Donne sull’orlo di una crisi di..shopping: Jimmy Choo

In un venerdì d’ufficio, piuttosto anonimo e leggero, fatto di buon umore che aleggia tra gli uffici e le scrivanie, improvvisamente una notizia, in pochi istanti, fa il giro tra i colleghi durante la pausa caffè di metà mattina: a pochi minuti dall’ufficio, c’è una “svendita” di Jimmy Choo…

Inutile dire che tra noi donne la curiosità è diventata improvvisamente impellente, l’imperativo categorico e’ esserci a tutti i costi; mentre tra gli uomini qualche dubbio e qualche sguardo interrogativo serpeggiava: chi è Jimmy Choo? Che cosa fa? SCarpe, borse o altro? Mentre le colleghe si stavano già organizzando per trascorrere la pausa pranzo all’insegna dello shopping da “dive”, i colleghi ancora dovevano indagare il genere, per capire se ne valesse oppure no la pena. E così, grazie a zio Google e alle migliaia di immagini sul tema, tutti capiscono il genere: parliamo di scarpe da donna tacco 12, e qualche volta anche 15 e 17, con plateu, pailettes, fantasie maculate e tanta eccentricità: insomma, parola d’ordine “Scarpe eccentriche”.

A parte che dire ad una donna che è in corso una svendita di scarpe equivale a renderla felice per una settimana…un po’ come per le borse: aprite la scarpiera di una donna e si aprirà un mondo..scarpe per ogni evenienza, scarpe alte, tacchi a spillo, tacchi larghi, basse, ballerine, di vernice, di camoscio, di pelle, di ogni colore per ogni ricorrenza, e poi scarpe sportive, snickers, da ginnastica per andare a camminare e da ginnastica per andare a correre, da ginnastica a scarponcino, oppure da ginnastica con la zeppa, stivaletti genere unisex, stivaletti con tacco a stiletto e poi stivali, bassi da cavallerizza oppure eleganti di pelle o di camoscio.

Vogliamo parlare dei sandali!? Qualcuno ha detto sandali? Ma gioiello oppure alla schiava (tutti intrecciati, come li indossavano gli antichi romani)? Con il tacco supersexy oppure rasoterra completamente aperti? E vogliamo spendere due parole per la scarpa modello “Chanel” (chiuse davanti ed aperte dietro), e per le “tip toe” (chiuse ma aperte in corrispondenza dell’alluce)? Con plateau oppure senza? Bianchi di giorno d’estate, neri di sera…una scarpiera non può bastare..

Detto ciò, tutte pronte per organizzare la pausa pranzo in trasferta shopping e partecipare a questa favolosa svendita “family and friends”, in un favoloso hotel sulle rive del lago, in zona Lugano Paradiso. Una bella giornata di sole, a dieci minuti dall’ufficio, ci ricordiamo tutti che abbiamo il privilegio di lavorare vicino al centro, seppur i nostri uffici e tutta la zona di Lugano nord sia in fondo così diversa dal centro della città e dalla bellissima zona del lungolago. Dopo aver parcheggiato, abbiamo una piccola passeggiata a piedi tra le vie che arrivano sul lungolago.. Incrocio anche Matteo Pelli di Radio3i lo riconosco, e, come fosse un amico di lunga data, lo guardo e gli dico “c’è il Matteo Pelli!”, impossibile non sentirmi, eccolo che educatamente si volta e saluta con un “Ciao!” . Chissà perché ascoltando giornalmente il suo programma radiofonico tutte le mattine, mentre da brava pendolare macino i miei cinquanta chilometri, mi sembra di conoscerlo personalmente, manco fosse un amico di famiglia…

Ci siamo, entriamo, borse al guardaroba.

L’eccitazione sale mentre le scale ci conducono alla sala riservata all’evento.

Donne ovunque.

Sedute, in piedi, accovacciate.

