La vita e’ adesso..

il

Chissà’ se anche voi ricordate questa lunga canzone di Claudio Baglioni.

Lunga, piena di parole, frasi poetiche ma anche realiste.

la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all’aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l’ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un’attesa di volersi di più
e non capir cos’è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell’aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

La vita e’ adesso, e’ quello che sto vivendo in questo istante, ora.

Sulla base di questa idea, quanto e’ accaduto nel corso della settimana, e’ già passato.

Fa già parte del mio passato, intendo.

E’ il motivo per cui, a volte, con grande frenesia, voglio scrivere un post, su quanto mi accade. Perché so che, passato il momento, quanto mi è’ accaduto suona già di vecchio e superato.

Un po’ come le notizie, no? Si susseguono con un ritmo serrato e vertiginoso, l’indomani, la notizia del giorno precedente e’ già superata.

Mi sento così, quando, per mille motivi, non posso prendere la mia penna e scrivere. Ma non posso più di tanto prendermela, ovviamente, se non scrivo e’ esclusivamente per due motivi:

  1. Sono troppo stanca per farlo, ho magari messo a nanna Liam e, insieme a lui, mi addormento pure io…

  2. E’ troppo tardi per scrivere, diciamo che è’ notte fonda e quindi per recuperare un po’ di energie, e’ cosa buona e giusta riposare, dormire, quindi spegnere la luce dell’abat jour sul comodino e scollegarsi dal resto del mondo.

Perché, contrariamente a ciò che si possa pensare, non ho proprio il tempo materiale per scrivere durante il giorno: quando Liam chiude i suoi bellissimi occhioni per dormire, arriva il mio momento relax, qualcuno legge, qualcuno scrive, qualcuno dorme, qualcuno va a ballare, qualcuno esce con gli amici…

Insomma, ognuno di noi ha il proprio relax.

Una volta, per me, il mio relax era il mio pianoforte:

image

ora e’ li che mi guarda e, spesso impaurito, spera che non mi sieda, soprattutto se nei paraggi c’è anche Liam…teme per le sue bellissime corde e non posso dargli torto. Certo, se tornassi indietro, acquisterei quel fantastico “silent” system, che ti consente di suonare e di ascoltarti in cuffia, senza disturbare nessuno. Il che sarebbe stato l’ideale dato che il tempo a disposizione per poter strimpellare ancora qualcosa andrebbe dalle 21.30 in poi… In fondo, la tradizionale “sordina”, il pedale che sta in mezzo, tra gli altri due, non rende così piacevole il suono del pianoforte, e sembra sempre di dover schiacciare i tasti con molta più forza di quanto in realtà non si desidera fare quando si suona un valzer di Chopin.

Quando capitano questi periodi in cui passa anche più di una settimana senza riuscire a mettere mano alla penna, non mi resta che prendere appunti, giorno per giorno, di alcuni aneddoti che vorrei raccontare, perché, oltre al fatto che accadono tante cose, c’è anche il problema che tendo a dimenticarmele, queste “tante” cose che accadono: la notizia del lunedì non e’ più interessante, il venerdì. E, attenzione, nonostante gli appunti, non ricordo neanche la parola chiave che ho segnato: ma perché ho scritto “altalena” sull’agenda? Ecco, non me lo ricordo più…

Forse chi e’ mamma di un bimbo vivace ed ha una vita mediamente frenetica, può capirmi (qualcuno dica di si, vi prego… ): tenere a mente tutto diventa pressoché impossibile.

Ho imparato ad essere più metodica e a segnarmi le cose da fare. Ho imparato però anche a rileggere le liste di cose che ho segnato, altrimenti annotarle e basta non serve.

Banale, vero? Sembra, ma non lo è.

