La corsa contro il tempo

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imageDi corsa, anche questa mattina.

Sarà l’inverno, il calore del piumone, fatto sta che alzarsi al mattino è sempre un’impresa. La mia “amica sveglia” cinguetta alle 5 e 55. Ho dovuto posticipare l’orario, perché dopo un mese di prova, non sono riuscita mai a svegliarmi alle cinque e mezza,  sistematicamente spegnevo la sveglia per risvegliarmi poi di soprassalto alle 6 e 23.. Saltando con un balzo dal  letto, la giornata iniziava già in salita, per poi uscire di casa un’ora dopo ed andare incontro al traffico congestionato delle città ormai sveglie ed in gran movimento.

Infastidita dal traffico, mi ritrovavo a chiedermi puntualmente il motivo: “non capisco, perché rimango bloccata nel traffico? ”

Ci vuole un bel po’ di organizzazione per prepararsi in tre al mattino ed uscire puntuali da casa.

Innanzitutto, la regola fondamentale e’ portarsi avanti, fare in modo che al mattino sia già tutto pronto. A portata di mano. Dall’abbigliamento del bimbo per il nido (body, tuta, calzini, pannolini, salviettine, creme varie, scarpine), all’abbigliamento della mamma.

Cosa indosserò domani?

Devo sforzarmi a scegliere, io sono abituata a decidere all’ultimo momento, in base al mio umore e al tempo. Apro l’armadio e .. tutto quello che mi piacerebbe indossare non e’ pronto. E’ ancora da stirare. E non si abbina nulla.. ma ancora questi pantaloni ? Devo proprio fare un po’ di shopping. Quando e’ stata l’ultima volta in cui sono riuscita a fare un po’ di shopping per me? Ah si, adesso ricordo, agli anticipi dei saldi invernali, quando ti arriva quel messaggino che anticipa solo per te e pochi eletti gli sconti. Ero da sola, il bimbo  a casa coni nonni, altrimenti sarebbe stato impossibile provare il piumino nuovo.

Se penso a quanto tempo mi dedicavo prima..tempo libero per la cura di me stessa, cyclette leggendo un libro, pianoforte, shopping, dilapidando capitali, a rincorrere l’ultimo paio di scarpe alla moda, abbinandoci la borsa, scegliendo il vestitino carino, quello per andare al lavoro, un po’ formale ed elegante, e l’abitino per le cene con gli amici. Un armadio pieno che tutte le volte mi gridava ” Ehi tu? dove pensi di metterle tutte queste cose? Qui, non c’è più spazio!

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Dall’abbigliamento, alla bellezza (parrucchiere, estetista), ai complementi di arredo per la casa, per poi passare a piatti e pentole, tazzine, tovaglie, ai premi delle carte fedeltà integrando sempre con una piccola spesa..persino i cataloghi  dei premi dei supermercati diventavano irresistibili. Per non parlare delle profumerie, make up, etc..”questa trousse ha proprio i colori di ombretto che mi mancano…” In effetti, è’ già passato un mese da quando sono stata dal parrucchiere; ed ogni volta, organizzare questo momento e’ difficile: se ti appoggi ai nonni, non bisogna dare per scontata la loro disponibilità.

E l’estetista? Ah si, ora ricordo, forse prima di andare al mare…

Per cui è’ diventato un obbligo sapersi organizzare da sole, o approfittare di venti minuti, prima di entrare dal parrucchiere, per riuscire a fare il minimo indispensabile.

Prima che arrivasse il piccolino, l’appuntamento con l’estetista era un piacevole svago, che ricorreva ogni tre settimane. nel budget annuale, c’era anche la voce estetista. in un anno la spesa affrontata per essere sempre in ordine risultava importante.

Ogni volta che c’è occasione per fare shopping penso sempre a lui, al mio bimbo. Torno a casa con sacchetti e sacchettini, ma per me, quasi nulla.

Piove, la folla che si reca di corsa alle stazioni stamattina e’ armata di ombrelli. Tutti colorati, una molteplicita’ di fantasie, a scacchi, scozzesi, a pois, e poi viola, rossi, gialli. Come se ci fosse il sole, nonostante il cielo grigio, questi colori mettono allegria.

