Una Stella

Questa e’ una pagina grigia.

Una pagina sulla quale ho versato qualche lacrima. Una pagina sulla quale piovono parole, ma che stento a scrivere.

Ho avuto un’infanzia felice, senza scossoni, posso dire di aver trascorso molto più di un’infanzia serena, una gioventù spensierata. Un’esistenza giovane nella quale sei figlio, vivi da figlio e non senti l’esigenza di diventare genitore. Perché ti senti ancora figlio. Almeno fino a quando, un giorno, cambia qualcosa e vedi il mondo in un’altro modo. Fino a quando, a tua volta, diventi genitore

Ciò’ che non cambia in un anno, può cambiare in un giorno. Ad un certo punto della propria vita, ci si sofferma un po’ di più su quanto sta accadendo, intorno a se, nel proprio mondo, nella propria famiglia. Stelle che brillavano in un cielo azzurro, pieno di luce blu, si spengono, improvvisamente. La loro luce si spegne. E quel cielo blu pieno di stelle che ogni sera ti ritrovavi a guardare col naso all’insù, pare ogni giorno un po’ più scuro, un po’ più vuoto. Ad ogni stella che brilla va sempre un pensiero o una preghiera, anche se la luce si è spenta, quella stella brilla ancora, grazie al riverbero della luna, che generosa le avvolge e dona loro calore.

In poco tempo, il cielo sopra il mio naso, sta perdendo luce, qualche stella si è spenta e in quello stesso momento mi ritrovo avvolta in un’ombra di tristezza che poggia un velo sul mio sguardo stanco, e mi fa sentire inadeguata, impreparata.

Non si è mai pronti ad accettare che il bagliore di una vita possa spegnersi, fino alla fine siamo onnubilati dalla certezza che la vita prevalga.

Che silenzioso rumore quel bip, lungo e cadenzato, che scandiva il tuo respiro, in una camera affollata da ben altri tre pazienti e relativi familiari al seguito, lancio lo sguardo ad una colonnina digitale che si alza e si abbassa ogni volta che respiri Ossigeno. Mi trovo davanti a te, e non ti vedo da un anno, ti trovo così, con uno sguardo provato quasi irriconoscibile dopo un importante intervento causato da un brutto male, ma il tuo sguardo e’ lucido, mi hai riconosciuta e parli con me, annuisci, ripeti l’ultima parola di un discorso che faccio. In questo breve ma intenso momento, non sento la stanchezza di una giornata interminabile iniziata molto presto, con il solito tran tran dei preparativi per vestire Liam, andare al lavoro, affrontare una giornata in ufficio sapendo che manco solo io, della mia famiglia, ad accorrere in ospedale, a quasi mille chilometri di distanza. Non vedo l’ora di uscire, correre al Nido e prendere Liam, portarlo al primo colloquio alla scuola dell’infanzia e poi precipitarmi in aeroporto, con il cuore che va all’impazzata, in parte perché dovrò lasciare Liam tutto il week-end con il suo papà ed è la prima volta in tre anni che mi allontano per così tanto tempo, in parte perché sono fortemente preoccupata. Liam mi vede scomparire tra la folla dell’aerostazione, in coda ai filtri, e mi saluta con la sua manina, scoprirà malgrado tutto che tornerò dopo due giorni, mentre il volo e’ in ritardo di mezz’ora e al gate devo infilare tutto il contenuto della mia piccola borsa nel bagaglio a mano. Sto partendo e penso che ho un vuoto, proprio li, nella mia pancia. La corsa in taxi dall’aeroporto all’ospedale, dove trovo mio fratello ad accogliermi e a farmi strada.

La sorella di mio padre. La zia, la zia e la sua discrezione, le sue parole misurate, la sua ironia sempre presente. Da piccola, mi sembrava una donna altissima e gioivo ogni volta che un vestitino era pronto, lei cuciva, la zia e la sua macchina da cucire, una vecchia Singer, che era della nonna, che a sua volta sapeva cucire. Cartamodelli, Burda, quella rivista per fare gli abitini su misura. Mi regalo’ una bambola bionda tipo Barbie che ricordo ancora.

La zia ed il mercato. Gli acquisti. Le buste della spesa. I suoi capelli neri. I suoi occhi scuri.

