Blowin’ in the Wind

Ed e’ in rare serate come queste, quando il vento fischia forte, scuote fronde di alberi, come fossero in balia delle onde, sposta oggetti, fa volare fogli di carta come aquiloni, riecheggia come un lamento insistente che non vuole sopirsi, che non posso fare a meno di intonare Blowing in the Wind di Bob Dylan.

Perché, in fondo, in quel rumore sordo che con violenza riecheggia oltre la finestra c’è quella stessa malinconia che serpeggia nella melodia di Dylan cerca di dirmi di ascoltare, in silenzio, perché, in fondo, la risposta sta volando nel vento.

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Cosi per caso…

 

Colazione da TiffanyCosì per caso..mi sono imbattuta in quest’immagine sul web, l’epilogo del mio film preferito “Colazione da Tiffany”.

Che dire, e’ stato come un flash, un ricordo; un film intramontabile, al quale sono molto affezionata, che rivedo volentieri e che non so quante volte avrò visto. Un’icona di charme come Audrey Hepburn, bella ed elegante, sfuggente e terribilmente adorabile nelle vesti di Holly Golightly, allergica all’amore, indipendente come il suo gatto.

In quest’immagine c’è tutto: la passione, la vita, l’addio, la pioggia – quindi l’acqua e la forza evocativa del rigenerarsi, del rinascere.

C’è’ la sofferenza e c’è l’amore in un momento di grande bellezza ed intensità.

Desideravo fermare quest’immagine, stasera, qui, tra le pagine del mio diario, perché, in fondo, e’ qualcosa che mi colpisce, sempre e comunque, in qualsiasi momento della mia vita io riveda questo film.

Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto? Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio, neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora, che si deve appartenere a qualcuno, perché questa è la sola maniera di poter essere felici. Tu ti consideri uno spirito libero, un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia. E sai che ti dico? Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani ed è una gabbia dalla quale non uscirai, in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire, perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.

Quando la Natura…

E poi capitano quelle mattine in cui, dopo settimane di pioggia, cielo grigio e plumbeo, smottamenti e frane, paura, fango, esondazioni di laghi e fiumi, la Natura sembra chiederti di fidarti ancora di lei, di non averne paura.

Ti illumina la giornata, indicandoti il sentiero, con un cielo azzurro che pare una tavolozza di un pittore di Mont Matre, sulla quale dipinge un acquerello fatto di nuvole color indaco, e rosa.

Tutto scoppia di luce.

Il cuore si gonfia di gioia, e di vita.

E accosti con l’auto per rubare quest’immagine che colma i tuoi occhi di colori, per portarla con te anche nei giorni più tristi e bui, più cupi e disperati.Il cielo nel mio cuore

Ti accorgi che non sei da sola.

Come te, altre persone, rapite dalla luminosità, rubano scatti da portare via.

E ti accorgi che non sei matta, nel provare ciò, no, non sei la sola, non siamo pochi: perché sui social network la stessa immagine viene pubblicata da tanti amici. E i profili scoppiano di luce, e di nuvole rosa.

Tutti, sotto lo stesso cielo, abbiamo vissuto le stesse emozioni.

Tutti, sotto questo cielo, abbiamo visto, in quei colori, i nostri momenti più belli, dei ricordi, o semplicemente, un nostro angelo custode.

La Natura toglie, la Natura da. La Natura ti ridona il sorriso.

Il cielo nel mio cuore

 

Festa di Laurea

Un obiettivo raggiunto.

Un nuovo punto di partenza.

Termina un’era, ne inizia un’altra.

Ma, come disse Edoardo, “gli esami non finiscono mai”, oggi abbiamo festeggiato un momento importante della vita di Daniela, anni di studio e di impegno, di esami, di sacrifici.

Ho rivissuto oggi momenti passati molto impegnativi e molto belli.

L’universita’, nonostante tutto, il passare del tempo, la crisi, ed una diffusa credenza che questo percorso non serva a molto, ha un ruolo fondamentale nella vita di chi la frequenta.

