Clafoutis alle fragole

Qui mi sta volando l’estate e il tempo per il mio adorato blog sembra non essere mai abbastanza…un po’ è colpa di questi mesi frenetici e anche un po stressanti che mi hanno tolto energie per le cose alle quali tengo di più e al mio tempo libero, poco, sia chiaro, ma arrivare ogni week-end con una sensazione del limone spremuto non è affatto divertente. Per fortuna, quando sono al limite di energie e l’umore va giù, ci pensa la mia eroboristeria di fiducia: no, niente ginseng, mi causa tachicardia, niente cose strane (cosa avete capito?), solo tonici naturali a base di eleuterococco e rodiola, oppure acido folico e zafferano che, a quanto pare, hanno il potere di infondere serenità e migliorare il tono dell’umore. Perché sì, a volte l’orgoglio (e tante altre cose stupide) ti fanno tenere tutto dentro, anche i sentimenti negativi, come tristezza, disagio, o malessere, senso di inadeguatezza, stress e altro; solo un paio di amiche, quelle con la A maiuscola poi ti ascoltano, veramente, regalandoti comprensione e, perché no, un punto di vista diverso dal tuo, che ti consente di vedere le cose da un’altra prospettiva.

Caldo estivo e fresco autunnale quest’anno si avvicendano, temporali serali rinfrescano le notti, e giorno  dopo giorno, si avvicinano le tanto desiderate ferie. Già sui social molti amici sono al mare o in viaggio verso le vacanze, mentre io penso che in fondo è già passato un mese dalla nostra mini-vacanza di una settimana trascorsa a Civitanova Marche, presso l’Antico Casale NapoleonicoFossacieca“. Un luogo accogliente, raccolto, gestito da una bella famiglia che ha la capacità di farti sentire subito a casa.

Il posto molto bello e confortevole, Angela che delizia gli ospiti al mattino con una colazione superba, dolce e salata, preparata da lei: appassionata di pasticceria, si diletta e al mattino agli ospiti offre non una semplice e standardizzata colazione, ma una selezione raffinata di torte o crostate fatte in casa, brioche appena sfornate, tutto rigorosamente homemade. Inutile dire che è stato feeling immediato con lei e con tutta la famiglia. Liam ha stretto subito amicizia tanto da non perdere occasione per “sgattaiolare” in casa da loro e poter giocare con la figlia più “piccola”, diventata ben presto sua grande compagna di giochi. Per non parlare della micia, Mimi, anche con lei Liam ha stretto amicizia, forse per il pelo rosso come i suoi capelli, forse per il fatto che non abbiamo mai avuto pet qui da noi, fatto sta che l’ho sentito conversare teneramente con la gatta più di una volta, in giardino e nei pressi della nostra portafinestra che dava sul giardino e su una bellissima vista mare.

Liam ha terminato il suo primo anno di scuola d’infanzia, entrato da Pulcino, ne esce “Scoiattolo”, non so descrivere la rapidità con cui quest’anno si è consumato, i momenti delicati dell’inserimento, le numerose iniziative organizzate dalla Scuola nonché gli incontri con le mamme per la preparazione di eventi, e nonostante gli ottimi propositi di esserci sempre, mi sono ritrovata a dover rinunciare, spesso e volentieri, mio malgrado. tra malattie di Liam ( seppur poche, devo dire, nonostante tutto), i miei malanni, il poco tempo, la stanchezza, l’anno è volato.

Tra una festa e l’altra, la Scuola ha chiuso i battenti, dopo una parentesi di circa tre settimane di asilo “estivo”, lo scorso 22 luglio.

E ci siamo ritrovati a festeggiare il quarto compleanno di Liam.

Più lo guardo, più lo ascolto, e trovo di fronte a me un bimbo con la sua personalità, i suoi discorsi da fare, un fiume di parole con le quali comunica il proprio essere.

 

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Madeleines – ricetta di Luca Montersino

La sua forma così particolare e graziosa mi ha sempre affascinato.

Madeleines

Elegante, chic, così francese, l’ho sempre associata a merende d’altri tempi, ambientate in grandi giardini, con tavoli bianchi in ferro battuto e fiori di campo, e ranuncoli, e rose rampicanti. Su un tavolo, una teiera dallo spiccato stile country, tazze grandi e bianche, e in primo piano, su di un piattino, loro…

le Madeleines…

Conchiglia o ventaglio? La sua forma e’ accattivante ed ogni volta che la si nomina, non si può non ricordare, o citare, Proust.