Sono grata di essere arrivata e di trovarti comunque sveglia, sapere che mi riconosci, penso che per fortuna non è così grave come avevano detto i medici due giorni prima, sono contenta di essere qui, anche se per meno di quarantotto ore. Il mio fisico sembra impazzito, l’emozione, seppur controllata, nel rivederti in questa situazione, prende il sopravvento. Penso e spero di ritrovarti così e forse meglio, il giorno dopo.

Ma sabato non rispondi quando ti chiamo, sento solo il rumore del tuo respiro nella maschera d’ossigeno, riconosci la voce di tuo fratello, il più piccolo, e cerchi con tutte le tue forze di tenere aperti gli occhi, ma li richiudi, un sibilo di voce quasi a dire “si, ti sento”, ma le forze ti stanno forse abbandonando. Dormi e dormi, riposi e respiri, e il bip e’ l’unico suono che sembra rimbombare nella mia testa. Ti accarezzo, sulla fronte, ti tengo la mano, ho con me un braccialettino che ho scelto accuratamente per te con mio fratello in Corso e che vorrei farti indossare. Ma mi sento una stupida. E’ ancora li nella sua scatolina, stretta e lunga. Posso solo accarezzarti, chissà se riesci a sentire il calore di una carezza. Ti do un bacio, perché domani mattina parto e torno a casa, un viaggio lungo in auto con mio fratello mi aspetta. Nel mio cuore la speranza di rivederti.

Domenica sera arrivo dal mio pupetto a casa con il suo papà, che ha cercato il più possibile di non fargli sentire nostalgia della mamma, tenendolo impegnato il più possibile. Sono felice ma stanca.

E’ lunedì e si riparte di corsa: casa, nido, ufficio. Mi sento un po’ stanca.

Sono le 9 e arriva un messaggio.

Si è’ spenta una stella. In silenzio, senza dare disturbo, ha aspettato che facesse giorno e che suo fratello e suo nipote, dopo aver vegliato su di lei tutta la notte, tornassero a casa.

In punta di piedi, alla chetichella.

 

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Caprese al Limone – Ricetta di Salvatore De Riso

E’ arrivato il momento di accostarmi alle ricette del grande Maestro Sal De Riso, per diversi motivi: la familiarità con sapori e colori dei suoi dolci, le sue origini, Minori, i giardini di limone,e poi per la grande curiosità che ho di provarle, seguendo dosi e modi che illustra nel suo libro Dolci del sole.

Caprese al Limone

Questo libro ha tutta l’aria familiare che può avere un album di fotografie della mia famiglia, dove ritrovo il mare, i vicoli di Minori, le piante ed i giardini di limone, alcuni volti conosciuti, tutto il calore del sole e i colori del mare che ho frequentato per molti anni. I suoi ricordi, somigliano ai miei, almeno in parte.

Leggendo questo libro, ho rivissuto alcuni momenti estivi trascorsi a Minori durante la mia infanzia e la mia gioventù, quando le vacanze mi riportavano al mare ogni anno, dai nonni, dagli zii e cugini, come ho già raccontato in altre occasioni parlando della mia nonna.

Era una bella consuetudine per noi andare a mangiare il gelato nella gelateria di suo padre, Antonio, e dove prima di concludere la vacanza, andavamo a scegliere le cartoline da spedire agli amici. Il gelato al limone era il più buono di tutta Minori. Ricordo come fosse ieri, di rientro dalla passeggiata sul lungomare, in compagnia della mia famiglia e dei miei zii, ci fermavamo in gelateria, i miei gusti preferiti fragola e limone. Era proprio li, a ridosso di Piazza Cantilena, non molto distante dove oggi c’è la Pasticceria di Salvatore De Riso. Io di quegli anni ricordo l’estate a casa di mia nonna, il mare, le cotte estive ed il gelato al limone. Della sua bella Pasticceria, le mousse.

La ricetta di Sal De Riso della Caprese al Limone e’ pubblicata nella sezione intitolata “Le mie creature” ed il sottotitolo e’ Ricetta adatta anche per celiaci.

Dunque, cari amici gioite, la Caprese al Limone, oltre ad essere buonissima, e’ anche gluten free!

