Dorayaki

L’anno scorso, mentre navigavo sul web alla ricerca di dolci sfiziosi, mi sono imbattuta in una fotografia che, per semplicità e al contempo golosità, ha catturato la mia attenzione. Salvata e archiviata tra i dolcetti da provare, me ne sono quasi dimenticata, sono trascorsi mesi, ho sempre dato spazio a qualcos’altro.

Si trattava dei Dorayaki.

Non li conoscevo, in realtà il nome così “esotico” non so perché, mi riportava alla mente le isole greche, insomma devo averli confusi con altro, immaginando così che questi dolcetti fossero di origini greca.

In questi giorni di caldo afoso con punte che arrivano ai 35 gradi, caldo eccezionale che però ci ricorda che è arrivata l’estate, non chiedetemi di trafficare in cucina, se posso preparo per lo più pietanze fredde, fresche e leggere, evito di accendere il forno, almeno fino a quando il termometro non scenderà al di sotto dei 28 gradi; mi godo così la prepararazione di dolcetti semplici e per lo più freschi. Sono quindi tornata a rivedere la ricetta dei Dorayaki, mi sono documentata un po’ per scoprire che questi dolci, simili ai pancakes, sono giapponesi.

Il nome Dora deriva da “gong” perché la forma circolare lo ricorda.. Il gatto Doraemon, cartone animato che impazzava negli anni 80, tornato grandemente alla ribalta sugli schermi per i più piccoli, tanto che Liam appena ha visto la sua foto ha gridato a gran voce il suo nome, pare esserne ghiotto…certo, i suoi Dorayaki non sono farciti di Nutella, ma di una salsa cremosa di fagioli.

Quante curiosità intorno ad un dolcetto così originale.

Provo la ricetta per la prima volta, il gusto e’ buono, ma non sono soddisfatta della forma. Mando un messaggino alla mia amica Barbara che abita a Londra, appassionata di Giappone, in trasferta per lavoro negli States, e le chiedo se li conosce, le mando una foto per capire se quelli che ho preparato sono riconoscibili e mi risponde: “Dorayakiiii, buonissimi! Con la crema pasticcera ancora più buoni!” OK, penso io, per lo meno si riconoscono, anche se sono ancora diversi da come dovrebbero essere, diciamo forse imperfetti.

E così, riprovando, Dorayaki dopo Dorayaki, arriviamo a come dovrebbero essere: tondi, dorati, morbidi, e golosi!

Hanno un gusto che varia dal pancake al pan di Spagna ma un po’ più “gommosi”.

Vi lascio quindi la ricetta, con gli accorgimenti del caso.

Ingredienti:

  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 75 g di zucchero
  • 150 g di farina 00
  • 1 cucchiaino e mezzo di miele
  • 50 ml acqua
  • 1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
  • 1 bustina di vanillina
  • Nutella o confettura q.b.

Preparazione:

