Il Tempo

Penso spesso che la nascita di mio figlio abbia radicalmente cambiato la mia vita. Non credo di essere l’unica al mondo, Sia chiaro. La gioia di diventare madre, genitore è immensa e inimmaginabile nella mia vita precedente di giovane donna, impegnata in tutta una serie di attività, lavori e hobbies che allora mi appagavano, rendendomi la vita piena.

Ma un figlio e’ un nuovo universo, quando si dice che ti cambia la vita è vero: cambia le tue abitudini, cambia le tue priorità, e’ il centro del tuo mondo, improvvisamente tutto passa in secondo piano e la vita ruota intorno a lui, un po’ perché nel primo anno di vita i ritmi sono incalzanti, dovuti all’allattamento, alla sua crescita, che sarà velocissima, alla dedizione completa notte e giorno, i pianti, le prime coliche, i primi dentini, il pianto unico strumento di comunicazione del suo disagio o di un malessere che, come madri, dobbiamo imparare a decifrare il più in fretta possibile. Notti insonni e giorni pieni, fatti di momenti di grande sorpresa e gioia nel vedere i suoi continui progressi, l’evoluzione, la crescita.

Tutto ciò implica un impegno totale, in completa simbiosi con il nuovo nato che difficilmente lascia spazio ad altre attività, per lo meno fino a quando si decide di rientrare al lavoro dal periodo di maternità, dedicandosi anche alla propria professione, riprendendo in mano ciò che avevamo lasciato, sempre ammesso di ritrovarlo così com’era prima di congedarci dal lavoro. È così accade che per molte mamme, niente è più al proprio posto, molte si ritrovano in ambienti lavorativi completamente cambiati, con persone nuove, che magari le hanno sostituite…insomma probabilmente ogni mamma avrà da raccontare la propria esperienza, sicuramente ognuna diversa dall’altra.

Nel grande sforzo organizzativo, l’impegno di far quadrare tutto – lavoro, orari, esigenze familiari, benessere del proprio figlio, equilibrio della coppia – si spendono tutte le energie che si hanno a disposizione, ritrovandosi il più delle volte risucchiati un po in un vortice che non lascia spazio a nient’altro. Degli spazi personali goduti nella “vita precedente”, neanche l’ombra. E così, anche per le cose banali, ma necessarie, come fare la spesa, comprare l’abbigliamento nuovo per tuo figlio che cresce a vista d’occhio, un paio di scarpe nuove o un vestito per te donna, andare a fare il colore o tagliare i capelli, prendersi cura di se con una brava estetista, diventa complicato: un gioco di incastri per riuscire a trovare il tempo e soprattutto per affidare il pargolo ai nonni o alla tata. Vada per lo shopping necessario per la famiglia o le commissioni di rito con il pargolo al seguito (e le conseguenze che ne derivano, come il manichino che rischia di precipitare dall’alto del podio, giocare a nascondino sotto i vestiti sapientemente appesi ed in bella mostra, il rischio di rompere oggetti fragili come bicchieri o cristalli mentre stai scegliendo qualcosa per la cucina, le corse lungo i corridoi o gli spazi immensi di un centro commerciale, le commesse imbufalite che non vedono l’ora che tu esca dal negozio, sono di solito le più giovani, quelle che ancora non sanno che quando capiterà a loro avranno probabilmente un dejavou…) ma per il taglio o il colore con due ore di posa, immobile su una sedia, beh, no, non ce lo vedo il mio bimbo aspettare ore in tutta tranquillità; e, diciamolo, chi lo vorrebbe, in fondo si tratta di bambini, non di belle statuine…mi preoccuperei di più del contrario, o no?

Se programmare queste attività basilari e’ indispensabile ma anche complicato, pensiamo poi a quanto è più difficile per quelle attività “extra” che ci vogliono impegnate fuori casa ed alle quali non possiamo rinunciare: la riunione serale all’asilo o a scuola, le serata organizzate tra le mamme per i lavoretti di Natale o della scuola: momenti comunque di svago per noi mamme, ma pur sempre un momento da organizzare al meglio, prima di lasciare nostro figlio con il suo papà. Guardiamo centomila volte il cellulare, perché ci aspettiamo che da un momento all’altro arrivi un messaggino, una richiesta di aiuto, che, in realtà quasi mai arriva…perché poi tutto fila liscio come l’olio..

Sembra proprio che nel calendario però non ci sia più spazio per nient’altro. “Ma come? Non sei già stata fuori abbastanza?” Penserà qualcuno…Si è vero, corri di qui, corri di la, già con questi impegni sono super presa, in fondo la mia tinta che scolorisce a vista d’occhio potrei anche farla a casa ( dieci euro e passa la paura)… Ma, in fondo, perché dovrei; non voglio ritrovarmi con i capelli fucsia o azzurri, io proprio non son capace di colorarmi i capelli da sola, vorrei farlo solo in caso strettamente eccezionali, e poi penso, ad ognuno il suo mestiere. Ma sto divagando.

Dov’eravamo rimasti?

Al nostro tempo.

Vediamo.

Crepet ( http://wp.me/p4jcMO-12w) dice che noi mamme dovremmo imparare a ritagliare del tempo per noi, e a pretenderlo, perché così difendendolo insegneremo ai nostri bambini a fare altrettanto quando saranno grandi.

Leggere, suonare il pianoforte, occuparmi dei fiori, fare decoupage, andare in palestra, viaggiare, andare a teatro, andare ad un concerto, andare a vedere un balletto: hobbies, passioni, passatempo, chiamateli come desiderate, ognuno ha i propri, forse non tutti, ma chi li ha desidera praticarli e desidera il tempo per potercisi dedicare.

Quante attività o interessi lasciamo da parte per il bene della nostra famiglia, perché la priorità è’ diventata la nostra famiglia. Alcune cose possiamo farle insieme a loro, per condividere delle emozioni, ma altre sono passioni o momenti solo nostri. Riuscire a fare anche  una sola di quelle attività ci renderebbe probabilmente più appagati. E non abbiamo il coraggio di ritagliare quello spazio vitale che ci fa sentire vive, certo in un modo diverso rispetto al nostro ambito strettamente familiare, forse perché togliere quello spazio alla nostra famiglia ci farebbe sentire in colpa, o quasi. Ma non dovrebbe essere così.

Questa esigenza non la sente probabilmente la mamma che aveva una vita di coppia precedente alla nascita del figlio in cui anche le passioni con il consorte erano in tutto e per tutte le medesime, quindi tutto si faceva rigorosamente insieme, in simbiosi. Per tutte coloro che hanno avuto invece una vita di coppia che contemplava degli spazi vitali a volte anche un po’ “indipendenti”, ritrovare ogni tanto lo spazio per rivivere una propria passione e’ fondamentale.

E poi, un bel giorno, arriva la tua più cara amica che sa che certi “spazi” ti mancano, quella parte di te che, anche se sei “mamma” hai ancora il diritto di far vivere, nonostante il tuo tran tran quotidiano, fatto di mille cose e mille impegni, faccia di tutto per impedirtelo.

