Festa del papà

Auguri a mio padre,  a quello che sei oggi, a quello che eri.

A ciò che mi hai insegnato, a tutto quello che non hai mai voluto o saputo dire, ma il tuo cuore ha parlato per te.

Alla tua giovinezza così straordinaria, fuori dal comune, alla tua maturità così severa.

A quella corazza di eterna sicurezza che racchiude grandi e forti emozioni. Sei questo e molto altro.

Sei mio padre.

Io e papà

Ti conosco, Mascherina…

Mascherine

Chi di voi si ricorda la canzone di Mina che aveva questo titolo?Ed il film dallo stesso titolo con Eduardo e Peppino De Filippo, del 1943?

Ebbene, quest’anno ero molto ispirata durante il Carnevale, con tutte le ricette possibili ed immaginabili dei dolci carnevaleschi che in tutta Italia possiamo vantare, avrei avuto solo l’imbarazzo della scelta…

Ma io non amo particolarmente friggere, nonostante ciò, come sapete e ricordo sempre ed in ogni occasione, io non sia una Chef, tutt’altro, o una Pasticcera (ho grande stima dei professionisti di pasticceria) mi ritrovo ad essere semplicemente  un’appassionata di dolcezze varie, tra cui dolci, dolcetti, torte e pasticcini; e, ancora, nonostante il desiderio e la curiosità incessanti di provare le ricette che numerosissime si affollano sul web, sulle riviste di grandi catene di supermercati, nelle pubblicazioni specializzate, nei libri con fotografie e carta patinata che, solo per la cura e la bellezza di quanto ritratto, meriterebbero di essere collezionate, io riconosco di avere delle predilezioni per le quali alcune cose riescono bene ed altre mi riescono male.. Sono incappata in un paio di ricette poco precise, o comunque, evidentemente non attendibili al 100%, per le quali si e’ reso necessario aggiungere o togliere un po’ ad occhio e a sensazione. E così le mie chiacchiere non sono riuscite al primo tentativo, e le mie Castagnole, buonissime, non erano abbastanza belle da meritare una fotografia sul mio piccolo-grande diario. Nel frattempo il Carnevale e’ passato, mi ritrovo con almeno ancora una decina di ricette da provare (a questo punto sarà per l’anno prossimo 😉) ma posso sfoggiare le mie Mascherine  veneziane di biscotto e le stelle filanti di pasta di zucchero preparate sabato scorso.
Mascherine

Ispirata da una bellissima pubblicazione periodica di una nota catena di supermercati italiana, ho omaggiato il nostro Carnevale Ambrosiano con un Sabato ricco di mascherine decorate. Certo, le mascherine ritratte sul giornale erano a dir poco fantastiche, con glasse colorate che solo a guardarle mettevano una grande allegria; ho fatto del mio meglio, ho lasciato libera la fantasia, rinunciando con la mia famiglia ai Carri Allegorici perché …indovinate un po’? La famiglia era k.o.: Liam con il virus in corso, per fortuna preso di sfuggita, mio marito influenzato, perché secondo la Legge di Murphy si lavora tutta la settimana e non si vede l’ora di organizzare con le amiche mamme di assistere alla sfilata dei carri allegorici, organizzi tutto, e, giustamente, il giorno prima l’allineamento dei pianeti con congiunzione astrale sfavorevole e’ lì che ti aspetta al varco…La verità è, come sappiamo tutti, che con i bambini l’imprevisto e’ sempre dietro l’angolo e i programmi non sempre si possono fare.

Saggio mio marito che la domenica precedente, già in clima carnevalesco, mi dice: “dato che stiamo andando a fare una passeggiata, facciamogli già mettere il costume di spider man, così almeno lo utilizza..” io preoccupata:” eh, ma se poi si sporca, non so se è poi di nuovo pronto ed utilizzabile in settimana..” L’ho ascoltato, per fortuna, e così avevamo un piccolo spider man che si aggirava per i negozi, tra i mobili e le corsie de la “Maison du Monde”, all’interno d’un bar BIO dove abbiamo bevuto un bel caffè ed incontrato una piccola “tartaruga ninja” che, come lui, aveva deciso di approfittare per tempo del suo bel costumino…

 

Disegnare con il Pannetto Magico

Magic sticky

Disegnare è una forma di comunicazione, di espressione delle proprie sensazioni ed emozioni; i bimbi poi, non appena sono in grado di maneggiare una matita colorata o un pennarello scoprono un modo tutto nuovo, con il quale dare forma e colore al proprio mondo. Ricordo ancora come fosse ieri, in realtà sono già passati due anni, il primo giorno in cui trovai, nell’armadietto di Liam del Nido, il suo primo disegno: segni, righe, colori su un foglio di carta che conservo ancora gelosamente.

Da li in poi, una produzione infinita di disegni, soprattutto da quando frequenta la Scuola dell’Infanzia. Conservarli inizialmente sembrava quasi indispensabile, tutti rigorosamente riposti in una cartelletta dedicata. Certo che giorno dopo giorno, mese dopo mese, la quantità di disegni e’ diventata notevole, e la cartelletta di Spider Man sta ormai quasi scoppiando da quanti ce ne sono dentro, probabilmente ne servirà ben presto un’altra. Quando apriamo il suo armadietto per prendere giacca e cappello, una varietà’ di fogli tutti colorati con pennarelli mi aspetta, si tratta di fogli da riciclo che la scuola mette a disposizione in quantità industriale affinché tutti i bambini della scuola possano prodigarsi in questa forma artistica.

Quando si supera l’esigenza di conservare anche il più piccolo disegno creato dai nostri bimbi, si e’  pronti per scoprire il “pannetto magico”, un foglio sul quale è possibile disegnare con i pennarelli lavabili, una, due, dieci o venti volte, utilizzando sempre e solo lo stesso foglio.

Si tratta di Magic Sticky, il Pannetto Magico, un foglio ecologico sul quale Liam, elettrizzato per la novità, ha iniziato a disegnare seguendo la propria fantasia; ma è possibile ricalcare i disegni di principesse e di auto fiammanti e raffigurare quindi dei disegni già preparati per noi. I soggetti infatti disponibili sono Frozen, le Principesse, Cars, Mickey Mouse, Looney Tunes, Big Hero 6, Winx. Nel kit troverete infatti il pannetto, i pennarelli super lavabili e alcuni disegni del tema scelto, dai quali prendere spunto oppure semplicemente da ricalcare e colorare. I kit sono disponibili in diversi formati da 2, 4 oppure 24 pennarelli super lavabili.

Magic sticky

Una volta terminato il proprio disegno, il foglio si puo’ attaccare alle pareti o ai vetri senza utilizzare scotch o nastro adesivo, poiché il pannetto aderisce facilmente. Un modo semplice anche per i bimbi piu’ piccoli di mostrare la propria piccola-grande “opera d’arte”, di attaccare e staccare più volte il foglio.

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La particolarità di Magic Sticky, è che si lava con l’acqua, senza saponi o detergenti, e, una volta asciugato, il pannetto sarà pronto, come nuovo, per poterci disegnare piu’ volte. Non si tratta infatti di un normale foglio da disegno, ma di un vero e proprio Pannetto Magico in microfibra con retro siliconato, realizzato interamente in Italia con materiali atossici.

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Liam si è divertito molto a lavare il suo Pannetto Magico sotto l’acqua corrente, scoprendo con stupore che il disegno e i colori gradualmente sparivano; con il linguaggio dei suoi tre anni e mezzo e quella tenerezza propria di questa età, questo gioco “‘magico” e’ stato da lui soprannominato “risciacqua e colora”; basta poco per farlo asciugare ed ecco pronto un nuovo foglio bianco e pulito sul quale disegnare e colorare da capo, una, dieci, cento, mille volte…un foglio “salva alberi” diciamo, ecologico, perché puo’ essere riutilizzato piu’ volte e perché riduce la quantità di fogli utilizzata per questo scopo; pensiamo ad esempio alle scuole dell’infanzia e alla quantità di fogli necessari per soddisfare l’esigenza “creativa” dei nostri bimbi; vista l’esperienza di Liam e la quantità quotidiana dei fogli utilizzati per disegnare e colorare, moltiplicati per il numero di bambini che frequentano scuola, il conto è presto fatto.

Ecco quindi un progetto dedicato alle scuole dell’infanzia, AMP Srl, produttrice di Magic Sticky, fornirà un pacchetto di 10 campioni gratuiti di Magic Sticky, Il Pannetto Magico, che diventerà sicuramente un nuovo ed efficiente strumento per stimolare le potenzialità di ogni bambino. Le scuole dell’infanzia interessate a provare Magic Sticky e questa nuova esperienza di disegno e creatività per i propri bambini, possono inviare un’ e-mail a info@magicpad.it.

E’ un’idea molto carina e che stimola la creatività e le abilità sensoriali e percettive del bambino; è originale, utile, ed ecologica, un’idea, ad esempio, per un regalo di compleanno…a quante feste siete già state invitate dall’inizio dell’anno scolastico?).

Per scoprire dove trovare Magic Sticky, che peraltro è’ disponibile anche su Amazon.it, visitate la pagina del sito e scoprirete l’elenco dei Punti vendita.

Buon divertimento!

Magic Sticky

La gioia ha i piedi scalzi

Segnatevi questo titolo. Cercatelo nelle librerie.

Ne rimarrete incantati.

Si tratta di un libro fotografico e poetico allo stesso tempo. Ritratti e scatti di Nicoletta Prandoni e Fabio Scarso “catturati” durante i viaggi in India e Tibet vengono “descritti” o, se vogliamo, interpretati, da una poesia.

Il poeta in questione si chiama Giacomo De Nuccio.

26 anni, laureato in Lettere Moderne, Giacomo scrive poesie, con le quali comunica il mondo delle sue emozioni.

Lo scorso 15 ottobre presso il Teatro Condominio di Gallarate si è tenuta la presentazione del suo libro: una selezione di immagini, ognuna di queste presentata con la lettura ad alta voce della poesia che l’immagine ha ispirato in Giacomo.

Un volto, un momento particolare di vita quotidiana, un mosaico, delle spezie: ogni scatto, già pregno di colori ed emozioni, viene descritto dalla penna di Giacomo, in un modo così intenso e ricco di particolari, da emozionare e stupire, in un gioco di rievocazioni e rimandi alla storia dell’arte, a momenti di vita personale, ad emozioni universali.

Un’intesa, quella tra gli autori, che supera qualsiasi divario e si unisce in una splendida collaborazione tra due linguaggi così diversi: la fotografia e la poesia.

La gioia ha i piedi scalzi

Due dita

Il sonno

Ti riconosco

Il futuro del Tibet

Un Cavallo di cristallo

sono solo alcuni dei titoli di questi scatti fotografici, interpretati da Giacomo con la sua poesia e sensibilità.

Giacomo ha un dono ed è quello della scrittura, in particolare della poesia.

Con la scrittura Giacomo abbatte i muri dell’incomunicabilità verbale che la sindrome dell’X fragile ha innalzato dinanzi a lui, emozionandoci e regalandoci una grande lezione di vita, grande impegno e di sogni che si realizzano.

Lasciarsi trasportare lontano, in questo viaggio fatto di immagini, parole e grandi emozioni e’ stata, per me, davvero un’esperienza indimenticabile.

Trovate tAnte altre informazioni su Giacomo sulla sua pagina Facebook “il Posto di Giacomo”.

La gioia ha i piedi scalzi

Una Stella

Questa e’ una pagina grigia.

Una pagina sulla quale ho versato qualche lacrima. Una pagina sulla quale piovono parole, ma che stento a scrivere.

