Treccine di ricotta – ricetta di Luca Montersino

il

Ed eccomi qui, per parlarvi di una nuova ricetta dolce con cui mi sono cimentata di recente.

Una vera e propria sorpresa.

Ed ora vi spiego il perché.

Innanzitutto, parliamo di una preparazione dolce di un Maestro molto noto al grande pubblico, il quale, non è un mistero, è soprattutto molto apprezzato da noi donne, quanto a bravura, tecnica, professionalità e grande charme.

Stiamo parlando del Maestro Luca Montersino, delle sue numerosissime ricette, ne abbiamo già scelta qualcuna che trovate tra le pagine del blog, quali, ad esempio, la Pasta Frolla, la Crema Pasticcera, le Madeleines.

Sin dai tempi delle sue prime apparizioni in TV (io ricordo ad esempio il programma “Peccati di Gola” su Alice TV) del Montersino colpivano la semplicità e chiarezza nelle spiegazioni, oltre ad una grandissima tecnica che, in pasticceria, è d’obbligo e rende alcuni pasticceri semplicemente superlativi quanto a preparazione e conoscenza della materia e Luca Montersino, nella sua affabilità e semplicità, si è subito imposto all’attenzione del grande pubblico.

Queste caratteristiche che lo rendono cosi speciale e noto al grande pubblico, nonché grande riferimento per gli aspiranti pasticceri che desiderino perfezionare la loro tecnica nell’accademia di ICOOK, ho avuto la fortuna di riscontrarle personalmente in occasione dell’ultima edizione dell’evento di pasticceria tenutosi a Milano, Sweety of Milano, week-end all’insegna della grande pasticceria italiana che, nella magnifica location de Palazzo delle Stelline, si è svolto lo scorso settembre 2017 con grande successo, per il terzo anno consecutivo.

Durante questo evento, non solo si trovano gli stand di rinomate Pasticcerie italiane, ma è possibile degustare ed acquistare i dolci dei piu’ noti Maestri Pasticceri italiani, quali, ad esempio, Sal De Riso, Alfonso Pepe, Maurizio Santin e molti altri e partecipare al contempo a numerosissime MasterClass che si tengono nelle aule all’interno del Palazzo; un’occasione meravigliosa per poter vedere con i propri occhi i migliori pasticceri preparare il dolce scelto per questa occasione, dal grande Iginio Massari, a Luca Montersino, appunto, Maurizio Santin, Sal De Riso, Alessandro Servida, Gino Fabbri, Denis Buosi, Gianluca Fusto, Biasetto,  e moltissimi altri grandi nomi. Un’occasione da non perdere, che regala, per gli amanti della pasticceria e dei suoi protagonisti, grandissime emozioni.

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La Masterclass di Luca Montersino, dedicata alla cromoterapia è stata di un livello pazzesco, quanto a tecnica, tanto da rendere apparentemente semplice l’esecuzione di un dolce alquanto complesso.

La semplicità del Maestro era attesa da un vasto pubblico che, pazientemente in una lunga coda aspettava di entrare nella sala dedicata alla sua lezione; anche alla fine della lezione uno stuolo di fan lo ha letteralmente bloccato per strappargli un autografo, un selfie, un ricordo del momento.

Ed io, grande fan di Luca, non mi sono tirata indietro, e pazientemente ho atteso il mio turno per fare una foto insieme a lui. Me la scatto’ una signora gentilissima che ho poi scoperto far parte del fan club italiano di Montersino. No, perché dovete sapere che esiste un fan club tutto italiano del Montersino (e questo proprio lo ignoravo) e pare essere un fan club molto molto attivo e che lo segue appena possibile!

Tempo fa ho acquistato due delle sue numerose pubblicazioni piu’ vendute, ovvero “Croissant e biscotti” e “Golosi di Salute”, golosissime preparazioni con foto meravigliose e dolci perfetti che fanno davvero venire gola. A tal punto, da sentire impellente il desiderio di cimentarmi con i dolci riprodotti in questi libri; l’unica difficoltà a volte che si riscontra è la non facile reperibilità di alcuni ingredienti.

Questa volta ho deciso di provare le Treccine di ricotta. Ammetto di essere incappata in alcune piccole “difficoltà” durante l’esecuzione della ricetta, il che, li per li, mi ha fatto pensare di non essere riuscita probabilmente a riprodurre io correttamente la ricetta, la quale riporta nell’elenco degli ingredienti anche un uovo, ma nella spiegazione iniziale si dice di amalgamare insieme tutti gli ingredienti. Trattandosi di una preparazione da amalgamare, il primo dubbio che sorge è se l’uovo sia da considerare tra gli ingredienti da inserire oppure no; scorrendo il testo della ricetta, si scopre poi che l’uovo è citato esclusivamente alla fine, quando è necessario spennellare le treccine. Questo piccolo dubbio si insinua e puo’ far incorrere in errore. Inoltre, durante la lavorazione degli ingredienti, l’impasto è risultato talmente liquido e appiccicoso da richiedere farina aggiuntiva, rispetto a quella indicata nella grammatura degli ingredienti. Una strana “sorpresa”, quindi, ho dovuto aggiungere altra farina per rendere il composto un po’ piu’ asciutto e poterlo lavorare senza che si incollasse ovunque.