E ti fa un regalo.

Si chiama Tempo.

Il suo, perché ti dedica una serata, il tuo, perché sceglie una tua passione e ti incita a ritagliarti questo spazio nella tua lunga e incasinata giornata tipo.

La bella addormentata

Nonostante la stanchezza e quel senso di colpa di aver tolto del tempo (una serata) alla tua famiglia, rivivi un momento di energia pura e di profonda serenità. Riscopri quel senso profondo di amicizia.

Il balletto mi riporta all’infanzia. Mio padre, appassionato di danza, mi portava non appena possibile, a vedere il balletto di Ciaijkovski. D’estate al mare, in occasioni di eventi all’aperto, d’inverno nei teatri di città. D’estate, poi, nei lunghi pomeriggi caldi d’agosto, nella città deserta, noi già tornati dal mare, ricordo che guardavamo nel primo pomeriggio una trasmissione dedicata interamente alla danza, condotta da Vittoria Ottolenghi, un programma in cui il balletto era il protagonista.

Non ho mai fatto danza in vita mia, ma quei corpi leggiadri che volteggiavano sulle punte mi hanno sempre profondamente affascinato.

La bella addormentata

Ritagliare tempo per trascorrere una serata a teatro, con l’Amica di sempre, che ha saputo cogliere quel “non soche”, perdersi con il navigatore in mano tra le vie di Milano, mentre le lancette girano velocemente ed il tempo stringe, lo spettacolo sta per cominciare, cercare parcheggio tra le stradine vicino al teatro, come un ago in un pagliaio, arrivare trafelate e trovarsi di fronte questo:

Teatro degli Arcimboldi

La magia di un teatro come quello degli Arcimboldi è’ grande. La confusione per cercare posto, e l’attesa prima che cominci lo spettacolo. Le luci che si spengono, il vociare che si spegne lentamente, fino al silenzio che avvolge tutto.

Ed inizia lo spettacolo, si apre il sipario, le luci di scena illuminano le scenografie, sul palco i ballerini.

La magia della danza, dei singoli passi, del volteggiar leggiadro e la musica mi riportano nel mondo delle favole e mi fanno rivivere quei momenti d’infanzia.

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Grazie, Amica mia, oltre ad una serata trascorsa insieme, mi hai donato il Tempo.

Tempo (il tuo, il mio, presente e passato)

Emozioni

 

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Alla festa di Leo

Festa di CompleannoSono già trascorse due settimane dalla festa di compleanno di Leo, un grazioso amichetto di Liam, compagno di Nido.

Leo ha un viso dolce, due occhioni da cerbiatto, un sorriso sempre pronto ad accogliermi, quando arrivo a prendere Liam. E’ un bimbo vispo e allegro. Lo ricordo ancora in braccio alla sua mamma che entrava dalla porta in lacrime, inconsolabile, ormai quasi due anni fa; per Liam era il primo giorno di inserimento al Nido, Leo aveva già iniziato credo da qualche tempo, ma quell’immagine mi è’ rimasta nel cuore. La sua mamma e’ dolce, siamo entrate subito in sintonia, non nascondo che a settembre saranno molte le mamme che mi mancheranno, poiché le nostre strade si separeranno.

Leo ha festeggiato il suo compleanno in un bel locale destinato alle feste di compleanno per bambini. Una sala accogliente con tavolini e sedie, una bella pasticceria in vista e, in fondo alla sala, il “Playground“, questo ampio spazio gioco con scivoli, casette, e cubi e labirinti dove perdersi, un mare di palline colorate in cui tuffarsi.

Festa di Compleanno

Liam e Leo sono stati inseparabili. Liam entusiasta si e’ divertito moltissimo, e ha dato sfogo alla sua voglia di correre, infilandosi in questi cubi e sparendo dalla mia visuale per un po’, per poi riapparire. In mezzo a bimbi molto più grandi di lui, io in apprensione, lui a proprio agio, nel mondo del divertimento e dei giochi colorati. Molti bimbi, amici di Leo, hanno partecipato alla bella festicciola. Tra gli invitati, il pulcino Valentina, di un anno più grande, che lo scorso settembre ha iniziato la scuola materna. Il suo regalo e’ stato aperto per primo: una magnifica scatola di lego duplo che ha catturato l’attenzione di tutti i bimbi, i quali, ordinati, si sono appoggiati su un tavolo ed hanno iniziato a creare con le costruzioni.

Playground

Il piccolo grande Leo ha spento le sue candeline su una bellissima torta di Spider Man e gli occhioni di Liam si sono illuminati quando hanno visto questa meraviglia!

Sono rimasta impressionata da come, anche in tenerissima età, un sentimento che riterremo importante e fondamentale per tutta la nostra vita, l’Amicizia, sia già fortemente sentito dai nostri piccoli, vissuto con momenti di grande gioia ed entusiasmo. Liam e Leo si sono presi per mano in più occasioni per correre insieme a giocare nel loro mondo tutto colorato. Estremamente appagato dal pomeriggio di grande compagnia e di gioco, il mio Liam si e’ addormentato in macchina, mentre lo riportavo a casa.

Torta di compleanno

Immagini che lasciano il segno

La nanna

E’ un periodo di inquietudine, di frenesia e poco sonno, di capricci, di grida e voglia di prevalere, la tua inesauribile energia mi risucchia in un vortice e mi rende quasi fragile.

Ma quando le mille parole svaniscono, la corsa si arresta e le luci si spengono, resto li a guardarti, inerme di fronte a questo miracolo della vita. Non importa se sono settimane intense, tanto da non avere un minuto per respirare, non importa quante ore di traffico io abbia trascorso, quanto ieri il super capriccio mi abbia sconvolto, nel continuo tentativo di tenere testa alla tua determinata voglia di dirmi che sei tu il centro del mondo.

Non importa, arriva il momento in cui crolli in un sonno ristoratore di cui hai tanto hai bisogno, all’improvviso tutto e’ fermo, tutto e’ silenzio. E tutto il resto non me lo ricordo più.

Immagini che lasciano il segno
e resteranno dentro ai miei occhi nel tempo

se ti guardo io rivedo me stesso
ti addormento e nel silenzio
del tuo cuore sento il battito
ora che sei diventata la ragione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza

E così
sei riuscita a cambiarmi
ritrovandomi
forse un uomo migliore
ti proteggerò dal vento
Poi ti guarderò sbocciare
sei la mia motivazione
la passione che mi muove

Tu, inventi il tuo cielo tra linee di colore
Tu, che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza

Tu, hai trasformato tutto il resto in uno sfondo
Tu, della mia esistenza sei l’essenza.