Ho avuto un’infanzia felice, senza scossoni, posso dire di aver trascorso molto più di un’infanzia serena, una gioventù spensierata. Un’esistenza giovane nella quale sei figlio, vivi da figlio e non senti l’esigenza di diventare genitore. Perché ti senti ancora figlio. Almeno fino a quando, un giorno, cambia qualcosa e vedi il mondo in un’altro modo. Fino a quando, a tua volta, diventi genitore

Ciò’ che non cambia in un anno, può cambiare in un giorno. Ad un certo punto della propria vita, ci si sofferma un po’ di più su quanto sta accadendo, intorno a se, nel proprio mondo, nella propria famiglia. Stelle che brillavano in un cielo azzurro, pieno di luce blu, si spengono, improvvisamente. La loro luce si spegne. E quel cielo blu pieno di stelle che ogni sera ti ritrovavi a guardare col naso all’insù, pare ogni giorno un po’ più scuro, un po’ più vuoto. Ad ogni stella che brilla va sempre un pensiero o una preghiera, anche se la luce si è spenta, quella stella brilla ancora, grazie al riverbero della luna, che generosa le avvolge e dona loro calore.

In poco tempo, il cielo sopra il mio naso, sta perdendo luce, qualche stella si è spenta e in quello stesso momento mi ritrovo avvolta in un’ombra di tristezza che poggia un velo sul mio sguardo stanco, e mi fa sentire inadeguata, impreparata.

Non si è mai pronti ad accettare che il bagliore di una vita possa spegnersi, fino alla fine siamo onnubilati dalla certezza che la vita prevalga.

Che silenzioso rumore quel bip, lungo e cadenzato, che scandiva il tuo respiro, in una camera affollata da ben altri tre pazienti e relativi familiari al seguito, lancio lo sguardo ad una colonnina digitale che si alza e si abbassa ogni volta che respiri Ossigeno. Mi trovo davanti a te, e non ti vedo da un anno, ti trovo così, con uno sguardo provato quasi irriconoscibile dopo un importante intervento causato da un brutto male, ma il tuo sguardo e’ lucido, mi hai riconosciuta e parli con me, annuisci, ripeti l’ultima parola di un discorso che faccio. In questo breve ma intenso momento, non sento la stanchezza di una giornata interminabile iniziata molto presto, con il solito tran tran dei preparativi per vestire Liam, andare al lavoro, affrontare una giornata in ufficio sapendo che manco solo io, della mia famiglia, ad accorrere in ospedale, a quasi mille chilometri di distanza. Non vedo l’ora di uscire, correre al Nido e prendere Liam, portarlo al primo colloquio alla scuola dell’infanzia e poi precipitarmi in aeroporto, con il cuore che va all’impazzata, in parte perché dovrò lasciare Liam tutto il week-end con il suo papà ed è la prima volta in tre anni che mi allontano per così tanto tempo, in parte perché sono fortemente preoccupata. Liam mi vede scomparire tra la folla dell’aerostazione, in coda ai filtri, e mi saluta con la sua manina, scoprirà malgrado tutto che tornerò dopo due giorni, mentre il volo e’ in ritardo di mezz’ora e al gate devo infilare tutto il contenuto della mia piccola borsa nel bagaglio a mano. Sto partendo e penso che ho un vuoto, proprio li, nella mia pancia. La corsa in taxi dall’aeroporto all’ospedale, dove trovo mio fratello ad accogliermi e a farmi strada.

La sorella di mio padre. La zia, la zia e la sua discrezione, le sue parole misurate, la sua ironia sempre presente. Da piccola, mi sembrava una donna altissima e gioivo ogni volta che un vestitino era pronto, lei cuciva, la zia e la sua macchina da cucire, una vecchia Singer, che era della nonna, che a sua volta sapeva cucire. Cartamodelli, Burda, quella rivista per fare gli abitini su misura. Mi regalo’ una bambola bionda tipo Barbie che ricordo ancora.

La zia ed il mercato. Gli acquisti. Le buste della spesa. I suoi capelli neri. I suoi occhi scuri.

Sono grata di essere arrivata e di trovarti comunque sveglia, sapere che mi riconosci, penso che per fortuna non è così grave come avevano detto i medici due giorni prima, sono contenta di essere qui, anche se per meno di quarantotto ore. Il mio fisico sembra impazzito, l’emozione, seppur controllata, nel rivederti in questa situazione, prende il sopravvento. Penso e spero di ritrovarti così e forse meglio, il giorno dopo.

Ma sabato non rispondi quando ti chiamo, sento solo il rumore del tuo respiro nella maschera d’ossigeno, riconosci la voce di tuo fratello, il più piccolo, e cerchi con tutte le tue forze di tenere aperti gli occhi, ma li richiudi, un sibilo di voce quasi a dire “si, ti sento”, ma le forze ti stanno forse abbandonando. Dormi e dormi, riposi e respiri, e il bip e’ l’unico suono che sembra rimbombare nella mia testa. Ti accarezzo, sulla fronte, ti tengo la mano, ho con me un braccialettino che ho scelto accuratamente per te con mio fratello in Corso e che vorrei farti indossare. Ma mi sento una stupida. E’ ancora li nella sua scatolina, stretta e lunga. Posso solo accarezzarti, chissà se riesci a sentire il calore di una carezza. Ti do un bacio, perché domani mattina parto e torno a casa, un viaggio lungo in auto con mio fratello mi aspetta. Nel mio cuore la speranza di rivederti.

Domenica sera arrivo dal mio pupetto a casa con il suo papà, che ha cercato il più possibile di non fargli sentire nostalgia della mamma, tenendolo impegnato il più possibile. Sono felice ma stanca.

E’ lunedì e si riparte di corsa: casa, nido, ufficio. Mi sento un po’ stanca.

Sono le 9 e arriva un messaggio.

Si è’ spenta una stella. In silenzio, senza dare disturbo, ha aspettato che facesse giorno e che suo fratello e suo nipote, dopo aver vegliato su di lei tutta la notte, tornassero a casa.

In punta di piedi, alla chetichella.

 

Immagini che lasciano il segno

La nanna

E’ un periodo di inquietudine, di frenesia e poco sonno, di capricci, di grida e voglia di prevalere, la tua inesauribile energia mi risucchia in un vortice e mi rende quasi fragile.

Ma quando le mille parole svaniscono, la corsa si arresta e le luci si spengono, resto li a guardarti, inerme di fronte a questo miracolo della vita. Non importa se sono settimane intense, tanto da non avere un minuto per respirare, non importa quante ore di traffico io abbia trascorso, quanto ieri il super capriccio mi abbia sconvolto, nel continuo tentativo di tenere testa alla tua determinata voglia di dirmi che sei tu il centro del mondo.

Non importa, arriva il momento in cui crolli in un sonno ristoratore di cui hai tanto hai bisogno, all’improvviso tutto e’ fermo, tutto e’ silenzio. E tutto il resto non me lo ricordo più.

Immagini che lasciano il segno
e resteranno dentro ai miei occhi nel tempo

se ti guardo io rivedo me stesso
ti addormento e nel silenzio
del tuo cuore sento il battito
ora che sei diventata la ragione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza

E così
sei riuscita a cambiarmi
ritrovandomi
forse un uomo migliore
ti proteggerò dal vento
Poi ti guarderò sbocciare
sei la mia motivazione
la passione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza

Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza.

Tiromancino

Mamma!

Il Nido venerdì ha festeggiato le Mamme così:

Mamme TosteTornati a casa, ho aperto molto incuriosita il pacchetto regalo che Liam già al nido voleva mostrarmi.

Ecco cosa ho trovato:Diploma di Mamma...

Con un paio di jeans richiesti al nido qualche tempo fa, ho ricevuto questo “grembiulino” personalizzato con bigliettino nascosto nella tasca, un’idea molto bella ed originale, uno di quei regali da conservare e chissà un giorno tra molti anni tirar fuori e riconoscere la manina ed il piedino di Liam in miniatura:

Grembiulino

Grembiulino

Essere madre mi ha cambiato la vita. Non chiedetemi di tornare ad essere com’ero prima. Perché non posso. Essere madre, rende più forti da un lato, ma molto più fragili dall’altro, e’ la responsabilità che ti senti sulla pelle, quando guardi negli occhi tuo figlio e vorresti scorgere il suo futuro, per vederlo sempre felice e accompagnarlo lungo il sentiero della vita.

nepal

Essere madre, cara Mamma, e’ qualcosa di meraviglioso e terribilmente forte.

Adesso posso capire.

Party in giardino

Palloncini

Pomeriggio domenicale da amici per un grande party in giardino durante il quale si festeggiavano ben tre compleanni, di cui due a tema sui due lati opposti del giardino, da un lato Topolina, che festeggia i suoi 2 anni, dall’altro Frozen e la festa di compleanno di Alice.

Festa all’aperto, bambini euforici tra palloncini colorati, scivoli gonfiabili, zucchero filato, animazione con la principessa, tutto a tema Frozen.

Scarpette e scarponcini abbandonati ai piedi dello scivolo gonfiabile, preso d’assalto da bambini la cui felicità era incontenibile.

Seggioline “Mammut” ikea lilla e Viola sparse qua e la, biciclettine con le rotelle, carta regalo tutta colorata.

Regalo di compleanno

Pizzette, focaccine, paninetti. Cannucce, bicchieri.

L’angolo alcolico per i grandi: birre in fresco e Spritz al quale non ho proprio resistito. Liam che mi dice: “mamma, io non lo voglio lo spittss”….

Torta a tema, naturalmente.

Torta a tema

Liam ha assaggiato il suo primo zucchero filato, ha giocato coi palloncini, ha ritrovato tra i numerosissimi invitati anche un piccolino del nido, così come una “grande” che quest’anno e’ passata alla scuola materna. Facce nuove e conosciute per me, oltre che gli amici e le loro bimbe.

Palloncini

Siamo stati da chi se ne intende di Baby e Kids Parties e adora organizzare questi eventi.

Amici di sempre, nonostante il tempo non consenta di frequentarsi più come un tempo.

Una domenica speciale, divertente e spensierata, trascorsa all’aperto.

Qualche scatto, perché in questi momenti così intensi non si pensa poi molto ad immortalare il momento, troppo presi dalla festa.

Candy Canes

Sorpresa!

magnolia in fiore

Anacronistico ormai, parlare di Pasqua, proprio oggi poi, una domenica di caldo quasi estivo che fa venire in mente il mese di giugno. Grigliata in giardino, voglia di stare fuori, a piantar fiori nell’aiuola, a fare pic-nic sul prato, a prendere le biciclette e girovagare, con l’aria che ti sfiora i capelli, e quel senso di libertà, di svago e di temporaneo benessere che dura lo spazio di un week-end, nella speranza o nell’illusione che non termini mai. Voglia di risistemare il giardino, comprare un tavolo nuovo e una fontanella, voglia di sorseggiare un caffettino baciata dal sole, nella speranza che qualche raggio di sole mi regali quelle efelidi, o lentiggini, ormai perse negli anni, ormai rarefatte, che solo un’esposizione prolungata al sole mi potrebbe riportare.

E poi, sfoglio questo diario, e trovo le pagine vuote, non ancora scritte dei giorni di festa,ormai una settimana fa,nella mia mente ancora moltissime immagini vivide, che penso, meritano di essere scritte, in fondo,  e’ sempre la nostra vita, anche se corre come un treno, anche se si tratta di ieri, di qualcosa di passato.

