2 anni di blog

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E’ un periodo un po’ così, il tempo mi sfugge di mano, come granelli di sabbia impalpabili che cerchi di tenere stretti nel tuo pugno ma che vedi scivolare via. Con la stessa rapidità, il mio tempo si beffa di me, e mi ritrovo a scrivere di un qualcosa accaduto già sei giorni fa e cioè del secondo anniversario di questo blog:

il 2 febbraio 2014 iniziavo a scrivere tra queste pagine con grande entusiasmo e grande curiosità.

Questi due elementi sono cambiati, forse maturati, con me e con l’esperienza che un anno di vita in più mi ha regalato.

Certo, il 2015 non è poi stato così generoso con me, strascichi di eventi accaduti durante l’anno si fanno ancora sentire nell’animo a tal punto da aver cambiato il mio modo di essere nel profondo. Ma non c’è spazio per la tristezza o per lo spleen, questo millennio non lo consente, vogliamo vedere e sentire solo cose positive e cose belle, quelle che poi ci fanno star bene e ci fanno sentire  appagati, e allora via, verso un mondo sorridente e a colori, perché la tristezza ed il suo bianco e nero spaventano. Ed il punto essenziale e’ sempre quello: bloccarsi ogni qualvolta si desidera veramente scrivere di sentimenti profondi e Stati d’animo, anche quelli meno positivi, che, insomma, non piacciono a nessuno, ma che, in fondo, fanno parte di tutti noi, oppure scrivere e scrivere, anche del nostro “flusso di coscienza”, che vorrebbe essere inarrestabile, come un fiume in piena che travolge tutto ciò che trova dinanzi a se’, indistintamente? Se i sentimenti positivi devono sempre farla da padrona perché “e’ giusto così”, perché portano ad un qualcosa di costruttivo, soffermarsi su episodi o aneddoti che non lo sono, diventa controproducente. E allora, quando ci sono parentesi tra un post e l’altro che durano anche più di una settimana, il motivo e’ sempre il tempo e, a seguire, il mio stato d’animo. Quello stato d’animo che mi fa dire: “blocca la penna, Cri, non è’ il caso di tediare nessuno, cerca il lato positivo di quanto  sta accadendo e vai avanti”.

Thank you

Voglio ringraziare chi ha deciso di leggere, o semplicemente, scorrere, queste pagine, ringrazio coloro i quali sono diventati, nel tempo, dei punti di riferimento per me, con la loro costanza e la loro presenza; un pensiero particolare tra questi, va a Silva Avanzi Rigobello, perché ci hai lasciati troppo presto;  grazie a chi anche solo con un fugace, ma costante, “like” si è fatto vivo, a chi con commenti sempre puntuali mi fa sentire che c’è al di là di questo freddo e retroilluminato schermo e mi conferma che non si è’ dimenticato di me, con un affetto che dura nel tempo.

Siete speciali.

Non ho programmi per quest’anno a venire, un po’ come l’anno scorso, so solo che desidero continuare a scrivere, scrivere, scrivere tra queste righe.

Grazie

2 anni di blog

 

Nepal

Inermi, quando la Natura distrugge se stessa, e non c’è riparo e non c’è via di fuga.

Solo la speranza, la salvezza, la rinascita. Il bimbo di quattro mesi ritrovato vivo tra le macerie.

Non ci sono molte parole da dire. Solo aiuti da dare, anche nel nostro piccolo, con una piccola donazione.

Innumerevoli i modi e le associazioni.

UNhcr.it

Unicef.it

A distanza di una settimana dal terremoto in Nepal, le immagini prese dal web che mi hanno colpito in questi giorni.

Nepal

Terremoto Nepal

Terremoto NepalNepalTerremoto Nepal

Nepal Nepal

Terremoto

TerremotoTerremoto Nepal

 

 

Mood Music Tag

Sono stata nominata per il mood Music tag. Una bella occasione per parlare di musica, che adoro da quando sono bambina.

Music Mood Tag

Ringrazio per questo pensiero molto gradito Marco, http://www.FMtech.it. Il suo presente e’ fatto di radio e di musica, il mio presente e’ fatto di musica, la radio ahimè e’ nel mio passato. Passatelo a trovare, lui e’ uno specialista della musica.

Ho fatto radio tra i quindici e i ventidue anni, un’esperienza bellissima che ricordo con grande affetto e che mi ha consentito di conoscere quelli che per molti anni sono stati amici, sparpagliati ora in giro per il mondo e ritrovati grazie a Facebook, in attesa di organizzare una bella rimpatriata. Fare radio e’ un’esperienza meravigliosa, chissà che un giorno non riesca a trovare un po’ di tempo per riprovare.

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Ma torniamo al Mood Music Tag

  1. Per partecipare devi essere stato taggato almeno una volta.
  2. Scegli almeno 5 tracce musicali (o più) che rispecchino alcune emozioni o stati d’animo al positivo.
  3. Tagga almeno 5 blogger (o anche di più ) e avvisali di averli taggati.
  4. Cita il blog all’interno del tuo articolo con link diretto o esteso: GHB Memories –Http://www.ghbmemories.wordpress.com, scrivendo che l’idea è partita da qui. Se vuoi spiega anche brevemente perché hai scelto alcune tracce piuttosto che altre.

I miei 5 brani sono diventati dieci, anzi continuerei ancora..

Ho scelto quei brani che ogni volta che passano alla radio mi trasmettono molta energia, mi fanno stare bene e soprattutto mi fanno alzare il volume e cantare a squarciagola.

  1. Dionne Warwick, Heartbreaker
  1. Giorgia, Io fra tanti
  1. Elisa, L’ Anima Vola
  1. Fiorella Mannoia, Il Cielo d’Irlanda
  1. Mina, Il Cielo in una stanza
  1. Eagles, One of these nights
  1. Negramaro, Un amore così grande
  1. Pino Daniele, Dubbi non ho
  1. Al Stewart, The Year of the Cat
  1. Lenny Kravitz, The Chamber

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Ecco i blog taggati ai quali estendo l’invito e buon divertimento!

🎶🎶🎶Silva

🎶🎶🎶 Laura

🎶🎶🎶Mamma Gisella

🎶🎶🎶 http://newwhitebear.wordpress.com

🎶🎶🎶DolceNera

Mare Nostrum

…e poi torni a casa, dopo l’euforia di un pomeriggio spensierato fatto di bambini allegri e torni bruscamente al mondo in cui viviamo, al mondo che ci circonda, di cui facciamo parte, apprendi la notizia della tragedia umana e dell’ennesimo naufragio, questa volta pare di dimensioni epocali.

E ti senti così addolorato per queste anime spezzate, e nulla di concreto per risolvere, in collaborazione con gli altri stati europei, questa situazione, quasi fosse una tragedia solo italiana. Come e’ facile per gli stati che non confinano con il mare  sentenziare sul “come si fa” e prendere le distanze.

L’uomo che fugge dal proprio destino di povertà e morte e scappa verso la vita ed il miraggio, trova poi la morte mentre disperato cerca di raggiungere quella mano tesa, per poterla afferrare, e dirsi finalmente salvo da una vita di paura e povertà.

Quanti morti dovremo ancora contare nelle acque che ci separano ed al contempo ci uniscono al continente africano ed a quello asiatico, siamo terra di sbarchi da secoli, siamo stati dominati, siamo crocevia di culture diverse tra loro, le nostre tradizioni ne sono testimonianza, le nostre fortezze sulle colline che guardano il mare ne sono l’emblema.

Ed il mare ora grida pietà, perché non sono le condizioni del mare stesso ad uccidere queste persone, ma le condizioni in cui vengono fatti navigare su barconi della speranza mal messi e pericolosi. Il mare li culla e con le proprie onde li accompagna verso le nostre coste; vivi, quando coi loro occhi scrutano l’orizzonte per scorgere la terra che si avvicina e nei loro pensieri accarezzano l’idea di una vita migliore; senza vita, quando l’uomo stesso senza scrupoli li abbandona in mare aperto dopo averli caricati su carrette improbabili. Il mare e’ la coperta che scalda il sonno di queste anime in fuga.

La madre con suo figlio pensa al futuro del suo bambino, per non subire più violenze e garantirgli istruzione e forse un lavoro. Il padre pensa a salvare la propria famiglia da una vita di stenti e violenza. Il giovane ha grandi speranze.

Europa di contraddizioni e grandi vergogne. Marciamo pure per Charlie Hebdo il giorno dopo la strage, tutti insieme, ma non dimentichiamo chi inerme trova la morte perché fugge da una crudele realtà. L’Italia lasciata sola con le sue strutture di accoglienza al collasso.

Ed il nostro mare testimone di storie di disperazione, le custodirà per sempre tra le proprie acque, tra i propri fondali.

Facciamo qualcosa, in nome del Cielo.

Mare

 

Party in giardino

Palloncini

Pomeriggio domenicale da amici per un grande party in giardino durante il quale si festeggiavano ben tre compleanni, di cui due a tema sui due lati opposti del giardino, da un lato Topolina, che festeggia i suoi 2 anni, dall’altro Frozen e la festa di compleanno di Alice.

Festa all’aperto, bambini euforici tra palloncini colorati, scivoli gonfiabili, zucchero filato, animazione con la principessa, tutto a tema Frozen.

Scarpette e scarponcini abbandonati ai piedi dello scivolo gonfiabile, preso d’assalto da bambini la cui felicità era incontenibile.