Tiromancino

Rieccomi

Credo di non aver mai trascorso un periodo così lungo senza scrivere un post su questo blog, da quando ho iniziato, poco più di un anno fa. E, tra un cosa e l’altra, siamo arrivati alle porte di Pasqua, oggi Domenica delle Palme, tanti cari auguri a tutti voi. Dopo che Liam si e’ ammalato, ho iniziato io con quel fantastico virus che ti tiene a letto per diversi giorni. Però’ lo metti in conto, e’ il sequel che è stato abbastanza complicato, riprendere a pieni ritmi quando ancora non sei nel pieno delle forze, e’ dura. Un mix di stanchezza ed emotività, torni al lavoro e ti ritrovi sommersa di cose da fare, una corsa contro il tempo, sempre un po’ in affanno. Mettiamoci pure una dogana che è sempre un po’ un terno al lotto, un giorno fili via liscia, senza coda, il giorno dopo rimani bloccata in coda, quando piove poi più che mai, scooter in garage, solo auto e tir in viaggio, tutti in coda mentre le nuvole grigie e cariche d’acqua ingombranti si appoggiano sulle colline ticinesi, davanti a me decine di luci degli stop accese, tutti fermi, mentre l’imbocco dell’autostrada a Mendrisio e’ sempre più congestionato…ferma guardo le bandiere del Fox Town sventolare, mosse da un vento forte, poco più avanti l’edificio del Casino’, davanti alla facciata una biga coi cavalli di marmo sembra dominare dall’alto tutto il traffico, ed i cavalli sono li li per spiccare un grande salto. E’ una mattina come un’altra, fatta di auto incolonnate, musica e pensieri. Per fortuna una volta al mese c’è il mio momento “bellezza e relax”, la tappa obbligatoria parrucchiere, con taglio e colore, un momento solo per me di un paio d’ore. Mi rilasso in po’ e a “restauro” ultimato, un giro veloce per i negozi del centro commerciale, e in libreria. Arriva anche la Festa del Papà, S. Giuseppe, in Canton Ticino una festività, quindi Bank holiday, insomma, si sta a casa e non si lavora. Ne approfitto per farmi fare il tagliando alla macchina, ormai scaduto da un po’, accompagno Liam al nido, che ha capito che sarò a casa e quindi fa un po’ di capricci, e poi lascio la macchina. Tornando a piedi verso casa, mi fermo al barettino gelateria per una colazione in relax, cappuccino e brioche, una coccola che non ho mai tempo di fare ultimamente al mattino. Mi ritrovo nel bel mezzo di un “dibattito” tutto al femminile sui “mariti” in generale sugli uomini in casa. Da brava spettatrice mi sono divertita non poco a sentire queste “desperate housewives” raccontare i più disperati aneddoti di uomini moribondi con 37 di febbre, quelli che non trovano mai quello che cercano nel proprio armadio di casa, quasi vivessero da un’altra parte, e chi più ne ha più ne metta, direi una colazione tra donne. E’ ora di andare, torno a casa ed il mio obiettivo di questa giornata “libera” non è uno solo, cerco di concentrare tutto quello che non riesco a fare in settimana, in queste poche ore. ma occasione per risistemare l’armadio di Liam e svuotare finalmente i contenitori con i vestiti mic ro di Liam dei primi due anni di vita. Incredibile la quantità di vestiti, body, tute, tutine, cappellini, jeans, tutto formato mignon. ci vogliono tre ore per risistemare tutto. Nel frattempo, e’ tempo di ritornare a prendere l’auto, sempre a piedi, e a saldare il mio conto…mi preparo alla “mazzata”, preannunciata poche ore prima sui duecento euro: ebbene, 273 euro, ma si, che saranno mai quei settantatré euro in più..pago, salgo in macchina e torno a casa, mangio qualcosa al volo e preparo qualcosa di dolce da portare a mio padre per la Feata del Papà. Un po’ in difficoltà, lo ammetto, per l’indecisione… Ma sono particolarmente incuriosita dalla preparazione delle Zeppole di S. Giuseppe, sembrano piuttosto lunghe da preparare e non ho particolare voglia di friggere. Ma dopo aver girovagato sul web, vedo con piacere che si possono fare anche al forno; controllo se ho gli ingredienti, che, ovviamente, non sono completi : mi mancano le amarene (si, si, proprio la ciliegina sulla torta, se mancano quelle non saranno mai vere zeppole di S. Giuseppe), e almeno altre due uova per la crema pasticcera. Ma mi decido:”ora o mai più”, penso…o, perlomeno, l’anno prossimo. Mi faccio coraggio, in fondo la crema pasticcera l’ho preparata un sacco di volte e la pasta choux, la base che si usa anche per i bignè, l’ho fatta in passato ed e’ riuscita bene, utilizzerò la ricetta che ho già e vediamo come viene. L’amarena la sostituirò con la fragola. Dopo un po’ di vicessitudini con la sac a poche e le dimensioni delle zeppole, che dovrebbero avere un foro in mezzo, senza di riuscire a fare qualcosa che ci assomigli. Certo, la strada e’ ancora lunga e le mie zeppole non somigliano a quelle dei pasticceri stellati, ma per quanto mi riguarda e’ già un grande successo. Ed allora, un paio a mamma e papà, un paio per noi ed il festeggiato di casa. Zeppole di S. giuseppe E’ già ora di tornare a prendere Liam al nido, il  quale a gran voce chiede di andare al parco! Avrei altri progetti, abbiamo ben due visite da fare, ma ho deciso di accontentarlo e andiamo al parco per una mezz’ora, poi salta su in macchina, direzione casa dei nonni. Lungo la strada però ho promesso ad una cara amica di andarla a trovare per un salutino veloce e farle vedere Liam dopo forse più di un anno che non lo vedeva. Una corsa dai nonni per un saluto e poi di nuovo a casa. Il nido ha fatto fare ai bimbi per i papà un lavoretto con la pasta di sale, un portapenne a forma di foglia, ecco che arriva il festeggiato di casa e Liam e’ orgoglioso di far vedere il suo dono. Festa del Papà Le serate sono infinitamente lunghe, Liam non ha voglia di andare a dormire presto la sera. Una crostata alle fragole per il dolce di domenica, ma questa volta voglio provare la ricetta della Pasta Frolla di Luca Montersino. Le dosi sono da pasticceria, addirittura 1 kg di farina, allorché decido di dimezzare gli ingredienti, e riesco così a preparare due basi di pasta frolla per crostate, una l’ho utilizzata per fare la Crostata alle Fragole, l’altra per fare la Crostata alla marmellata di lamponi e cocco.A breve, la ricetta della frolla di Montersino. Crostata di Fragole Mi si chiudono gli occhi e non sono neppure a metà racconto, oltre ad essere in grande ritardo sulla tabella di marcia, si conclude marzo senza essere riuscita a raccontare gran che. Ma non riesco a ritagliarmi più il tempo, e quel poco che rimane e’ dedicato al mio riposo. Ahimè sono sfinita, sarà la primavera come si dice usualmente. Per fortuna una tappa in erboristeria mi aiuta sempre a ritrovare un po’ di carica con prodotti sani e naturali. Un giorno dopo l’altro, senza riuscire a ritagliare un po’ di tempo per scrivere, sento che mi manca qualcosa, di mio, di tempo dedicato solo a me stessa, quella parentesi tutta mia, come quando ti lanci sotto la doccia e sai che li, (nonostante il tempo cronometrato mentre immancabilmente, dall’altra parte della porta, qualcuno grida insistentemente “mamma, dove sei!??” ) potrai dedicarti finalmente un po’ di relax. Il week-end scorre talmente veloce che non lo  vedo neanche, lunedì si rientra, traffico di sempre, ritardi di sempre, giornata dedicata ad un’esercitazione, si tratta dell’Emergency Response Plan”, un test che coinvolge diversi settori della compagnia, l’esercitazione prevede la simulazione di un caso di emergenza segnalato dall’ufficio operativo e, secondo regole ben precise e checklist, la compagnia ed il suo management, funzioni ben precise, sono chiamati a rispondere attivando una procedura precisa di azioni volte a verificare l’accaduto, gestire la comunicazione con l’esterno, recuperare le informazioni con lo scalo dove si è’ verificata l’emergenza, interagire con le autorità, verificare liste passeggeri, indire conferenze stampa per fornire aggiornamenti sulla situazione in corso, e tante altre nume attività. Si tratta di un ‘esercitazione che tutte le compagnie aeree sono tenute a fare periodicamente per testare il processo interno di risposta alle emergenze, che, si spera non accadano mai.

