di casa. Zeppole di S. giuseppe E’ già ora di tornare a prendere Liam al nido, il  quale a gran voce chiede di andare al parco! Avrei altri progetti, abbiamo ben due visite da fare, ma ho deciso di accontentarlo e andiamo al parco per una mezz’ora, poi salta su in macchina, direzione casa dei nonni. Lungo la strada però ho promesso ad una cara amica di andarla a trovare per un salutino veloce e farle vedere Liam dopo forse più di un anno che non lo vedeva. Una corsa dai nonni per un saluto e poi di nuovo a casa. Il nido ha fatto fare ai bimbi per i papà un lavoretto con la pasta di sale, un portapenne a forma di foglia, ecco che arriva il festeggiato di casa e Liam e’ orgoglioso di far vedere il suo dono. Festa del Papà Le serate sono infinitamente lunghe, Liam non ha voglia di andare a dormire presto la sera. Una crostata alle fragole per il dolce di domenica, ma questa volta voglio provare la ricetta della Pasta Frolla di Luca Montersino. Le dosi sono da pasticceria, addirittura 1 kg di farina, allorché decido di dimezzare gli ingredienti, e riesco così a preparare due basi di pasta frolla per crostate, una l’ho utilizzata per fare la Crostata alle Fragole, l’altra per fare la Crostata alla marmellata di lamponi e cocco.A breve, la ricetta della frolla di Montersino. Crostata di Fragole Mi si chiudono gli occhi e non sono neppure a metà racconto, oltre ad essere in grande ritardo sulla tabella di marcia, si conclude marzo senza essere riuscita a raccontare gran che. Ma non riesco a ritagliarmi più il tempo, e quel poco che rimane e’ dedicato al mio riposo. Ahimè sono sfinita, sarà la primavera come si dice usualmente. Per fortuna una tappa in erboristeria mi aiuta sempre a ritrovare un po’ di carica con prodotti sani e naturali. Un giorno dopo l’altro, senza riuscire a ritagliare un po’ di tempo per scrivere, sento che mi manca qualcosa, di mio, di tempo dedicato solo a me stessa, quella parentesi tutta mia, come quando ti lanci sotto la doccia e sai che li, (nonostante il tempo cronometrato mentre immancabilmente, dall’altra parte della porta, qualcuno grida insistentemente “mamma, dove sei!??” ) potrai dedicarti finalmente un po’ di relax. Il week-end scorre talmente veloce che non lo  vedo neanche, lunedì si rientra, traffico di sempre, ritardi di sempre, giornata dedicata ad un’esercitazione, si tratta dell’Emergency Response Plan”, un test che coinvolge diversi settori della compagnia, l’esercitazione prevede la simulazione di un caso di emergenza segnalato dall’ufficio operativo e, secondo regole ben precise e checklist, la compagnia ed il suo management, funzioni ben precise, sono chiamati a rispondere attivando una procedura precisa di azioni volte a verificare l’accaduto, gestire la comunicazione con l’esterno, recuperare le informazioni con lo scalo dove si è’ verificata l’emergenza, interagire con le autorità, verificare liste passeggeri, indire conferenze stampa per fornire aggiornamenti sulla situazione in corso, e tante altre nume attività. Si tratta di un ‘esercitazione che tutte le compagnie aeree sono tenute a fare periodicamente per testare il processo interno di risposta alle emergenze, che, si spera non accadano mai.

Ma da li a poco più di ventiquattr’ore, la tragedia del volo Germanwings Barcellona-Düsseldorf e lo schianto sulle alpi francesi dell’airbus a320 con 150 passeggeri a bordo. Dalla mancanza di informazioni delle prime ore, ad una situazione che col passar dei giorni, ha gettato ancor più sconforto in tutti noi. Quanto può pesare il “fattore umano” in un tragedia come questa, dove il fattore umano non e’ l’errore, quanto l’imprevedibilita assoluta di una situazione non nota alla compagnia, come lo stato psicologico di un co-pilota di 28 anni. la dinamica di questo tragico evesnto mi ha lasciato davvero basita ed addolorata, per le 150 persone che non ci sono più, per come si e’ consumato (la realtà dunque supera la fantasia), per i parenti delle vittime, il loro dolore, per la compagnia coinvolta.