Seggioline “Mammut” ikea lilla e Viola sparse qua e la, biciclettine con le rotelle, carta regalo tutta colorata.

Regalo di compleanno

Pizzette, focaccine, paninetti. Cannucce, bicchieri.

L’angolo alcolico per i grandi: birre in fresco e Spritz al quale non ho proprio resistito. Liam che mi dice: “mamma, io non lo voglio lo spittss”….

Torta a tema, naturalmente.

Torta a tema

Liam ha assaggiato il suo primo zucchero filato, ha giocato coi palloncini, ha ritrovato tra i numerosissimi invitati anche un piccolino del nido, così come una “grande” che quest’anno e’ passata alla scuola materna. Facce nuove e conosciute per me, oltre che gli amici e le loro bimbe.

Palloncini

Siamo stati da chi se ne intende di Baby e Kids Parties e adora organizzare questi eventi.

Amici di sempre, nonostante il tempo non consenta di frequentarsi più come un tempo.

Una domenica speciale, divertente e spensierata, trascorsa all’aperto.

Qualche scatto, perché in questi momenti così intensi non si pensa poi molto ad immortalare il momento, troppo presi dalla festa.

Candy Canes

Blowin’ in the Wind

Ed e’ in rare serate come queste, quando il vento fischia forte, scuote fronde di alberi, come fossero in balia delle onde, sposta oggetti, fa volare fogli di carta come aquiloni, riecheggia come un lamento insistente che non vuole sopirsi, che non posso fare a meno di intonare Blowing in the Wind di Bob Dylan.

Perché, in fondo, in quel rumore sordo che con violenza riecheggia oltre la finestra c’è quella stessa malinconia che serpeggia nella melodia di Dylan cerca di dirmi di ascoltare, in silenzio, perché, in fondo, la risposta sta volando nel vento.

Cosi per caso…

 

Colazione da TiffanyCosì per caso..mi sono imbattuta in quest’immagine sul web, l’epilogo del mio film preferito “Colazione da Tiffany”.

Che dire, e’ stato come un flash, un ricordo; un film intramontabile, al quale sono molto affezionata, che rivedo volentieri e che non so quante volte avrò visto. Un’icona di charme come Audrey Hepburn, bella ed elegante, sfuggente e terribilmente adorabile nelle vesti di Holly Golightly, allergica all’amore, indipendente come il suo gatto.

In quest’immagine c’è tutto: la passione, la vita, l’addio, la pioggia – quindi l’acqua e la forza evocativa del rigenerarsi, del rinascere.

C’è’ la sofferenza e c’è l’amore in un momento di grande bellezza ed intensità.

Desideravo fermare quest’immagine, stasera, qui, tra le pagine del mio diario, perché, in fondo, e’ qualcosa che mi colpisce, sempre e comunque, in qualsiasi momento della mia vita io riveda questo film.

Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

Tramonto a colori

 

Questa volta non so proprio da dove cominciare.

Se dalla fine o dall’inizio. Tante sono le emozioni che provo e che come in un turbinio inarrestabile si sono avvicendate in questi giorni. A volte penso che non succeda niente per anni interi, e poi, in un giorno, accade tutto, quasi come se il tempo volesse recuperare improvvisamente se stesso, e la tua vita ne e’ in mezzo.

Non so se iniziare dalla tensione che ha avviluppato i miei pensieri per almeno due mesi sul lavoro a seguito della volontà dell’azienda, ufficializzata poco prima di Natale, circa la necessità di procedere ad una ristrutturazione aziendale, o a quello che ne è conseguito questa settimana con ventotto licenziamenti.  Vedere colleghi-amici essere convocati a colloquio per poi lasciare le proprie postazioni vuote, il dispiacere di vedere andar via persone valide con cui si è lavorato, persone appunto, non numeri, con la loro esperienza, il proprio bagaglio culturale ed umano. Fino all’ultimo, chiederti se toccherà anche a te questa sorte.

Non lo so perché in fondo, forse, e’ passato tutto in secondo piano nel momento in cui è squillato il telefono e dall’altra parte mia madre piangendo cercava di dirmi che Nonna si era spenta e lei stava già preparando le valigie per partire verso Minori.

Non so da dove cominciare, anche se in fondo temo di averlo fatto, perché esprimere questo dispiacere e questo dolore non è per niente semplice. Nessun distacco lo e’. Ma la difficoltà che provo in questo momento e’ dipanare i pensieri che si aggrovigliano nel tormento di chi vive lontano da una persona cara e pensa sempre di avere il Tempo a propria disposizione, pensa di avere il controllo e di poter decidere quando e’ il momento giusto per fare alcune cose. Non e’ così. Speriamo sempre di avere una seconda possibilità, o di rimandare ad altro momento, perché noi riteniamo di non avere tempo. Che errore tremendo. Che supponenza. E’ la mia, del tutto inconsapevole ed involontaria, nel volersi convincere che questo non sia il momento giusto.

La verità e’ che non c’è nulla di più importante nella vita degli affetti e la famiglia e’ al primo posto, con i suoi valori.

Non posso far altro che ricordare i momenti più belli trascorsi con Nonna, a Minori, nonostante vivessi lontana mille chilometri. Le estati trascorse durante l’infanzia e la gioventù a casa di Nonna hanno creato questo rapporto indissolubile nel tempo, nonostante poi raggiunta l’età dei vent’anni, avessi deciso di allontanarmi verso altri luoghi, mancando per molti anni, nonostante la distanza, nonostante i mille motivi che, anno dopo anno, mi hanno condotto altrove. L’affetto e l’amore per una persona e’ qualcosa che ti porti dentro, ovunque tu vada, per mare o per monti, e ti accompagna negli anni. Nonostante Alzhaimer, Nonna si e’ aggrappata alla vita con tutta la forza che la contraddistingue, con la vitalità, la sua risata riecheggia ancora nei miei ricordi, il suo sorriso generoso, le sue mani grandi, il suo incedere claudicante, la sua corporatura, la sua determinazione, la sua generosità. Prima che si ammalasse, ricordo che, in occasione di una breve vacanza, dormii con lei nel lettone; avevo ventisette anni, i suoi ricordi della sua storia d’amore con nonno erano a quei tempi ancora vivissimi, le sue parole erano sincere e aperte, come fossi una sua amica di lunga data, non sua nipote. Pensavo, tra me e me, che in fondo Nonna si stava raccontando nel suo essere donna, come me.

Si e’ spenta Nonna, la Mamma di mia Mamma. E’ questa parola, così ricca d’amore, che ritorna. Una mamma, innanzitutto, certo d’altri tempi, tempi duri, con cinque figli, un marito ed un giardino di limoni.

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Uno scricciolo, in quel letto così bianco, un copriletto candido fatto all’uncinetto, un velo di seta intorno alla tua testa, ti guardo mentre sembri serena, e mi avvicino, incredula ti guardo, ti accarezzo e realizzo che sei fredda. I tuoi figli provati. Il dolore solca i nostri volti mentre le lacrime scorrono sulle nostre guance. Sconvolti i tuoi nipoti che hanno avuto la fortuna di averti sempre accanto, nella salute e nella malattia, ti hanno accudito con lo stesso amore che tu hai dato loro, la tua assenza, nonostante le mille difficoltà incontrate in questi anni dovute ad un Alzheimer sempre più aggressivo, sarà ingombrante, si sentirà, come la tua risata sonora e generosa, credo difficile da colmare, come quel vuoto che hai dentro in quelle giornate buie in cui non sai spiegare cosa ti tormenta.

La compostezza e la dignità nell’affrontare il dolore, mi colpisce, e’ tua figlia, la più piccola, colei che ti è stata vicina ed ha vissuto sempre con te, quasi fosse lei tua madre e tu la sua piccolina da proteggere, e’ riuscita a sopportare difficoltà insormontabili sulle sue spalle per lunghi anni, grazie alla forza dell’amore e della sua splendida famiglia. Per noi, lontani, la possibilità di amarti a distanza, una foto, un video, sulla tua pagina dedicata su Facebook, ma meravigliose immagini dei tuoi momenti che non avremmo mai potuto cogliere e vivere da cosi lontano. Cosa si prova a vivere minuto per minuto la malattia di una madre, lei lo sa, momenti profondamente bui, momenti colmi di fiducia e di speranza, protesa alla vita.

E’ stato un rocambolesco viaggio di un giorno quello che mi ha spinto da te, per poterti salutare e darti un ultimo bacio, tutto sembrava remare contro la volontà di essere da te a tutti i costi, questa volta; ma era destino che nonostante un biglietto stand-by senza certezza di poter partire, il traffico congestionato della tangenziale est per Linate, la confusione ai filtri in aeroporto, sono riuscita ad imbarcarmi, volo in orario. Non importa se sono rimasta solo per poche ore, sono riuscita a darti un’ultima carezza e di esserci, in un momento così doloroso per mia mamma, per i tuoi figli e i tuoi nipoti.

Hai avuto il potere di radunare intorno a te una folla inimmaginabile di persone che ti hanno voluto bene.

Nella solidarietà di una giornata così triste, la mano tesa di care persone che ci hanno  accolto in casa loro per pranzare insieme.

In un abbraccio, i miei cugini. Uniti, tutti nel tuo ricordo.

Io e mio fratello.

Mia madre e la sua sensibilità.

Mentre tutti i fiori vengono riposti accuratamente, noto ora le orchidee bianche e rosa, ti rivolgo l’ultimo saluto prima di rimettermi in viaggio, i colori del tramonto sul mare mi rapiscono. Sono i colori della tua vivace esistenza di mamma, nonna e bisnonna.