Ma da li a poco più di ventiquattr’ore, la tragedia del volo Germanwings Barcellona-Düsseldorf e lo schianto sulle alpi francesi dell’airbus a320 con 150 passeggeri a bordo. Dalla mancanza di informazioni delle prime ore, ad una situazione che col passar dei giorni, ha gettato ancor più sconforto in tutti noi. Quanto può pesare il “fattore umano” in un tragedia come questa, dove il fattore umano non e’ l’errore, quanto l’imprevedibilita assoluta di una situazione non nota alla compagnia, come lo stato psicologico di un co-pilota di 28 anni. la dinamica di questo tragico evesnto mi ha lasciato davvero basita ed addolorata, per le 150 persone che non ci sono più, per come si e’ consumato (la realtà dunque supera la fantasia), per i parenti delle vittime, il loro dolore, per la compagnia coinvolta.

E mentre la primavera lentamente fa capolino, le forsizie a metà settimana iniziano a fiorire di quel giallo intenso che ti da un po’ di buon umore, mentre lungo l’autostrada per Lugano Nord, nei campi verdi ampi che la costeggiano tornano a pascolare anche le mucche, il grande magazzino della zona e’ ormai saturo di decorazioni pasquali, conigli, fiocchi, e i colori dominanti come il rosa, il giallo ed il verde sono ben esposti ovunque. Devo ricordarmi di far firmare le ferie, ormai Pasqua e’ alle porte, anche Liam sente che manca poco e mercoledì pomeriggio, salito in macchina, inizia un capriccio infinito, chiedendomi di andare dalla Nonna Rosalba, vale a dire, a 500 km di distanza… E’ stata dura fargli capire che non potevamo partire in quell’istante, e così mi ci son voluti più di venti minuti per trovare argomenti alternativi e validi e distoglierlo dal chiodo fisso.

A volte ho proprio la sensazione di non potercela fare. Ma poi so che non è così…

Il mercatino di Natale del Nido

Mercatini di Natale…che passione!

Anche il Nido di Liam ne ha organizzato uno, ogni anno lo fa.

Quest’anno, ci sono state un paio di serate di incontro al Nido, trascorse con le altre mamme e le educatrici per organizzarne uno, decidere cosa fare, e, soprattutto, fare due chiacchiere tra mamme.

E’ stato davvero piacevole incontrarsi e stare qualche ora insieme, mentre i paparini trascorrevano il venerdì sera a casa con il proprio pargoletto, un’occasione anche per loro per stare qualche ora da soli, con i bimbi, senza le relative mamme.

Inutile dire che, per noi donne, e ‘ stato un piacevole svago, durato purtroppo poco, poiché si è’ trattato di sole due serate, ma quanto basta per consolidare le amicizie nel gruppo. Inizialmente, l’idea era di partecipare al Mercatino di Natale di Galliate Lombardo, mercatino molto conosciuto qui in zona per la particolarità delle bancarelle di Natale, artigianali, con numerosi oggetti fatti a mano, e che quest’anno si terrà Domenica 30 Novembre.

Tuttavia, per svariati motivi, i programmi sono cambiati in corso d’opera ed il Mercatino di Natale con i lavoretti fatti da mamme e nonne sono stati esposti all’interno del Nido, oggi pomeriggio. Un’occasione per bimbi, mamme e nonni per rivedersi li.

Purtroppo Liam, oggi pomeriggio, dopo la sua bella pennichella, non era assolutamente desideroso di uscire, tra mille capricci, abbiamo deciso che sarebbe rimasto a casa con il papà, mentre la mamma faceva un salto a salutare e a vedere il mercatino ed il suo allestimento finale. E pensare che avevamo organizzato di andare in compagnia di mio fratello e di Dany che sono venuti appositamente a trovarci.

Nonne e Mamme Smart che hanno creato tanti oggetti graziosi: bavaglini natalizi a punto croce, porta chiavi in feltro, angioletti in feltro da appendere all’albero di Natale, e poi segnaposto, ghirlande, alberelli fatti con tappi di sughero e calendari dell’Avvento. Ghirlande di Natale   Ghirlanda di Natale   Pupazzi di neve Nonostante la fretta di tornare a casa, pur di sapere come stava andando, mi sono fermata tre quarti d’ora in ottima compagnia, fatto due chiacchiere e comprato un po’ di cosìne per Natale.

Certo il pensiero era per Liam, sono uscita che stava ancora piangendo, per cui ero in pensiero..si sarà calmato?

Andiamo a vedere..saluto tutti, salgo in macchina con la mia busta di acquisti natalizi, arrivo a casa e trovo tutto spento.

Frugo nella borsa alla ricerca delle chiavi, saranno forse andati a dormire? In fondo sono stata via solo un’ora, vero che e’ buio, però’…

Cerco le chiavi ma non le trovo.

A quel punto, un flash: l’ultima cosa che ho visto sulla consolle in casa prima di uscire era il mio mazzo di chiavi e ricordo bene: no, non le ho prese, in fondo perché avrei dovuto? Liam e il papi erano a casa….

Ok, sono chiusa fuori di casa.

Provo a chiamare mio marito sul cellulare, non risponde, poi entra la segreteria, poi chiamo il fisso di casa, saranno mica dentro che dormono!

Nulla! Ok, saranno usciti a fare la spesa.

Salgo in macchina e corro al centro commerciale vicino casa.

Parcheggi stracolmi di macchine, tutti qui, oggi!

Trovo un posto ed entro al supermercato.

Sarà cercare come un ago in un pagliaio, e continuo a richiamare mio marito sul cellulare, compulsivamente, ma entra la segreteria.

Se sono qui dentro, il cellulare non prende.