Caprese al limoneIngredienti per 8 persone:

Cioccolato bianco

  • 200 g di mandorle dolci pelate
  • 120 g di zucchero a velo
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 180 g di cioccolato bianco
  • 1 limone Costa d’Amalfi, la scorza grattugiata
  • 30 g di scorzette di limone candito
  • 50 g di fecola di patate
  • 5 g di lievito per dolci
  • 100 g di olio extra vergine di oliva
  • 250 g di uova (n. 5)
  • 60 g di zucchero

Preparazione:

Caprese al Limone

  1. Accendete il forno a 200 gradi (modalità statico)
  2. Imburrate ed infarinate con la fecola di patate una tortiera del diametro di 22 cm
  3. Frullate le mandorle con lo zucchero a velo e i semini di vaniglia e mettete da parte in una ciotola
  4. A parte, grattugiate il cioccolato bianco oppure tagliatelo finemente
  5. In una capiente terrina con le fruste elettriche, montate le uova con lo zucchero finché non triplicherà di volume
  6. Alla miscela di mandorle e zucchero a velo, incorporate il cioccolato bianco grattugiato, le scorzette di limone candite tritate finemente, la scorza grattugiata del limone, la fecola di patate setacciata con il lievito.
  7. Mescolate tutti gli ingredienti
  8. Aggiungete l’olio extra vergine di oliva e infine le uova montate.
  9. Emulsionate tutto con una spatola senza preoccuparvi se le uova dovessero smontarsi
  10. Versate il composto nella tortiera e infornate a 200 gradi per 5 minuti, poi abbassate la temperatura a 160 gradi per circa 45 minuti. (Con il mio forno, ho dovuto aumentare il tempo di cottura 160 gradi fino a quasi 60 minuti. Controllate quindi la cottura con lo stuzzicadenti finché non risulterà asciutto)
  11. Dopo la cottura lasciate raffreddare il dolce nella tortiera
  12. Sformatelo quando sarà tiepido
  13. Lasciatelo riposare qualche ora, poi spolverizzatelo con lo zucchero a velo.

La ricetta originale e’ scritta diversamente, ho cercato infatti di semplificare ulteriormente tutti i passaggi, mantenendo ovviamente il procedimento invariato, credo che l’elenco dei passaggi da fare, forse, aiuti un po’, soprattutto con ricette un po’ elaborate come queste.

Caprese al Limone di Sal De Riso

Il mio aiuto pasticcere oggi è stato proprio bravo, ha voluto aiutarmi proprio in tutto, anzi, anticipava i passaggi, tanto che alla miscela di mandorle macinate e zucchero a velo ha ben deciso di aggiungere dell’acqua nel momento in cui ero pronta per aggiungere il cioccolato e tutto il resto….per non sbagliare, ho ricominciato da capo.

Grazie a Sal De Riso e ai grandi Pasticceri come lui che negli ultimi anni condividono segreti e ricette con il proprio pubblico.

Caprese al Limone

Crostata con confettura di arance, mandarini e clementine

 

Crostata agli agrumi

Domenica ho finalmente assaggiato la confettura di arance, mandarini e clementine preparata da mia zia.

La stessa zia che prepara quella strepitosa marmellata di Limoni di Costa d’Amalfi.

La “piccola” di casa, colei che ha vissuto con nonna per tanti anni, accudendola giorno per giorno con la sua famiglia.

“L’orto di Luca”, ovvero il nome delle preparazioni di marmellate, conserve etc. fatte con le sue dolci manine non potevano non essere dedicate al nipotino Luca.

Il mio pensiero non poteva che andare li, volando sopra gli Appennini, fino ad arrivare al mare, appoggiandosi sui dolci colli costellati di terrazzamenti di limoni.

Crostata agli agrumi

La base per la crostata e’ sempre questa di Pasta Frolla

Una volta ritirata la pasta frolla dal frigo, stesa la pasta nella tortiera e bucherellato il fondo, ho cosparso con la gelatina e ricoperto con cuori ritagliati da un panetto di pasta frolla tenuto da parte.

In forno a 180 gradi in modalità statico per circa 13 minuti.

La dolcezza della confettura e la nota un po’ aspra degli agrumi ben rappresentano i sentimenti contrastanti che provo in questo periodo.

La crostata del cuore.

Crostata agli agrumi

 

Crostata agli agrumi image

 

Crostata di agrumi

Tramonto a colori

 

Questa volta non so proprio da dove cominciare.

Se dalla fine o dall’inizio. Tante sono le emozioni che provo e che come in un turbinio inarrestabile si sono avvicendate in questi giorni. A volte penso che non succeda niente per anni interi, e poi, in un giorno, accade tutto, quasi come se il tempo volesse recuperare improvvisamente se stesso, e la tua vita ne e’ in mezzo.