Tramonto
Tramonto

Sono serena.

Ti immagino mentre con Nonno passeggiate insieme in un immenso giardino di limoni.

Da lassù, tra cielo e mare, tutti i colori dell’alba e tutti quelli del tramonto di una favolosa Costa d’Amalfi saranno vostri.

Ciao, Nonna.

Minori

Charlie

Je suis Charlie
Je suis Charlie

Mai nessuna …

…mi ha mai detto “sono pazza di te…”

Pino Daniele e la sua voce, le sue canzoni, le nostre emozioni, la Napoli che incanta, con la sua arte, le sue tradizioni, i suoi contrasti, la sua magia, gli intrecci di culture.

La canzone che non conosce confini, partenopea e blues allo stesso tempo, melodica e malinconica, travolgente e irrequieta in alcuni passaggi.

Oggi sui social network gli omaggi dedicati a Pino Daniele hanno riempito le nostre bacheche, in una danza di citazioni, video, immagini dedicate a questo grande cantautore.

I ricordi di Giorgia, BIagio Antonacci, Laura Pausini, Eros, e molti altri ancora. Il video di Pino Daniele con Troisi, per l’anteprima della canzone “quando”.

Canzoni, testi, foto, immagini.

Ho avuto la fortuna di vederlo in concerto alcuni anni fa in teatro. Un’esibizione quasi intima, data l’impossibilità di raggiungere i grandi numeri di uno stadio in teatro. La magia della musica e della sua voce hanno reso la serata indimenticabile, una sorta di ritrovo a casa di amici, dove, a fine cena, intoni le canzoni del cuore, quelle di cui ricordi ogni singola parola, perché per qualche motivo, quella canzone fa parte della tua vita: una storia passata, un amore, un’amicizia, un’atmosfera.

Un personaggio che arriva alle persone, e trasmette la sua onestà nella musica.

Nel mio cuore, canzoni indimenticabili come “Quando”, “Napule e'”, “Dubbi non ho”, “Resta cumme'”, “Quanno chiove”.

La melodia, l’intensità delle emozioni, l’amore. E’ mancato questa notte, a pochi giorni dall’inizio di questo 2015, ci mancheranno le sue poesie, i suoi versi, la sua musica.

Ci mancherà Pino Daniele.

Io che non seguo il mio cuore perché so già dove mi porterà fra milioni di persone lui ha scelto te e non ti tradirà. Non mi fido del mio cuore perché so già che soffrirò in amore non c’è ragione perché dubbi non ho, perché dubbi non ho. Mai nessuna mi ha mai detto sono pazza di te mai, mai nessuna è grande come te che metti i tuoi sogni dentro ai miei e riesci ad essere sempre come sei, come sei.

Pino Daniele

90 anni

Cara nonna,
Il 29 novembre 2014 compi 90 anni.
Ho in mente com’eri, e come sei adesso.
Possente, forte, energica ed inesauribile, prima.
Minuta e asciutta, seduta al tavolo o sul tuo divano, ora. Ma la tua energia e’ ancora molto viva, la vediamo nelle tue mani, mentre cerchi di tenerti attiva ed in movimento sfogliando libri, facendo piccoli lavoretti in cucina, come mondare le verdure.
Hai cresciuto cinque figli, hai numerosi nipoti e non so quanti pronipoti. Noi tutti sappiamo chi sei, cosa sei stata, per noi, in tutti questi anni.
Solo tu, sembri non sapere. Guardi tutti noi, con lo stesso stupore di chi incontra in casa propria un ospite sconosciuto.
Ci accogli con un sorriso benevolo, nonostante tu non sappia chi siamo, e la tua risata e’ rimasta la stessa. Incroci i nostri sguardi e per un attimo penso che tu mi abbia riconosciuta, sai chi sono, ricordi ancora quell’ibisco rosso che ti regalarono alla mia nascita? sono io, la prima nipote.
Sono quella che veniva a trovarti a luglio con la mia famiglia, fino a che, diventata maggiorenne, altri lidi non mi hanno allontanata da te e dalle mie radici, complice la voglia di vedere posti nuovi, paradisi esotici, nell’illusione vi fosse qualcosa di più bello al di fuori dei nostri confini.
In quel mese festeggiavamo per ben tre volte: il 13, per la patrona del paese, il 24 per il mio onomastico, il 26 per il tuo onomastico.
Le tue torte, senza ricettari, erano superbe e “fatte ad occhio”, come dicevi tu, dosi stimate, secondo un vecchio segreto che ahimè non conosco.
Le tue mani hanno raccolto frutti maturi e succosi, coltivato limoni grossi come cedri, accudito figli e marito, cucinato per nipoti, curato il nonno negli ultimi anni della sua vita.
Quella lunga scalinata che ti portava a casa tutti i giorni dal centro paese, la facevi tutta d’un fiato, carica come un mulo, con le tue buste della spesa, vestita elegantemente, con i capelli in ordine, non un capello fuori posto.
Mamma mi incitava a venirti incontro, a far di corsa per poterti aiutare con quelle buste per alleviarti i il peso della salita. E tu mi illudevi di aiutarti, quando tra tutte quelle buste, sceglievi accuratamente quelle più leggere da darmi.
Una volta arrivati a casa, da una di quelle buste, tiravi fuori un sacchetto della pasticceria con le brioche appena sfornate, per i nipoti.
Lavavi accuratamente i tuoi ori con lo shampoo o il bagnoschiuma affinché diventassero più lucidi e brillanti.
Per merenda, preparavi pane e pomodoro, olio e origano.
Mi hai insegnato, quando avevo soli dieci anni fa a tenere in mano l’uncinetto, a fare una catenella ed iniziare un centrino.
quella volta che mi hai portato con te in pullman, per andare a trovare la tua famiglia nel Cilento, i miei zii, i miei cugini, arrivata li, non volevo più tornare. Che belli i tuoi posti, che belle persone i tuoi familiari, li ricordo tutti sorridenti e ospitali, e aperti, empatici.
Ricordo che a tavola, tutti insieme, d’estate, bisognava essere puntuali perché il nonno pranzava alle 12.30. Per te, mangiare poco era una sorta di “offesa”, passavi e ripassavi dalla cucina verso il tavolo a dirmi “mangia!”
Ricordo ancora tante cose, di te, della tua forza, del tuo carattere.
Forza e carattere.
Li rivedo ancora in te, nella tua grande voglia di esserci.
Non sai chi sono io, eppure, quando ci siamo riviste dopo cinque anni, sul tuo divano, seduta accanto a te, mi hai preso un braccio, e su una guancia, mi hai ripetutamente schioccato una serie di baci, sonori, come facevi quando mi rivedevi a luglio, dopo un anno.
Auguri, nonna, ti voglio bene.

Nonna

Quando la Natura…

E poi capitano quelle mattine in cui, dopo settimane di pioggia, cielo grigio e plumbeo, smottamenti e frane, paura, fango, esondazioni di laghi e fiumi, la Natura sembra chiederti di fidarti ancora di lei, di non averne paura.

Ti illumina la giornata, indicandoti il sentiero, con un cielo azzurro che pare una tavolozza di un pittore di Mont Matre, sulla quale dipinge un acquerello fatto di nuvole color indaco, e rosa.

Tutto scoppia di luce.

Il cuore si gonfia di gioia, e di vita.

E accosti con l’auto per rubare quest’immagine che colma i tuoi occhi di colori, per portarla con te anche nei giorni più tristi e bui, più cupi e disperati.Il cielo nel mio cuore

Ti accorgi che non sei da sola.

Come te, altre persone, rapite dalla luminosità, rubano scatti da portare via.

E ti accorgi che non sei matta, nel provare ciò, no, non sei la sola, non siamo pochi: perché sui social network la stessa immagine viene pubblicata da tanti amici. E i profili scoppiano di luce, e di nuvole rosa.

Tutti, sotto lo stesso cielo, abbiamo vissuto le stesse emozioni.

Tutti, sotto questo cielo, abbiamo visto, in quei colori, i nostri momenti più belli, dei ricordi, o semplicemente, un nostro angelo custode.

La Natura toglie, la Natura da. La Natura ti ridona il sorriso.

Il cielo nel mio cuore

 

Lunedì 13

A volte i pregiudizi ci bloccano. Questa e’ la settimana che terminerà con un bel venerdì 17 e che inizia con un bel lunedì 13.

La sveglia delle sei e’ sempre più feroce, soprattutto di lunedì, soprattutto con un cielo grigio che piange lacrime di pioggia incessantemente.
Come faranno in Belgio, mi chiedo? Avrei bisogno di qualche consiglio, loro saranno ben abituati a vivere con il cielo avaro di sole, e immagino che saranno comunque di buon umore, nonostante tutto.
Io proprio non ci riesco, con il cielo plumbeo, divento un piombo, sparisce il sorriso e devo impegnarmi per trovare il lato bello della giornata. Meteopatica? Ma no…
Persino Liam temporeggia nel suo lettino, si gira e si rigira, mi tocca spogliarlo, cambiarlo e vestirlo, mentre dorme al contempo so contorce per non farsi disturbare.
E’ proprio lunedì.
Ma nella coda che attraversa la città per poi arrivare alla dogana penso che mi sento meno sola: tutti quelli che come me sono in coda, staranno provando la stessa cosa: l’odio per il lunedì.
Poi mi soffermo e penso a quel quaderno fantastico che ho visto recentemente con la copertina che ti ricorda: “Monday hates you as well”…Arrivo in ufficio quasi orgogliosa, stamattina ci son voluti solo n’ora e trentacinque minuti..non male, per essere lunedì di pioggia.Sono già tutti in ufficio, ognuno alla propria scrivania, teste basse e silenzio di tomba.
Non sembra lunedì, in cui si scambiano almeno due parole sul weekend…ah bene! Che accoglienza! siamo tutti sversi al mattino..poi penso che è’ il caso di bere subito un caffè al volo ed iniziare la mia giornata full time, perché di e-mail ne vedo già una una montagna..