  1. Togliete le uova dal frigorifero e lasciate che raggiungano la temperatura ambiente
  2.  In una ciotola, sbattete le uova, aggiungete lo zucchero e lavorate bene.
  3. Aggiungete la farina poco per volta, continuando a sbattere il composto
  4. Misurate l’acqua in un piccolo bricco, aggiungetevi il lievito e mescolate bene: il composto farà schiuma, fate sciogliere bene il lievito, poi aggiungete la vanillina  sempre con un cucchiaino finché non si sarà sciolta
  5. Aggiungete al composto di uova, zucchero e farina, anche il miele
  6. Aggiungete ora gradualmente  anche l’acqua e amalgamate il tutto fino a rendere il composto omogeneo.
  7. Fate riposare il composto ottenuto in frigorifero per circa venti minuti
  8. Scegliete ora gli attrezzi: una padella antiaderente, un coppino o mestolo per prelevare il composto, e la palettina  che vi servirà per girare i dorayaki, un piatto per riporre i Dorayaki pronti
  9. RItirate la ciotola dal frigorifero
  10. Scaldate la padella sul fornello piccolo, dopo averla unta leggermente
  11. Con il coppino, prelevate una piccola quantità di composto: provate con il primo per regolarvi su quantità e grandezza. Utilizzate un coppino (o mestolo) normale, riempitelo a metà con il composto, versatelo lentamente nel centro della padella, il composto assumerà, allargandosi, da solo, una forma circolare. Il diametro cambierà a seconda della quantità di composto che utilizzerete.
  12. Controllate la superficie, quando inizierà a formare delle bollicine su tutta la grandezza del Dorayaki e’ ora di girarlo con la paletta sull’altro lato, con un movimento deciso, basteranno circa venti secondi. Noterete che, appena girato, tenderà a gonfiarsi. I Dorayaki dovranno risultare di un colore dorato e se possibile uniforme
  13. La cottura del primo  Dorayaki vi aiuterà a regolarvi per tutti gli altri: se è il caso ad esempio di abbassare la temperatura della padella per evitare che la superficie si bruci, come regolarvi nel momento della cottura.
  14. Se il Dorayaki non è ancora cotto e provate a girarlo con la palettina, il composto si attaccherà alla paletta e soprattutto si accartoccerà, perdendo la forma sferica.
  15. Preparateli in quantità pari, così da poterli poi unire, sovrapponendoli, dopo averli farciti con Nutella o con la confettura che vi piace di più

Quanto alla mia cara amica, lei li consiglia farciti di Crema Pasticcera.

Ora però sono curiosa di sapere chi di voi ha avuto la fortuna di  visitare il Giappone, chi conosce il gatto Doraemon perché magari quando era piccina guardava il cartone animato in TV, o perché i suoi figli lo conoscono; chi conosceva già i Dorayaki e chi invece li prepara già a casa, magari in occasione di qualche merenda…

Vi aspetto!

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Apple Pie

In una domenica piovosa di novembre, parliamo di ormai quindici giorni fa, una voglia insana di torta di mele mi ha praticamente “costretto” a cercare una ricetta che non fosse quella già rodata, e pubblicata agli inizi di questo blog, ma fosse un qualcosa di ancor più buono, genuino, e tremendamente casalingo.

Ispirata dai Maestri Pasticceri, ho voluto provare la ricetta della Apple Pie.

Apple Pie Continua a leggere “Apple Pie”

Clafoutis alle fragole

Qui mi sta volando l’estate e il tempo per il mio adorato blog sembra non essere mai abbastanza…un po’ è colpa di questi mesi frenetici e anche un po stressanti che mi hanno tolto energie per le cose alle quali tengo di più e al mio tempo libero, poco, sia chiaro, ma arrivare ogni week-end con una sensazione del limone spremuto non è affatto divertente. Per fortuna, quando sono al limite di energie e l’umore va giù, ci pensa la mia eroboristeria di fiducia: no, niente ginseng, mi causa tachicardia, niente cose strane (cosa avete capito?), solo tonici naturali a base di eleuterococco e rodiola, oppure acido folico e zafferano che, a quanto pare, hanno il potere di infondere serenità e migliorare il tono dell’umore. Perché sì, a volte l’orgoglio (e tante altre cose stupide) ti fanno tenere tutto dentro, anche i sentimenti negativi, come tristezza, disagio, o malessere, senso di inadeguatezza, stress e altro; solo un paio di amiche, quelle con la A maiuscola poi ti ascoltano, veramente, regalandoti comprensione e, perché no, un punto di vista diverso dal tuo, che ti consente di vedere le cose da un’altra prospettiva.

Caldo estivo e fresco autunnale quest’anno si avvicendano, temporali serali rinfrescano le notti, e giorno  dopo giorno, si avvicinano le tanto desiderate ferie. Già sui social molti amici sono al mare o in viaggio verso le vacanze, mentre io penso che in fondo è già passato un mese dalla nostra mini-vacanza di una settimana trascorsa a Civitanova Marche, presso l’Antico Casale NapoleonicoFossacieca“. Un luogo accogliente, raccolto, gestito da una bella famiglia che ha la capacità di farti sentire subito a casa.