Non so se iniziare dalla tensione che ha avviluppato i miei pensieri per almeno due mesi sul lavoro a seguito della volontà dell’azienda, ufficializzata poco prima di Natale, circa la necessità di procedere ad una ristrutturazione aziendale, o a quello che ne è conseguito questa settimana con ventotto licenziamenti.  Vedere colleghi-amici essere convocati a colloquio per poi lasciare le proprie postazioni vuote, il dispiacere di vedere andar via persone valide con cui si è lavorato, persone appunto, non numeri, con la loro esperienza, il proprio bagaglio culturale ed umano. Fino all’ultimo, chiederti se toccherà anche a te questa sorte.

Non lo so perché in fondo, forse, e’ passato tutto in secondo piano nel momento in cui è squillato il telefono e dall’altra parte mia madre piangendo cercava di dirmi che Nonna si era spenta e lei stava già preparando le valigie per partire verso Minori.

Non so da dove cominciare, anche se in fondo temo di averlo fatto, perché esprimere questo dispiacere e questo dolore non è per niente semplice. Nessun distacco lo e’. Ma la difficoltà che provo in questo momento e’ dipanare i pensieri che si aggrovigliano nel tormento di chi vive lontano da una persona cara e pensa sempre di avere il Tempo a propria disposizione, pensa di avere il controllo e di poter decidere quando e’ il momento giusto per fare alcune cose. Non e’ così. Speriamo sempre di avere una seconda possibilità, o di rimandare ad altro momento, perché noi riteniamo di non avere tempo. Che errore tremendo. Che supponenza. E’ la mia, del tutto inconsapevole ed involontaria, nel volersi convincere che questo non sia il momento giusto.

La verità e’ che non c’è nulla di più importante nella vita degli affetti e la famiglia e’ al primo posto, con i suoi valori.

Non posso far altro che ricordare i momenti più belli trascorsi con Nonna, a Minori, nonostante vivessi lontana mille chilometri. Le estati trascorse durante l’infanzia e la gioventù a casa di Nonna hanno creato questo rapporto indissolubile nel tempo, nonostante poi raggiunta l’età dei vent’anni, avessi deciso di allontanarmi verso altri luoghi, mancando per molti anni, nonostante la distanza, nonostante i mille motivi che, anno dopo anno, mi hanno condotto altrove. L’affetto e l’amore per una persona e’ qualcosa che ti porti dentro, ovunque tu vada, per mare o per monti, e ti accompagna negli anni. Nonostante Alzhaimer, Nonna si e’ aggrappata alla vita con tutta la forza che la contraddistingue, con la vitalità, la sua risata riecheggia ancora nei miei ricordi, il suo sorriso generoso, le sue mani grandi, il suo incedere claudicante, la sua corporatura, la sua determinazione, la sua generosità. Prima che si ammalasse, ricordo che, in occasione di una breve vacanza, dormii con lei nel lettone; avevo ventisette anni, i suoi ricordi della sua storia d’amore con nonno erano a quei tempi ancora vivissimi, le sue parole erano sincere e aperte, come fossi una sua amica di lunga data, non sua nipote. Pensavo, tra me e me, che in fondo Nonna si stava raccontando nel suo essere donna, come me.

Si e’ spenta Nonna, la Mamma di mia Mamma. E’ questa parola, così ricca d’amore, che ritorna. Una mamma, innanzitutto, certo d’altri tempi, tempi duri, con cinque figli, un marito ed un giardino di limoni.

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Uno scricciolo, in quel letto così bianco, un copriletto candido fatto all’uncinetto, un velo di seta intorno alla tua testa, ti guardo mentre sembri serena, e mi avvicino, incredula ti guardo, ti accarezzo e realizzo che sei fredda. I tuoi figli provati. Il dolore solca i nostri volti mentre le lacrime scorrono sulle nostre guance. Sconvolti i tuoi nipoti che hanno avuto la fortuna di averti sempre accanto, nella salute e nella malattia, ti hanno accudito con lo stesso amore che tu hai dato loro, la tua assenza, nonostante le mille difficoltà incontrate in questi anni dovute ad un Alzheimer sempre più aggressivo, sarà ingombrante, si sentirà, come la tua risata sonora e generosa, credo difficile da colmare, come quel vuoto che hai dentro in quelle giornate buie in cui non sai spiegare cosa ti tormenta.