Coroncina pasquale

Abbiamo trascorso la giornata di Pasqua in casa, in famiglia, nelle Marche, una giornata di freddo e di vento, pioggia battente da non farti mettere il naso fuori se non per necessità. A dire il vero, tutta la vacanza, seppur trascorsa in una località di mare che ben conosciamo da anni, dove di solito si cerca il più possibile di trascorrere il tempo libero all’aperto, in riva al mare, sul lungomare,o in centro, e’ stata contraddistinta da un vento forte e gelido che oltre a scompigliare i capelli, tagliava a fettine orecchie e naso, cappello e sciarpa irrinunciabili, Liam il più possibile coperto, spostamenti ridotti al minimo indispensabile. Pasqua e Pasquetta all’insegna della tavola e delle tradizioni e delle uova di cioccolato, Pasquetta con grigliata all’aperto ed il nostro compagno di vacanza, il vento. Dal salato al dolce, come ogni festa, si arriva alla fine con quella sensazione di essere stati ad un pranzo di matrimonio, tavola apparecchiata dal pranzo fino alla cena ed il desiderio di fare una bella passeggiata. Liam entusiasta della compagnia, dei cugini, dei nonni, degli zii, era particolarmente felice, la sua vivacità sprizzava da tutti i pori. Uova di cioccolata ovunque, al latte, fondente, cioccolato Kinder, tema preferito “Cars”, sorprese quindi molo apprezzate, trattandosi dei personaggi come Cricchetto e Saetta Mc Queen.Pseudo Tortano Finalmente martedì e mercoledì il vento e’ diminuito sensibilmente, tanto da riuscire a fare una passeggiata lungo il centro, dove gli edifici ed i negozi riparano sempre un po’ dall’aria di mare, e allora un po’ di ‘sano’ shopping che in vacanza trova sempre spazio, si e’ sempre più disponibili a comprare durante una vacanza…una breve tappa nei negozi di abbigliamento come Calliope e Terranova, seppur abbiano una linea da teenager, sono sempre posti dove adoro entrare e trovare un paio di pantaloni “basici” a 19 euro o il maglioncino alla coreana che usi con tutto a 10 euro. Per chi come me ha da poco superato la soglia dei 40 e desidera ancora un abbigliamento giovane, un po’ alla moda, ma senza eccesso, gran parte dei vestiti esposti non sono neanche contemplabili, perché giustamente rappresentano una moda molto molto giovane, ma cercando tra i capi “basici”, trovo molto di più in negozi come questo, che non da Combipel, dove la linea degli abiti sembra sempre un po’ troppo da “signora”. Nel pomeriggio, il tradizionale giro nella zona degli outlet, in zona Montegranaro, questa volta ci siamo concentrati su Docksteps, dove si trovano Bikkenberg, Virtus, Samsonite, Merrell, Cult, e da Alberto Guardiani dove mi sono innamorata di tutte le borse primaverili esposte, una meraviglia per i miei occhi, ma al momento proibitive, gli acquisti veri e propri saranno rimandati al periodo di saldi quando i prezzi saranno un po’ più accessibili.

L’hotel dove abbiamo soggiornato questa volta e’ a pochi minuti dal lungomare, peccato che le sferzate di vento e la pioggia battente non ci hanno certo consentito di godercelo. La struttura e’ nuova e arredata con gusto moderno, la camera ha mobili di design, e’ confortevole, molto grande, 35 metri quadri, con un angolo cottura che, con un bambino, può sempre essere utile, ad esempio per riscaldare il latte o lavare il biberon nel lavandino. Una bella camera pulita dove mi son sentita subito a mio agio, come a casa.

Dimorae Hotel

Non e’ sempre così, quando viaggi e soggiorni in alberghi può accadere di non sentirsi a proprio agio per gli spazi angusti o gestiti male, odori particolari provenienti dalle cucine, polvere diffusa, copriletti poco curati o qualche volta poco puliti, bagni con sanitari vecchiotti e malandati.

Non e’ chiaramente questo il caso del Dimorae Hotel di Civitanova Marche, dove siamo stati accolti con grande gentilezza. Con grande entusiasmo abbiamo appreso che l’albergo ospita una mostra fotografica dedicata a grandi artisti del jazz, lungo il corridoio del primo piano; l’autore, Andrea Rotili ha esposto momenti di musica jazz, numerosi artisti che si sono esibiti negli anni scorsi nelle manifestazioni jazzistiche più conosciute, come ad esempio Umbria Jazz, per citarne una. Tra i nomi Diana Krall, Fresu, Pino Daniele, George Benson e molti altri. Jazz in black & colour

Andrea Rotili

Sabato pomeriggio inoltre la mostra e’ stata allietata dalla musica jazz suonata dal vivo, non sono particolarmente appassionata di questo genere, ma ammetto che disfare le valigie mentre un sax appena fuori dalla porta della tua camera suona musica jazz e’ davvero unico, un’atmosfera surreale e molto piacevole. Sembrava il sottofondo musicale di uno di quei film che ti colpisce per la colonna sonora, per cui non abbiamo perso tempo e appena possibile siamo usciti dalla camera per vedere e sentire dal vivo  la musica e quindi visitare la mostra fotografica. Il bianco o il nero come sfondo, il blu e il colore come protagonisti delle foto a colori, in primo piano sempre e comunque loro, gli artisti. Personaggi che sembrano uscire dal quadro fotografico, sembra insomma di averli li, davanti a te, mentre suonano o cantano, da quel muro e da quella fotografia sembra fuoriuscire la melodia del concerto, mi sembra di sentire le emozioni che la musica dal vivo sa trasmettere.

Jazz in black & colour   Jazz in black & colourJazz in black & colour   Jazz in black & colour

Se siete da quelle parti, vale la pena visitarla anche se non e’ vastissima e per questo risulta ancor più facile probabilmente ritagliarsi il tempo per vederla.

La partenza

Finalmente in macchina.

Anche se il viaggio e’ ancora tutto da fare, si parte.

Si, tiro un sospiro di sollievo, siamo a metà dell’impresa.

Si, perché e’ un’ impresa partire, sono un’impresa i preparativi. Certo, e’ sempre bello trascorrere le festività fuori porta, ma quello che c’è dietro prima di riuscire ad aprire la portiera della macchina, girare la chiave, sentire il motore acceso e partire e’ tutto un programma.

Durante la settimana che precede la partenza, la lavatrice e l’asciugatrice sono gli elettrodomestici impazziti di casa: praticamente vanno a tutte le ore, non stop, nella speranza di avere tutto pronto per il giorno della partenza, con il risultato che ti ritrovi anche la cesta del bucato da stirare straripante di maglie, pantaloni, body, tute, etc. I trolley già in giro per casa a metà settimana, tirati giù dal proprio ripostiglio dove li tieni durante il resto dell’anno, sperando sempre di riuscire a preparare la valigia sempre un po’ in anticipo: illusione, mi ritrovo fino all’ultimo  secondo con le ciabattine per la doccia in mano, i bagagli in macchina, e non so più dove cavolo metterle. Per non parlare dello spazzolino da denti, visto che ti serve fino alla fine, e’ l’ultimo oggetto da riporre nel beauty ,  ed il primo oggetto che tendo a dimenticarmi, salvo comprarlo ad un prezzo esorbitante in Autogrill, la’ dove tutto costa come l’oro, soprattutto se e’ un qualcosa che hai dimenticato di portar via.

In settimana un giorno poi necessario al “restauro” pre-festa: colore, taglio e piega, estetista, shopping e make up, manca proprio un abitino da indossare il giorno di Pasqua, la scarpa abbinata e di conseguenza la borsa..mentre apri l’armadio e non c’è più neanche un centimetro per l’ultima gruccia, le scatole delle scarpe non entrano più nella scarpiera, le borse sembrano guardarti sconsolate, mentre cerchi di mettere l’ultimo acquisto proprio li, tra la borsa beige primaverile e quella marrone scuro invernale, peccato che poi usi sempre la stessa da almeno due mesi, solo per la pigrizia di travasare da una borsa all’altra il contenuto che pesa quasi 8 chili, un bagaglio a mano, in pratica. Il parrucchiere, stavolta, l’ho saltato, per la piega la mia bella piastra ghd mi aiuterà a tenere in ordine i capelli, salvo poi scoprire di non aver tempo di passarla, fino a quando non arriverò in albergo. La priorità all’estetista, finalmente. Brevi momenti di tregua dalla corsa dei giorni pre-festivi.

Anche il traffico va in tilt nella settimana dei preparativi, arrivare al lavoro e’ come fare un terno al lotto, o meglio, sai a che ora parti e non dai a che ora arrivi, tutto ciò che non accade durante l’anno, accade nei giorni precedenti le feste,  come ad esempio martedì, quando per una rapina ad un distributore di benzina svizzero, le dogane hanno intensificato i controlli ed il traffico si e’ congestionato, in coda per uscire dalla Svizzera, talmente stufa che quando varchi la soglia tra Stabio e Gaggiolo saluti il finanziere italiano in dogana come fosse amico di famiglia e appena tocchi il suolo italiano un urlo liberatorio di soddisfazione ti tira fuori tutta la rabbia accumulata in un’ora di stress.

E piove sotto il cielo di Modena mentre viaggiamo nella speranza di arrivare presto.

Il lavoro durante l’ultimo giorno precedente i giorni di ferie e’ poi il massimo: tutto ciò che non t’aspetti, accade. Puoi conoscere il tuo lavoro come le tue tasche, ma sta sicura che il caso “inedito”, qualcosa di complicato, ti accade, come la personalità di spicco che non vorresti mai contrariare nella tua vita, in realtà e’ infuriata proprio con te perché aspetta un rimborso che tarda ad arrivare. Riesco persino ad uscire tardi di mezz’ora, nel tentativo di riordinare il tutto prima di lasciare la scrivania e attenzione, mai dimenticare l”out of Office” su outlook, rischio sempre di dimenticarmi, ma e’ uno strumento utile per chi ti scrive quando tu non sei in ufficio…

Poi c’è il giorno di ferie preso perché il Nido e’ chiuso e tu devo occuparti dei preparativi. Ora, Liam che mi vede preparare le valigie e’ talmente eccitato che ciò che faresti in cinque minuti in realtà lo fai in cinquanta. Ha atteso così tanto questa partenza per andare dalla nonna Rosalba che la sua frenesia e’ appurò irrefrenabile. Quindi, !er poter gli fare il bagnetto devo rincorrerlo per casa, insistere per svestirlo, insistere per farlo uscire dall’acqua, pulire dieci volte sotto la tavola in cucina,, dopo aver cambiato due volte almeno la tovaglia, visto che lo sport preferito in questo periodo e’ il travaso di acqua da un bicchiere all’altro, raccogliere i libri che si è divertito a rovesciare sul pavimento, riporre tutte le macchinine riverse sul tappeto nella scatola, salvo poi ritrovarle in giro per casa, ogni stanza un potenziale divertimento, persino il bagno ha il suo “perché'”: vogliamo parlare dell’attrazione irresistibile del rotolo di carta igienica? Si può srotolare tutto seduta stante, oppure prenderlo e metterlo a bagno nel wc intasandolo, nell’arco di due secondi e mezzo. E meno male che non lo perdo mai di vista…

Vestiti ripiegati sul letto velocemente, pronti per esser messi in valigia, prima che arrivi come una saetta a rovesciare tutto per terra, sempre nella frenesia di aiutarmi, si intende…Mentre scelgo le scarpe da portare, quattro scatole sono già per terra e le relative scarpe sparse dietro di me.

Preparo la “pappa”, mentre rovista tra i suoi giochi, e direi che una bella puntata di Masha e Orso a questo punto me la merito pure io…con lei Liam si tranquillizza e si diverte.

E’ arrivato il momento di preparare qualcosina da portare in dono, vorrei tanto fare la tradizionale Pastiera, ma non ho gli ingredienti, ecco, insomma, dovrei andare a fare la spesa…direi che siccome siamo ancora in alto mare, la spesa la escludo, in fondo ci sono tante altre cose buone da fare…ma appena mi avvicino al Bimby, proprio come fa Masha con l’orso, Liam si avvicina e lesto afferra la sua sedia per avvicinarla al mobile della cucina e poter così mettere gli ingredienti nel Bimby: “paccio io, paccio io!”. Farina dappertutto, misurino del Bimby su e giù, lo afferro prima che prenda le uova e prima che infili la sua nuova macchinina nell’impasto che il Bimby sta amalgamando…giusto in tempo.

All’improvviso, “mamma, ciuccio e nanna”… Parole magiche per le mie orecchie, il mio guerriero e’ stanco ed e’ ora di riposarsi con la sua copertina, si accuccia sul divano ed il tempo di una carezza, chiude i suoi occhioni  e si addormenta all’istante.

Inizia la mia tregua, per modo di dire: da adesso in poi per due ore almeno devo mettere il Bi-turbo e concludere tutto ciò che ho iniziato e non ho finito. Quanto ai miei lievitati in forno, non sono molto soddisfatta, sembra proprio che non mi sia riuscito niente di come avrei voluto.