Ti insegna a lavorare per obiettivi da raggiungere, ti insegna a relazionarti con chi, sicuramente, ne sa molto più di te perché ti sta esaminando per verificare le tue conoscenze, perché è un professore di lunga data, spesso un grande relatore, che ha pubblicato libri e tenuto conferenze.

Ti insegna la modestia, tuo malgrado: devi studiare per superare un esame, pensi di essere all’altezza ma sarà il tuo esaminatore a decidere se hai fatto abbastanza.

Ti insegna il sacrificio.

Ti insegna ad aprirti ad argomenti sempre nuovi, perché ogni esame ha un lungo percorso da seguire, con decine di testi da studiare e fare propri.

Ti insegna che, anche se hai raggiunto il tuo obiettivo con somma soddisfazione, domani inizia un nuovo giorno, aprirai la porta del mondo del lavoro e dovrai ricominciare tutto da capo.

Proprio come hai fatto con ogni esame del tuo lungo elenco citato nel tuo corso di laurea.

Scoprirai che chi lavora da sempre, avrà molte cose da insegnarti, saprà gestirsi ed organizzarsi molto bene perché lo fa già da anni, da quando era ragazzino.

Ridimensionerai ancora di più il titolo che hai ottenuto, perché, alla modestia che hai già conosciuto negli anni di studio, dovrai aggiungerne di nuova per imparare un lavoro completamente nuovo.

Il tuo bagaglio culturale, tuttavia, rimane tuo. Anche se vogliono farci credere che lo studio non e’ importante, ciò che hai imparato in questi anni e studiato sui manuali universitari, farà parte di te, concetti scritti ed interpretati da personaggi illustri conosciuti nel mondo.

Rispettiamo coloro che lavorano da sempre, ma non sminuiamo chi ha scelto di proseguire nello studio e le famiglie che hanno sostenuto questo importante percorso, anche con grandi sacrifici, senza chiedere mai nulla in cambio.

In bocca al lupo, Dany per il tuo futuro e grazie per la splendida giornata che ci hai regalato oggi.

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4.6.2009

Arriva il momento in cui ci si blocca. Filtrare o scrivere dei propri sentimenti anche sul blog?

Ho sempre detto che avrei dovuto essere me stessa, anche qui, nonostante i timori di essere “on line” e quindi “pubblica”..e per questo motivo, oggi, come cinque anni fa, voglio aprire il mio cuore, e dirti quanto sono stata fortunata ad incontrarti.

Se rivivo quel giorno, mi emoziono ancora, l’attesa, i preparativi, la cornice suggestiva del Lago d’Orta, la tua lacrima asciugata in fretta e furia nella speranza che non la vedesse nessuno, il mio magone strozzato nel vedere questa tua inaspettata emozione, perché, no, non potevo iniziare a commuovermi già all’inizio della passerella, sarei arrivata davanti a te senza trucco 🙂

Le rose, la splendida giornata di sole, le nostre mani, le nostre fedi.

La colonna sonora di violino e arpa. Il sottofondo finale di Moon River e Con te partirò..

Il mio sonetto preferito, 116, quello che Shakespeare sembra avesse scritto appositamente  per noi.

E’ ancora vivido il mio ricordo come fosse ieri. Ma in questi cinque anni sono successe tante cose.

La vita ci ha messo subito a dura prova, invidiosa di questo amore. Abbiamo superato insieme momenti di dolore, fino a quando la ruota non ha nuovamente girato dalla nostra parte, regalandoci questo fagottino di ormai 13 chili che, se ci sente chiacchierare, richiama la nostra attenzione parlando più forte per ricordarci che c’è anche lui.

La vita ci cambia sempre un po’, inutile negarlo, ma se, guardandoci negli occhi vediamo ancora quella scintilla che ci unisce, non avrò nulla da temere.

Buon anniversario, Amore mio.

 

 

 

Una rosa bianca per Enzo

Esterrefatta, con il cuore spezzato.

Come molti ex colleghi ieri sera, apprendo da un social network e via messaggio che un ex collega non c’è più.

Per amore, aveva lasciato Milano diversi anni fa per sposare una ragazza brasiliana dalla quale aspettava un figlio, trasferendosi definitivamente in Brasile.