Oggi e’ il compleanno di papà, chissà che sta facendo a casa, sarà già in piedi almeno dalle cinque del mattino, penso..e mentre mi accingo a fare un po’ il punto della situazione, Parigi e’ lo scalo dove il lunedì mattina si posa la mia attenzione per capire quanti bagagli sono rimasti eventualmente fermi, e mi viene in mente mio fratello che oggi tornava a Parigi per lavoro, Parigi e New York, Madrid…l’ebola. I pensieri negativi sono troppi stamattina, pensiamo e concentriamoci.

La giornata vola, il lunedì lavoro fino alle cinque e mezza ed è il giorno in cui sento di più la mancanza del mio bimbo. Persino in pausa pranzo, di corsa mentre mangio un panino nel bar della Migros, mi sembra di sentire la sua voce, anzi no, i suoi strilli, mi capita ogni volta che si avvicina una mamma con un bimbo della sua età o poco più grande.

E, chissà perché, sembrano sempre tanti…due, tre pargoli al seguito..Starà dormendo? Chissà se per il compleanno del nonno avrà preparato qualche sorpresa al nido, li ho avvisati stamattina, sarebbe carino. E mentre la Migros si prepara già al Natale, allestendo già angoli composti da Babbi Natale ed Angeli, palline colorate e ghirlande, penso che comprerò qualche stupidatina autunnale che però è passata in saldo: dei piccoli ricci in feltro, e piccole zucche arancioni, decorazioni mini, ma molto carine, che, dovendo far spazio al Natale, vengono scontate fino ad 1/4 del prezzo.

Ma si, i ricci mettono allegria! Ed eccolo, il mio piccolo riccio, che mi accoglie sulla soglia di casa con un gran sorriso e il disegno preparato per il compleanno del nonno.

 

 

Una settimana campale

E’ stata una settimana intensa, stancante, particolarmente grigia ed uggiosa.

Una settimana scandita dal traffico sempre più intenso, bloccato; un incidente grave su una brutta curva ha coinvolto poi lunedì sera una giovane donna che ahimè aspettava un bimbo da quattro mesi.
In dogana, addetti della Repubblica del Canton Ticino elaborano dei dati ai fini statistici per verificare quante automobili attraversano quotidianamente il confine. Salvo poi scoprire, a fine settimana, che sono circa 60.000 i frontalieri che ogni giorno si recano al lavoro dal vicino Belpaese, per un totale di circa 140.000 auto che si muovono e che intasano le arterie del lunga esse e del mendrisiotto. Auto con un solo conducente, beh, mi dico, tutto sommato ho fatto la mia parte, almeno fino a che non nascesse il bimbo, dato che in passato con i colleghi ho fatto per diverso tempo il CAR-pooling, o CAR-sharing che dir si voglia.

Inizia così, questa settimana, inizia con Liam che si sveglia con un occhio e la palpebra gonfie da non riuscire ad aprirlo.
E’ necessario farlo visitare, resto a casa da lavoro, consulto gli orari e lo porto dal medico.
“Non si allarmi”, mi dice, “tornerà alla normalità in pochi giorni”. la causa? Una banale puntura d’insetto. E questo piccolo grande pirata resta a casa con la mamma dal nido per un giorno, il tempo di mettere a soqquadro casa, tirare fuori tutti i giochi, correre all’impazzata per il salotto, e richiedere a gran voce di guardare i “motti”, cioè i “mostri”, di “Monster university”, di Disney-Pixar che ha letteralmente soppiantato la visione spasmodica e continua su you tube dei mini video dedicati all’apertura di ovetti kinder o simili… Ora siamo tutti fan di Wasowski e di Sullivan e di altri simpatici personaggi piuttosto mostruosi.

Martedì rientro al lavoro e ci impiego un’ora e quarantacinque minuti: praticamente una vita…complice il maltempo e non so che altro, mi ritrovo trafelata e spero che un marziano possa catapultarmi nel mondo del teletrasporto affinché io possa miracolosamente arrivare in ufficio in orario, mentre tutti sono fermi in coda. Dovrò valutare l’alternativa trenino che collega la dogana alla zona del mio ufficio. Parecchi inconvenienti, come il tratto a piedi ed i costi sono da considerare, nel frattempo, mi cucco la coda e ascoltando quei matti del “Trio Medusa” spero solo di contenere i danni. Decido di fare la “montagna”, ovvero dei tornanti che tagliano la strada che da Magliaso porta ad Agno, che dovrebbe quindi fungere da scorciatoia, ma anche lungo queste stradine tortuose collinari stanno facendo dei lavori, che, ovviamente, possono rallentare il percorso fino a venti minuti.
Un terno al lotto arrivare in ufficio.
In realtà, la difficoltà che incontro martedì non e’ neanche quella di rimanere ferma davanti ad un semaforo che regola il via vai, ma, con mio sommo stupore e tanta, tanta strizza, e’ un bellissimo TIR che in discesa, in una curva, e’ bloccato e cerca di agevolare il passaggio delle auto, le quali, strette tra la portiera del camion da un lato, e il ciglio del burrone dall’altro, cercano di salire il tornante, tutti come me per andare a lavorare…sia chiaro..
Ma dimmi un po’, uno si sveglia con tutto l’entusiasmo del mondo, si beve la sua bella tazza di caffellatte e si prende la sua bella vitamina (o integratore alimentare), insomma, un buon energetico per affrontare la giornata, ma il lungo percorso di 53 km ti riserva ben altro, un percorso da camel trophy che e’ valso l’appellativo di “pazzo” al camionista che, dispiaciuto, aiutava come poteva dall’alto del suo sedile sul camion, i malcapitati che, come me, si ritrovavano a passare in uno spazio stretto e angusto, con la paura di non sgommare al di fuori del bordo della strada, peraltro senza guard rail.

Quando uno dice che la fuori “e’ una giungla” beh, forse non si sbaglia…

Questa e’ stata anche la settimana del burro bio che serviva ad “arrostire gli svizzeri”. Si, pare che una nota catena di supermercati svizzera, nei propri scaffali, vendesse questo particolarissimo burro che e’ andato a ruba, ovviamente e la cui foto ha campeggiato su alcuni giornali.
http://www.tio.ch/News/Ticino/813389/Il-burro-per-arrostire-svizzeri-e-andato-a-ruba-ecco-tutti-gli-orrori-linguistici-nei-mercati-ticinesi/
La causa sarebbe un errore di traduzione. Inutile dire che ci sono stata alla Migros a cercare questa confezione per dovere di cronaca e anche per avere un souvenir, ma..niente da fare, e’ andato a ruba.

Questa e’ anche la settimana del budget 2015: terminarlo e consegnarlo, fornendo dei dati corretti, almeno me lo auguro, e’ stato un’impresa, sempre presi da mille altre priorità.

Questa e’ stata la settimana delle piogge, e dell’alluvione a Genova. Se ne parla sempre troppo poco, e sempre e solo quando ahimè si verifica. Non si fa nulla per prevenire il dissesto idro-geologico.

Questa e’ stata la settimana caratterizzata da uno spleen inspiegabile, quello da cielo grigio e pioggia battente, per il quale cerchi la motivazione e la felicità nelle piccole cose e speri sempre di trovarla, per non lasciarti abbattere da un panorama triste, da un lavoro sempre più frenetico, da un momento di difficoltà.

Questa e’ stata la settimana del colloquio individuale al nido per parlare dei progressi di Liam: ecco il raggio di sole che stavo aspettando….

Festa dei Nonni

Torta soffice alle fragole

Ai nonni, vicini o lontani che siano, in terra o in cielo, gli auguri calorosi di chi come me ha avuto la fortuna di conoscerli ma la sfortuna di perderli da ragazza.

Alla mia nonna e al suo compagno degli ultimi anni, il signor Alzheimer, che nella sua bruttezza, riesce a renderla a volte sbarazzina e bambina, nel linguaggio e nel comportamento. A lei che solo dieci anni fa, ormai vedova, mi raccontava nel suo lettone, di quel ragazzo che amava, conosciuto molto prima del nonno,  ma che per varie vicessitudini non vide mai più. Erano forse le prime avvisaglie che Alzheimer stava arrivando a bussare alla tua porta.

A mio nonno, scomparso da molti anni, ma che porto sempre nel mio cuore, burbero e buono allo stesso tempo. alla musica che aveva nel sangue e la passione per la banda del paese, quella musica l’hai trasmessa a tutti noi.

A mia nonna paterna, porto il suo nome, una donna ironica, forte e che sapeva il fatto suo, con tanti segreti da custodire.

