Mare Nostrum

il

…e poi torni a casa, dopo l’euforia di un pomeriggio spensierato fatto di bambini allegri e torni bruscamente al mondo in cui viviamo, al mondo che ci circonda, di cui facciamo parte, apprendi la notizia della tragedia umana e dell’ennesimo naufragio, questa volta pare di dimensioni epocali.

E ti senti così addolorato per queste anime spezzate, e nulla di concreto per risolvere, in collaborazione con gli altri stati europei, questa situazione, quasi fosse una tragedia solo italiana. Come e’ facile per gli stati che non confinano con il mare  sentenziare sul “come si fa” e prendere le distanze.

L’uomo che fugge dal proprio destino di povertà e morte e scappa verso la vita ed il miraggio, trova poi la morte mentre disperato cerca di raggiungere quella mano tesa, per poterla afferrare, e dirsi finalmente salvo da una vita di paura e povertà.

Quanti morti dovremo ancora contare nelle acque che ci separano ed al contempo ci uniscono al continente africano ed a quello asiatico, siamo terra di sbarchi da secoli, siamo stati dominati, siamo crocevia di culture diverse tra loro, le nostre tradizioni ne sono testimonianza, le nostre fortezze sulle colline che guardano il mare ne sono l’emblema.

Ed il mare ora grida pietà, perché non sono le condizioni del mare stesso ad uccidere queste persone, ma le condizioni in cui vengono fatti navigare su barconi della speranza mal messi e pericolosi. Il mare li culla e con le proprie onde li accompagna verso le nostre coste; vivi, quando coi loro occhi scrutano l’orizzonte per scorgere la terra che si avvicina e nei loro pensieri accarezzano l’idea di una vita migliore; senza vita, quando l’uomo stesso senza scrupoli li abbandona in mare aperto dopo averli caricati su carrette improbabili. Il mare e’ la coperta che scalda il sonno di queste anime in fuga.

La madre con suo figlio pensa al futuro del suo bambino, per non subire più violenze e garantirgli istruzione e forse un lavoro. Il padre pensa a salvare la propria famiglia da una vita di stenti e violenza. Il giovane ha grandi speranze.

Europa di contraddizioni e grandi vergogne. Marciamo pure per Charlie Hebdo il giorno dopo la strage, tutti insieme, ma non dimentichiamo chi inerme trova la morte perché fugge da una crudele realtà. L’Italia lasciata sola con le sue strutture di accoglienza al collasso.

Ed il nostro mare testimone di storie di disperazione, le custodirà per sempre tra le proprie acque, tra i propri fondali.

Facciamo qualcosa, in nome del Cielo.

Mare

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    Una grande tragedia che oggi ha l’onore delle prime pagine ma che domani tutti relegano nello scantinato dei ricordi.
    Quello che scrivi è condivisibile e dovrebbe spronare tutti noi a fare qualcosa per terminare questa mattanza.

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  2. FMtech ha detto:

    Il tuo blog è stato nominato vìhttp://www.fmtech.it/diario/premio-liebster-award-4-0-fmtech-nominato/ per partecipare a questa interessante iniziativa a cui ti invito a partecipare 🙂 Ciao!

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    1. La Cri' ha detto:

      Lusingata di riceverlo proprio da te, ti ringrazio e torno presto a risponderti. Grazie ancora.

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