Dopo due giri di supermercato, li trovo in una delle venti casse, Liam nel carrello, con Mack di Cars tra le mani e mio marito assorto nei suoi pensieri, mentre io, ancora con il cellulare tra le mani, ricompongo per l’ennesima volta il suo numero….

L’unico argomento che alla fine pare aver convinto Liam ad uscire di casa oggi pomeriggio e’ stata la spesa.

Ho deciso che, se domani voglio veramente vedere e godermi il mercatino di Galliate non dirò a Liam dove andremo…

Decorazioni natalizie

La vita e’ adesso..

Chissà’ se anche voi ricordate questa lunga canzone di Claudio Baglioni.

Lunga, piena di parole, frasi poetiche ma anche realiste.

la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all’aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l’ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un’attesa di volersi di più
e non capir cos’è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell’aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

La vita e’ adesso, e’ quello che sto vivendo in questo istante, ora.

Sulla base di questa idea, quanto e’ accaduto nel corso della settimana, e’ già passato.

Fa già parte del mio passato, intendo.

E’ il motivo per cui, a volte, con grande frenesia, voglio scrivere un post, su quanto mi accade. Perché so che, passato il momento, quanto mi è’ accaduto suona già di vecchio e superato.

Un po’ come le notizie, no? Si susseguono con un ritmo serrato e vertiginoso, l’indomani, la notizia del giorno precedente e’ già superata.

Mi sento così, quando, per mille motivi, non posso prendere la mia penna e scrivere. Ma non posso più di tanto prendermela, ovviamente, se non scrivo e’ esclusivamente per due motivi:

  1. Sono troppo stanca per farlo, ho magari messo a nanna Liam e, insieme a lui, mi addormento pure io…

  2. E’ troppo tardi per scrivere, diciamo che è’ notte fonda e quindi per recuperare un po’ di energie, e’ cosa buona e giusta riposare, dormire, quindi spegnere la luce dell’abat jour sul comodino e scollegarsi dal resto del mondo.

Perché, contrariamente a ciò che si possa pensare, non ho proprio il tempo materiale per scrivere durante il giorno: quando Liam chiude i suoi bellissimi occhioni per dormire, arriva il mio momento relax, qualcuno legge, qualcuno scrive, qualcuno dorme, qualcuno va a ballare, qualcuno esce con gli amici…

Insomma, ognuno di noi ha il proprio relax.

Una volta, per me, il mio relax era il mio pianoforte:

image

ora e’ li che mi guarda e, spesso impaurito, spera che non mi sieda, soprattutto se nei paraggi c’è anche Liam…teme per le sue bellissime corde e non posso dargli torto. Certo, se tornassi indietro, acquisterei quel fantastico “silent” system, che ti consente di suonare e di ascoltarti in cuffia, senza disturbare nessuno. Il che sarebbe stato l’ideale dato che il tempo a disposizione per poter strimpellare ancora qualcosa andrebbe dalle 21.30 in poi… In fondo, la tradizionale “sordina”, il pedale che sta in mezzo, tra gli altri due, non rende così piacevole il suono del pianoforte, e sembra sempre di dover schiacciare i tasti con molta più forza di quanto in realtà non si desidera fare quando si suona un valzer di Chopin.

Quando capitano questi periodi in cui passa anche più di una settimana senza riuscire a mettere mano alla penna, non mi resta che prendere appunti, giorno per giorno, di alcuni aneddoti che vorrei raccontare, perché, oltre al fatto che accadono tante cose, c’è anche il problema che tendo a dimenticarmele, queste “tante” cose che accadono: la notizia del lunedì non e’ più interessante, il venerdì. E, attenzione, nonostante gli appunti, non ricordo neanche la parola chiave che ho segnato: ma perché ho scritto “altalena” sull’agenda? Ecco, non me lo ricordo più…

Forse chi e’ mamma di un bimbo vivace ed ha una vita mediamente frenetica, può capirmi (qualcuno dica di si, vi prego… ): tenere a mente tutto diventa pressoché impossibile.

Ho imparato ad essere più metodica e a segnarmi le cose da fare. Ho imparato però anche a rileggere le liste di cose che ho segnato, altrimenti annotarle e basta non serve.

Banale, vero? Sembra, ma non lo è.

Lunedi e’ sempre il giorno più lungo della settimana, lavorando fino a tardi, arrivo molto stanca, il traffico delle cinque e mezza del pomeriggio e’ talmente intenso che arrivo a casa alle sette, varco la soglia di casa, Liam mi corre incontro, i miei mi raccontano in due minuti come e’ andata una giornata intera, mentre io, nelle orecchie, e nella testa, ho ancora il rumore del mio diesel scoppiettante e rumoroso. Spesso, il lunedì e’ il giorno in cui Liam e’ più agitato ed eccitato di tutta la settimana, e, come e’ capitato, più sono stanca io, più lui non ha sonno.

Niente nanna? Dalle nove alle undici, due ore di tentativi vani per farlo addormentare, salvo poi arrenderci inesorabilmente alla sua richiesta accorata tra le lacrime di scendere in sala e stare sul divano. Dove poi, dopo soli cinque minuti, si e’ addormentato pacificamente.

A volte ci si ostina con dei “no” che non portano a nulla. Salvo poi sentirsi inadeguati per non aver “capito” la richiesta del proprio bimbo.

Mentre le notizie su ebola e gli errori presunti dell’organizzazione mondiale della sanità si susseguono durante la settimana, martedì mattina mi ritrovo nel bel mezzo dell’attualità ticinese: vengo fermata in dogana per un veloce sondaggio in corso sulla mobilità in Canton Ticino: guardo l’orologio e si’, sono in ritardo, anche se mi chiedi cinque minuti, il fatto solo di dover accostare mi sembrerà un eternità…

“A che ora parti?”

“A che ora inizi a lavorare?”

“comune di residenza?”

“dove sei diretta”, per lavoro?”

“quante volte alla settimana fai questo tragitto”

Ecco che posso ripartire, sono quasi le otto e mezza e mi mancano circa quaranta minuti di strada, lo sapevo, stamattina sono partita troppo tardi, ormai preventivare un’ora e quaranta minuti per il tragitto di 53 km, pare non sia più sufficiente…

Martedì pomeriggio, invece, mi riserva un episodio alquanto curioso: sono in coda alle quattro del pomeriggio…Ancora? Ma ce n’è sempre una? si va a passo d’uomo e lentamente si sorpassa un’auto che va a cinque all’ora, tocca a me superare e non so se ridere o cosa: un’auto, il cofano tutto aperto, il vecchietto alla guida che si sporge dal finestrino quanto più possibile per vedere la strada e guidare in queste condizioni.

Qualcuno lo ferma e gli chiede per favore se non c’è un altro metodo più sicuro per lui ed il prossimo per arrivare a destinazione?

E’ una bella giornata, calda. Arrivo al nido a prendere il mio campione: “mamma!! Mamma mia!”.