Al mio nonno paterno, di cui porto il cognome, invalido di guerra, di lui ricordo il fisico smagrito, e il Parkinson, poche parole, una poltrona, il suo sguardo perso nel vuoto, forse i ricordi della guerra, della marina militare, chissà…

Ai nonni di mio figlio: la mia mamma e il mio papà vivaci e pieni di voglia di fare, ai miei suoceri, lontani purtroppo ma grazie alla tecnologia, vicini ogni domenica via webcam.

Tutti con una storia da raccontare, che portano dentro di se, custodita gelosamente, ma che nei gesti verso i propri nipoti carichi di affetto e saggezza, trapela e trasmette l’amore che porteremo nel nostro cuore per tutta la vita.

 

Dedicato a me..

rosa

A me, che oggi ho lavorato e avrei voluto prendere un giorno di ferie e stare con mio figlio.

A me, che incredula guardo la vita scorrere velocemente tra le mie dita, nei miei giorni a volte senza fine, a volte vuoti, a volte pieni.

A me, ai miei mille rimpianti, al mio orgoglio che mi ripete che di rimpianti non ne ho.

Alle parole che non ho mai detto, ma che ho pensato e ripensato mille volte, fino a stravolgerle ed annientarle nuovamente.

A me, ai miei ricordi di bambina, di ragazza e di donna. Alle cose che vorrei dimenticare, ma che non si dimenticano.

A me, alle mie lacrime di gioia, e a quelle di sconforto. Alle mie insicurezze e paure, alla mia cocciutaggine, sbadataggine, alla mia memoria corta, che non dimentica alcune cose, alcune persone, alcuni istanti, alcune idee.

A me, quella che ogni giorno vorrebbe cambiare mille cose, e poi non cambia nulla se non il colore del rossetto. Anzi no, neanche quello, perché sono abitudinaria..

A me, a quella che sono, e che vorrei essere, a quella che avrei potuto essere ma che ho deciso di non voler essere.

Ai miei pensieri, ai miei sogni, ai miei giorni veri, fatti di vita, di gioia e di rabbia, tensione e relax.

A me, a quello che provo, a quello che sento.

A me, alle pagine bianche del mio libro non ancora scritto, al mio futuro e a quello che mi riserverà.

Questo post e’ dedicato a me.

Sei come sei, per quello che hai vissuto in questi 42 anni.

Buon Compleanno, Cri…

Crostata

 

 

Cielo grigio su…

E mentre scorrono le immagini dei provini di X-factor, con improbabili aspiranti cantanti, mi ritaglio un po’ di tempo.

Liam dorme, cotto a puntino da una settimana intensa che sta volgendo al termine.

La giornata di oggi e’ stata particolarmente uggiosa, un cielo grigio carico di umidità e pioggia, da sbadiglio, divano e copertina. Una di quelle giornate in cui desideri solo il tepore di casa, una bella tazza di latte caldo e tante coccole.

Un clima decisamente autunnale, anche se siamo solo al 19 settembre.

Mi sto convincendo che sia già autunno, inoltrato, come ad esempio novembre, quando il sole si nasconde.

Mi guardo in giro, e si, l’impressione e’ che ci sia desiderio di foglie gialle e color arancio, come le zucche.

Zucche e provence

Nulla a che vedere con il caldo ed il sole di venerdì scorso.

Ma se è’ solo per qualche giorno, beh, gioco anch’io a questo gioco, fingendo per qualche ora, che sia arrivato l’autunno.

Gufi

Zucche, ricci, gufi. spaventapasseri mi fanno dimenticare l’estate, ho quasi voglia di accendere il camino…

Decorazioni autunnali

Viva la Vida

Settembre

Si e’ accovacciato sul letto ed ora ha una forma che ricorda uno spicchio di luna…quanto ci è’ voluto stasera perché ti addormentassi, chissà cosa ti teneva sveglio, piccolo mio, nonostante fosse venerdì con tutta la stanchezza del giorno e della settimana.

E’ stato un venerdì di “tempesta solare”, un evento più unico che raro, una giornata di sole e di umore sereno.

Complice la serotonina, il fatto che il venerdì si affronta forse tutto con uno spirito diverso perché il fine settimana e’ alle porte, o forse questi nuovi integratori vitaminici acquistati ieri in erboristeria, fatto sta che oggi l’umore era particolarmente ben disposto verso il prossimo.

Nonostante i ritmi frenetici di lavoro, i pending da smaltire, la reportistica da compilare che non finisce mai, la situazione che vorresti avere sotto controllo ma che, per volume e per frenesia, sfugge sempre un po’ di mano. Nonostante i pensieri negativi, le paure, le incertezze, gli affetti che vengono a mancare improvvisamente…

Gia’ da questa mattina, l’umore era positivo, il mio sguardo si posava sul panorama, anziché angustiarsi per altri problemi: guardarsi intorno, per ammirare i colori che in una brillante giornata di sole la natura regala, mi rende più buona, con me stessa e con gli altri.

Non importa se ho lasciato a casa il cellulare, stamattina, distrattamente…fosse stato lunedì, mi sarei disperata per tutto il viaggio. Invece no.

La luce del mattino, il riflesso del sole sul lago, il verde delle colline, tutto sembra dolce, tutti sembrano meno “arrabbiati” oggi.

PanoramaIl clima lavorativo e’ un po’ più disteso, e, poiché il tempo lo consente, e, appunto, e ‘ venerdì, concediamoci tutti una pausa pranzo più “slow” e guardiamoci intorno, in fondo lavoriamo pur sempre in una zona turistica: andiamo a pranzo al “Camping”, sembra di essere al mare, e’ un campeggio, e poi c’è un bel ristorante sotto dei tendoni, un bel parco con vista lago.

Il Camping

Gia’ sono in pace col mondo. Non importa se questa settimana e’ stata dura, oggi voglio concedermi un po’ di buon umore, quello che vivo quando sto con mio figlio.

E tutto fila liscio, il viaggio di ritorno verso casa, verso il nido, e’ ancora più entusiasmante, e’ una giornata settembrina favolosa, finestrini aperti, lascia entrare l’aria, respira, lascia che il sole scaldi il mio cuore e riempia i miei occhi, mentre alla radio suonano i Coldplay “Viva la Vida” mi sento scoppiare di benessere, quella sensazione che vorresti durasse per sempre…

Panorama

Attraverso la dogana, in Valganna ai lati della strada i boschi oggi sono ancora più verdi, da una parte all’altra i rami sembrano toccarsi, come a creare un arco, sotto il quale passo io.

Tra le fronde degli alberi, giochi di luce e di ombre, chiaroscuri e flash di luce, voglia di stare all’aperto.

E’ settembre, il sole e’ caldo, l’aria fresca, i colori ancora molto intensi, mentre gli alberi perdono le prima foglie secche.

E’ tempo di correrti ncontro ed abbracciarti anche oggi, piccolo mio, mangiare un gelato alla fragola e uno yogurt con tanta bella frutta fresca, quanto mi sei mancato, e poi correre senza fermarsi sulla pista ciclo pedonale fino ad arrivare alla fontana decorativa, dove giocare con l’acqua…

L'acqua

Viva la Vida..

 

 

Vittorio Mansi

E durante la prima settimana di rientro dalle vacanze, una notizia triste, appresa da Facebook.

Minori piange il professor Vittorio Mansi il quale non è riuscito a superare il malore che lo aveva colpito pochi giorni fa.
Il paese perde, oltre che un brav’uomo e padre di famiglia, un pezzo importante della propria recente storia culturale e artistica contemporanea.
Il professor Mansi, che in una trasmissione televisiva si definì un artista – contadino ricordando sempre le sue origini nel villaggio di Torre, ha sempre dimostrato un profondo attaccamento al proprio paese, esaltandolo soprattutto nelle sue opere pittoriche.
Molto amato dai suoi alunni, in alcuni di essi è riuscito a carpirne la predisposizione artistica e ad essa li ha avviati anche con ottimi risultati.
Il maestro con grande entusiasmo concesse una sua opera per il calendario di Santa Trofimena dell’anno in corso, un dipinto chiamato “La festa del 27″ dove in un solo quadro il professore è riuscito a riassumere tutta la tradizione popolare minorese legata all’evento.
Di seguito l’articolo di Massimo Pasquetto, inviatoci in occasione della collettiva di Torino, che spiega il maestro Mansi dalla penna di un competente:”Vittorio Mansi, forse è rimasto ancora uno degli ultimi rappresentanti di quella tradizione pittorica che ha contraddistinto la cultura artistica della costiera amalfitana nei primi anni del 900’.

Mansi lo scorso anno ha rappresentato la Campania alla biennale nazionale d’arte dell’acquerello italiano tenutasi a Padova, dove ha riscosso consensi di critica unanimi e soddisfacenti verso questo genere di pittura.
Questa volta partecipa a Torino ad una collettiva riguardante ancora una volta il paesaggio italiano. Mansi è nato artisticamente Nella metà degli anni 70’ sotto la paternità artistica del maestro Carotenuto
Il suo genere di pittura è l’esaltazione della tecnica dell’acquerello, che attraverso le trasparenze esalta le vibrazioni di colori e luci che avvolgono il nostro paesaggio.
Uno spettatore osservando un opera di Mansi e abbandonandosi con il pensiero gode di quelle bellezze paesaggistiche e di quella minuziosità stilistica che solo lui riesce a dare.
Grazie Mansi di essere ancora una volta in ambito nazionale il cantore e l’ambasciatore delle bellezze della nostra terra e della nostra cultura. Vittorio Mansi nasce a Minori, ha fatto parte di un gruppo di acquerellisti romani, ha tenuto numerose mostre personali e collettive in Italia, infine, le sue opere fanno parte di importanti collezioni private.”