Lunedi e’ sempre il giorno più lungo della settimana, lavorando fino a tardi, arrivo molto stanca, il traffico delle cinque e mezza del pomeriggio e’ talmente intenso che arrivo a casa alle sette, varco la soglia di casa, Liam mi corre incontro, i miei mi raccontano in due minuti come e’ andata una giornata intera, mentre io, nelle orecchie, e nella testa, ho ancora il rumore del mio diesel scoppiettante e rumoroso. Spesso, il lunedì e’ il giorno in cui Liam e’ più agitato ed eccitato di tutta la settimana, e, come e’ capitato, più sono stanca io, più lui non ha sonno.

Niente nanna? Dalle nove alle undici, due ore di tentativi vani per farlo addormentare, salvo poi arrenderci inesorabilmente alla sua richiesta accorata tra le lacrime di scendere in sala e stare sul divano. Dove poi, dopo soli cinque minuti, si e’ addormentato pacificamente.

A volte ci si ostina con dei “no” che non portano a nulla. Salvo poi sentirsi inadeguati per non aver “capito” la richiesta del proprio bimbo.

Mentre le notizie su ebola e gli errori presunti dell’organizzazione mondiale della sanità si susseguono durante la settimana, martedì mattina mi ritrovo nel bel mezzo dell’attualità ticinese: vengo fermata in dogana per un veloce sondaggio in corso sulla mobilità in Canton Ticino: guardo l’orologio e si’, sono in ritardo, anche se mi chiedi cinque minuti, il fatto solo di dover accostare mi sembrerà un eternità…

“A che ora parti?”

“A che ora inizi a lavorare?”

“comune di residenza?”

“dove sei diretta”, per lavoro?”

“quante volte alla settimana fai questo tragitto”

Ecco che posso ripartire, sono quasi le otto e mezza e mi mancano circa quaranta minuti di strada, lo sapevo, stamattina sono partita troppo tardi, ormai preventivare un’ora e quaranta minuti per il tragitto di 53 km, pare non sia più sufficiente…

Martedì pomeriggio, invece, mi riserva un episodio alquanto curioso: sono in coda alle quattro del pomeriggio…Ancora? Ma ce n’è sempre una? si va a passo d’uomo e lentamente si sorpassa un’auto che va a cinque all’ora, tocca a me superare e non so se ridere o cosa: un’auto, il cofano tutto aperto, il vecchietto alla guida che si sporge dal finestrino quanto più possibile per vedere la strada e guidare in queste condizioni.

Qualcuno lo ferma e gli chiede per favore se non c’è un altro metodo più sicuro per lui ed il prossimo per arrivare a destinazione?

E’ una bella giornata, calda. Arrivo al nido a prendere il mio campione: “mamma!! Mamma mia!”.

Non possiamo non cogliere l’occasione al volo, il tempo e’ bello e allora andiamo al parco, dove lui si diverte con alcuni dei suoi compagni di nido, e con il bel gruppetto di “mamme toste” trascorriamo qualche momento piacevole e di allegria. siamo diventate amiche, e questo e’ molto bello, rivederci mette tutte di buon umore..

Mercoledi: la mattina non si preannuncia particolarmente positiva, in una delle zone più pericolose del tragitto che faccio, alla mia sinistra una folla di persone sulla strada, macchine in colonna, un motorino a terra. Riverso sulla strada, con il suo casco, un ragazzo. E’ immobile, una ragazza gli parla, le persone intorno a lui, ho i brividi, piango.

Sono sconvolta, non ho mai visto da così vicino un incidente. Una montagna di pensieri mi si affollano nella mente, mi fermo, serve aiuto? C’è tantissima gente, non serve. Ancora non si vede un’ambulanza, deve essere successo da poco. Penso alla mamma di questo ragazzo, penso alla sua fidanzata o moglie, Spero sia vivo. Le lacrime non si fermano, un magone incontenibile mi annebbia la vista. Ho voglia di casa, ho voglia di stringere i miei affetti, sono sola in macchina e sto andando al lavoro.

Forza, asciuga le lacrime, e vai.

E’ metà settimana, tutto sembra già più semplice, anche se poi non lo è.