Non possiamo non cogliere l’occasione al volo, il tempo e’ bello e allora andiamo al parco, dove lui si diverte con alcuni dei suoi compagni di nido, e con il bel gruppetto di “mamme toste” trascorriamo qualche momento piacevole e di allegria. siamo diventate amiche, e questo e’ molto bello, rivederci mette tutte di buon umore..

Mercoledi: la mattina non si preannuncia particolarmente positiva, in una delle zone più pericolose del tragitto che faccio, alla mia sinistra una folla di persone sulla strada, macchine in colonna, un motorino a terra. Riverso sulla strada, con il suo casco, un ragazzo. E’ immobile, una ragazza gli parla, le persone intorno a lui, ho i brividi, piango.

Sono sconvolta, non ho mai visto da così vicino un incidente. Una montagna di pensieri mi si affollano nella mente, mi fermo, serve aiuto? C’è tantissima gente, non serve. Ancora non si vede un’ambulanza, deve essere successo da poco. Penso alla mamma di questo ragazzo, penso alla sua fidanzata o moglie, Spero sia vivo. Le lacrime non si fermano, un magone incontenibile mi annebbia la vista. Ho voglia di casa, ho voglia di stringere i miei affetti, sono sola in macchina e sto andando al lavoro.

Forza, asciuga le lacrime, e vai.

E’ metà settimana, tutto sembra già più semplice, anche se poi non lo è.

Oggi e’ il giorno dedicato al mio appuntamento mensile con il colore della mia chioma…accidenti, credo dovrò farmene una ragione: con l’età che avanza, le frequenze dal parrucchiere per il colore aumentano..ed io che pensavo fosse colpa dei nuovi pacchetti promozionali colore (non funzionano bene, questi prodotti!?!).

Una testa nuova, però, in ordine, ti fa sentire meglio. Sarà l’Effetto placebo.

Giovedi: regolarmente tiro un sospiro di sollievo, siamo ad un passo dal fine settimana. Ma un passo lungo, però!

I lavori in corso negli uffici che fino ad ora non ci avevano coinvolto (anzi, erano programmati a metà novembre) improvvisamente arrivano alla nostra porta: “per domani dobbiamo traslocare e lasciare libero questo ufficio, ci spostiamo in quello che sta diventando l’open space.

Quindi oggi scatoloni? Guardo come sono vestita: di nero, così la polvere bianca si intonerà perfettamente, e soprattutto oggi ho stranamente deciso di indossare le scarpette col tacco: l’ideale per fare su e giù dal magazzino…

Pronti via: il nostro mini gruppetto di volontari si organizza e svuota armadi e prepara scatoloni. La priorità del giorno.

Corro al nido a prendere Liam: “mamma gelato!”

“Certo tesoro, ne voglio uno anch’io, dopo tutto me lo merito”!!

E’ arrivato il mitico venerdì..Si avvicina il fine settimana.

L’ufficio dove ho lavorato per quattro anni e’ vuoto. Ora le nostre scrivanie sono tutte in Open space: tutti i muri che c’erano sono stati abbattuti. I lavori non sono ancora finiti, e tra operai, muratori, elettricisti che girano, lavoriamo alle nostre nuove postazioni con la polvere che aleggia ancora nell’aria.

Sembra così strano: c’è un’aria quasi di festa, dev’essere la novità, tutto così diverso. Inutile dire che la mattinata vola e mi ritrovo di nuovo davanti alla porta del nido a suonare il campanello per correre incontro al mio piccolino…”Mamma, io grande!”.

Corriamo a casa, stasera le mamme si trovano al nido per preparare il Mercatino di Natale che si terrà il prossimo 30 Novembre.

Il nido avrà una propria bancarella dove verranno esposti questi lavoretti fatti dalle mamme e dalle educatrici.

Preparo dei biscottini, ho proprio voglia di condividere con tutte un dolcetto e perché ogni volta, questa e’ la seconda, e’ come ritrovarsi tra amiche di lunga data: si parla del più e del meno, e poi si da spazio alla creatività: decorazioni, ghirlande, alberelli di Natale, paillette colorate, feltro, nastri colorati, etc.

E’ proprio una bella iniziativa, mariti a casa con i pupetti (così anche loro se li godono un po’) e le mamme che possono dedicarsi, in compagnia, alla creatività: il Natale ormai e’ più vicino di quanto si possa pensare: se penso al centro commerciale dove faccio un giro in pausa pranzo, le decorazioni sono esposte da ormai almeno quindici giorni.

Natale

Ecco che arriva il week-end: sabato di relax casalingo, mestieri a go-go, si torna all’ora solare; e domenica gita fuori porta per visitare la Fiera del Tartufo di Moncalvo: bancarelle di squisitezze Made in Italy, salami, formaggi, miele, cioccolato, torte alla nocciola, boeri, baci di dama, tartufo, focacce, etc. Etc.

Forza, domani inizia una nuova avventura, si riparte da lunedì.

….sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso

Preparativi 2

Dunque ci siamo quasi e i preparativi sono ancora in corso.

Sapevo che grazie ala lista avrei individuato cosa manca davvero: Urge quindi l’acquisto nel pomeriggio, approfitterò, perché ieri hanno aperto un nuovo negozio Prenatal proprio vicino casa.

  1. 1. Cappellino di cotone che copra le orecchie
  2. Cordicelle per il ciuccio, e un paio di ciucci di scorta
  3. Pomata al timo balsamica per la tosse
  4. Body a manica corta

Sicuramenfe curiosando qualcos’altro mi verrà in mente…e sono sicura che sarà qualcosa di cui non avrò bisogno ma che in quel momento mi sembrerà irrimediabilmente necessario.

 

Preparativi

Manca una settimana alla partenza ed oggi iniziano i preparativi.

La settimana precedente ad ogni partenza, infatti, e ‘ sempre un tour de force, il timore di dimenticare qualcosa e’ sempre in agguato.

In questa settimana dovrò controllare cosa manca a Liam, ultimare gli acquisti, avere un’idea di cosa mettere nelle nostre valige, e probabilmente mandare lavatrici a go-go affinché quello che vorremo metterci sia pronto.

Per me poi c’è il parrucchiere: il mio colore sta sbiadendo, come se avessi già fatto lo shatush, quell’effetto che adesso va tanto di moda, l’ ho provato per la prima volta 4 anni fa e non l’ho più riprovato: sembra che i capelli siano scoloriti…se alla Belen si può perdonare tutto, alla mamma “in corriera” non credo…. 🙂

Allora oggi ne approfitto per fare una “checklist” di quello che serve a Liam, eccomi allora pronta a rubare questo spazio virtuale per fare mente locale di cosa mettere in valigia e di quanto potrebbe mancare ancora.

Di una cosa sono già sicura: partiremo carichi come non so che, avete presente quelle automobili che sembrano impennare da quanto il baule e’ stracarico?

Partire per le festività e’ comunque sempre bello: l’idea di andare verso il mare e ritrovarsi con gli affetti familiari mette allegria. E poi ho sempre la scusa per comprare qualcosa di nuovo… 🙂

Facendo infatti un primo “check” di magliette, magliettine, pantaloni & company ho realizzato che per il pupetto dovrò fare un salto da Zara in settimana: questo sacrificio qualcuno dovrà pur farlo 🙂 ….