 

Vittorio Mansi

Una catena solidale di saluti, omaggi, pensieri, con gli occhi volti al cielo.

La scomparsa del Prof. Vittorio Mansi, a soli 65 anni, pittore e professore di storia dell’arte che ha ritratto la Costiera Amalfitana nei suoi bellissimi acquerelli, ha raggelato tutti.Vittorio Mansi

Ho letto in questi giorni numerosi articoli a lui dedicati, nel rispetto della Sua arte.

Minorese, e’ sempre stato prima di tutto una persona squisita, padre di famiglia, pacifico, professore amato dai propri studenti.

Ma oggi, questo post e’ dedicato a Vittorio, come persona, al ricordo che ho di lui, al di la della sua creatività, la sua arte.

Conoscevo  Vittorio sin da quando ero bambina, e ogni anno a luglio, tornavo a fare le vacanze a Minori con i miei, dalla mia nonna. In un piccolo paese, alla fine ci si conosce tutti.

Conosceva la mia famiglia, rapporto cordiale e sincero, familiare con i miei genitori.

La sua simpatia era innata, passare a salutarlo nella sua galleria in Corso Vittorio Emanuele, una tappa piacevole di ogni vacanza.

Triste presagio, quest’anno, sono passata da quella galleria, che però, non sapevo, non esiste più da alcuni anni, si era trasferito in un’altra zona del paese. Mi è’ sembrato così strano non trovarlo li, per me era quasi un rituale, ma ahimè era da almeno cinque anni che mancavo da Minori. E, nonostante ci si incroci con tanta facilità in questo piccolo paesino, non ci siamo neanche incrociati per caso. E poi si pensa sempre di avere tempo, di avere altre mille occasioni per salutarsi.

Sempre sorridente, cordiale, buono e così grande nella sua arte di ritrarre la costa nei suoi colori più belli.

Vittorio Mansi

Hai lasciato tutti di stucco, andando via così presto, hai lasciato un vuoto.

Vittorio MansiPensavamo di poterti rivedere ancora, enegli anni a venire, rimarrà il tuo ricordo ritratto nei i tuoi gentili acquerelli, così delicati, così vivaci, così veri.

Ciao, Vittorio.

 

Adorate Vacanze – 2

..dunque, dove eravamo rimasti? I giorni volano inesorabilmente inutile dirlo, e mi guardo già indietro, verso le vacanze ormai trascorse.

Il 16 agosto siamo partiti da Civitanova Marche per raggiungere la Costiera Amalfitana, dove abbiamo trascorso una settimana di relax e abbandonato la macchina, spostandoci a piedi in paese, senza fare altri spostamenti.

Per chi come me conosce già questi posti, e non necessariamente vuole fare il giro turistico della Costa, e’ utile attraversare il Valico di Chiunzi, che è’ sicuramente molto meno panoramico, ma consente di limitare le curve ed i tornanti, passando da Tramonti , scendendo fino a ritrovarsi direttamente a Maiori.

Lungo il percorso, giardini di limoni, rocce sporgenti, a Tramonti riuscirete ad intravedere il laboratorio di Sal de Riso da una cancellata.
Questi sono i luoghi della mia infanzia: arrivati a Maiori, ecco che cielo e mare diventano un tutt’uno, i colori si intensificano, il sole come fosse più caldo che altrove, il lungomare, il porto, la torre normanna: tutto appare come in un dipinto.

Minori e’ un piccolo borgo, subito dopo Maiori, in direzione di Amalfi.

Il lungomare e’ piccolo, c’è un pontile da cui parte il traghetto per Amalfi e dove e’ possibile noleggiare la barca o il gommone per godersi una bella gita a Capri.

minori

Ho trascorso qui ben 19 estati consecutive della mia vita. Poi, per alcuni anni, mi sono ritrovata a cambiare località di vacanza, ma ogni volta tornare equivale a rivedere la mia infanzia e a rivivere i ricordi di bambina: mia nonna in paese che faceva la spesa, le serate con le amiche a passeggio, le giornate di mare, le gite nelle belle località vicine di Ravello, Amalfi, Positano, tutte ben note e molto più conosciute.

Con Sal de Riso, Minori negli ultimi anni ha acquistato una popolarità maggiore, pur essendo stata sempre una pratica base da dove poter poi partire per visitare le località della Costiera, un posto tranquillo.

minori

Ho rivisto molti volti familiari, cambiati dagli anni e dal trascorrere del tempo, che, a quanto pare, non passa solo per me.. Ho trascorso una settimana con la mia famiglia (marito e bimbo) e con i miei familiari che non vedevo da circa cinque anni. Certe cose non cambiano mai, sono le emozioni che rivivi dopo anni, ogni volta che rivedi davanti ai tuoi occhi le immagini di un’infanzia lontana.

Ho rivisto anche la mia nonnina, per Liam e’ la bisnonna, e’ arzilla, vivace, attenta, nonostante purtroppo non associ il mio volto alla mia identità, per lei siamo tutti degli sconosciuti, non ci siamo mai visti prima, lei non ricorda nulla, ma io ricordo intensamente la mia infanzia trascorsa in estate con lei, so chi e’ lei, cosa faceva, che carattere forte aveva, la forza fisica, la dinamicità, donna di altro tempo e altra generazione, con mani grosse e forti, hanno portato bottiglie di latte fresco in tutto il paese, lavorato la terra impervia, piantato frutta, e generose piante di limoni, allevato animali, mandato avanti una casa colonica, cresciuto cinque figli, accudito un marito che negli ultimi anni prima di spegnersi, ha sofferto molto.Minori, via Petrito

Gambe che hanno scalato la montagna: vivere lontano dal centro del paese su in un villaggio che dista centinaia di scalini e percorrerli ogni giorno su e giù per fare la spesa, per andare in giardino, per andare a San Gineto dove per molti anni con il nonno ha mandato avanti la casa colonica.

Nonna

Chi non e’ mai stato da queste parti, rimarrà colpito dal verde delle sue piante di limoni, i terrazzamenti, l’antico modo di coltivare piante di limoni sulle colline. In molte zone alte del paese, la strada non arriva ancora, non puoi raggiungere casa parcheggiandoci davanti, per intenderci. Questo rende il posto incantevole da un lato, ma faticoso per chi ci vive.

Abbiamo soggiornato all’Hotel Villa Romana, che consiglio a chi desidera fermarsi a Minori.

Hotel Villa Romana

Tranquillo e curato, pulito, la camera e’ ampia e molto luminosa, arredata con gusto e in stile, dove il bianco la fa da padrona.

La Hall e’ molto accogliente, elegantemente sobria, con i suoi divani bianchi, alcune poltroncine antiche, consolle e specchio ricercati, saletta d’attesa elegante e con mobili d’epoca.

 

La Sala da pranzo e’ ampia e luminosa, con un tetto ricoperto dalle foglie di uno splendido ficus. Il Maître ed i suoi collaboratori deliziosi e sempre gentili, nonostante i capricci di Liam e tutto quello che un bimbo di due anni può avere in mente di fare, a discapito della quiete in sala.

Hotel Villa Romana

Per chi lo desidera, c’è anche una bella piscina, attrezzata con lettini ed ombrelloni, elegantemente illuminata di notte.

Hotel Villa RomanaUna settimana e’ letteralmente volata, in buona compagnia, zii e cugini, e le amiche di sempre.

Le giornata scandite dalla vita di mare, con un sole fantastico  e l’acqua color verde smeraldo.

Lido California

La colazione in albergo, il caffè “da Patrizia”, i biscottini al limone dalla Pasticceria Gambardella, le mousse da Sal se Riso, la brioche di mezzanotte dal Fornaio, la pizza da “Alta Marea” e al “Giardiniello”.

In alcuni angoli del paese, momenti musicali, del tutto inaspettati.

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Addio, Mork

Per me rimarrai sempre Mork.
Mork di Mork e Mindy.
Nano, nano.
Perché in quel telefilm c’è la mia infanzia, i miei occhi sorpresi di bambina affascinata e divertita da quel buffo personaggio.
Perché, da grande, avrei voluto essere Mindy. Carina, intelligente e sorridente.

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I tuoi film hanno segnato alcune tappe fondamentali della mia vita.

La mia adolescenza e la colonna sonora di “Good Morning, Vietnam!”.
In quel periodo, ero una giovane speaker radiofonica che si divertiva trasmettendo canzoni in una radio locale. E tu, con quelle cuffie e la scritta “On Air” eri già un mito, per me: oltre ad essere bravo, eri come me, un dj, certo in un’altra situazione, ma comunque un amico di famiglia.

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Le scuole superiori, e Carpe DIem: “o Capitano, mio capitano”: scrivevamo sulla lavagna le frasi più salienti del film.

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La gioventù dei vent’anni, e Mrs Doubtfire: la scusa per guardare un giovane Pierce Brosnan per il quale avrei fatto follie, ma con il divertimento di un padre che vuol far divertire i suoi figli sotto mentite spoglie.

Quanto umano sei, empatico, diretto, arrivi alle persone facendoci credere di essere come uno di noi.

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Il Medico che vorremmo incontrare in corsia, ped quanto ognuno di noi rifugga l’idea di doversi trovare in un ospedale.

Patch Adams.

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L’eta adulta e la vita di coppia, con la mia dolce metà: ecco che arrivi sui nostri schermi con “l’uomo Bicentenario”, una dolcissima storia di vita e di amore, aldilà della tecnologia, batte un cuore dentro un robot.