Quelle fortunate hanno trovato una sedia, un po’ un stile, con la seduta in vellutino, e provano una ventina di paia di scarpe a testa, nella speranza di fare l’affare, ai loro piedi le scarpe scartate vengono raccolte da altre donne con l’occhio assassino, alla ricerca della scarpa della vita da mostrare all’amica al ritorno a casa. Quelle in piedi sono, come me, tutte intorno a questi tavoli disposti lungo le pareti dove paia e paia di scarpe incellophanate campeggiano, tacchi all’aria, in attesa che mani avide di shopping afferrino il numero giusto e trovino, con altrettanta fortuna, il gemello per aggiudicarsi così la tanto desiderata coppia di scarpe griffate..perché, ahimè, non è poi così scontato trovarne un paio accoppiate e dello stesso numero…almeno non a quest ora..eh no…troppo facile! Quelle accovacciate, cercano, senza farsi notare, senza dare troppo nell’occhio, la scarpa dell’anno, fantastica, ma la posizione scomoda non consente di provare agevolmente il modello con tacco vertiginoso con collo del piede tremendamente alto…sfidando le leggi  della fisica, assumendo le posizioni più assurde ci si prova e si riprova la scarpa sperando, un po come nella favola di Cenerentola, che il nostro piede normale entri in una scarpa particolarmente “affusolata”.

La vera svendita da “family and friends” è quella in cui la bravura della donna in preda ad una crisi da shopping deve essere in grado di riconoscere l’articolo “glamour” in mezzo alla confusione di donne che ti strapperebbero di mano ciò che hai pur di portarlo a casa, alla mole di articoli ed oggetti che inizialmente erano in bella mostra e che dopo l’arrivo dell’orda scalmanata, l’ordinata esposizione di oggetti inizialmente “glamour”, ricercati e fashion diventano né più né meno che una massa indistinta di cose, un po come quando vai al mercato, con tutto il rispetto per il mercato, che io adoro, peraltro!

Niente borse, solo scarpe, sandali, stivali. Ovunque. Inizia la caccia al tesoro.

Jimmy Choo

Scarpa da gran soiree con tacco vertiginoso, ma dal colore sobrio.

Jimmy Choo

Belle! Ma perché non le hai comprate? “Era il 41”..

Scarpa dal colore shock per una seratina sul Red Carpet, in compagnia dell’attore belloccio del momento..non si sa mai, sempre meglio essere pronti per un’evenienza simile. Per la scarpa destra e’ disponibile il vostro numero e per la scarpa sinistra…buona caccia al tesoro!

Jimmy Choo

Scarpa da Pretty woman

Scarpa dal “vorreimanonposso”

Scarpa da “collezionesuperatanonpossovenderlainnegozio”… Tranquillo, signor Jimmy Choo, non piace più neanche a noi, riportala pure in magazzino.

Ti serve il 38? Per un quarto d’ora, trovi solo scarpe 36, 40 e 41…Il 39? La destra c’è, la sinistra non si trova…insomma, la sensazione è proprio quello: una svendita che dura tre giorni, al secondo giorno ci sono solo le scarpe un po’ particolari, i numeri più strani, i colori più improbabili…del modello che ti piace non esiste il tuo numero, dei modelli che non metteresti neanche sotto tortura tutta la scelta del mondo…

Jimmy Choo

Zitta zitta, quatta quatta, senza dare nell’occhio, con passo felpato mi avvicino ad uno stivaletto quasi indossabile, di pelle nera, attenzione e’ mio numero, il 39, però ha una zeppa non indifferente, ma il modello è carino…dove sarà la scarpa sinistra…mi aggiro inconsolabile, ma ancora speranzosa, tra le scarpe spaiate che invocano aiuto e chiedono di ritornare negli scatoloni, piuttosto che rimanere ancora lì..ed ecco che ..

Bingo!

Ho trovato la gemella, si, possono andare.. Ma non le provo. In piedi non le provo, e non c’è neanche una sedia…ok, le pago e vado. LE mie colleghe nel frattempo sconsolate decidono di uscire a mani vuote. Troppo caos, modelli un po’ troppo “eccentrici”…

I prezzi delle scarpe, qui, sono pari al 10% del loro valore sul mercato, per questo Pensavo anche i miei stivaletti….invece no, costano…un po di più. Diciamo un centinaio di franchi non preventivati…

Ma come ? Chiedo conferma del prezzo…”Signora, gli stivaletti rientrano nella categoria boots, quindi costano xxx franchi, anziché xx”.

“Capisco”. E in fondo penso che non li ho neanche provati.