La compostezza e la dignità nell’affrontare il dolore, mi colpisce, e’ tua figlia, la più piccola, colei che ti è stata vicina ed ha vissuto sempre con te, quasi fosse lei tua madre e tu la sua piccolina da proteggere, e’ riuscita a sopportare difficoltà insormontabili sulle sue spalle per lunghi anni, grazie alla forza dell’amore e della sua splendida famiglia. Per noi, lontani, la possibilità di amarti a distanza, una foto, un video, sulla tua pagina dedicata su Facebook, ma meravigliose immagini dei tuoi momenti che non avremmo mai potuto cogliere e vivere da cosi lontano. Cosa si prova a vivere minuto per minuto la malattia di una madre, lei lo sa, momenti profondamente bui, momenti colmi di fiducia e di speranza, protesa alla vita.

E’ stato un rocambolesco viaggio di un giorno quello che mi ha spinto da te, per poterti salutare e darti un ultimo bacio, tutto sembrava remare contro la volontà di essere da te a tutti i costi, questa volta; ma era destino che nonostante un biglietto stand-by senza certezza di poter partire, il traffico congestionato della tangenziale est per Linate, la confusione ai filtri in aeroporto, sono riuscita ad imbarcarmi, volo in orario. Non importa se sono rimasta solo per poche ore, sono riuscita a darti un’ultima carezza e di esserci, in un momento così doloroso per mia mamma, per i tuoi figli e i tuoi nipoti.

Hai avuto il potere di radunare intorno a te una folla inimmaginabile di persone che ti hanno voluto bene.

Nella solidarietà di una giornata così triste, la mano tesa di care persone che ci hanno  accolto in casa loro per pranzare insieme.

In un abbraccio, i miei cugini. Uniti, tutti nel tuo ricordo.

Io e mio fratello.

Mia madre e la sua sensibilità.

Mentre tutti i fiori vengono riposti accuratamente, noto ora le orchidee bianche e rosa, ti rivolgo l’ultimo saluto prima di rimettermi in viaggio, i colori del tramonto sul mare mi rapiscono. Sono i colori della tua vivace esistenza di mamma, nonna e bisnonna.

Tramonto
Tramonto

Sono serena.

Ti immagino mentre con Nonno passeggiate insieme in un immenso giardino di limoni.

Da lassù, tra cielo e mare, tutti i colori dell’alba e tutti quelli del tramonto di una favolosa Costa d’Amalfi saranno vostri.

Ciao, Nonna.

Minori

Vittorio Mansi

E durante la prima settimana di rientro dalle vacanze, una notizia triste, appresa da Facebook.

Minori piange il professor Vittorio Mansi il quale non è riuscito a superare il malore che lo aveva colpito pochi giorni fa.
Il paese perde, oltre che un brav’uomo e padre di famiglia, un pezzo importante della propria recente storia culturale e artistica contemporanea.
Il professor Mansi, che in una trasmissione televisiva si definì un artista – contadino ricordando sempre le sue origini nel villaggio di Torre, ha sempre dimostrato un profondo attaccamento al proprio paese, esaltandolo soprattutto nelle sue opere pittoriche.
Molto amato dai suoi alunni, in alcuni di essi è riuscito a carpirne la predisposizione artistica e ad essa li ha avviati anche con ottimi risultati.
Il maestro con grande entusiasmo concesse una sua opera per il calendario di Santa Trofimena dell’anno in corso, un dipinto chiamato “La festa del 27″ dove in un solo quadro il professore è riuscito a riassumere tutta la tradizione popolare minorese legata all’evento.
Di seguito l’articolo di Massimo Pasquetto, inviatoci in occasione della collettiva di Torino, che spiega il maestro Mansi dalla penna di un competente:”Vittorio Mansi, forse è rimasto ancora uno degli ultimi rappresentanti di quella tradizione pittorica che ha contraddistinto la cultura artistica della costiera amalfitana nei primi anni del 900’.

Mansi lo scorso anno ha rappresentato la Campania alla biennale nazionale d’arte dell’acquerello italiano tenutasi a Padova, dove ha riscosso consensi di critica unanimi e soddisfacenti verso questo genere di pittura.
Questa volta partecipa a Torino ad una collettiva riguardante ancora una volta il paesaggio italiano. Mansi è nato artisticamente Nella metà degli anni 70’ sotto la paternità artistica del maestro Carotenuto
Il suo genere di pittura è l’esaltazione della tecnica dell’acquerello, che attraverso le trasparenze esalta le vibrazioni di colori e luci che avvolgono il nostro paesaggio.
Uno spettatore osservando un opera di Mansi e abbandonandosi con il pensiero gode di quelle bellezze paesaggistiche e di quella minuziosità stilistica che solo lui riesce a dare.
Grazie Mansi di essere ancora una volta in ambito nazionale il cantore e l’ambasciatore delle bellezze della nostra terra e della nostra cultura. Vittorio Mansi nasce a Minori, ha fatto parte di un gruppo di acquerellisti romani, ha tenuto numerose mostre personali e collettive in Italia, infine, le sue opere fanno parte di importanti collezioni private.”