E la coda scorre lenta, fino a bloccarsi del tutto.

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imageL’orologio scorre velocemente i minuti e mi preoccupo anche oggi di non riuscire ad arrivare in orario.

Vediamo cosa mi aspetta oggi in ufficio, dunque, nonostante un’ora e mezza di viaggio e traffico, sono pronta per affrontare la giornata lavorativa.

In pausa pranzo penso di portarmi avanti per la cena di questa sera. preparerò il pollo al forno ed ho deciso che faccio un salto al supermercato svizzero che c’è’ vicino al mio ufficio.

Così non dovrò fermarmi dopo il nido a fare la spesa con il piccolino…

Bene, i polli sono tutti interi..ma io non sono capace di pulirli e svuotarli delle viscere per cucinarli! Va be, farò la spesa con il piccolino, dopo il nido.

Ed eccoci nel bel mezzo del pomeriggio, fuori dal supermercato, davanti al carrello: dove ho messo l’euro? Eccolo qui, l’avevo tenuto in tasca per non dover rovistare nella borsa. Non ci credi, incredibile, non riesco a farci salire il mio bimbo. Ma come mai questo sedile sembra più piccolo del solito? Penso che come al solito sono in affanno, stremata dai mille imprevisti. D’accordo, utilizzeremo il carrellino e ti terrò per mano..ed ecco che la passeggiata al supermercato per acquistare gli ingredienti per la cena che ho organizzato si trasforma in un’allegro giro turistico per le corsie, quando finalmente, dopo aver tenuto a bada le grida del piccolino che ha visto la peppa pig tra i giornali, le mille attenzioni a che non afferrasse barattoli di vetro (troppo forte la tentazione, essere lasciato libero davanti allo scaffale dei biscotti..), la richiesta incessante di essere preso in braccio, arriviamo alla cassa.

Davanti a noi una famigliola che sta pagando. Bene, non mi resta che svuotare il carrellino e mettere tutto sul nastro. Ma ecco che il mio piccolo aiutante si oppone e ricomincia a gridare: vuole solo riempirlo, quel carrellino, non svuotarlo!

E adesso? Cerco di convincerlo, ma devo distrarlo, e arriva in soccorso “Santa Peppa Pig”, il suo giornalino catalizza tutta l’attenzione. Finalmente ci siamo, toccherebbe a noi, ma la famigliola e’ ancora li, ferma, con le buste piene e cerca di pagare con dei ticket restaurant che, a quanto pare, non passano. E…udite udite, apprendo in quel momento che la cassiera deve svuotare i due bustdella spesa dei clienti e ribattere tutti i prezzi. La mia pressione sale inesorabilmente, il piumino e la temperatura estiva del supermercato accendono le mie guance dalla tensione. Sto pensando a come fare per tenere tranquillo la mia piccola belva che per ora e’ impegnata a cercare di aprire la confezione che racchiude il giornalino  della Peppa.

Non vedo l’ora di uscire e penso a tutto quello che devo preparare per cena. Ma faro’ in tempo a fare il dolce? Ma si, mamma e papà oggi vengono a trovarci quindi terranno un po’ di compagnia al cucciolo cosi potrò cucinare in tutta tranquillità …anzi, saranno anche in pensiero, dato che siamo ancora qui.

Corri, corri, andiamo a casa..ma che strano! nel parcheggio non c’è’ la macchina di mio padre, dunque non ci sono, nessun aiuto per i preparativi.

Entriamo in casa, e per un attimo so che preparerò la cena per i miei ospiti con il mio bambino che continuera’ a richiedermi di stare in braccio e che, vedendomi iimpegnata, vorrà mille attenzioni.

Ma grazie alla Peppa e poi alla Pippi…beh, riesco a preparare l’antipasto e un bel pollo al forno con le patate.

Per il dolce mi devo arrendere, i tempi non lo consentono. Ma per fortuna, domenica scorsa ho sfornato dolci a go-go, biscottini e brutti e buoni che sono ancora tutti da assaggiare.

Ed ecco che arrivano i miei ospiti e mio marito  dal lavoro.

E’ tutto pronto, un’allegra serata in compagnia, radunati intorno ad una bella tavolata.

E domani e’ un altro giorno.

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