Ma la tentazione e’ troppa, li compro a “scatola chiusa”, senza provarli…o la va o la spacca..e speriamo in bene! Non è per me, credetemi…con tutti i grandi nomi di pelletteria e di scarpe che abbiamo in Italia, la cui produzione è peraltro concentrata nelle Marche..No, non è per me, ma per il mio armadio. Sarà orgoglioso di avere parcheggiate al suo interno l’ennesimo paio di scarpe “vorreimanonposso”, inutilizzate per mancanza dei seguenti fattori:

  1. Desiderio di indossarle
  2. Motivazione per indossarle
  3. Occasione per indossarle
  4. Luogo giusto per indossarle, soprattutto se in compagnia di Liam

La prima ed ultima volta che ho indossato un paio di sandali Gucci tacco 12 e’ stata ad un matrimonio, nella mia vita “ante-Liam”: ricordo ancora la strada dall’auto alla chiesa, sembrava un percorso ad ostacoli, compreso di pavé duro e scivoloso, ad alto rischio slogatura caviglie…ho cercato disperatamente un appiglio per tutto il tragitto, un braccio al quale attaccarmi, per cercare di mantenere un equilibrio, seppur precario ma ammetto che il desiderio di toglierle, sul più bello, e’ stato forte.

Da quando sono “mamma”, e da quando i chiletti in più non mollano la presa, poi, le scarpe con i tacchi alti sono diventate una sorta di “collezione”: son li, che mi guardano dal mio armadio, in attesa di essere utilizzate, nella giornata utopicamente “ideale” che probabilmente non è più neanche conciliabile con le esigenze che si hanno quando hai un maschietto di quasi quattro anni che quando meno te lo aspetti, si lancia con forza verso le tue gambe, aggrappandovisi e mettendo a dura prova l’equilibrio precario che solo un bel paio di scarpe con tacco 12 sanno darti.

E ripenso alle star di Holliwood che sfilano sul red carpet con le loro bellissime e paillettate scarpe Jimmy Choo, ondeggiando qua e là e penso che, in fondo, certi abiti giocoforza richiedono certe scarpe, e che le stesse scarpe, viste al di fuori del loro contesto, appaiono, per i comuni mortali, un po’ “eccentriche”, quasi “démodé ” e, alla fine, ridimensioni il nome, il prestigio, la griffe, la pubblicità.

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9 thoughts on “Donne sull’orlo di una crisi di..shopping: Jimmy Choo

  1. A noi lo shopping di scarpe e borse ci dà lo stesso brivido che gli uomini provano quando la loro squadra vince il derby o la sfida scudetto, se non addirittura la Champions (ma non è sufficiente guardare su google il risultato???) ed io mi sono fatta un’idea del perché… i jeans, per esempio, sono bas***rdi: se metti su un etto, te lo dicono subito e ti tocca comprare una taglia in più con la scusa che è il modello che calza troppo, che quest’anno si usano troppo skinny e cose simili.
    Le scarpe e le borse sono fedeli, puoi prendere anche 10 kg che continuano a starti benissimo… certo, il tacco 15 un po’ meno per le dita dei piedi, ma ci si può lavorare meglio che coi jeans!

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    1. Ah quante delusioni con i jeans in questi anni 😂 e’ proprio vero…
      Le scarpe non bastano mai, e neppure le borse! Con una varietà infinite di scarpe e’ necessaria la varietà infinita di borse … Credo che non se ne esca mai, finito di abbinare borse e scarpe passo ai vestiti e poi …alla casa! Grazie per essere passata di qui!

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  2. Le Jimmy Choo le adoro, ho un paio di sandaletti con il laccetto a serpente che li tengo come oggetti preziosi, (https://laurarosa3892.files.wordpress.com/2015/09/150905_170225.jpg ) presi in una svendita come hai fatto tu, sono stata fortunata, ho trovato il mio numero e quelli che desideravo, queste scarpe non passano mai di moda e sono fatti talmente bene che durano una vita, io li metto in occasioni speciali ma anche per andare a mangiare una pizza, 😀 baci tesoro, buon weekend, ❤

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  3. ha descritto benissimo le sensazioni che una donna prova nel fare shopping compulsivo.
    Poi quegli stivali come sono andati? Bene o male?
    Sembrava il resoconto di una partita interminabile di caccia al tesoro!
    Felice inizio di settimana

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    1. Ciao Alessandra, si tratta di eventi “family and friends”, usualmente sono comunicati ai dipendenti che girano l’invito a familiari e conoscenti, di solito si effettuano 1 o 2 volte all’anno (dicembre e luglio). I grandi marchi tendono ad organizzare questo evento, una sorta di benefit per chi ci lavora. Un caro saluto.

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