L’eleganza di questo dolcetto e’ unica, dalla consistenza piena, che ricorda quella del plumcake, dal sapor di vaniglia, limone e qualche volta anche mandorle: per un dolce così raffinato, non potevo che scegliere Luca Montersino per presentare la sua ricetta delle Madeleines.

Madeleines

Il gusto e’ molto buono, la scorza di limone e la vaniglia conferiscono a questo dolcetto un sapore avvolgente e la consistenza morbida invoglia a degustarne più di uno, una bella tazza di the ne e’ la compagna ideale..

Quando si parla di Madeleines, non si può non citare Proust, e questo brano tratto da “la Ricerca del Tempo perduto”, emblema della Madeleine e della nostra “Memoria Involontaria”:

“Già da molti anni di Combray tutto ciò che non era il teatro e il dramma del coricarmi non esisteva più per me, quando in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un pò di tè. Rifiutai dapprima e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate “maddalenine”, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di “maddalena”.

Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me ditazza di te’ straordinario.

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa: o meglio quest’essenza non era in me, era me stesso.

Avevo cessato di considerarmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta?

Sentivo ch’era legata al sapore del tè e della focaccia, ma lo sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura.

Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? Bevo un secondo sorso in cui non trovo nulla di più che nel primo, un terzo dal quale ricevo meno che dal secondo.E’ tempo che io mi fermi, la virtù della bevanda sembra diminuire.

E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me.

Essa l’ha risvegliata, ma non la conosce, e non può che ripetere indefinitamente, con forza sempre minore, quella stessa testimonianza che che io sono incapace di interpretare e che voglio almeno poterle donare di nuovo e ritrovare a mia disposizione intatta, fra poco, per una spiegazione decisiva.

Depongo la tazza e mi rivolgo al mio animo. Tocca ad esso trovare la verità.

Ma come? grave incertezza, ogni qualvolta l’animo nostro si sente sorpassato da se medesimo; quando lui, il ricercatore, è al tempo stesso anche il paese tenebroso dove deve cercare e dove tutto il suo bagaglio non gli servirà a nulla.
Cercare? Non soltanto. Creare. Si trova di fronte a qualcosa che ancora non è, e che esso solo può rendere reale, per poi far entrare nella luce.”

Un dolcetto mica poi così banale…anzi tutt’altro, di tutto rispetto e, udite udite, facile da preparare grazie agli ingredienti semplici di cui è composta.

Allora, proviamo?

Condizione fondamentale: gli stampi per Madeleines 😉

Ingredienti:

  • 220 g di uova a temperatura ambiente (circa 4 uova medie)
  • 250 g di farina 00
  • 200 g di zucchero
  • 7,5 g di lievito per dolci
  • 50 g di latte intero fresco
  • 125 g di burro
  • 1/2 baccello di vaniglia Bourbon
  • 0,5 g di scorza di limone

MAdeleines

Preparazione:

  1. Accendete il forno a 220 gradi, modalità statico
  2. Grattuggiate la scorza di limone; incidete il baccello della vaniglia e prelevatene la polpa
  3. In un pentolino fate sciogliere il burro
  4. Montate le uova con lo zucchero, la scorza di limone grattugiata e la polpa di vaniglia nella planetaria fino ad ottenere una spuma gonfia
  5. Aggiungete la farina setacciata con  il lievito, mescolando a mano con un cucchiaio di legno, dal basso verso l’alto
  6. Aggiungete il latte gradualmente e il burro fuso (amalgamando gli ingredienti, fino a che latte e burro non saranno completamente assorbiti)
  7. Colate il composto negli appositi stampini (riempite la cavità fino a circa tre quarti)
  8. Cuocete in forno a 220 gradi per circa 4 minuti, poi abbassate la temperatura a 190 gradi, lasciate cuocere per circa 7-8 minuti

Controllate la cottura con uno stuzzicadenti, se fuoriesce asciutto sono pronte.

Dovranno risultare ben dorate, non dovranno scurirsi troppo.

Con queste dosi, ho riempito circa 5 stampi da 12 Madeleines piccole.

Ricetta Montersino: riuscita

Madeleine, mon amour…💕💕

Madeleines