Terzo e ultimo “incoveniente”, la cottura richiesta dalla ricetta è 150 gradi per circa venti minuti; ma non sono stati assolutamente sufficienti per cuocere le treccine, che a quel punto ho lasciato in forno fino a completa cottura, quindi per almeno un quarto d’ora in piu’.

Le treccine sono, nonostante tutto, eccezionali, buone e soffici.

Mi sono poi ricreduta sul fatto che potessi aver commesso qualche errore io quando, navigando sul web alla ricerca di eventuali altre blogger che avessero già sperimentato questa stessa ricetta, ho scoperto non solo alcune variazioni su tempi e temperatura della cottura, ma anche numerosi articoli che hanno vissuto la mia stessa esperienza con gli stessi piccoli inconvenienti che vi ho appena raccontato. E cosi mi son detta: “dai Cri, alla fine vedi, non era solo un’impressione che qualcosa in questa ricetta non fosse perfetto”…. ma chissà perché, proprio non ce lo si aspetta da un Maestro come il Montersino.

Or dunque, a noi… chiarito il tutto, prepariamole insieme.

Ingredienti:

  • 250 g di farina 170 W (180 W nella ricetta originale)
  • 250 g di zucchero semolato
  • 375 g di ricotta di pecora
  • 8 g di lievito
  • 5 g di sale
  • buccia grattugiata di limone (1 g di olio essenziale di limone, nella ricetta originale)
  • 1 uovo (per spennellare) e pennello da cucina
  • zucchero semolato o granella di zucchero q.b.  per la decorazione

Preparazione:

  1. In una planetaria o in una ciotola amalgamate la ricotta con lo zucchero, la buccia grattugiata di un limone (se avete l’olio essenziale di limone previsto dalla ricetta originale meglio, altrimenti anche la buccia grattugiata di arancia o essenza di fiori d’arancio potranno andar bene) e aggiungete la farina setacciata con il lievito e il sale, fino ad ottenere un impasto liscio; se, come è capitato a me, riscontrate che l’impasto è troppo appiccicoso, aggiungete qualche manciata di farina, fino ad ottenere un impasto omogeneo e poter formare una pagnotta (o panetto) senza che si incollino le mani
  2. Pre-riscaldate il forno a 150° in modalità statico
  3. Preparate due teglie rivestendole con carta forno
  4. Con il panetto, formate delle palline, dovranno pesare circa 60 g l’una; dalla pallina, formate dei filoncini e formate delle “treccine” (che non sono formate da tre filoncini, ma da uno solo, e, come se doveste formare un ferro di cavallo con il filoncino per poi attorcigliarlo su se stesso)
  5. Disponete le treccine sulla teglia, ben distanziate tra di loro
  6. Prendete l’uovo e mettetelo in una ciotolina, sbattetelo con una forchetta, poi con un pennello da cucina, spennellate la superficie delle treccine di ricotta
  7. Cospargete ora con zucchero semolato oppure granella di zucchero
  8. Cuocete in forno a 150° per circa 35 minuti. Poiché la ricetta originale prevede 20 minuti, io consiglio di effettuare la prova stecchino per verificarne la cottura, poiché con questa temperatura cosi bassa io ho dovuto attendere, appunto, 35 minuti.

Fatele cuocere bene, fino a doratura, si dovranno colorare bene.

Caro Luca devo ammettere che questa ricetta, seppur semplice, ha reso questa preparazione un momento non di svago, bensi di preoccupazione dall’inizio alla fine, nell’insicurezza che potesse, o meno, riuscire; sappiamo tutte quanto sia antipatico e molto deludente ritrovarsi con una ricetta “non riuscita”.

Per fortuna, alla fine, le treccine sono indiscutibilmente buone per la colazione o per la merenda e alla prossima occasione non manchero’ di chiederti ragguagli personalmente.

 

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8 commenti Aggiungi il tuo

  1. Laura ha detto:

    Che morbide, bravissima, bellissimo post, lui e’ fantastico, bacioni cara, ❤

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    1. La Cri' ha detto:

      grazie Laura, devo ammettere pero’ che è stata dura arrivare alla fine con quel dubbio che logora “usciranno o non usciranno…” 🙂

      Mi piace

      1. Laura ha detto:

        🙂 ❤

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  2. newwhitebear ha detto:

    il dubbio frulla veloce e insistente nella testa fino alla fine.
    Ma quella che appare accanto a Luca sei tu?
    Credo che siano una delizia. Da provare

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    1. La Cri' ha detto:

      Dubbio serpeggia..Mah, chissà 😀 📸📸

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      1. newwhitebear ha detto:

        ma tu sei bravissima

        Piace a 1 persona

      2. La Cri' ha detto:

        troppo buono, mi cimento e spero di migliorare ancora un po’…c’è cosi tanto da imparare anche come pasticcera amatoriale…

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      3. newwhitebear ha detto:

        c’è sempre da imparare qualcosa. 😀

        Mi piace

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