Ecco allora la valigia del piccolino, quella che dovrà esser pronta per sabato sera, la vigilia della partenza: altro che valigette con gli orsetti: qui ci vuole un baule e una gru per spostarlo!

Cosa non deve mancare:

  1. Pannolini e teli carta per il cambio, salviettine
  2. Biberon, ciuccio, copertina
  3. Latte liquido in caso di necessità, scalda biberon per l’auto
  4. Salviettine per il cambio e salviettine umidificanti per viso e manine
  5. Biscotti e crackers
  6. Bavaglini
  7. Minimo 3/4 cambi al giorno: body, maglietta a maniche corte/ maniche lunghe, pantaloni, calzini, scarpe, felpe, maglioncini di cotone, cappellino, tute da ginnastica, pigiamini
  8. Medicinali: tachipirina, sciroppo per la tosse, soluzione fisiologica, creme varie per il cambio, goccine per le orecchie, macchinetta per aerosol
  9. Bagnetto: accappatoi, bagnoschiuma e shampo, spugnetta, qualche paperella, pettine e spazzola
  10. Giochi preferiti: almeno un paio
  11. Lenzuola per lettino
  12. Crema solare protezione 50, occhialetti protettivi in case di luce molto forte (che non metterà mai!!)
  13. Le sue posate “mignon”, il suo bicchiere, camomilla, finocchietto.
  14. I-pad: durante il viaggio in auto, con qualche puntata di Pippi o la Pepp Pig si distrae un po’.

E come al solito, ho l’impressione che, anche questa settimana sarà tosta, più o meno come le altre.

In bocca al lupo, Cri!

 

Sentirsi utili

Oggi il mio bimbo e’ malato, l’ennesimo virus gastro-intestinale in circolazione, preso chissà dove, lo tiene in scacco da questa notte.

Inutile dire che in queste situazioni e’ impossibile dormire durante la notte, specialmente per lui, continuamente disturbato dal malessere.

Se non c’è’ febbre, il pediatra consiglia di reintegrare i liquidi gradualmente, prima con piccoli cucchiaini d’acqua, poi con qualcosa di asciutto. L’alimentazione dovrebbe essere la risoluzione del problema con riso bianco, ad esempio, e alimenti leggeri ma se il bambino e’ inappetente non bisogna forzarlo a mangiare.

Si inizia con un po’ di the’ con qualche biscotto. Se, come nel nostro caso, il bimbo non vuole bere, bisogna cercare di dargli un pochino d’acqua.

Per ora, sono stati sconsigliati i re integratori di liquidi, posto che è’ da tenere sotto controllo qualora vi fosse febbre e il resto del disturbo si protraesse.

Il dispiacere di vederlo stare male, la voglia di essere d’aiuto e presente vengono prima di tutto nonostante i sensi di colpa di non poter essere in due posti contemporaneamente: a casa e al lavoro.

In molti rassicurano che un bimbo che frequenta il nido prepara gli anticorpi e sarà così già pronto per la scuola materna. Voglio essere positiva e sperare che si, tra un anno e mezzo non si ammali così spesso.

E’ sempre così vispo e attivo, e deve essere sempre impegnato, e vederlo così mogio mi sembra così strano.

Da qualche parte ho letto che i bimbi della sua età vogliono rendersi utili quando cominciano a scoprire le loro capacità: in effetti e’ vero, e’ sempre presente ogni volta che c’è da svuotare la lavastoviglie come fa la mamma, prendere la scopa per pulire, scaricare la lavatrice, svuotare le borse della spesa.. E noi lo aiutiamo in questo gioco..

C’è un altro gioco, invece, che e’ più “dolce” e riguarda i suoi biscotti che conserviamo in un bel barattolo di vetro.

Quando stanno per finire, lo aiuto ad aprire la confezione di biscotti e lui si diverte e si impegna a riempire il barattolo.

Non finirebbe mai…anzi si arrabbia quando chiudo il barattolo, ormai pieno.

 

 

 

Tre all’improvviso

A parte la premessa di questo film un po’ drammatica che lascia un po’ di amaro in bocca nel seguire la comicità successiva del film, devo ammettere che ci sono molti spunti di vita quotidiana di una coppia alle prese coi bimbi.

Tre all’improvviso e’ un film carino. La coppia scelta e’ formidabile, giovane e bella.

La scena che mi fa impazzire e’ l’ultima del trailer e, certi giorni, mi sembra di presentarmi di fronte ai miei interlocutori proprio così: agitata, nervosa, trafelata e non proprio in ordine…Devo sempre ricontrollare i miei vestiti ed il mio aspetto per evitare sorprese indesiderata 🙂

Un sorriso per iniziare una nuova settimana.

 

 

Polpettine di verdure

L’ispirazione mi è venuta grazie al blog “un viaggio in cucina” – che ringrazio – ed alle appetitose Polpettine al sugo, che adoro.

Liam non adora particolarmente le verdure, da quando ha scoperto i sapori, mangia quello che mangiamo noi, e quindi, da quando ha compiuto 1 anno, avvicinarlo ai contorni di verdure risulta sempre molto difficile.

E dunque, poiché le polpette piacciono a tutti, come giustamente si diceva, ho pensato che anche le verdure potessero trasformarsi in gustosissimi bocconcini.

Servono:

  • 1 zucchina
  • 1 carota
  • 1 patata
  • 1 uovo
  • pane raffermo o fette biscottate
  • 1 bicchiere di latte
  • 4 cucchiai di parmigiano reggiano

Facilissimo prepararle:

  1. Faccio bollire le verdure fino a che son cotte

  2. Con lo schiacciapatate passo le verdure e le metto in una ciotola

  3. A parte in una ciotolina, metto 1 bicchiere di latte tiepido e lascio ammollare il pane o almeno 5 fette biscottate e poi lo strizzo bene

  4. Aggiungo un uovo e il parmigiano, il pane strizzato e mescolo il composto. Per via delle verdure che contengono molta acqua il composto potrebbe risultare molto umido. In questo caso aggiungete più pane e un po’ di formaggio.

  5. Accendo il forno a 180 gradi ventilato

  6. Rivesto la placca forno con la carta forno

  7. Con un cucchiaino prendo un po’ di impasto e formo delle polpettine

  8. Cuocio in forno per circa mezz’ora

Vi posso assicurare che non ne avanza neanche una!

Liam e’ contento ed io sono tranquilla: la sua buona razione di verdure e’ assicurata.

Libri tattili e materici

Liam ha una vera e propria predilezione per questi libri.

Gli piace ascoltare la piccola storia che illustra le pagine, e’ interessato ai colori, alle forme, alla materia che può toccare per sentirne la consistenza.

Ormai riconosce gli animali, facendo il loro verso. E’ davvero divertente giocare con lui.

Imparare i versi degli animali e’ un altro importante step della sua crescita.