LA giornata sembra non avere fine, sempre nella speranza di avere pronto tutto entro stasera.

Utopia.

La mattina della partenza poi per noi e’ un punto di domanda. Ormai non decidiamo neanche più l’orario. Quando tutto è’ pronto, si va. L’impresa è’ riuscire a salire in macchina, con quel baule carico di bagagli, borse e borsoni, non capisco perché, sembra che ad ogni viaggio, invece di diminuire, aumentino..

Fa capolino un pallido sole, tra le nuvole color avio, mentre le colline marchigiane ci danno il benvenuto da Urbino in poi, tra ulivi e verdi prati, la vista dal finestrino mette in pace il mio IO più frenetico ed irrequieto con quello pacifico e tranquillo.

E Loreto sulla collina ci saluta ancora una volta…

 

 

Pasta choux – Bimby

Per me che non parlo francese, questo nome così musicale sembra qualcosa di spiritoso o divertente.

Si tratta di una Pasta leggera e delicata, utilizzata in cucina per bignè, ciambelle, eclairs.

In passato, prima dell’arrivo del mio ometto, la utilizzavo spesso per preparare i bignè salati, ripieni di mousse al prosciutto oppure al tonno. Messa da parte, quasi dimenticata, questa ricetta da Manuale Bimby l’ho volentieri ripresa in mano in occasione della Festa del Papà, utilizzandola come base per le Zeppole di S. Giuseppe.

Ingredienti

  • 250 g di acqua
  • 100 g di burro morbido tagliato a pezzetti
  • 150 g di farina tipo 00
  • 4 uova (da circa 60 g)
  • 1 pizzico di sale
  1. Mettere nel boccale l’acqua, il pizzico di sale e il burro a pezzetti e amalgamare per 10 min a 100 gradi velocità 2
  2. Unire la farina e lavorare l’impasto per 30 sec. A vel. 4
  3. Lasciare l’impasto per 10 minuti  nel Bimby spento, così terminerà la cottura.
  4. Durante questi dieci minuti, ogni due minuti mescolate l’impasto a vel. 4, così da mescolare complessivamente 5 volte
  5. Lasciare raffreddare l’impasto nel boccale.
  6. Azionate il Bimby a velocità 4 e con le lame in movimento aggiungete 1 uovo alla volta.
  7. Lavorate ancora per 40 secondi a vel. 5
  8. Ricoprite di carta forno una teglia o la placca

per fare i bignè:

  1. prelevate delle palline di pasta grandi come una noce e distanziatele bene.
  2. In alternativa potrete usare la sac a poche
  3. Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.

per fare le Zeppole al forno:

  1. ricoprite con carta forno una teglia, riempite una sac a poche con il composto, utilizzando un beccuccio a stella grande.
  2. Formate delle ciambelle, se desiderate una forma piatta, fate un solo giro, se desiderate una forma più bombata e gonfia, provvedete a formare la ciambella due volte, su se stessa.,
  3. Cuocete in forno già caldo per 180 gradi per circa venti minuti. Fate sempre la prova dello stecchino per verificare se cotto (se lo stecchino e’ asciutto, sono pronti).

Dal pediatra

Ed io che pensavo di averla scampata bella, quest’inverno sembrava filato via liscio, senza particolari problemi, senza influenze. Così ho pensato tra me e me che Liam finalmente si era fatto un po’ di anticorpi, rispetto all’anno scorso quando un giorno si e l’altro pure, poverino, tutti i virus in giro erano i suoi. Se non che, durante il week-end e’ stato male con il virus gastro intestinale, domenica però sembrava come nuovo. Soddisfatta, ho pensato che c’è l’eravamo cavata con poco, poco meno di dodici ore di virus, Domenica sera tranquilla, doccia e pigiama, pronti per una lunga nuova settimana.

Niente da fare, Liam sta di nuovo male, povero, un’altra nottataccia. Sto virus proprio non lo sopporto…tra adulti e bambini non se ne contano più..rimaniamo, così, a casa lunedì e martedì. Ieri mattina, un po’ rintronata dal sonno, dimentico di chiamare il pediatra nell’orario di ricevimento del mattino, Dalle nove alle undici, chiamo jnfatti alle 11.05 e giustamente mi risponde la segreteria telefonica, ma poi mi dico, so che cosa devo fare, intanto vediamo se migliora un po’.

Oggi per fortuna il pediatra riceveva nel pomeriggio, ho avuto quindi tutto il tempo di ricontrollare l’orario per poi chiamare e fissare l’appuntamento: ok, si va alle 15.30. Liam ha soggezione del “dottore”, per quanto sia un pezzo di pane, pacifico e serafico, ammetto che non ci va molto volentieri. Altra cosa invece con la sua sostituta, la dottoressa, forse più estroversa, settimana scorsa, per la visita fatta per una congiuntivite,l’ha accolto con un sorriso tale che lui se n’è innamorato a tal punto da darle un bacetto, e, mio figlio, in questo, posso dire che i baci se li prende ma raramente li da. Ovviamente oggi, prima di uscire, continuava a ripetermi che saremmo andati dalla dottoressa e così, per abituarlo all’idea che avrebbe ritrovato in studio il suo dottore, ho pensato di incuriosirlo con la storia del cavallo.

Il pediatra adora i cavalli e fa equitazione. In studio ci sono diverse fotografie.

“Liam, sai cosa facciamo oggi? quando andiamo dal dottore gli chiediamo due cose: la prima, dove ha lasciato il suo cavallo, e la seconda come si chiama..” Liam sembrava contentissimo, dato che poco meno di dieci giorni fa siamo stati in fattoria a contatto con animali ed i cavalli.

Nonostante lo studio sia a cinque minuti di macchina da casa, ho sempre il terrore di non arrivare in tempo: lavarlo, cambiarlo, vestirlo, prendere il borsone del cambio, ricordarmi il libretto sanitario, fazzoletti di carta, eventuale acqua, ciuccio per le evenienze drammatiche di capricci incontrollabili, lavarmi, vestirmi, non dico truccarmi perché ultimamente sono così stanca che questo vezzo che ho sempre ritenuto un must prima di uscire di casa, in talune occasioni l’ho abbandonato, mio malgrado, ed il mio specchio non approva…Siamo quasi in orario, la macchina e’ parcheggiata fuori, facciamo due passi ed incrociamo i vicini in giardino con il cagnolino, due chiacchiere volentieri, ma rischio di arrivare in ritardo. “la saluto, eh? Arrivederci”..

Sembra scoppiata primavera, non esco da qualche giorno di casa ed improvvisamente passo dal cappotto al trench? via la sciarpa e via il cappello, accendo l’aria condizionata per rinfrescare un po’ l’abitacolo. In qualche minuto arriviamo.

La sala d’attesa dello studio e’ un luogo dal quale Liam non si staccherebbe mai: la cucina in miniatura ed un piccolo forno, libri e costruzioni, peluche, giochi lo tengono impegnato in attesa del nostro turno. La cucina e’ la sua preferita: tra bricchi e piattini e forno si diletta, apre e chiude lo sportello del forno giocattolo ed io mi diverto a guardarlo giocare.

Tocca a noi, una ragazza dai capelli lunghi rossi ci accoglie, mi è’ molto simpatica, non solo per i capelli rossi, ma anche per questo sorriso così giovane e spensierato da ricordarmi i miei vent’anni (che non ho più s’intende..). Apriamo la porta, Liam sorridente con uno dei bricchetti in mano entra speranzoso di trovare la dottoressa, ma, trovandosi di fronte il pediatra, si arresta e il sorriso svanisce. Tenero, per incoraggiarlo ad entrare gli ricordo che dobbiamo chiedere qualcosa al dottore. Ma Liam ha perso la parola. ammutolito, un sorriso a denti stretti. Sale sul lettino, e mentre mugugna, cerco di tranquillizzarlo: “allora, Liam, ti ricordi, cosa dovevi chiedere al dottore?”

Il pediatra Lo visita, controlla le orecchie, la bocca e dice:” allora, sentiamo un po’, cosa mi volevi chiedere?… Vediamo, vuoi sapere come si chiama il mio cavallo?”

Io e Liam basiti, ma come, ha letto nel pensiero?

Questa risposta ed un bel disegno a penna di un cavallo con il suo nome fatto davanti ai suoi occhietti incuriositi, hanno finalmente, dopo ben due anni e mezzo, fatto avvicinare Liam al suo medico.

Un cavallo li ha messi in sintonia.

Liam adora i cavalli.

Liam ora adora il suo pediatra.

Fattoria Pasque'

Blowin’ in the Wind

Ed e’ in rare serate come queste, quando il vento fischia forte, scuote fronde di alberi, come fossero in balia delle onde, sposta oggetti, fa volare fogli di carta come aquiloni, riecheggia come un lamento insistente che non vuole sopirsi, che non posso fare a meno di intonare Blowing in the Wind di Bob Dylan.

Perché, in fondo, in quel rumore sordo che con violenza riecheggia oltre la finestra c’è quella stessa malinconia che serpeggia nella melodia di Dylan cerca di dirmi di ascoltare, in silenzio, perché, in fondo, la risposta sta volando nel vento.

Alla fattoria

Trascorrere il pomeriggio all’aria aperta e in fattoria a contatto con gli animali mi ha aiutato a svagarmi.

Fattoria Pasque'

La settimana e’ stata dura: l’atmosfera in ufficio e’ radicalmente cambiata, dopo i licenziamenti formalizzati circa dieci giorni fa, si respira un clima molto teso e triste, per il dispiacere di non condividere più il lavoro e la giornata lavorativa con alcuni colleghi che hanno già dovuto lasciare l’azienda, o semplicemente per il fatto che molti di loro stanno trascorrendo il periodo di preavviso in ufficio, lavorando. Non e’ più come prima.

Mi manca in particolare un’amica, oltre che collega. Le pause caffè e le pause pranzo trascorse insieme a parlare dei nostri bimbi, i consigli reciproci, la puntatina ai grandi Mazzini a caccia di sconti o di saldi, tutto sempre e solo per i nostri bimbi. C’è di buono che, trattandosi di un’amica, abbiamo modo di vederci e sentirci anche fuori. Ma lavorare sapendo che non è più fisicamente in azienda con me, mi rende triste.

Mi sono sentita un po’ frastornata, nonostante come sempre le cose da fare fossero molte e molto impegnative.

Il ricordo di nonna e’ molto forte. Come sei anni fa, in occasione di un altro evento triste, mi sono riavvicinata, musicalmente parlando, ad un gruppo che ho conosciuto per la prima volta a diciassette anni grazie ad una audio cassetta regalatami a quel tempo da un conoscente di allora. Sul lato A, il “The Best” degli Eagles, sul lato B “The dark side of the Moon” dei Pink Floyd”. Grande musica, indiscutibile. In questa settimana, nei miei lunghi viaggi casa-ufficio, gli Eagles mi hanno tenuto compagnia con tutto il repertorio. Non so spiegare, ma come nel 2009, le loro canzoni, in modo particolare, hanno alleggerito quel senso di vuoto, donandomi un po’ di serenità, quell’incedere un po’ country di alcune canzoni come Take it Easy (che adoro e che canto parola per parola come una scema), un po’ melodiche come New Kid in town, tralasciando magari qualche pezzo rock and roll, come James Dean, le passo tutte in rassegna e mi ritrovo a cantare I can’ tell you why, One of these nights, Peaceful easy feelings, Tequila Sunrise, Heartache Tonight. Ho anche pensato che probabilmente il motivo di questa serenità stia nel fatto che queste canzoni mi hanno accompagnato da quel lontano ’89 per moltissimi anni, quindi le emozioni che mi trasmettono sono ciò che ho vissuto, sono parte di me.