Oggi e’ il giorno dedicato al mio appuntamento mensile con il colore della mia chioma…accidenti, credo dovrò farmene una ragione: con l’età che avanza, le frequenze dal parrucchiere per il colore aumentano..ed io che pensavo fosse colpa dei nuovi pacchetti promozionali colore (non funzionano bene, questi prodotti!?!).

Una testa nuova, però, in ordine, ti fa sentire meglio. Sarà l’Effetto placebo.

Giovedi: regolarmente tiro un sospiro di sollievo, siamo ad un passo dal fine settimana. Ma un passo lungo, però!

I lavori in corso negli uffici che fino ad ora non ci avevano coinvolto (anzi, erano programmati a metà novembre) improvvisamente arrivano alla nostra porta: “per domani dobbiamo traslocare e lasciare libero questo ufficio, ci spostiamo in quello che sta diventando l’open space.

Quindi oggi scatoloni? Guardo come sono vestita: di nero, così la polvere bianca si intonerà perfettamente, e soprattutto oggi ho stranamente deciso di indossare le scarpette col tacco: l’ideale per fare su e giù dal magazzino…

Pronti via: il nostro mini gruppetto di volontari si organizza e svuota armadi e prepara scatoloni. La priorità del giorno.

Corro al nido a prendere Liam: “mamma gelato!”

“Certo tesoro, ne voglio uno anch’io, dopo tutto me lo merito”!!

E’ arrivato il mitico venerdì..Si avvicina il fine settimana.

L’ufficio dove ho lavorato per quattro anni e’ vuoto. Ora le nostre scrivanie sono tutte in Open space: tutti i muri che c’erano sono stati abbattuti. I lavori non sono ancora finiti, e tra operai, muratori, elettricisti che girano, lavoriamo alle nostre nuove postazioni con la polvere che aleggia ancora nell’aria.

Sembra così strano: c’è un’aria quasi di festa, dev’essere la novità, tutto così diverso. Inutile dire che la mattinata vola e mi ritrovo di nuovo davanti alla porta del nido a suonare il campanello per correre incontro al mio piccolino…”Mamma, io grande!”.

Corriamo a casa, stasera le mamme si trovano al nido per preparare il Mercatino di Natale che si terrà il prossimo 30 Novembre.

Il nido avrà una propria bancarella dove verranno esposti questi lavoretti fatti dalle mamme e dalle educatrici.

Preparo dei biscottini, ho proprio voglia di condividere con tutte un dolcetto e perché ogni volta, questa e’ la seconda, e’ come ritrovarsi tra amiche di lunga data: si parla del più e del meno, e poi si da spazio alla creatività: decorazioni, ghirlande, alberelli di Natale, paillette colorate, feltro, nastri colorati, etc.

E’ proprio una bella iniziativa, mariti a casa con i pupetti (così anche loro se li godono un po’) e le mamme che possono dedicarsi, in compagnia, alla creatività: il Natale ormai e’ più vicino di quanto si possa pensare: se penso al centro commerciale dove faccio un giro in pausa pranzo, le decorazioni sono esposte da ormai almeno quindici giorni.

Natale

Ecco che arriva il week-end: sabato di relax casalingo, mestieri a go-go, si torna all’ora solare; e domenica gita fuori porta per visitare la Fiera del Tartufo di Moncalvo: bancarelle di squisitezze Made in Italy, salami, formaggi, miele, cioccolato, torte alla nocciola, boeri, baci di dama, tartufo, focacce, etc. Etc.

Forza, domani inizia una nuova avventura, si riparte da lunedì.

….sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. Laura ha detto:

    Tesoro goditi quella meraviglia che hai perche’ crescera’ e questo periodo non tornera’ piu’, vedrai che poi riuscirai a fare tutte le cose che ti piacciono, come scrivere, la canzone di Baglioni e’ stupenda, che belli i mercatini di Natale, io mi perdo sempre, 🙂 un abbraccio cara, sei una mamma stupenda, ❤

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    1. La Cri' ha detto:

      Cara Laura, le tue parole mi hanno emozionato moltissimo, grazie, ti sento sempre vicinissima, sei un’amica! Un abrraccio a te!