 

Vittorio Mansi

Una catena solidale di saluti, omaggi, pensieri, con gli occhi volti al cielo.

La scomparsa del Prof. Vittorio Mansi, a soli 65 anni, pittore e professore di storia dell’arte che ha ritratto la Costiera Amalfitana nei suoi bellissimi acquerelli, ha raggelato tutti.Vittorio Mansi

Ho letto in questi giorni numerosi articoli a lui dedicati, nel rispetto della Sua arte.

Minorese, e’ sempre stato prima di tutto una persona squisita, padre di famiglia, pacifico, professore amato dai propri studenti.

Ma oggi, questo post e’ dedicato a Vittorio, come persona, al ricordo che ho di lui, al di la della sua creatività, la sua arte.

Conoscevo  Vittorio sin da quando ero bambina, e ogni anno a luglio, tornavo a fare le vacanze a Minori con i miei, dalla mia nonna. In un piccolo paese, alla fine ci si conosce tutti.

Conosceva la mia famiglia, rapporto cordiale e sincero, familiare con i miei genitori.

La sua simpatia era innata, passare a salutarlo nella sua galleria in Corso Vittorio Emanuele, una tappa piacevole di ogni vacanza.

Triste presagio, quest’anno, sono passata da quella galleria, che però, non sapevo, non esiste più da alcuni anni, si era trasferito in un’altra zona del paese. Mi è’ sembrato così strano non trovarlo li, per me era quasi un rituale, ma ahimè era da almeno cinque anni che mancavo da Minori. E, nonostante ci si incroci con tanta facilità in questo piccolo paesino, non ci siamo neanche incrociati per caso. E poi si pensa sempre di avere tempo, di avere altre mille occasioni per salutarsi.

Sempre sorridente, cordiale, buono e così grande nella sua arte di ritrarre la costa nei suoi colori più belli.

Vittorio Mansi

Hai lasciato tutti di stucco, andando via così presto, hai lasciato un vuoto.

Vittorio MansiPensavamo di poterti rivedere ancora, enegli anni a venire, rimarrà il tuo ricordo ritratto nei i tuoi gentili acquerelli, così delicati, così vivaci, così veri.

Ciao, Vittorio.

 

Adorate Vacanze – 2

..dunque, dove eravamo rimasti? I giorni volano inesorabilmente inutile dirlo, e mi guardo già indietro, verso le vacanze ormai trascorse.

Il 16 agosto siamo partiti da Civitanova Marche per raggiungere la Costiera Amalfitana, dove abbiamo trascorso una settimana di relax e abbandonato la macchina, spostandoci a piedi in paese, senza fare altri spostamenti.

Per chi come me conosce già questi posti, e non necessariamente vuole fare il giro turistico della Costa, e’ utile attraversare il Valico di Chiunzi, che è’ sicuramente molto meno panoramico, ma consente di limitare le curve ed i tornanti, passando da Tramonti , scendendo fino a ritrovarsi direttamente a Maiori.

Lungo il percorso, giardini di limoni, rocce sporgenti, a Tramonti riuscirete ad intravedere il laboratorio di Sal de Riso da una cancellata.
Questi sono i luoghi della mia infanzia: arrivati a Maiori, ecco che cielo e mare diventano un tutt’uno, i colori si intensificano, il sole come fosse più caldo che altrove, il lungomare, il porto, la torre normanna: tutto appare come in un dipinto.

Minori e’ un piccolo borgo, subito dopo Maiori, in direzione di Amalfi.

Il lungomare e’ piccolo, c’è un pontile da cui parte il traghetto per Amalfi e dove e’ possibile noleggiare la barca o il gommone per godersi una bella gita a Capri.

minori

Ho trascorso qui ben 19 estati consecutive della mia vita. Poi, per alcuni anni, mi sono ritrovata a cambiare località di vacanza, ma ogni volta tornare equivale a rivedere la mia infanzia e a rivivere i ricordi di bambina: mia nonna in paese che faceva la spesa, le serate con le amiche a passeggio, le giornate di mare, le gite nelle belle località vicine di Ravello, Amalfi, Positano, tutte ben note e molto più conosciute.