Cosi quindi come accaduto durante la settimana di non avere molta voglia di fare grandi cose, oggi pomeriggio, subito dopo pranzo, non ero neanche molto in vena di uscire. L’iniziativa di andare alla Fattoria Pasque’ con Liam per vedere gli animali e’ stata tutta di mio marito, una bella scelta, nonostante i due maschietti di casa si stessero organizzando per andare senza di me!

A parte l’odore che per me e’ sempre un po’ nauseabondo, nonostante tutti dicano che faccia bene alla salute, per il resto e’ stato piacevole ritornare. Si tratta di una grande fattoria, con grande spazi aperti, dove si possono vedere la a, struzzi, pecore, capre, oche, volatili, un grande allevamento di mucche, i cavalli, gli asinelli.

Fattoria Pasque'

Liam si e’ divertito come un matto a dare il fieno a pecore e mucche. Era proprio a suo agio.

Fattoria Pasque'

Una bella area giochi con scivoli ed altalene, casette di legno, ed  una giostrina per i bambini.

Sono uscita di casa arrabbiata col mondo, ci sono ritornata serena.

Fattoria Pasque'

 

Cosi per caso…

 

Colazione da TiffanyCosì per caso..mi sono imbattuta in quest’immagine sul web, l’epilogo del mio film preferito “Colazione da Tiffany”.

Che dire, e’ stato come un flash, un ricordo; un film intramontabile, al quale sono molto affezionata, che rivedo volentieri e che non so quante volte avrò visto. Un’icona di charme come Audrey Hepburn, bella ed elegante, sfuggente e terribilmente adorabile nelle vesti di Holly Golightly, allergica all’amore, indipendente come il suo gatto.

In quest’immagine c’è tutto: la passione, la vita, l’addio, la pioggia – quindi l’acqua e la forza evocativa del rigenerarsi, del rinascere.

C’è’ la sofferenza e c’è l’amore in un momento di grande bellezza ed intensità.

Desideravo fermare quest’immagine, stasera, qui, tra le pagine del mio diario, perché, in fondo, e’ qualcosa che mi colpisce, sempre e comunque, in qualsiasi momento della mia vita io riveda questo film.

Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

Torta Soffice al Cioccolato e Pere

Torta cioccolato e pere

Quando voglio preparare una torta “della domenica” consistente e cioccolatosa, e sono a corto di idee o di spunti nuovi, vuol dire che e’ ora di preparare la Torta Soffice al Cioccolato e Pere.

E’ probabilmente da un anno che non la porto in tavola, ed oggi e’ stata la giornata giusta: il desiderio di cioccolato era notevole, forse semplicemente un desiderio di coccole dopo la perdita di mia Nonna.

Questa torta e’ molto amata, la riprova e’ che da quando ho creato questo blog, l’ho vista pubblicata innumerevoli volte, segno che l’abbinamento cioccolato e pere e’ per noi italiani molto gustoso e quindi molto desiderato.

Forse una delle torte che mi da più soddisfazione; intendiamoci, voi lo sapete che io non sono una masterchef e che se non ho la mia bella ricettina pronta da leggere e da seguire non saprei poi fare molto…quindi, questa lunga lista di ingredienti ed il procedimento sono gelosamente custoditi nel primo manuale che ho ricevuto insieme al Bimby quando mi fu regalato da carissimi amici in occasione del matrimonio.

Quindi, ci tenevo a dirlo, la bontà di questa torta non è chiaramente merito mio. Io so solo che riesce molto bene.

Se avete voglia di seguire questa ricetta preparatevi, c’è una lunga lista di ingredienti che potrebbe scoraggiare dall’intento di prepararla, non fosse altro che ci vogliono almeno dieci minuti per pesare tutti gli ingredienti.

I passaggi sono pensati per utilizzare il Bimby, ma per chi ha una planetaria in casa o le fruste elettriche, penso non vi saranno comunque problemi nel lavorare l’impasto in modo tradizionale.

Vi posso assicurare che e’ deliziosa, decisamente invernale, corposa e robusta nel sapore, ma al contempo di consistenza soffice.

L’ideale per una giornata come questa, con la neve in giardino, e il camino acceso in casa.

E dopo la “nota romantica”, veniamo a quella “fantozziana”: come mia consuetudine, ho utilizzato una tortiera a cerniera. E’ evidente che è tempo di cambiarla poiché una volta messo l’impasto e pronta per infornare, la cerniera si e’ improvvisamente allentata ed il peso dell’impasto ha iniziato lentamente a colare dalla base. Ho fortunatamente trovato un recipiente di “salvataggio”, per poi travasare il tutto in una tortiera classica, salvando l’impasto.

Già vedevo una bella crema di cioccolato e pere spalmata sul pavimento.

Torta cioccolato e pere

Ingredienti:

  • 150 g di cioccolato fondente
  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 100 g di burro morbido
  • 200 g di zucchero
  • 120 g di yogurt (io ho utilizzato quello bio alle pere delle Fattorie Scaldasole)
  • 80 g di latte intero
  • 230 g di farina 00
  • 70 g di fecola di patate
  • 2 pere (o equivalenti di 600 g)
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
  • 1 presa di sale
  • 2 cucchiai di cacao amaro

Preparazione:

  1. Imburrate ed infarinate una teglia di circa 24 cm di diametro
  2. Sbucciate le pere e tagliatele a spicchi di circa 2 cm
  3. Accendete il forno in modalità statico a 160 gradi
  4. Tritare il cioccolato fondente: 10 sec. Vel. 5-8
  5. Aggiungere il burro, lo zucchero, il latte, lo yogurt, le uova e la vanillina e lavorare gli ingredienti: 40 secondi velocità 4
  6. Unire la farina, la fecola di patate e la presa di sale, setacciati e lavorare gli ingredienti: 1 minuto a velocità 5
  7. Aggiungere il lievito e mescolare: 10 secondi, velocità 4
  8. Versare metà del composto nella tortiera e distribuire le fettine di pera sul composto
  9. Cospargere le pere con il cacao amaro in polvere
  10. Ricoprire tutto con l’altra metà dell’impasto
  11. Cuocere in forno caldo statico a 160 gradi per circa 50-60 minuti.
  12. Per verificare la cottura, inserite uno stecchino, se asciutto la torta e’ pronta
  13. Ritirate dal forno e lasciate intiepidire decorando con zucchero a velo.

torta soffice cioccolato e pere

Tramonto a colori

 

Questa volta non so proprio da dove cominciare.

Se dalla fine o dall’inizio. Tante sono le emozioni che provo e che come in un turbinio inarrestabile si sono avvicendate in questi giorni. A volte penso che non succeda niente per anni interi, e poi, in un giorno, accade tutto, quasi come se il tempo volesse recuperare improvvisamente se stesso, e la tua vita ne e’ in mezzo.

Non so se iniziare dalla tensione che ha avviluppato i miei pensieri per almeno due mesi sul lavoro a seguito della volontà dell’azienda, ufficializzata poco prima di Natale, circa la necessità di procedere ad una ristrutturazione aziendale, o a quello che ne è conseguito questa settimana con ventotto licenziamenti.  Vedere colleghi-amici essere convocati a colloquio per poi lasciare le proprie postazioni vuote, il dispiacere di vedere andar via persone valide con cui si è lavorato, persone appunto, non numeri, con la loro esperienza, il proprio bagaglio culturale ed umano. Fino all’ultimo, chiederti se toccherà anche a te questa sorte.

Non lo so perché in fondo, forse, e’ passato tutto in secondo piano nel momento in cui è squillato il telefono e dall’altra parte mia madre piangendo cercava di dirmi che Nonna si era spenta e lei stava già preparando le valigie per partire verso Minori.

Non so da dove cominciare, anche se in fondo temo di averlo fatto, perché esprimere questo dispiacere e questo dolore non è per niente semplice. Nessun distacco lo e’. Ma la difficoltà che provo in questo momento e’ dipanare i pensieri che si aggrovigliano nel tormento di chi vive lontano da una persona cara e pensa sempre di avere il Tempo a propria disposizione, pensa di avere il controllo e di poter decidere quando e’ il momento giusto per fare alcune cose. Non e’ così. Speriamo sempre di avere una seconda possibilità, o di rimandare ad altro momento, perché noi riteniamo di non avere tempo. Che errore tremendo. Che supponenza. E’ la mia, del tutto inconsapevole ed involontaria, nel volersi convincere che questo non sia il momento giusto.

La verità e’ che non c’è nulla di più importante nella vita degli affetti e la famiglia e’ al primo posto, con i suoi valori.

Non posso far altro che ricordare i momenti più belli trascorsi con Nonna, a Minori, nonostante vivessi lontana mille chilometri. Le estati trascorse durante l’infanzia e la gioventù a casa di Nonna hanno creato questo rapporto indissolubile nel tempo, nonostante poi raggiunta l’età dei vent’anni, avessi deciso di allontanarmi verso altri luoghi, mancando per molti anni, nonostante la distanza, nonostante i mille motivi che, anno dopo anno, mi hanno condotto altrove. L’affetto e l’amore per una persona e’ qualcosa che ti porti dentro, ovunque tu vada, per mare o per monti, e ti accompagna negli anni. Nonostante Alzhaimer, Nonna si e’ aggrappata alla vita con tutta la forza che la contraddistingue, con la vitalità, la sua risata riecheggia ancora nei miei ricordi, il suo sorriso generoso, le sue mani grandi, il suo incedere claudicante, la sua corporatura, la sua determinazione, la sua generosità. Prima che si ammalasse, ricordo che, in occasione di una breve vacanza, dormii con lei nel lettone; avevo ventisette anni, i suoi ricordi della sua storia d’amore con nonno erano a quei tempi ancora vivissimi, le sue parole erano sincere e aperte, come fossi una sua amica di lunga data, non sua nipote. Pensavo, tra me e me, che in fondo Nonna si stava raccontando nel suo essere donna, come me.

Si e’ spenta Nonna, la Mamma di mia Mamma. E’ questa parola, così ricca d’amore, che ritorna. Una mamma, innanzitutto, certo d’altri tempi, tempi duri, con cinque figli, un marito ed un giardino di limoni.

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Uno scricciolo, in quel letto così bianco, un copriletto candido fatto all’uncinetto, un velo di seta intorno alla tua testa, ti guardo mentre sembri serena, e mi avvicino, incredula ti guardo, ti accarezzo e realizzo che sei fredda. I tuoi figli provati. Il dolore solca i nostri volti mentre le lacrime scorrono sulle nostre guance. Sconvolti i tuoi nipoti che hanno avuto la fortuna di averti sempre accanto, nella salute e nella malattia, ti hanno accudito con lo stesso amore che tu hai dato loro, la tua assenza, nonostante le mille difficoltà incontrate in questi anni dovute ad un Alzheimer sempre più aggressivo, sarà ingombrante, si sentirà, come la tua risata sonora e generosa, credo difficile da colmare, come quel vuoto che hai dentro in quelle giornate buie in cui non sai spiegare cosa ti tormenta.

La compostezza e la dignità nell’affrontare il dolore, mi colpisce, e’ tua figlia, la più piccola, colei che ti è stata vicina ed ha vissuto sempre con te, quasi fosse lei tua madre e tu la sua piccolina da proteggere, e’ riuscita a sopportare difficoltà insormontabili sulle sue spalle per lunghi anni, grazie alla forza dell’amore e della sua splendida famiglia. Per noi, lontani, la possibilità di amarti a distanza, una foto, un video, sulla tua pagina dedicata su Facebook, ma meravigliose immagini dei tuoi momenti che non avremmo mai potuto cogliere e vivere da cosi lontano. Cosa si prova a vivere minuto per minuto la malattia di una madre, lei lo sa, momenti profondamente bui, momenti colmi di fiducia e di speranza, protesa alla vita.

E’ stato un rocambolesco viaggio di un giorno quello che mi ha spinto da te, per poterti salutare e darti un ultimo bacio, tutto sembrava remare contro la volontà di essere da te a tutti i costi, questa volta; ma era destino che nonostante un biglietto stand-by senza certezza di poter partire, il traffico congestionato della tangenziale est per Linate, la confusione ai filtri in aeroporto, sono riuscita ad imbarcarmi, volo in orario. Non importa se sono rimasta solo per poche ore, sono riuscita a darti un’ultima carezza e di esserci, in un momento così doloroso per mia mamma, per i tuoi figli e i tuoi nipoti.