E mentre la primavera lentamente fa capolino, le forsizie a metà settimana iniziano a fiorire di quel giallo intenso che ti da un po’ di buon umore, mentre lungo l’autostrada per Lugano Nord, nei campi verdi ampi che la costeggiano tornano a pascolare anche le mucche, il grande magazzino della zona e’ ormai saturo di decorazioni pasquali, conigli, fiocchi, e i colori dominanti come il rosa, il giallo ed il verde sono ben esposti ovunque. Devo ricordarmi di far firmare le ferie, ormai Pasqua e’ alle porte, anche Liam sente che manca poco e mercoledì pomeriggio, salito in macchina, inizia un capriccio infinito, chiedendomi di andare dalla Nonna Rosalba, vale a dire, a 500 km di distanza… E’ stata dura fargli capire che non potevamo partire in quell’istante, e così mi ci son voluti più di venti minuti per trovare argomenti alternativi e validi e distoglierlo dal chiodo fisso.

A volte ho proprio la sensazione di non potercela fare. Ma poi so che non è così…

Torno subito…

E’ un periodaccio e Liam si addormenta tardissimo, avrei tanto da raccontare, ma non ho tempo se non nel cuore della notte. Tra sconforto e recupero delle forze e dell’entusiasmo personale, eventi tragici come Tunisi e Germanwings, il tran tran quotidiano, i capricci di Liam, il mese di marzo mi scivola tra le dita e neanche me ne accorgo, dalla Festa dell’8 marzo a quella del papà in poi cercherò di recuperare e raccontarvi i momenti passati in queste settimane.

Nonostante tutto, però, il dolce non manca mai…

Torno subito…

Dal pediatra

Ed io che pensavo di averla scampata bella, quest’inverno sembrava filato via liscio, senza particolari problemi, senza influenze. Così ho pensato tra me e me che Liam finalmente si era fatto un po’ di anticorpi, rispetto all’anno scorso quando un giorno si e l’altro pure, poverino, tutti i virus in giro erano i suoi. Se non che, durante il week-end e’ stato male con il virus gastro intestinale, domenica però sembrava come nuovo. Soddisfatta, ho pensato che c’è l’eravamo cavata con poco, poco meno di dodici ore di virus, Domenica sera tranquilla, doccia e pigiama, pronti per una lunga nuova settimana.

Niente da fare, Liam sta di nuovo male, povero, un’altra nottataccia. Sto virus proprio non lo sopporto…tra adulti e bambini non se ne contano più..rimaniamo, così, a casa lunedì e martedì. Ieri mattina, un po’ rintronata dal sonno, dimentico di chiamare il pediatra nell’orario di ricevimento del mattino, Dalle nove alle undici, chiamo jnfatti alle 11.05 e giustamente mi risponde la segreteria telefonica, ma poi mi dico, so che cosa devo fare, intanto vediamo se migliora un po’.

Oggi per fortuna il pediatra riceveva nel pomeriggio, ho avuto quindi tutto il tempo di ricontrollare l’orario per poi chiamare e fissare l’appuntamento: ok, si va alle 15.30. Liam ha soggezione del “dottore”, per quanto sia un pezzo di pane, pacifico e serafico, ammetto che non ci va molto volentieri. Altra cosa invece con la sua sostituta, la dottoressa, forse più estroversa, settimana scorsa, per la visita fatta per una congiuntivite,l’ha accolto con un sorriso tale che lui se n’è innamorato a tal punto da darle un bacetto, e, mio figlio, in questo, posso dire che i baci se li prende ma raramente li da. Ovviamente oggi, prima di uscire, continuava a ripetermi che saremmo andati dalla dottoressa e così, per abituarlo all’idea che avrebbe ritrovato in studio il suo dottore, ho pensato di incuriosirlo con la storia del cavallo.

Il pediatra adora i cavalli e fa equitazione. In studio ci sono diverse fotografie.

“Liam, sai cosa facciamo oggi? quando andiamo dal dottore gli chiediamo due cose: la prima, dove ha lasciato il suo cavallo, e la seconda come si chiama..” Liam sembrava contentissimo, dato che poco meno di dieci giorni fa siamo stati in fattoria a contatto con animali ed i cavalli.

Nonostante lo studio sia a cinque minuti di macchina da casa, ho sempre il terrore di non arrivare in tempo: lavarlo, cambiarlo, vestirlo, prendere il borsone del cambio, ricordarmi il libretto sanitario, fazzoletti di carta, eventuale acqua, ciuccio per le evenienze drammatiche di capricci incontrollabili, lavarmi, vestirmi, non dico truccarmi perché ultimamente sono così stanca che questo vezzo che ho sempre ritenuto un must prima di uscire di casa, in talune occasioni l’ho abbandonato, mio malgrado, ed il mio specchio non approva…Siamo quasi in orario, la macchina e’ parcheggiata fuori, facciamo due passi ed incrociamo i vicini in giardino con il cagnolino, due chiacchiere volentieri, ma rischio di arrivare in ritardo. “la saluto, eh? Arrivederci”..