Nella memorizzazione, credo abbia aiutato anche la canzoncina che conosciamo tutti: Nella Vecchia Fattoria

Tornando ai libriccini, in commercio ne troverete molti. Io ho trovato questa dedicata agli animali del mondo, con filastrocche di Tony Wolf.

Ringrazio mia cognata, che mi ha fatto scoprire anche questa collana della ape libri, http://www.ape libri.it

Buon divertimento con i vostri bimbi.

Le costruzioni

Da quando è’ arrivato Liam, la casa si e’ riempita di colori: giochi, libriccini, peluche, macchinine, matite colorate, etc.

Anche se non ricevi delle vere e proprie visite, inaspettatamente ricevi dei regali per lui per il tramite di altre persone.

Questa incredibile catena di doni, inizia ancor prima della nascita, e non smette più.

La casa si trasforma e diventa il suo regno ed un piccolo parco giochi.

Ho quindi pensato di aggiungere una nuova categoria che riguarda il Mondo dei Bimbi, dove in futuro parleremo di argomenti che li riguardano. Oggi però inauguro questa nuova categoria con i Giochi.

Molti sostengono che non siano necessari, poiché i bimbi si divertono anche con oggetti ordinari che si trovano in casa: una bottiglia di plastica, le mollette per il bucato, le pentole è i mobili della cucina, le scatole, la pasta.

Anche i vostri?

Sono d’accordo con voi, ma non ho mai sottovalutato l’importanza di giochi mirati e studiati per la loro età, poiché, a seconda di questa, un gioco può sollecitare e sviluppare gesti e movimenti che rendono il bambino partecipe e attivo.

Senza scadere nel vortice consumistico, riconosco che certi giochi specifici hanno risucchiato l’attenzione del mio bambino.

Ormai Liam ha 20 mesi ed e’ attratto da alcune cose in particolare:

le costruzioni, i colori e gli album da disegno, i libri materici con le figure, le macchinine, i giochi di legno.

Oggi quindi ringrazio una mia parente che gli ha regalato una scatola di costruzioni Lego Duplo, passando così dai blocchi morbidi dei mesi passati a vere e proprie costruzioni.

Questi blocchi piuttosto grandi e colorati aiutano il bimbo nella manipolazione e motricità, stimolando la sua creativita’ e fantasia nel gioco continuo di impilarli, creando così nuove e inaspettate forme.

Stelline

Prima di diventare mamma, commentavo spesso che chi ha dei figli, parla sempre di loro, e non si rende conto di diventare monotematico.

Quasi infastidita, mi annoiavo nell’ascoltare donne che non avevano altri argomenti se non il proprio figlio.

E poiché la vita e’ una ruota che gira, ora che sono mamma, mi ritrovo spesso in quella situazione, stavolta non sono la ragazza che annoiata ascolta, ma quella che racconta e tiene banco.

Ci sarà sicuramente qualcuna che oggi, come me alcuni anni fa, mi guarderà annoiata mentre soddisfatta racconto dei progressi fatti nell’ultimo mese o dell’ultimo aneddoto di casa.

Ma e’ più forte di me, e’ questo legame indissolubile che fa si che nei miei pensieri ci sia sempre lui, il mio piccolino.

I progressi compiuti dai bambini nel primo anno di vita sono enormi e stupiscono per la celerità con cui si verificano.

Dai primi movimenti, i primi versetti, le torsioni, i primi passi, il camminare, le prime parole, il voler interagire con le persone che stanno intorno a loro.

Ogni giorno una nuova scoperta, un divenire, materiali, forme, colori, suoni, consistenze: tutto e’ nuovo, per loro.

Il mio piccolino cammina ormai da solo da più di sette mesi.

Parlotta, alcune parole si capiscono perfettamente, come ad esempio mamma, Papa’ nonna, nonno. Altre cerca di ripeterle ed imitarle.

Ma il mese scorso, inaspettatamente, c’e’ stata un’altra occasione che mi ha stupito  e al contempo fatto gioire delle sue capacità in continua evoluzione.

Come ho raccontato in un precedente post, recentemente ho inserito nella cameretta alcuni oggetti nuovi e con l’occasione si era anche reso necessario spostare alcuni mobili.

Sopra uno di questi, ho ritrovato una confezione di stelline autoadesive per il muro, completamente dimenticata, ancora intatta.

Si trattava di quelle stelline morbide che si possono auto incollare al muro, hanno i profili che si illuminano al buio.

Le ho quindi incollate in un angolo, creando una piccola decorazione.

Quando Liam e’ tornato dal nido e le ha scoperte, si e’ entusiasmato e da quel momento ha iniziato un gioco tutto suo di “stacca e riattacca”.

Con grande interesse e sommo impegno (lo sguardo concentrato anche sulla più piccola stellina) ha trascorso quasi mezz’ora a fare e disfare la propria decorazione.

Non importa se la colla ormai e’ esaurita e alcune delle stelline già non sono più utili.

Cio’ che conta e’ il suo entusiasmo e la sua gioia nel fare un’attività nuova, manuale, che mai avrei pensato potesse tramutarsi in un gioco piacevole per il mio bambino.

E’ per piccole cose come queste che, nel quotidiano, una mamma prova soddisfazioni, anche se al resto del mondo e agli occhi di quella ragazza appaiono come banalità.

Ogni piccolo progresso, ogni novità, ogni scoperta farà crescere i nostri figli ogni giorno un po’ di più, accompagnandoli lungo il sentiero della crescita.

Novità in cameretta

La cameretta del mio bimbo non é ancora come la desidero.

Ma sono riuscita un mese fa, con piccoli accorgimenti, a modificarla un po’.

Ormai e’ trascorso più di un anno e mezzo dalla sua nascita, mi accorgo che le sue esigenze cambiano, ogni giorno aumentano.

Per quanto mi riguarda, sono ancora a metà dell’opera, servirebbe un bell’armadio o guardaroba, per riporre le sue cose, dall’abbigliamento alle scarpine ai tessili per il lettino.

Ho in mente un piccolo progetto per fare alcune modifiche ma il tempo stringe e so già che se non riesco a programmare a breve una gita di piacere all’Ikea, rimarro’ ancora per molto tempo senza armadio e cassettiera.

Nel frattempo pero’ ho scoperto che con piccolissimi accorgimenti, la cameretta é diventata piu’ accogliente e vivace, nonostante non mi piacciano i colori forti: con una seggiolina, una tappeto, un adesivo colorato ed un piccolo cubo / tenda con due bellissimi oblo’ sono riuscita, almeno in parte, e solo per ora, a rendere piu’ piacevoli i momenti brevi trascorsi in cameretta.

Il suo entusiasmo era incontenibile: parlava con gli animaletti colorati disegnati sul metro ed entrava e usciva dalla tenda, il suo divertimento più grande e’ quando a carponi ci rincorriamo e provo ad entrarci anch’io. Ovviamente mi sento di dire che il gioco in questo cubo/tenda va necessariamente supervisionato da un’adulto, onde evitare inconvenienti spiacevoli.

Work in progress, dunque..