Hai avuto il potere di radunare intorno a te una folla inimmaginabile di persone che ti hanno voluto bene.

Nella solidarietà di una giornata così triste, la mano tesa di care persone che ci hanno  accolto in casa loro per pranzare insieme.

In un abbraccio, i miei cugini. Uniti, tutti nel tuo ricordo.

Io e mio fratello.

Mia madre e la sua sensibilità.

Mentre tutti i fiori vengono riposti accuratamente, noto ora le orchidee bianche e rosa, ti rivolgo l’ultimo saluto prima di rimettermi in viaggio, i colori del tramonto sul mare mi rapiscono. Sono i colori della tua vivace esistenza di mamma, nonna e bisnonna.

Tramonto
Tramonto

Sono serena.

Ti immagino mentre con Nonno passeggiate insieme in un immenso giardino di limoni.

Da lassù, tra cielo e mare, tutti i colori dell’alba e tutti quelli del tramonto di una favolosa Costa d’Amalfi saranno vostri.

Ciao, Nonna.

Minori

Una passeggiata nel “bello”

.Continua la passeggiata del week-end. E mentre a Sanremo si festeggiano i vincitori del Festival, rivelazione, i Volo, noi festeggiamo il compleanno di mio marito e continuiamo la nostra gita fuori porta.

Dalle cartoline di Finale Ligure, alla passeggiata di questa mattina a Finalborgo, uno dei borghi più belli del nostro Paese.

Mi sorprendo sempre più, delle bellezze della nostra Italia, scoprire borghi come questi come d’incanto e gustare a pieno la magia di un luogo sospeso nel tempo.

Meraviglioso, di Domenico Modugno, mi ritorna in mente, anzi, e’ la versione di Negramaro, con quella voce roca, ed ecco che incalza il ritornello, mentre apro le mie braccia, e come una bambina con il vestitino nuovo volteggia su se stessa per provare se la gonna diventa “una campana” girando, io immagino di girare su me stessa, cantando a squarciagola, perché il mio cuore si sta riempiendo di questa emozione positiva che desidero portare via con me, nel. P viaggio di ritorno verso casa ormai cominciato.

 

Cartoline

Siamo in Liguria per un week-end fuori porta.

Poco tempo per scrivere, tanto tempo per vivere questi giorni all’aperto, nonostante il meteo non sia molto clemente.

Tante cose da raccontare, non appena ci sarà un po’ di tregua, nel frattempo, qualche scatto, cartoline da un luogo in cui non ero mai stata e che mi ha colpito per la sua eleganza delle architetture, i colori ricercati del rosa antico e del verde salvia, il suo mare, i suoi prodotti tipici.

Come il vento tra i capelli…

Principe

E mentre il mio cucciolo si è addormentato accanto a me nel lettone, il sonno incombe, ma un paio di righe devo scriverle.

In realtà vorrei scrivere come un fiume in piena ma sono cotta. Un periodaccio, così lo definisco io. Ma passerà.

Come ci si sente quando la serenità vacilla e le sicurezze iniziano a sgretolarsi?

Rod Stewart al mattino mi regala durante il tragitto in macchina casa-lavoro una sensazione di benessere: ascoltando Sailing, anche in pieno inverno, abbasserei i finestrini dell’auto per godere sul viso dell’aria fresca che si muove. In realtà, con la nevicata di oggi, mi congelerei, ma non importa…la sensazione che questa canzone sprigiona, ascoltandola ad un buon volume, e’ proprio quella che si proverebbe in una giornata di sole in barca a vela, col vento tra i capelli.

E allora, meno male che esiste la musica, come dicevano gli Abba, “Thank you For the Music”…il potere terapeutico che ha sul mio cuore e’ indescrivibile.

E’ ora di riportare il mio principino nel suo lettino.

Dovrò poi ritagliarmi un po di spazio per pensare alla festa di Carnevale del nido, tema “terra, aria, fuoco, acqua” e non ne ho ancora la più pallida idea.

A seguire San Valentino (i siti pluristellati di cucina già si sbizzarriscono tra ricette e allestimenti in tema), ed il giorno dopo festa di compleanno di mio marito.

E’ ora di iniziare a pensarci!

 

Spiccare il primo volo dal nido…

In una mattinata di tetti bianchi, spolverati di zucchero a velo, venerdì ho iscritto Liam alla scuola d’infanzia, ovvero alla scuola materna.

Dal nido alla materna

Dal nido alla materna Le iscrizioni, aperte lunedì scorso fino al prossimo 12 febbraio, comportano per i residenti la compilazione di un’autocertificazione completa di dati anagrafici della famiglia, gli orari di frequenza (pre-scuola e post-scuola), eventuali intolleranze a particolari alimenti, un modulo di delega da compilare con i dati anagrafici dei familiari e copia dei loro documenti di identità.

La struttura scolastica e’ molto grande, ed ha un grande giardino, mi ricorda un po’ le scuole di trent’anni fa, per imponenza, spazio, architettura.

Non so da dove cominciare nel discrevere tutto ciò, poiché mi vengono in mente contemporaneamente mille pensieri.

Sicuramente conoscevo già questa struttura grazie all’open day dell’anno scorso tenutosi in occasione dell’invito ricevuto per la sezione primavera, vale a dire la sezione dedicata ai bambini dai due anni compiuti in poi; essendo residenti, la scuola ci invito’ a partecipare, aprendo le porte ai genitori. In quell’occasione, decisi comunque di iscriverlo, salvo poi cambiare idea per due importanti motivi: in primis, perche’ al Nido dove il bimbo era già iscritto da ormai un anno ci trovavamo molto bene, in secondo luogo, perché fargli cambiare struttura avrebbe significato interrompere un percorso già iniziato da un anno e toglierlo da un gruppo di piccoli amici già abbastanza affiatati, per fargli fare un nuovo inserimento, poco dopo quello fatto per entrare al nido l’anno prima.

E siccome il tempo vola, mi ritrovo già qui, ad iscriverlo per settembre, quando il mio cucciolo spiccherà il volo dal suo nido per diventare un bel “pulcino” e approdare alla “scuola d’infanzia”.

Si’ perché, oltretutto, non si chiama più scuola materna, ed e’ quindi giusto utilizzare i termini appropriati.

E’ incredibile come già durante questi primi due anni di nido si sia creato un bel gruppo, delle belle amicizie, tanto da far sperar bene che le richieste di iscrizione di alcune mamme non-residenti, ormai amiche anche al di fuori del contesto nido, vengano accolte, e garantire così una bella continuità sia ai bimbi che a noi mamme, riuscire a vedersi costantemente anche l’anno prossimo.

Mentre uscivo dalla scuola, mentre scendevo le scale del sentiero che porta al parcheggio, ho provato una strana sensazione, un insieme di sentimenti contrastanti; sicuramente si tratta di un passo in avanti, ed e’ come entrare in un’era nuova e vedere mio figlio un po’ più grande.

Alle spalle lascio l’era “bebe’”, Liam piccolino, e davanti a me, anzi, davanti a noi, la crescita inarrestabile di un bambino. Certo, mancano ancora nove mesi, eppure, se son volati due anni e mezzo, nove mesi saranno rapidi come il passaggio di una meteora.

E poi, un passo dopo l’altro, tra me e me ho pensato: “come mi sentirò e cosa proverò il giorno in cui lo iscriverò alla scuola elementare?”

(A proposito, si chiama ancora così?)

Sentiero della vita

 

Party4kids.it – Ed e’ già festa

Segnate questo indirizzo e fatene buon uso:

http://www.party4kids.it

Vi servirà quando il giorno della festa di compleanno del vostro campione o della vostra fatina si avvicinerà inesorabilmente e sarete ancora alla ricerca disperata di idee per l’organizzazione di una festa “memorabile” per i vostri piccoli amati di casa.

Oggi parliamo di feste di compleanno, feste a tema, party, e chi più ne ha più ne metta.

Abbiamo sempre tutte poco tempo ed è prezioso, per cui, organizzare una festa di compleanno, seppur per il nostro cucciolo di casa, potrebbe rivelarsi involontariamente un piccolo stress, una ulteriore corsa contro il tempo per reperire materiale ed organizzare il tutto. Ma per fortuna, siamo Super Mamme e in quest’era tecnologica, esiste una bella soluzione.

L’anno scorso ho dedicato un post in occasione di un Baby Party a casa di amiche, sottolineando la capacità di alcune persone di organizzare feste di compleanno memorabili non solo per gli adulti che vi partecipano, anche se da spettatori, ma soprattutto per i bambini che le vivono con grande entusiasmo ed attesa.

Sweet Sins Bakery

Una passione e un talento che sfociano naturalmente in una vera e propria attività a tempo pieno.

E quando una passione e’ grande e ci si mette cuore ed anima, i risultati arrivano.

Immaginate un portico d’estate che pullula di bambini in festa, ghirlande del colore preferito, palloncini, una tavola imbandita con bicchieri e posate colorate (pois, a righe, retro’, a tinta unita), una bella tovaglia intonata e tante cose buone da assaggiare, fino al momento magico: l’arrivo della torta con le candeline!

E in un’occasione speciale, non possiamo avere una torta qualunque, ma una bella, buona e scenografica Cake, firmata Sweet sins bakery.

Party4kids.it

Eccoci dunque,  questo post e’ dedicato oggi a Party4kids.it

Per scoprire qualcosa di più, la sua fondatrice Laura ci racconta questa bella avventura.

La prima curiosità che nasce curiosando sul sito e’ già nel nome. Perchè “Party4kids”?

“Abbiamo quattro meravigliose bambine e la loro incontenibile e contagiosa eccitazione nei giorni (se non addirittura settimane) che precedono il loro compleanno, il loro stupore davanti a una torta con una manciata di candeline accese hanno incontrato la nostra grande passione per la decorazione e l’organizzazione di eventi. Da qui nasce Party4kids, party per i bambini, sì.. per TUTTI i bambini, perchè quel meraviglioso stupore è esattamente lo stesso in ciascuno di loro..

Party4kids.it

Di cosa vi occupate?

“Nel nostro store online http://www.party4kids.it proponiamo una vasta gamma di accessori per il party dei bambini e ci occupiamo, su richiesta del cliente, dell’allestimento della festa, per quanto riguarda sia la tavola che il Party Decor. Ci rivolgiamo ad un pubblico vasto che va dal cliente privato al professionista, a sua volta organizzatore di eventi, non mancano infatti richieste per l’allestimento di eventi aziendali”.

Raccontaci cosa offrite sul vostro sito?

“Prodotti particolari e difficilmente reperibili nei negozi ‘fisici’ di accessori per il party, accessori volutamente un po’ fuori dalla righe, che selezioniamo con tantissima cura, esclusivamente da fornitori esteri, seguendo un nostro stile personale. Per scelta non trattiamo accessori (piatti, bicchieri, tovaglioli, etc) che riproducono l’immagine dei personaggi dei cartoni animati preferiti dai bambini Preferiamo progettare una festa ogni volta diversa, assecondando le richieste dei nostri piccoli clienti e ovviamente delle mamme..

Proponiamo accessori colorati e raffinati allo stesso tempo, sia ‘moderni’ che dal sapore ‘retrò’..”

Party4kids.it

“E in caso di festa a tema, prepariamo un allestimento con i colori del tema prescelto (per es. rosso e blu per ‘Spiderman’, azzurro e argento per ‘Frozen’..) abbinando una grafica studiata e realizzata ad hoc per quell’evento.

Per grafica si intendono, ad esempio, le applicazioni murali, i banner, mentre sulla tavola avremo i toppers (stecchini per decorare cupcakes o pizzette), i food tags (etichette che riportano la descrizione del cibo), e molto altro ancora.”

Party4kids.it

Il vostro valore aggiunto, quindi, possiamo dire sia la personalizzazione.

