Dorayaki

L’anno scorso, mentre navigavo sul web alla ricerca di dolci sfiziosi, mi sono imbattuta in una fotografia che, per semplicità e al contempo golosità, ha catturato la mia attenzione. Salvata e archiviata tra i dolcetti da provare, me ne sono quasi dimenticata, sono trascorsi mesi, ho sempre dato spazio a qualcos’altro.

Si trattava dei Dorayaki.

Non li conoscevo, in realtà il nome così “esotico” non so perché, mi riportava alla mente le isole greche, insomma devo averli confusi con altro, immaginando così che questi dolcetti fossero di origini greca.

In questi giorni di caldo afoso con punte che arrivano ai 35 gradi, caldo eccezionale che però ci ricorda che è arrivata l’estate, non chiedetemi di trafficare in cucina, se posso preparo per lo più pietanze fredde, fresche e leggere, evito di accendere il forno, almeno fino a quando il termometro non scenderà al di sotto dei 28 gradi; mi godo così la prepararazione di dolcetti semplici e per lo più freschi. Sono quindi tornata a rivedere la ricetta dei Dorayaki, mi sono documentata un po’ per scoprire che questi dolci, simili ai pancakes, sono giapponesi.

Il nome Dora deriva da “gong” perché la forma circolare lo ricorda.. Il gatto Doraemon, cartone animato che impazzava negli anni 80, tornato grandemente alla ribalta sugli schermi per i più piccoli, tanto che Liam appena ha visto la sua foto ha gridato a gran voce il suo nome, pare esserne ghiotto…certo, i suoi Dorayaki non sono farciti di Nutella, ma di una salsa cremosa di fagioli.

Quante curiosità intorno ad un dolcetto così originale.

Provo la ricetta per la prima volta, il gusto e’ buono, ma non sono soddisfatta della forma. Mando un messaggino alla mia amica Barbara che abita a Londra, appassionata di Giappone, in trasferta per lavoro negli States, e le chiedo se li conosce, le mando una foto per capire se quelli che ho preparato sono riconoscibili e mi risponde: “Dorayakiiii, buonissimi! Con la crema pasticcera ancora più buoni!” OK, penso io, per lo meno si riconoscono, anche se sono ancora diversi da come dovrebbero essere, diciamo forse imperfetti.

E così, riprovando, Dorayaki dopo Dorayaki, arriviamo a come dovrebbero essere: tondi, dorati, morbidi, e golosi!

Hanno un gusto che varia dal pancake al pan di Spagna ma un po’ più “gommosi”.

Vi lascio quindi la ricetta, con gli accorgimenti del caso.

Ingredienti:

  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 75 g di zucchero
  • 150 g di farina 00
  • 1 cucchiaino e mezzo di miele
  • 50 ml acqua
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • Nutella o confettura q.b.

Preparazione:

  1. Togliete le uova dal frigorifero e lasciate che raggiungano la temperatura ambiente
  2.  In una ciotola, sbattete le uova, aggiungete lo zucchero e lavorate bene.
  3. Aggiungete la farina poco per volta, continuando a sbattere il composto
  4. Misurate l’acqua in un piccolo bricco, aggiungetevi il lievito e mescolate bene: il composto farà schiuma, fate sciogliere bene il lievito, poi aggiungete la vanillina  sempre con un cucchiaino finché non si sarà sciolta
  5. Aggiungete al composto di uova, zucchero e farina, anche il miele
  6. Aggiungete ora gradualmente  anche l’acqua e amalgamate il tutto fino a rendere il composto omogeneo.
  7. Fate riposare il composto ottenuto in frigorifero per circa venti minuti
  8. Scegliete ora gli attrezzi: una padella antiaderente, un coppino o mestolo per prelevare il composto, e la palettina  che vi servirà per girare i dorayaki, un piatto per riporre i Dorayaki pronti
  9. RItirate la ciotola dal frigorifero
  10. Scaldate la padella sul fornello piccolo, dopo averla unta leggermente
  11. Con il coppino, prelevate una piccola quantità di composto: provate con il primo per regolarvi su quantità e grandezza. Utilizzate un coppino (o mestolo) normale, riempitelo a metà con il composto, versatelo lentamente nel centro della padella, il composto assumerà, allargandosi, da solo, una forma circolare. Il diametro cambierà a seconda della quantità di composto che utilizzerete.
  12. Controllate la superficie, quando inizierà a formare delle bollicine su tutta la grandezza del Dorayaki e’ ora di girarlo con la paletta sull’altro lato, con un movimento deciso, basteranno circa venti secondi. Noterete che, appena girato, tenderà a gonfiarsi. I Dorayaki dovranno risultare di un colore dorato e se possibile uniforme
  13. La cottura del primo  Dorayaki vi aiuterà a regolarvi per tutti gli altri: se è il caso ad esempio di abbassare la temperatura della padella per evitare che la superficie si bruci, come regolarvi nel momento della cottura.
  14. Se il Dorayaki non è ancora cotto e provate a girarlo con la palettina, il composto si attaccherà alla paletta e soprattutto si accartoccerà, perdendo la forma sferica.
  15. Preparateli in quantità pari, così da poterli poi unire, sovrapponendoli, dopo averli farciti con Nutella o con la confettura che vi piace di più

Quanto alla mia cara amica, lei li consiglia farciti di Crema Pasticcera.

Ora però sono curiosa di sapere chi di voi ha avuto la fortuna di  visitare il Giappone, chi conosce il gatto Doraemon perché magari quando era piccina guardava il cartone animato in TV, o perché i suoi figli lo conoscono; chi conosceva già i Dorayaki e chi invece li prepara già a casa, magari in occasione di qualche merenda…

Vi aspetto!

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