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Un artista come te, e’ proprio come uno di noi, fino in fondo, fino alla morte: se e’ vero quanto hanno detto, sei proprio uno di noi, la depressione e l’alcol non ti hanno risparmiato.

Hai deciso di lasciare tutti i tuoi spettatori attoniti e di stucco, davanti alla notizia, esattamente con lo stesso stupore con cui, ogni volta, durante un film, guardavamo quest’uomo simpatico e buffo interpretare ruoli così diversi.

Addio, Mork.

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Premio “Sincerità e Coerenza”

In questa giornata grigia e piovosa, ne approfitto per recuperare il tempo perduto e dare finalmente seguito ad alcuni premi arrivati già da quasi un mese….il tempo non basta mai! Scusatemi quindi per il ritardo 🙂

Ringrazio di cuore la mia cara amica Pamela e il suo blog http://cucinaconpamela.wordpress.com che mi ha nominata per il Premio “Sincerità e Coerenza” by Antonio..

Le regole del Premio sono;
Inserire nel post il logo del Premio.
Rispondere a dieci domande.
Nominare dieci blogger che ci sono sembrati particolarmente sinceri.

Queste sono le domande:

  1. Qual è la qualità che apprezzi di più nei tuoi amici?
    sincerità ed empatia
  2. Se qualcuno che segui pubblica un post che non condividi o che non ti piace, come ti comporti? Scegli una di queste quattro risposte.
    a)Fai finta di non averlo letto.
    b)Metti “mi piace”
    c)Commenti dicendo che è un bel post.
    d)Commenti scrivendo che non sei d’accordo con quello che ha scritto e gli fai sapere qual è la tua opinione.

Leggo il post fino in fondo, e poi impulsivamente decido cosa fare..
3. Se qualcuno esprime un’opinione diversa dalla tua e ti dimostra sincerità nel dirtelo, come reagisci? Mi piace confrontarmi, l’importante e’ farlo rispettando le idee altrui.

  1. E’ legittimo non voler svelare la propria identità, ma fingi mai di essere quello che non sei? Hai mai pubblicato informazioni false su di te? Sono quella che sono, quella che leggete, a volte sono fin troppo un libro aperto.

  2. Qual è la cosa che ti da più fastidio nel comportamento degli altri? Arroganza, superbia, maleducazione, volgarità

  3. Qual è la cosa che non ti piace di te stesso/a e che vorresti cambiare? Le caviglie? Ah ah ah, vorrei essere più “cattiva”, intendo più “dura” con la vita.
  4. Che voto daresti alla tua bellezza da 0 a 10?
    Bellezza? Sono cresciuta in una famiglia in cui si puntava su altri valori della vita come i sentimenti, la famiglia, istruzione, etc.. quindi d’accordo con Pamela dico : bellezza interiore 10. E il resto non conta!
  5. Che voto daresti alla tua intelligenza da 0 a 10?
    ..direi a metà, anzi 6, perché “la ragazza e’ intelligente ma non si applica”, considerate però che tendo sempre a sottovalutarmi quindi posso migliorare! 🙂
  6. Che cosa sceglieresti tra vivere da solo/a ma con tutto il denaro che vuoi e avere tanti amici ma essere povero.

Se gli amici sono sinceri si può affrontare la vita in povertà, con la solidarietà di tutti..Però non vorrei mai vivere sola e ricca, a quel punto punterei tutto sulla beneficenza, per salvami dalla tristezza della solitudine facendo del bene a chi ne ha molto più bisogno.

  1. Per quale motivo hai aperto il tuo blog? Cerchi mai di vendere qualcosa o fare proselitismo?

Ho aperto il blog per fermare il tempo, ma con la volontà di continuare a viverlo giorno per giorno, grazie ad un diario. Adoro scrivere come già detto in passato

Ed ora, ecco un elenco dei blog ai quali desidero porre le stesse domande, sicuramente molti di voi hanno già ricevuto questo premio, spero quindi non sia un problema riceverlo nuovamente

…..e poi, sinceramente, questo premio va virtualmente a tutti voi che mi seguite con affetto, ” sincerità e coerenza”!

Vi abbraccio di cuore!

 

http://ilmondodiortolandia.com/

http://immacucina.wordpress.com/

http://merendaallacarlona.wordpress.com/

http://nonsolononna.wordpress.com/

http://silvarigobello.com/

http://violetadyliopinionistapercaso.wordpress.com

http://www.acasadisimi.com

http://grembiuleincucina.wordpress.com

http://charlesgalli.wordpress.com

http://pensieridistesialsole.wordpress.com

 

 

Festa di Laurea

Un obiettivo raggiunto.

Un nuovo punto di partenza.

Termina un’era, ne inizia un’altra.

Ma, come disse Edoardo, “gli esami non finiscono mai”, oggi abbiamo festeggiato un momento importante della vita di Daniela, anni di studio e di impegno, di esami, di sacrifici.

Ho rivissuto oggi momenti passati molto impegnativi e molto belli.

L’universita’, nonostante tutto, il passare del tempo, la crisi, ed una diffusa credenza che questo percorso non serva a molto, ha un ruolo fondamentale nella vita di chi la frequenta.

Ti insegna a lavorare per obiettivi da raggiungere, ti insegna a relazionarti con chi, sicuramente, ne sa molto più di te perché ti sta esaminando per verificare le tue conoscenze, perché è un professore di lunga data, spesso un grande relatore, che ha pubblicato libri e tenuto conferenze.

Ti insegna la modestia, tuo malgrado: devi studiare per superare un esame, pensi di essere all’altezza ma sarà il tuo esaminatore a decidere se hai fatto abbastanza.

Ti insegna il sacrificio.

Ti insegna ad aprirti ad argomenti sempre nuovi, perché ogni esame ha un lungo percorso da seguire, con decine di testi da studiare e fare propri.

Ti insegna che, anche se hai raggiunto il tuo obiettivo con somma soddisfazione, domani inizia un nuovo giorno, aprirai la porta del mondo del lavoro e dovrai ricominciare tutto da capo.

Proprio come hai fatto con ogni esame del tuo lungo elenco citato nel tuo corso di laurea.

Scoprirai che chi lavora da sempre, avrà molte cose da insegnarti, saprà gestirsi ed organizzarsi molto bene perché lo fa già da anni, da quando era ragazzino.

Ridimensionerai ancora di più il titolo che hai ottenuto, perché, alla modestia che hai già conosciuto negli anni di studio, dovrai aggiungerne di nuova per imparare un lavoro completamente nuovo.

Il tuo bagaglio culturale, tuttavia, rimane tuo. Anche se vogliono farci credere che lo studio non e’ importante, ciò che hai imparato in questi anni e studiato sui manuali universitari, farà parte di te, concetti scritti ed interpretati da personaggi illustri conosciuti nel mondo.

Rispettiamo coloro che lavorano da sempre, ma non sminuiamo chi ha scelto di proseguire nello studio e le famiglie che hanno sostenuto questo importante percorso, anche con grandi sacrifici, senza chiedere mai nulla in cambio.

In bocca al lupo, Dany per il tuo futuro e grazie per la splendida giornata che ci hai regalato oggi.

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Il Nobile d’Oriente

Sono un Nobile d’Oriente.

Prova a descrivermi.

Come mi immagini?

Invece no, non sono così..

Il mio incedere e’ elegante, il mio passo silenzioso.

Vesto abiti eleganti e sobri, cuciti addosso da sarti dalle mani d’oro. Li indosso con semplicità, come fossero i miei jeans, in fondo sono molto giovane.

I miei occhi hanno visto il mondo lussuoso dalle Mille e una Notte, ma volgendo il mio sguardo al prossimo, nei miei occhi vedrai solo la mia umiltà e  semplicità.

La mia voce e’ profonda come una duna nel deserto, i miei occhi sono attenti e vispi, eppure ti guardano con gentilezza.

Ho studiato nei migliori college del mondo, il mio Savoir fair ne è testimonianza, la mia educazione ne è esempio.

Parlo con tutti, le mie parole sono misurate, ma gentili, ricambio il saluto anche se ti rivolgi a me in modo frettoloso e sfuggente.

Gioco a calcetto se posso con i coetanei che ho conosciuto in ufficio, e in pausa caffè condivido anche qualche battuta. Se manca l’acqua nella macchina, e devo farmi un caffè, la riempio.

Sono puntuale sul lavoro, non mi accompagna più un Taxi elegantissimo ma utilizzo un auto piuttosto ordinaria, che nessuno noterà.

Sono come te, sono come voi.

Non saprai mai come ho vissuto prima di approdare qui.

Immagina..

 

Una settimana da raccontare

In questa settimana ha prevalso la stanchezza ed il sonno.
Complici il fresco e gli acquazzoni, la solita frenesia quotidiana, e la sera, contrariamente alle mie piacevoli consuetudini, scrivere, leggere, appoggiando la testa sul cuscino, partivo per un lungo e pesante sonno che non mi ha consentito di aggiornare il diario della mamma in corriera..

Ecco quindi un breve riepilogo di quanto accaduto, al quale seguiranno ben presto i post. Tempo libero permettendo.

Sabato scorso: “invito a nozze”… Vengono a trovarci una coppia di amici per consegnarci l’invito per le loro nozze di settembre. Dove si sposeranno?