“Assolutamente, e la possibilità di realizzare un party originale anche con un basso investimento. Perché ogni bimbo merita una bella festa di compleanno!”

Parlavi di feste a tema..

“Sì, da sempre i bambini amano immedesimarsi nel proprio personaggio preferito.. questo accade ogni giorno, ma la festa di compleanno quasi sempre diventa l’occasione per travestirsi e soprattutto giocare con gli amichetti del cuore, altrettanto ben ‘camuffati’. Basta davvero poco per ricreare un’atmosfera magica per i bimbi (che si accontentano decisamente di più di noi adulti!).. una coroncina per le bimbe, una maschera da supereroe o una benda da intrepido pirata per i maschietti..”

Feste a tema

Laura, quali sono i temi più richiesti?

“Per le femminucce, l’incantevole mondo di principesse, fatine, ballerine.. e da qualche mese, l’onnipresente Frozen! Per i bimbi, invece: pirati e supereroi, ma anche cavalieri, cowboy, pompieri, etc.”

Feste a tema per bambini

Tornando alle vostre proposte, quali sono i tre accessori più richiesti per la Tavola?

Innanzitutto le Cannucce, rigorosamente in carta, biodegradabili, a righe, pois, stelline.. e coloratissime!

Party4kids.it

Abbiamo poi le Backing cups, ovvero pirottini in carta per muffins o cupcake che possono però anche essere utilizzati per servire simpatiche e dolcissime monoporzioni di caramelle per i piccoli invitati… Per non parlare poi delle scatoline porta popcorn a righe, una vera chicca!

A seguire, le Posate in legno, sempre biodegradabili, ecofriendly, da usare ‘al naturale’ o da decorare con il contagiosissimo ‘washi tape’.. sai cos’è?”

Lasciami pure questa curiosità, me lo racconterai la prossima volta?

Party4kids.it

Qual e’ invece la tua ‘top 3’ per il Party decor?

“Al primo posto, senza alcun dubbio, le ‘tassel garlands’, ovvero delle ghirlande realizzate in carta velina con fiocchi di diversi colori, un must nei party d’oltreoceano e oramai molto di moda anche da noi e nel resto d’Europa. Gli americani, si sa, in fatto di party hanno moltissimo (forse tutto) da insegnarci! Questa bella ghirlanda dona un tocco di colore ed eleganza all’allestimento e, a festa finita, siamo noi a poterle donare una ‘seconda vita’, utilizzandola come decorazione per la cameretta del nostro bimbo o bimba.. Nei colori pastello, i nostri preferiti, sono semplicemente adorabili!

Molto belle e richieste anche le Honey comb balls’, decorazioni sferiche a sospensione e con una lavorazione ‘a nido d’ape’. Generalmente si combinano varie forme e colori per un effetto molto scenografico”.

Honeycombs

“Last but not least” come direbbero gli inglesi, richiestissimi sono anche i Confettis’, ovvero coriandoli di carta velina, di varie forme e colori, perfetti per impreziosire la tavola o, come dettano le ultime tendenze, da inserire all’interno di palloncini trasparenti. I miei preferiti..”

Beh, Laura, lasciami dire che anch’io li adoro, sono bellissimi, ma ho anche una predilezione per le honeycomb!

Quali sono infine gli aspetti da curare e da tenere in considerazione quando si organizza un party?

“In primo luogo, la location, a seguire e’ importante scegliere il tema della festa, scegliere il catering. L’animazione ha un ruolo importante, soprattutto se abbiamo molti amichetti dei nostri festeggiati alla festa: renderà il party più effervescente e coinvolgente. E, alla fine di tutto, non mancheranno i party favours, per salutare con un omaggio tutti i nostri piccoli invitati con un piccolo dono che ricorderà loro questa bellissima festa di compleanno.”

Party4kids

Laura ci hai stuzzicato la curiosità e soprattutto la voglia di scegliere gli accessori per la prossima festa di compleanno in famiglia.

Ti aspettiamo presto, così ci racconterai delle prossime novità!

Allora, ci state ancora pensando?

Corro subito ad ordinare backing cups, honeycomb e Confettis.

E a voi cosa piace di più?

Party4kids.it

Un week-end “casalingo”

Ed eccomi qua, all’apice di una settimana tinta di nero, triste, dopo la morte di Pino Daniele e preoccupata e sgomenta, dopo gli attentati terroristici di Parigi, tre giorni di terrore nella capitale della libertà, della fratellanza ed uguaglianza, e poi, quella bambina kamikaze in Nigeria, e la convinzione che questo 2015 sia iniziato nel peggiore dei modi.

Qualche ora e’ ciò che resta del mio primo week-end casalingo di questo 2015.

Casalingo nel senso che non ho messo il naso fuori dalla porta per ben due giorni. Non perché non lo desiderassi, ma con una marea di cose da fare in casa, mi è’ volato il tempo così tanto da non riuscire a godere neanche qualche ora all’aperto.

Cosi non va, penso tra me e me. La casa ha il potere di “risucchiarti” in un vortice di cose da fare che, se non metti un paletto, ti ritrovi a rigovernare e basta.

Menomale che ho anche fatto qualche giorno di ferie!

Meno male che ho chi mi aiuta.

E pensare che questo week-end, secondo il giornale on-line della zona, era ricco di eventi interessanti disseminati in provincia. L’imbarazzo della scelta.

Dunque, vogliamo parlare del bucato?! Partirei dalla cesta: colorati, neri, bianchi, grigi, asciugamani, tovaglie, abiti, maglioni, abbigliamento del mio “topino” a parte. E se ho acceso il forno, corri subito a mettere la lavatrice rigorosamente in stand-by. Poi c’è l’asciugagrice, poi c’è da piegare tutto e metterli via, sistema, prepara, cucina, bagnetto a Liam, gioca con lui, Etc. Etc.

Oggi, poi, dopo pranzo dedicato a disfare l’albero (lo so, lo so, tutti avete sistemato le decorazioni natalizie il 6 gennaio, mentre noi eravamo a tavola con i miei a goderci il topino mentre corteggiava i cioccolatini ed i marshmellows portati dalla Befana).

Il fatto e’ che disfare l’albero vuol dire recuperare tutte le decorazioni che ho disseminato per casa, con grande entusiasmo, l’8 dicembre!

Luci, presepe, babbi Natale, palline, stelle, ghirlande, etc. Etc.

Mentre ripongo accuratamente tutto nelle scatole riecco davanti ai miei occhi i flash di questo mese di dicembre, dai preparativi, alle vacanze al mare, l’ultimo dell’anno con gli amici, l’epifania con i miei…Il Natale crea grandi suggestioni e grandi atmosfere, complici lo scintillio delle luci, i balconi vestiti a Festa, l’euforia di ritrovarsi e di fermarsi a godere di momenti familiari indimenticabili.

Bye, Bye alle renne, al pinguino, alle palline nuove e a quelle un po’ più datate che ogni anno ritrovo, di vetroci rivediamo il prossimo Dicembre.

Non e’ mai piacevole metter via festoni e quant’altro, la casa improvvisamente sembra spoglia. Poi riguardo la sala, tutto torna com’era prima e mi convinco che si, in fondo, l’albero rende la casa più allegra ma e’ tempo di tornare alla sistemazione ordinaria di casa, ogni cosa al suo posto e tutto lo spazio che, con l’albero in mezzo, si era drasticamente ridotto.

Cuori e cuoricini di feltro, decorazioni di legno, scatola con carta regalo, nastri, biglietti adesivi, sacchetti, sacchettini, aiuto!! Armadio a muro temporaneamente intasato di oggetti ed oggettini riposti li in attesa di riordinare : “non aprite quella porta!!”…. Ebbene si, dopo aver sistemato in sala tutti insieme (anche Liam ha fatto la sua parte, ha riposto le palline nella scatola, ma con qualcuna ci ha giocato a pallone…), veloce a risistemare questa nicchia a muro, resa irriconoscibile dalle festività e da quanto sono riuscita ad accumularci frettolosamente durante le feste di Natale.

Che soddisfazione però aver finito..

Liam si e’ addormentato non appena abbiamo finito di riporre le decorazioni e l’albero. Vestito.

E così l’ho portato nel suo lettino, cambiato e Preparato per la nanna, mentre dorme come un angioletto, sgambetta nel sonno per non farsi cambiare.

E mentre noto che ho ancora l’ennesima lavatrice da mandare, asciugatrice da svuotare, le calze da appaiare, mi chiedo se esista una domenica bis…

A casa

 

Buon Natale ad ognuno di voi!

 Natale

Il Natale ha il potere di avvicinare anche i cuori più distanti.

Auguri sinceri,

A coloro i quali vedono sempre il lato positivo della vita, perché tutto sembrerà ancora più semplice,

A coloro i quali vedono il bicchiere sempre vuoto, la speranza di riempirlo con entusiasmo e felicità.

Buon Natale ad ognuno di voi!

 

 

Buona Vigilia

Decorazioni   Presepe Incontro con Babbo Natale   Decoupage, Natale 2014   http://www.youtube.com/watch?v=EfGDvDGE7zk

Preparativi natalizi

La settimana antecedente il Natale e’ la più frenetica che conosca: preparativi, corsa ai regali, traffico in tilt, casa irriconoscibile, pacchetti e pacchettini, regali da incartare, buste e carte regalo, biglietti d’auguri, la cesta del bucato sempre piena, lavatrici a go-go, stress ingestibile, magone strozzato in gola nella speranza di ritrovarsi finalmente alla fine di un tour de force che sembra non avere fine. Momenti si, momenti no.

Momenti belli, e momenti da dimenticare, tra lacrime e rabbia. Un alba a colori Alba Il traffico paralizzato di venerdì per un Tir in panne Traffico in tilt del 19 dicembre Liam e Camilla, compagni di nido, che si tengono per mano Compagni di nido Le decorazioni natalizie a casa Decorazioni di Natale Biscottini cioccolato bianco e nocciole Biscotti cioccolato bianco e nocciole Biscottini cioccolato e mandorle Biscottini cioccolato e mandorle Mercatini di Natale

Il rosso natalizio Il rosso natalizio Pacchetti, pacchettini, sacchetti, sacchettini, carta regalo, scotch, nastri colorati… Natale   Tralascio le immagini della mia cesta del bucato e del mio viso particolarmente stanco e provato.

Vorrei scrivere fiumi di parole, ma avrei bisogno di una giornata di 48 ore in questo periodo per fare tutto.

Due eventi in settimana, lasciati andare, per forza di cose, per impossibilità sopravvenute, etc. Etc : Il Christmas Party, ovvero la cena aziendale, tenutasi presso un prestigioso concessionario di auto di lusso, il “Family and Friends.

Non ho ancora il dono dell’ubiquità.

Non ho avuto tempo neanche per personalizzare tutte le foto, come faccio di consueto, ma si, confermo, sono tutte mie.  Appena possibile, ritroverete i riferimenti del blog in evidenza su tutte le foto. Domani recita natalizia al nido. Buonanotte.

Week-end di atmosfere natalizie

 

8 Dicembre: poco più di 15 giorni a Natale

Quando arriva l’8 Dicembre, sentiamo il Natale più vicino.

Addobbi, luci, decorazioni, biscotti natalizi, corsa ai regali, mercatini di Natale, tombola, ritrovo in famiglia, auguri, abbracci.

E’ tradizione fare l’albero in questo giorno di festa, anche se quest’anno, complice il week-end abbiamo anticipato.

E’ stato emozionante vedere Liam entusiasta di mettere personalmente le palline sull’albero.

Sono riuscita a fare qualche decorazione di Natale, con il mio amato Decoupage, palline di Natale destinate ai miei affetti, un simbolo, un pensiero per questo Natale 2014.

Non sempre ho il tempo da dedicare a questo piacevole svago, ma il desiderio di donare a Natale questi semplici oggetti mi rende felice.

E poi c’è quella che io chiamo La mia “battaglia personale” per migliorare le mie difficoltà con la manualità continua, alla ricerca di una precisione che non so purtroppo cosa sia.