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      1. Laura ha detto:

        Ho passato le stesse cose che stai vivendo tu e quindi ti capisco, leggendoti rivedo me stessa con la mia piccola Chiara, vedrai che momenti magici avrai, avere un figlio e’ meraviglioso, ❤

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      2. La Cri' ha detto:

        Cuore di mamma, finche’ non lo si diventa, si guarda la vita con occhi diversi e si rincorrono cose che, in confronto, sono nulla. Grazie ancora. Notte.

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  2. Silvia ha detto:

    E’ dura stare dietro a tutto hai ragione, ma te la stai cavando benissimo, buona settimana 🙂

    Date: Sun, 26 Oct 2014 21:57:12 +0000 To: silvia-1959@live.it

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  3. stefaniamammaleo ha detto:

    Ciao!Buon inizio settimana!Quanto mi rivedo in ciò che scrivi!Vorresti avere più tempo da dedicare alle persone che ami,soprattutto ai nostri piccolini,ma la frenesia della vita quotidiana ti mangia il tempo in maniera inesorabile.Il mio piccolo segreto è quello di fare le cose al meglio che posso,senza pretendere la perfezione.Meglio fare ( anche se male ) che non fare !E soprattutto non rimproverarsi nulla…siamo umane!Un Bacione!

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  4. newwhitebear ha detto:

    La vita del pendolare è dura e tu l’hai descritta con dovizia.
    Il piccolo? Ti vede solo per poche ore alla sera e, credo, che non sempre hai voglia e energia da dedicargli. Però dalle tue parole si avverte l’amore reciproco.

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  5. DolceNera ha detto:

    Chissà se in tutta questa lunga settimana qualcuno ti ha ricordato quanto tu sia bella? E’ la prima cosa che ho pensato quando ho finito di leggerti. Hai una spontaneità, una semplicità e una dolcezza nel porti a noi che affascina e lascia in bocca sapore di buono, anche quando non ci regali le tue ricette di dolci e leccornie varie. Con la stessa spontaneità ti dico che son felice di aver incrociato i nostri blog e i nostri pensieri, differenti, perchè viviamo realtà opposte, ma simili nell’essenza…che poi è quello che conta. Persino la canzone del buon Claudio Baglioni, pur essendo d’annata, è una delle mie preferite, una di quelle che ad ogni ascolto mi emoziona e mi accelera il battito del cuore. Sii felice… perchè…è vero, La vita è adesso: è un augurio che ti faccio di cuore ♥

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    1. La Cri' ha detto:

      Cara Laura, leggo e rileggo questo tuo commento, cosi affettuoso, con il sorriso sulle labbra. Sono giorni che penso di risponderti, ho un insieme di cose belle da dirti, vorrei solo dirti grazie e farti sapere che provo lo stesso affetto, e’ questione di feeling come cantava Mina…sono davverro contenta che questa canzone sia una delle preferite, io l’adoro, c’e la mia gioventu e nonostsnte questo e’ cosi attuale…e no..nessuno mi hs ricordato quanto io sia bella, ti voglio bene per questo perfhe sono parole molto speciali. Cerco di essere sempre me stessa, con tutti i miei difetti…un abbraccio, cara amica!

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  6. xmery2013 ha detto:

    avevo quasi dimenticato quanto ho amato questa canzone, parola per parola, tutto aveva un senso……grazie!….. e bello leggere come ti racconti.. 🙂

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    1. La Cri' ha detto:

      Grazie a te per le tue parole.
      sono molto affezionata a questa canzone, e’ stata pubblicata nel pieno della mia adolescenza e anch’io ricordo parola per parola. Un artista come bAglioni entra nel cuore delle persone, e ci rimane..un abbraccio!

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