Domenica: Le cose importanti avvengono sempre tutte insieme, nello stesso giorno siamo invitati ad una festa di compleanno, il baby party, e, nel pomeriggio, dopo mesi di attesa, si terra’ la Messa per Enzo, ma a 50 km da casa. Due sentimenti fortemente contrastanti che mi accompagnano per tutto il giorno.

Lunedi: Si ricomincia, giornata piena di cose da fare. Pausa caffè con il Sultano…un contesto sempre più internazionale , una compagnia sempre più grande, incontri sempre più bizzarri..

Martedi: Cara Mary Poppins ti scrivo…primo incontro con una ragazza che potrà essere la futura baby sitter di Liam per i casi di necessità. Il comportamento di Liam che studia una persona nuova, adulta, che entra nel suo mondo e gioca con lui.

Mercoledi: soliti inconvenienti lavorativi, e nel pomeriggio, capricci a go-go: dopo essere stati a fare delle commissioni, Liam non vuole più scendere dalla macchina e grida “parco, parco,”… Secondo voi come e’ andata a finire?

Giovedi: una bella corsa contro il tempo, per essere puntuali alla pizzata genitori ed educatrici organizzata dal nido..ma, come me, molte altre mamme non saprebbero come e dove lasciare il bimbo. La pizzata diventa “famiglie ed educatrici”.. Una bella serata in compagnia…

Venerdi: ma come, e’ già venerdì? Che strano,  non mi ricordo niente… Ah si, diluvia…giornata incasinata al lavoro, con mille cose da fare. Arrivo al nido e Liam vuole tenere da solo l’ombrellino: ne abbiamo uno solo…mi lavo completamente sotto l’acqua battente..che capricci per salire in macchina senza ombrellino! 🙂

Fa quasi freddo che ho deciso di accendere il forno per preparare la colazione di sabato mattina..

..Guess?! Ricettina dolce in arrivo…

E’ di nuovo lunedì…

..e poi, cara CRI’, puntualmente, ogni domenica sera capita di pensare con una certa malinconia che il tuo week-end e’ volato e che domani puntualmente la sveglia ti farà rotolare giù dal letto molto presto, per iniziare una nuova settimana.

Capita di pensare che vorresti già essere al mare, come gli studenti che hanno terminato le scuole ed hanno il cuore leggero.

Che vorresti  dedicarti alle tue passioni, ai tuoi hobby, a Quelle mille cose che continui a rimandare.

Che domani mattina il traffico e’ li che ti aspetta, però, forse, ne troverai un po’ di meno, grazie alle scuole chiuse in Italia che, finalmente, chiuderanno anche in Svizzera a metà settimana e che gli amici scooteristi, se non piove, ridurranno il numero di auto in circolazione.

Che, in fondo, il viaggio e’ molto lungo e questa passione per il tuo blog ti trattiene dal mettere giù la penna e riposare quanto prima possibile, dopo una bella giornata vivace, scandita dai ritmi frenetici di un bimbo che non si ferma mai..

Poi pensi anche che questi lunghi viaggi ti regalano particolari emozioni che ti aiutano a vedere, da un finestrino, il mondo con occhi diversi.

Buonanotte, Mondo

Rinascita

Non ho parole per dirti quanto mi dispiace.

Vorrei essere li, per abbracciarti con la dolcezza e l’affetto, con la forza e la sicurezza di chi ti vuole bene.

Non potrò mai sapere cosa stai provando in questo triste momento della tua vita.

Non pretendo di saperlo, anche se ti sono vicina, così vicina che mi sembra di sentire le tue lacrime scendere lungo la tua guancia rosa pallido.

Ci vorrà del tempo probabilmente per accettare la sua mancanza, la sua assenza, ma il tempo aiuta a rimarginare certe ferite, anche se non le guarirà del tutto.

Guarda avanti, se puoi, al tuo futuro, alle sorprese positive che ti aspettano, alle novità, concentrati sulla vita della tua meravigliosa famiglia e della tua nipotina in arrivo. Sarai una nonna giovane, e per questo piena di forza ed energia per accoglierla con grande entusiasmo.

Stai lontano da coloro che vorranno compatirti, se non sanno cos’è il dolore, non potranno capire, le loro parole ti sembreranno lontane e vuote, avare di sentimento, inutili. Evitali, se puoi.

Prenditi il tuo tempo, ma ricordati di volgere il tuo sguardo verso un nuovo orizzonte, curiosa di vedere una nuova alba, lasciando alle tue spalle questo amaro tramonto.

Una nuova vita e’ alle porte, il suo vagito tra poco meno di un mese colmerà il tuo cuore di gioia a tal punto che potrai guardare il cielo e dire a tuo padre che sei la nonna più felice del mondo.

Ti voglio bene.

Cri

La sveglia

Fuori e’ buio.

Silenzio intorno a me, voglia di casa e di calore.

La stanchezza che mi avvolge in un abbraccio e mi trattiene.

Devo andare. E’ tardi. Non ho tempo per pensare.

Un giorno come un altro

E’ stata una settimana molto intensa e stancante.

Ho vissuto giorni di frenetico lavoro, ricevuto solleciti dei più svariati (accade ormai da mesi in un’azienda che lavora moltissimo ma sotto organico),  ho ricevuto le minacce di un passeggero  che avrebbe pubblicato tutto sulle maggiori testate giornalistiche svizzere in merito alla corrispondenza intercorsa tra lui e la nostra compagnia.

Ero forse più dispiaciuta io di lui, nei continui tentativi di cercare il suo bagaglio tra tre scali che ripetutamente mi hanno risposto di non averlo. Oltre ad aver interrogato mille volte i l sistema internazionale di ricerca nel quale tutte le compagnie inseriscono informazioni fondamentali necessarie alla ricerca ed al ritrovamento di un bagaglio perso, che tuttavia non ha dato riscontri positivi.

Sono stata calma e professionale, ma dall’altra parte ho trovato una persona molto arrabbiata. Lo sarei anch’io, chissà, forse però capirei che dall’altra parte c’è’ una persona che sta svolgendo il proprio lavoro, che cerca di farlo al meglio nonostante sappia già che non riceverà neanche un grazie, perché un’irregolarità subita da un passeggero, nonostante gli sforzi di risolvere la problematica nel minor tempo possibile, non si tramuterà mai in un’occasione per ricevere un ringraziamento.

Lo so già, e vado avanti quasi sempre dando il massimo e non aspettandomi niente in cambio. Ogni qualvolta però un cliente ringrazia, nonostante tutto, mi sento gratificata.

Le minacce sono sparite nel momento in cui ho confermato il rimborso.

Nonostante questo episodio, posso dire che tutto il resto e’ filato liscio come l’olio.

Ah, dimenticavo, in questa settimana e’ accaduta un’altra cosa.

Uno dei più importanti vertici aziendali lascerà’ l’azienda. In un momento di grandi cambiamenti, cambiano anche le persone alla guida.

imageA metà settimana, nel mio piccolo, ho raggiunto un importante obiettivo: andare dal parrucchiere per fare il colore e tagliare i capelli …Non male, eh? Evviva evviva, due ore tutte per me e la mia testolina.

Chi e’ mamma come me – e non ha una tata ma i nonni che abitano un po’ lontani – sa cosa vuol dire programmare un parrucchiere, di vuole un po’ di anticipo affinché anche i nonni possano organizzarsi e dedicarsi al nipotino in un pomeriggio in cui avevano pensato di fare qualcos’altro. Ma è’ necessario farlo, dedicarsi un po’ a se stesse, alla propria cura, volersi bene e sentirsi belle, aiuta ad affrontare meglio gli impegni e lo stress quotidiano.

Arriva infatti mercoledì, giornata designata per queste due ore di coccole, il giorno prima splendeva il sole…secondo voi?

Indovinato!

image Il diluvio universale, secondo la legge di Murphy e’ giusto così..

Ma non importa, in fondo, ci sono riuscita.

Arriva venerdì, tanto desiderato. Ho a cena un caro cugino che abita sulla splendida Costa d’Amalfi e che non vedo da tempo. Verrà con mio fratello e la fidanzata.

E siccome il tempo e’ tirannno e, come sapete, non mi piace stare troppo tempo ai fornelli avendo il piccolino che adora stare in braccio proprio quando sono più impegnata del solito, cercherò di fare una cenetta semplice.

Antipasti misti di salame e formaggi

Panzerottini di pasta sfoglia con prosciutto e formaggio

Risottino alla salsiccia

Fragole al limone

Crostata Bella Elena

Sono arrivati e non era ncora pronto tutto, ma penso che a una mammina si possa perdonare anche questo..in fondo, ormai siamo nel week end, dobbiamo solo rilassarci.

Sorpresa

Non sempre il lunedì e ‘ terribile come lo immaginiamo la domenica sera.

Per me è ‘ inevitabile canticchiare in macchina “manic Monday” delle Bangles, forse qualcuno di voi ricorderà questa canzone.

Io l’adoro e quando vengo colta da “panico da luned씑 l’allegria di questo motivo mi accompagna..

E nonostante le mie ore di viaggio in macchina, ieri guardando davanti a me ho pensato che, in fondo, sono fortunata, nel mio piccolo non mi manca niente, ho la gioia di vivere.

Ecco cosa mi ha ispirato ieri

Venerdì

Striature color indaco, foschia sul lago, azzurro cielo, il mio animo e’ più leggero,

si distende serenamente volgendo lo sguardo alla luce diffusa del mattino dai colori pastello.

E’ iniziato il mio venerdì.