Ma sbagliando si impara, se penso che qualche anno fa, non sapevo neanche cosa fosse il decoupage.

Ho imparato ad accettarmi per quella che sono, imperfetta e imprecisa, ma con la voglia di migliorare, se possibile.

Un augurio speciale a tutti voi che mi seguite con tanto affetto.

Decoupage, Natale 2014

 

Decorazioni di Natale

 

Decoupage 2014
Decoupage 2014

Decorazioni di Natale

 

Il dido’ di zia Micky – ovvero dido’ fatto in casa con Bimby

dido' con Bimby

Fino a qualche tempo fa, almeno un anno fa, pensavo che Liam fosse troppo piccolo per maneggiare il dido’, temevo lo mangiasse a piccoli bocconi.

Ho quindi aspettato un po’ di tempo prima di decidere di acquistarlo per farlo giocare, fino a quando non mi sono ritrovata davanti ad uno zainetto di dido’ esposto in bella vista nel reparto bimbi della Coin, Liam lo ha afferrato e non lo mollava più; a quel punto eccolo con in braccio la confezione di dido’ colorato.

Accuratamente tenuto da parte ancora per qualche mese, e’ rimasto nell’armadio, completamente dimenticato.

Liam ora e’ abbastanza grande per poterci giocare in tutta tranquillità, anche se la tentazione di mangiarlo un po’ e’ rimasta, ma quello zainetto colorato con il panetto di dido’ giace ancora ben nascosto nell’armadio.

Settimana scorsa una bella sorpresa: un bel panetto (anzi, oserei dire, un bel “panettone”) di dido’ fatto in casa, tutto per Liam, per le sue manine. Tutto ciò a casa di zia Micky.

L’idea di poterlo fare in casa, con il Bimby, in pochi minuti mi è piaciuta moltissimo: si prepara velocemente ed è, per i nostri bimbi, un piacevole svago che, diversamente da tutti gli altri giochi, concentra la loro attenzione per parecchio tempo.

dido' fatto in casa con Bimby

Con un po’ delle nostre formine per i biscotti ed un piccolo matterello, ecco come farli divertire, tenendoli piacevolmente impegnati. Zia Micky ne prepara tanto per i bimbi della scuola materna e farlo e’ diventato una piacevole consuetudine.

Sembra, fra l’altro, un piacevole anti stress anche per noi adulti: modellare questa pasta con le mani appena fatta e’ piacevole, non ti sporchi come quando cucini la pasta fresca.

La ricetta e’ pressoché semplicissima, unica accortezza, avere in casa due ingredienti particolari: il cremor tartaro e il colorante alimentare.

Per il resto questi gli ingredienti per l’utilizzo con il Bimby ed il suo misurino: 

4 Misurini Farina Bianca

3 Misurini Acqua

2 Misurini Sale Fino

1/2 Misurino Colorante in Polvere

3 Cucchiai Olio

2 Cucchiai Cremor Tartaro (si trova al supermercato)

4 minuti a 100 gradi, velocità 4.

Dido' col Bimby

Zia Micky, per velocizzare, ha tramutato il tutto in cucchiai e con qualche modifica, ecco la sua versione:

12 cucchiai di farina

6 cucchiai di sale

350 gr. Acqua

1 cucchiaio di olio

1 cucchiaio di cremor tartaro

mezza bottiglietta di colorante liquido alimentare

Mettere tutti gli ingredienti bel boccale, 100 gradi, velocità 4 per 4 minuti.

Il dido’ può essere tranquillamente conservato in barattoli oppure in sacchettini per gli alimenti così non si secca e dura anche più di quindici giorni.

Ho scoperto, così, quasi per caso, uno dei miei passatempi preferiti per giocare con il mio bimbo.

Dido'

Grazie, zia Micky.

90 anni

Cara nonna,
Il 29 novembre 2014 compi 90 anni.
Ho in mente com’eri, e come sei adesso.
Possente, forte, energica ed inesauribile, prima.
Minuta e asciutta, seduta al tavolo o sul tuo divano, ora. Ma la tua energia e’ ancora molto viva, la vediamo nelle tue mani, mentre cerchi di tenerti attiva ed in movimento sfogliando libri, facendo piccoli lavoretti in cucina, come mondare le verdure.
Hai cresciuto cinque figli, hai numerosi nipoti e non so quanti pronipoti. Noi tutti sappiamo chi sei, cosa sei stata, per noi, in tutti questi anni.
Solo tu, sembri non sapere. Guardi tutti noi, con lo stesso stupore di chi incontra in casa propria un ospite sconosciuto.
Ci accogli con un sorriso benevolo, nonostante tu non sappia chi siamo, e la tua risata e’ rimasta la stessa. Incroci i nostri sguardi e per un attimo penso che tu mi abbia riconosciuta, sai chi sono, ricordi ancora quell’ibisco rosso che ti regalarono alla mia nascita? sono io, la prima nipote.
Sono quella che veniva a trovarti a luglio con la mia famiglia, fino a che, diventata maggiorenne, altri lidi non mi hanno allontanata da te e dalle mie radici, complice la voglia di vedere posti nuovi, paradisi esotici, nell’illusione vi fosse qualcosa di più bello al di fuori dei nostri confini.
In quel mese festeggiavamo per ben tre volte: il 13, per la patrona del paese, il 24 per il mio onomastico, il 26 per il tuo onomastico.
Le tue torte, senza ricettari, erano superbe e “fatte ad occhio”, come dicevi tu, dosi stimate, secondo un vecchio segreto che ahimè non conosco.
Le tue mani hanno raccolto frutti maturi e succosi, coltivato limoni grossi come cedri, accudito figli e marito, cucinato per nipoti, curato il nonno negli ultimi anni della sua vita.
Quella lunga scalinata che ti portava a casa tutti i giorni dal centro paese, la facevi tutta d’un fiato, carica come un mulo, con le tue buste della spesa, vestita elegantemente, con i capelli in ordine, non un capello fuori posto.
Mamma mi incitava a venirti incontro, a far di corsa per poterti aiutare con quelle buste per alleviarti i il peso della salita. E tu mi illudevi di aiutarti, quando tra tutte quelle buste, sceglievi accuratamente quelle più leggere da darmi.
Una volta arrivati a casa, da una di quelle buste, tiravi fuori un sacchetto della pasticceria con le brioche appena sfornate, per i nipoti.
Lavavi accuratamente i tuoi ori con lo shampoo o il bagnoschiuma affinché diventassero più lucidi e brillanti.
Per merenda, preparavi pane e pomodoro, olio e origano.
Mi hai insegnato, quando avevo soli dieci anni fa a tenere in mano l’uncinetto, a fare una catenella ed iniziare un centrino.
quella volta che mi hai portato con te in pullman, per andare a trovare la tua famiglia nel Cilento, i miei zii, i miei cugini, arrivata li, non volevo più tornare. Che belli i tuoi posti, che belle persone i tuoi familiari, li ricordo tutti sorridenti e ospitali, e aperti, empatici.
Ricordo che a tavola, tutti insieme, d’estate, bisognava essere puntuali perché il nonno pranzava alle 12.30. Per te, mangiare poco era una sorta di “offesa”, passavi e ripassavi dalla cucina verso il tavolo a dirmi “mangia!”
Ricordo ancora tante cose, di te, della tua forza, del tuo carattere.
Forza e carattere.
Li rivedo ancora in te, nella tua grande voglia di esserci.
Non sai chi sono io, eppure, quando ci siamo riviste dopo cinque anni, sul tuo divano, seduta accanto a te, mi hai preso un braccio, e su una guancia, mi hai ripetutamente schioccato una serie di baci, sonori, come facevi quando mi rivedevi a luglio, dopo un anno.
Auguri, nonna, ti voglio bene.

Nonna

Il mercatino di Natale del Nido

Mercatini di Natale…che passione!

Anche il Nido di Liam ne ha organizzato uno, ogni anno lo fa.

Quest’anno, ci sono state un paio di serate di incontro al Nido, trascorse con le altre mamme e le educatrici per organizzarne uno, decidere cosa fare, e, soprattutto, fare due chiacchiere tra mamme.

E’ stato davvero piacevole incontrarsi e stare qualche ora insieme, mentre i paparini trascorrevano il venerdì sera a casa con il proprio pargoletto, un’occasione anche per loro per stare qualche ora da soli, con i bimbi, senza le relative mamme.

Inutile dire che, per noi donne, e ‘ stato un piacevole svago, durato purtroppo poco, poiché si è’ trattato di sole due serate, ma quanto basta per consolidare le amicizie nel gruppo. Inizialmente, l’idea era di partecipare al Mercatino di Natale di Galliate Lombardo, mercatino molto conosciuto qui in zona per la particolarità delle bancarelle di Natale, artigianali, con numerosi oggetti fatti a mano, e che quest’anno si terrà Domenica 30 Novembre.

Tuttavia, per svariati motivi, i programmi sono cambiati in corso d’opera ed il Mercatino di Natale con i lavoretti fatti da mamme e nonne sono stati esposti all’interno del Nido, oggi pomeriggio. Un’occasione per bimbi, mamme e nonni per rivedersi li.

Purtroppo Liam, oggi pomeriggio, dopo la sua bella pennichella, non era assolutamente desideroso di uscire, tra mille capricci, abbiamo deciso che sarebbe rimasto a casa con il papà, mentre la mamma faceva un salto a salutare e a vedere il mercatino ed il suo allestimento finale. E pensare che avevamo organizzato di andare in compagnia di mio fratello e di Dany che sono venuti appositamente a trovarci.

Nonne e Mamme Smart che hanno creato tanti oggetti graziosi: bavaglini natalizi a punto croce, porta chiavi in feltro, angioletti in feltro da appendere all’albero di Natale, e poi segnaposto, ghirlande, alberelli fatti con tappi di sughero e calendari dell’Avvento. Ghirlande di Natale   Ghirlanda di Natale   Pupazzi di neve Nonostante la fretta di tornare a casa, pur di sapere come stava andando, mi sono fermata tre quarti d’ora in ottima compagnia, fatto due chiacchiere e comprato un po’ di cosìne per Natale.

Certo il pensiero era per Liam, sono uscita che stava ancora piangendo, per cui ero in pensiero..si sarà calmato?

Andiamo a vedere..saluto tutti, salgo in macchina con la mia busta di acquisti natalizi, arrivo a casa e trovo tutto spento.

Frugo nella borsa alla ricerca delle chiavi, saranno forse andati a dormire? In fondo sono stata via solo un’ora, vero che e’ buio, però’…

Cerco le chiavi ma non le trovo.

A quel punto, un flash: l’ultima cosa che ho visto sulla consolle in casa prima di uscire era il mio mazzo di chiavi e ricordo bene: no, non le ho prese, in fondo perché avrei dovuto? Liam e il papi erano a casa….

Ok, sono chiusa fuori di casa.

Provo a chiamare mio marito sul cellulare, non risponde, poi entra la segreteria, poi chiamo il fisso di casa, saranno mica dentro che dormono!

Nulla! Ok, saranno usciti a fare la spesa.

Salgo in macchina e corro al centro commerciale vicino casa.

Parcheggi stracolmi di macchine, tutti qui, oggi!

Trovo un posto ed entro al supermercato.

Sarà cercare come un ago in un pagliaio, e continuo a richiamare mio marito sul cellulare, compulsivamente, ma entra la segreteria.

Se sono qui dentro, il cellulare non prende.

Dopo due giri di supermercato, li trovo in una delle venti casse, Liam nel carrello, con Mack di Cars tra le mani e mio marito assorto nei suoi pensieri, mentre io, ancora con il cellulare tra le mani, ricompongo per l’ennesima volta il suo numero….

L’unico argomento che alla fine pare aver convinto Liam ad uscire di casa oggi pomeriggio e’ stata la spesa.

Ho deciso che, se domani voglio veramente vedere e godermi il mercatino di Galliate non dirò a Liam dove andremo…

Decorazioni natalizie