Da quanto ho appreso, in Brasile era nel direttivo di una squadra di rugby.

L’esuberanza e la positività, l’allegria, il sorriso, la voglia di vivere.

Enzo Era tutto questo. Tutti lo apprezzavano per questo. Tutti lo adoravamo. Sempre di buonumore, aperto, socievole, e buono.

Il sorriso, la voglia di fare.

Lo hanno freddato davanti alla porta di casa. A Natal.

Una scena di un film, come tante che scorrono davanti ai nostri occhi in Tv e non ci impressionano neanche più.

Questa e’ una scena reale, accaduta davvero, accaduta ad una persona che conoscevo, mentre io chissà a quell’ora cosa facevo a casa mia, a migliaia di chilometri di distanza.

Sono agghiacciata per la brutalità della notizia, perché improvvisamente, un posto così lontano diventa così terribilmente vicino, questo coetaneo che non c’è più. Questo l’articolo che girava ieri come un lampo tra i colleghi, via web, il modo più veloce per informare tutti.

Enzo

Oggi, la notizia ancora più feroce con altri dettagli.

In una catena di solidarietà umana, i messaggi si sono rincorsi uno dietro l’altro, e, in un attimo, la notizia si è’ diffusa.

Il legame che c’era tra colleghi, e che, nonostante gli anni e le vite di ognuno di noi abbiano preso sentieri diversi in questi anni, tuttora si percepisce, era fatto di voglia di vivere.

Avevo 28 anni quando ho iniziato a lavorare  nella compagnia aerea italiana Eurodly (GJ), facevamo charter, destinazioni di vacanza. Come me, tanti altri coetanei mossi dall’entusiasmo di fare, vivere in a uesto sogno, c’era un bell’ambiente, gioioso, stracarico di lavoro ma entusiasta.

Prima, L’esperienza come assistente dell’AD per tre anni, poi la voglia di cambiare, rimanendo nello stesso settore.

Complessivamente 10 anni trascorsi con la gioia e l’entusiasmo come fossimo sempre in vacanza, perché il nostro business era la “vacanza”. Fino a quando la “moda” del Merge tra due aziende ha preso piede: ed ecco la fusione tra Meridiana ed Eurofly, trasferimenti, cassa integrazione, etc. Per me, la fortuna di trovare una validissima nuova occasione.

Le iniziative che ci facevano stare insieme erano moltissime. Dalle feste natalizie nei locali in di Milano (Armani prive, Atlantique, etc), alle Convention (Old Fashion, e poi Four Season a Sharm), ai voli inaugurali o l’arrivo in flotta di nuovi aeromobili (tutti a Malaga con ospiti a bordo Dirotta su Cuba e Radio RDS)…momenti che fanno il cosiddetto “team-building”.

Ricordi, molti.

La giornata di oggi, cielo azzurro, sole, neanche una nuvola, rose quasi in fiore, il verde brillante del mio gelsomino quasi pronto per la fioritura del mese prossimo, non si concilia con quello che oggi ho nel cuore.

Enzo lascia una bimba di 6 anni ed un’ex-moglie. Lascia agghiacciati amici, conoscenti, decine di ex-colleghi che come me, ancora non vogliono crederci.

Alla sua famiglia, un forte abbraccio.

Addio Enzo, questa rosa del mio giardino che sta sbocciando oggi e’ per te. R.I.P.

Lampi

Vecchie foto consumate dal tempo mantengono fulgidi numerosi ricordi nella mia mente.
 
Nonostante il tempo scalfisca la carta, i suoi colori, la sua consistenza, le immagini rimangono vive e accecanti, come lampi in piena notte squarciano il buio.
 
Come il flash di quella macchina fotografica che,anni fa, ha immortalato quel momento, per sempre, consegnandolo allo sguardo dei posteri.
 
Come un lampo, quella vecchia foto riapparsa quasi per caso, ha illuminato i ricordi sopiti dagli anni trascorsi, riportandoti nel mio tempo, dopo decenni di lontananza.
 
Bentornato, nonno.