Con Sal de Riso, Minori negli ultimi anni ha acquistato una popolarità maggiore, pur essendo stata sempre una pratica base da dove poter poi partire per visitare le località della Costiera, un posto tranquillo.

minori

Ho rivisto molti volti familiari, cambiati dagli anni e dal trascorrere del tempo, che, a quanto pare, non passa solo per me.. Ho trascorso una settimana con la mia famiglia (marito e bimbo) e con i miei familiari che non vedevo da circa cinque anni. Certe cose non cambiano mai, sono le emozioni che rivivi dopo anni, ogni volta che rivedi davanti ai tuoi occhi le immagini di un’infanzia lontana.

Ho rivisto anche la mia nonnina, per Liam e’ la bisnonna, e’ arzilla, vivace, attenta, nonostante purtroppo non associ il mio volto alla mia identità, per lei siamo tutti degli sconosciuti, non ci siamo mai visti prima, lei non ricorda nulla, ma io ricordo intensamente la mia infanzia trascorsa in estate con lei, so chi e’ lei, cosa faceva, che carattere forte aveva, la forza fisica, la dinamicità, donna di altro tempo e altra generazione, con mani grosse e forti, hanno portato bottiglie di latte fresco in tutto il paese, lavorato la terra impervia, piantato frutta, e generose piante di limoni, allevato animali, mandato avanti una casa colonica, cresciuto cinque figli, accudito un marito che negli ultimi anni prima di spegnersi, ha sofferto molto.Minori, via Petrito

Gambe che hanno scalato la montagna: vivere lontano dal centro del paese su in un villaggio che dista centinaia di scalini e percorrerli ogni giorno su e giù per fare la spesa, per andare in giardino, per andare a San Gineto dove per molti anni con il nonno ha mandato avanti la casa colonica.

Nonna

Chi non e’ mai stato da queste parti, rimarrà colpito dal verde delle sue piante di limoni, i terrazzamenti, l’antico modo di coltivare piante di limoni sulle colline. In molte zone alte del paese, la strada non arriva ancora, non puoi raggiungere casa parcheggiandoci davanti, per intenderci. Questo rende il posto incantevole da un lato, ma faticoso per chi ci vive.

Abbiamo soggiornato all’Hotel Villa Romana, che consiglio a chi desidera fermarsi a Minori.

Hotel Villa Romana

Tranquillo e curato, pulito, la camera e’ ampia e molto luminosa, arredata con gusto e in stile, dove il bianco la fa da padrona.

La Hall e’ molto accogliente, elegantemente sobria, con i suoi divani bianchi, alcune poltroncine antiche, consolle e specchio ricercati, saletta d’attesa elegante e con mobili d’epoca.

 

La Sala da pranzo e’ ampia e luminosa, con un tetto ricoperto dalle foglie di uno splendido ficus. Il Maître ed i suoi collaboratori deliziosi e sempre gentili, nonostante i capricci di Liam e tutto quello che un bimbo di due anni può avere in mente di fare, a discapito della quiete in sala.

Hotel Villa Romana

Per chi lo desidera, c’è anche una bella piscina, attrezzata con lettini ed ombrelloni, elegantemente illuminata di notte.

Hotel Villa RomanaUna settimana e’ letteralmente volata, in buona compagnia, zii e cugini, e le amiche di sempre.

Le giornata scandite dalla vita di mare, con un sole fantastico  e l’acqua color verde smeraldo.

Lido California

La colazione in albergo, il caffè “da Patrizia”, i biscottini al limone dalla Pasticceria Gambardella, le mousse da Sal se Riso, la brioche di mezzanotte dal Fornaio, la pizza da “Alta Marea” e al “Giardiniello”.

In alcuni angoli del paese, momenti musicali, del tutto inaspettati.

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Adorate Vacanze – 1

Vacanze al mare

Mi sono sempre chiesta perché molti blogger “chiudessero per ferie” il proprio blog durante il periodo di vacanza.

In fondo, pensavo, quale migliore occasione per scrivere se non le vacanze, periodo di relax, magari con la possibilità di scrivere sotto l’ombrellone di tutto e di più.

Ma mi sbagliavo, in effetti, lo dimostra la difficoltà con cui io stessa, che non vedevo l’ora di essere al mare per raccontare da vicino gli aneddoti della mamma in corriera che fa le vacanze, ho sperimentato in questo giorni.