Sembra scoppiata primavera, non esco da qualche giorno di casa ed improvvisamente passo dal cappotto al trench? via la sciarpa e via il cappello, accendo l’aria condizionata per rinfrescare un po’ l’abitacolo. In qualche minuto arriviamo.

La sala d’attesa dello studio e’ un luogo dal quale Liam non si staccherebbe mai: la cucina in miniatura ed un piccolo forno, libri e costruzioni, peluche, giochi lo tengono impegnato in attesa del nostro turno. La cucina e’ la sua preferita: tra bricchi e piattini e forno si diletta, apre e chiude lo sportello del forno giocattolo ed io mi diverto a guardarlo giocare.

Tocca a noi, una ragazza dai capelli lunghi rossi ci accoglie, mi è’ molto simpatica, non solo per i capelli rossi, ma anche per questo sorriso così giovane e spensierato da ricordarmi i miei vent’anni (che non ho più s’intende..). Apriamo la porta, Liam sorridente con uno dei bricchetti in mano entra speranzoso di trovare la dottoressa, ma, trovandosi di fronte il pediatra, si arresta e il sorriso svanisce. Tenero, per incoraggiarlo ad entrare gli ricordo che dobbiamo chiedere qualcosa al dottore. Ma Liam ha perso la parola. ammutolito, un sorriso a denti stretti. Sale sul lettino, e mentre mugugna, cerco di tranquillizzarlo: “allora, Liam, ti ricordi, cosa dovevi chiedere al dottore?”

Il pediatra Lo visita, controlla le orecchie, la bocca e dice:” allora, sentiamo un po’, cosa mi volevi chiedere?… Vediamo, vuoi sapere come si chiama il mio cavallo?”

Io e Liam basiti, ma come, ha letto nel pensiero?

Questa risposta ed un bel disegno a penna di un cavallo con il suo nome fatto davanti ai suoi occhietti incuriositi, hanno finalmente, dopo ben due anni e mezzo, fatto avvicinare Liam al suo medico.

Un cavallo li ha messi in sintonia.

Liam adora i cavalli.

Liam ora adora il suo pediatra.

Fattoria Pasque'

8 marzo

Auguri a tutte le donne.

Auguri a mia Mamma, innanzitutto, e alle sue sorelle, perché oggi e’ la prima festa della donna senza la loro mamma.

Auguri a tutte le donne della nostra famiglia, giovani e meno giovani.

Auguri alle mie amiche, sposate, single, divorziate, vedove. Ognuna di loro avrebbe una storia interessante da raccontarvi.

Auguri a tutte voi, amiche che mi seguite.

Donne, felici o alla ricerca della felicità, che portano il proprio sorriso in giro per il mondo anche quando dentro qualcosa non va, instancabili nei mille ruoli che la vita di donna porta con se’.

Niente dolci in forno per me oggi, sono reduce da un week-end iniziato la notte tra venerdì e sabato in bianco, stavolta il virus gastro-intestinale ha bussato alla porta di Liam e lo ha colto nel pieno della notte per consumarsi nell’arco di una giornata, per fortuna. Oggi l’ometto sta meglio, mangia senza problemi ed è ritornato alla sua vitalità di sempre.

Avrei tanto desiderato preparare una bella Mimosa, paradossalmente la prima vera torta che ho imparato a fare, a vent’anni, grazie ad una mia cara zia che, a quel tempo, abitava al piano di sopra.

Vi lascio ugualmente con dei dolcetti, ma non preparati da me.

Il Muffin mimosa preparato dai bimbi del Nido venerdì

Immagine del Nido
Immagine del Nido

Muffin Mimosa

 

Preparato dai Bimbi Tosti al nido
Preparato dai Bimbi Tosti al nido. (Immagine del Nido)

La tavola e la colazione che mi hanno accolto stamattina in cucina quando io e Liam ci siamo svegliati:

Sorpresa stamattina
Sorpresa stamattina

Una graditissima sorpresa, una bella coccola preparata da mio marito che e’ andato in pasticceria mentre noi ancora ce la dormivamo..

Vi lascio con un immagine catturata al Mercato degli agricoltori di Finale Ligure, in occasione della nostra gita del 15 febbraio scorso: un enorme fascio di Mimose, il suo tenue profumo, la delicatezza di questo fiore che al contempo e’ un robusto albero che cresce con fioritura rigogliosa e generosa quando e’ nel suo habitat naturale.

Mimose