Una breve vacanza (1)

E finalmente la vacanza.

Una breve pausa prima dell’estate, grazie a questa parentesi pasquale che ci ha consentito di andare verso il mare.

Abbiamo prenotato un villaggio, questa volta, anche se per soli cinque giorni. Le aspettative erano molte per questo posto ma purtroppo sono state un po’ deluse da un primo impatto iniziale non proprio positivo.

Camere molto spartane e un po’ “old-style” hanno condizionato la valutazione positiva complessiva di questo enorme villaggio vacanza nelle Marche.

Oltre a ciò, anche il promesso accesso diretto al mare non esiste. Forse rubato da qualche mareggiata o dall’inverno appena terminato.

Per il resto, un’area comune molto grande per la colazione, un parco giochi per bambini e la tranquillità di poter passeggiare tra le casette che compongono il villaggio senza doversi preoccupare di eventuali automobili.

Una meravigliosa piscina, molto glamour, oserei dire.

Un baby club ancora tutto da inaugurare, troppo presto, siamo solo alla fine di Aprile.

A due passi, il paese e la passeggiata lungo il mare. Il treno a ridosso della spiaggia, caratteristica tutta adriatica delle coste marchigiane.

Il mare e’ ancora bello, grazie a belle giornate di sole Pasqualine, la spiaggia poco frequentata, lunghe distese di sabbia si perdono a vista d’occhio.

Pescherecci al largo, a caccia di pesce fresco.

Il mio bimbo affascinato dalla sabbia, seduto per terra a lavorarla, con lo stesso piacere che provo io a lavorare la farina in una terrina quando sto preparando un dolce in cucina.

Ho respirato a pieni polmoni quest’aria marina, e questi momenti del nostro relax, perché tra qualche giorno saranno già un ricordo.

E lungo le spiagge, distese di Portulaca, pianta semigrassa che in estate fiorisce con colori fucsia e giallo.

Una semi-infestante, per la facilità che ha di attecchire nei terreni sabbiosi: ma una meraviglia per i nostri occhi.

Questa e’ la personale distesa di Portulaca creata da mia suocera nel giro di un paio d’anni, grazie solo ad una talea della pianta prelevata lungo una bordura vicino alla spiaggia. Quando c’è il sole, una miriade di fiori fucsia con la corolla gialla si aprono alla luce.

Sentirsi utili

Oggi il mio bimbo e’ malato, l’ennesimo virus gastro-intestinale in circolazione, preso chissà dove, lo tiene in scacco da questa notte.

Inutile dire che in queste situazioni e’ impossibile dormire durante la notte, specialmente per lui, continuamente disturbato dal malessere.

Se non c’è’ febbre, il pediatra consiglia di reintegrare i liquidi gradualmente, prima con piccoli cucchiaini d’acqua, poi con qualcosa di asciutto. L’alimentazione dovrebbe essere la risoluzione del problema con riso bianco, ad esempio, e alimenti leggeri ma se il bambino e’ inappetente non bisogna forzarlo a mangiare.

Si inizia con un po’ di the’ con qualche biscotto. Se, come nel nostro caso, il bimbo non vuole bere, bisogna cercare di dargli un pochino d’acqua.

Per ora, sono stati sconsigliati i re integratori di liquidi, posto che è’ da tenere sotto controllo qualora vi fosse febbre e il resto del disturbo si protraesse.

Il dispiacere di vederlo stare male, la voglia di essere d’aiuto e presente vengono prima di tutto nonostante i sensi di colpa di non poter essere in due posti contemporaneamente: a casa e al lavoro.

In molti rassicurano che un bimbo che frequenta il nido prepara gli anticorpi e sarà così già pronto per la scuola materna. Voglio essere positiva e sperare che si, tra un anno e mezzo non si ammali così spesso.

E’ sempre così vispo e attivo, e deve essere sempre impegnato, e vederlo così mogio mi sembra così strano.

Da qualche parte ho letto che i bimbi della sua età vogliono rendersi utili quando cominciano a scoprire le loro capacità: in effetti e’ vero, e’ sempre presente ogni volta che c’è da svuotare la lavastoviglie come fa la mamma, prendere la scopa per pulire, scaricare la lavatrice, svuotare le borse della spesa.. E noi lo aiutiamo in questo gioco..

C’è un altro gioco, invece, che e’ più “dolce” e riguarda i suoi biscotti che conserviamo in un bel barattolo di vetro.

Quando stanno per finire, lo aiuto ad aprire la confezione di biscotti e lui si diverte e si impegna a riempire il barattolo.

Non finirebbe mai…anzi si arrabbia quando chiudo il barattolo, ormai pieno.