Poi ho pensato a chi fa dei viaggi che richiedono magari continui spostamenti, a chi ha un food blog e in vacanza in albergo ad esempio di certo non ha occasione di spadellare come a casa, per sperimentare nuove ricette.

Il mio caso riguarda il tempo a disposizione per poter scrivere: al mare si vive più intensamente le giornate, perché si sta spesso all’aperto, e dopo il solleone, la serata fuori, si torna cotti e piuttosto tardi.

Le intenzioni erano ottime, direi, ma eccomi qui dopo una settimana di vacanza a dover rincorrere un po’ gli eventi per poterli raccontare.

Per poter partire il giorno di ferragosto, dopo aver lavorato il giorno prima, abbiamo anticipato la preparazione delle valigie già dalla domenica. Valigie e borsoni, per quindici giorni, un baule strapieno: sembrava un trasloco in piena regola. Al lavoro, una giornata frenetica, a casa poi le ultime cose, tra cui un po’ di dolce e salato per il giorno di Ferragosto.

Si parte, quindi.

Prima tappa, Civitanova Marche, per trascorrere il Ferragosto in famiglia.

Il viaggio e’ stato “epocale”, pur essendo partiti presto al mattino, tipo alle cinque e mezza, e’ stato necessario fare diverse soste intermedie, intanto perché Liam si spazientiva facilmente, poi perché è’ stato male per ben tre volte. Ahimè, ciò che risulta utile per tenerlo impegnato durante il viaggio, l’i-pad, si è in realta’ rivelato il nostro peggior nemico, perché sembrerebbe aver causato il mal d’auto…Avere almeno tre cambi completi per il bimbo e’ stato quindi indispensabile, il problema rimediare al seggiolino in fretta e furia. Siamo arrivati a destinazione tutti e tre come straccetti, ma il bimbo ancor di più.

Per fortuna, passa tutto, e quando si sta in compagnia tutto prende un altro colore.

La serata di Ferragosto e’ trascorsa allegramente, la grigliata mette sempre tutti di buon umore.

Non ho saputo resistere all’idea di poter preparare anch’io qualcosa per l’occasione, da spiluccare in attesa venisse pronta la carne, ed ho pensato ai mini croissant salati ed ad un tortino salato alle verdure…

Per il pernottamento a Civitanova di una sola notte, questa volta abbiamo optato per un Hotel non molto distante dall’autostrada.

L’Hotel Cosmopolitan (www.cosmobusinesshotel.it) e’ molto curato, di design moderno, un’accoglienza con impronta d’affari, per chi viene in queste zone per business, per incontri d’affari, trattandosi di zone particolarmente ricche di fabbriche di scarpe e pellami.

Un ampio parcheggio, un ingresso accogliente simile ad un locale dove poter bere l’aperitivo, molto “fashion” e con espositori di scarpe molto glamour, dello stilista Fabiani.

Salottini sul piano, vetrata con balconcino e tavolo con sedie per stare all”aperto, SPA a disposizione con servizio massaggi, tele d’autore, poltroncine in stile.

Hotel Cosmopolitan image

La camera e’ molto grande, di design modernissimo, tavolo con bollitore e macchinetta del caffè, accappatoi e pantofole a disposizione in camera, due televisori sospesi, uno grande nella camera da letto, l’altro più piccolo davanti allo scrittoio, nel salottino che ha anche un divano molto ampio e angolare.

Liam e’ entusiasta di essere in una “casa” diversa dalla sua, non fa altro che correre avanti e indietro, alla scoperta di ogni angolo. Il comfort e’ notevole, camere silenziose, accessori di qualità, bagno grande e di design, doccia ampia con doppio soffione.

La sala ristorante  in cui viene servita la colazione e’ ampia ed è divisa in due aree, in fondo alla sala tavolini per due persone, e gran parte della sala, enormi tavoli rotondi, sempre nell’ottica di congressi e incontri d’affari, il tavolo rotondo facilità la conversazione anche tra estranei.

Il buffet e’ servito su un tavolo lunghissimo. Molte preparazioni dolci sono senza glutine, purtroppo però questo rende il gusto dei croissant molto diverso.

Si risale in macchina sabato 16 agosto in tarda mattinata, con la speranza che Liam stia bene, e che viaggi serenamente. E per fortuna e’ così.

Destinazione Minori, Costiera Amalfitana.