Il posto molto bello e confortevole, Angela che delizia gli ospiti al mattino con una colazione superba, dolce e salata, preparata da lei: appassionata di pasticceria, si diletta e al mattino agli ospiti offre non una semplice e standardizzata colazione, ma una selezione raffinata di torte o crostate fatte in casa, brioche appena sfornate, tutto rigorosamente homemade. Inutile dire che è stato feeling immediato con lei e con tutta la famiglia. Liam ha stretto subito amicizia tanto da non perdere occasione per “sgattaiolare” in casa da loro e poter giocare con la figlia più “piccola”, diventata ben presto sua grande compagna di giochi. Per non parlare della micia, Mimi, anche con lei Liam ha stretto amicizia, forse per il pelo rosso come i suoi capelli, forse per il fatto che non abbiamo mai avuto pet qui da noi, fatto sta che l’ho sentito conversare teneramente con la gatta più di una volta, in giardino e nei pressi della nostra portafinestra che dava sul giardino e su una bellissima vista mare.

Liam ha terminato il suo primo anno di scuola d’infanzia, entrato da Pulcino, ne esce “Scoiattolo”, non so descrivere la rapidità con cui quest’anno si è consumato, i momenti delicati dell’inserimento, le numerose iniziative organizzate dalla Scuola nonché gli incontri con le mamme per la preparazione di eventi, e nonostante gli ottimi propositi di esserci sempre, mi sono ritrovata a dover rinunciare, spesso e volentieri, mio malgrado. tra malattie di Liam ( seppur poche, devo dire, nonostante tutto), i miei malanni, il poco tempo, la stanchezza, l’anno è volato.

Tra una festa e l’altra, la Scuola ha chiuso i battenti, dopo una parentesi di circa tre settimane di asilo “estivo”, lo scorso 22 luglio.

E ci siamo ritrovati a festeggiare il quarto compleanno di Liam.

Più lo guardo, più lo ascolto, e trovo di fronte a me un bimbo con la sua personalità, i suoi discorsi da fare, un fiume di parole con le quali comunica il proprio essere.

 

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Madeleines – ricetta di Luca Montersino

La sua forma così particolare e graziosa mi ha sempre affascinato.

Madeleines

Elegante, chic, così francese, l’ho sempre associata a merende d’altri tempi, ambientate in grandi giardini, con tavoli bianchi in ferro battuto e fiori di campo, e ranuncoli, e rose rampicanti. Su un tavolo, una teiera dallo spiccato stile country, tazze grandi e bianche, e in primo piano, su di un piattino, loro…

le Madeleines…

Conchiglia o ventaglio? La sua forma e’ accattivante ed ogni volta che la si nomina, non si può non ricordare, o citare, Proust.

L’eleganza di questo dolcetto e’ unica, dalla consistenza piena, che ricorda quella del plumcake, dal sapor di vaniglia, limone e qualche volta anche mandorle: per un dolce così raffinato, non potevo che scegliere Luca Montersino per presentare la sua ricetta delle Madeleines.

Madeleines

Il gusto e’ molto buono, la scorza di limone e la vaniglia conferiscono a questo dolcetto un sapore avvolgente e la consistenza morbida invoglia a degustarne più di uno, una bella tazza di the ne e’ la compagna ideale..

Quando si parla di Madeleines, non si può non citare Proust, e questo brano tratto da “la Ricerca del Tempo perduto”, emblema della Madeleine e della nostra “Memoria Involontaria”:

“Già da molti anni di Combray tutto ciò che non era il teatro e il dramma del coricarmi non esisteva più per me, quando in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un pò di tè. Rifiutai dapprima e poi, non so perché, mutai d’avviso. Ella mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate “maddalenine”, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di “maddalena”.

Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me ditazza di te’ straordinario.

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l’amore, colmandomi d’un’essenza preziosa: o meglio quest’essenza non era in me, era me stesso.

Avevo cessato di considerarmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta?

Sentivo ch’era legata al sapore del tè e della focaccia, ma lo sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura.

Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? Bevo un secondo sorso in cui non trovo nulla di più che nel primo, un terzo dal quale ricevo meno che dal secondo.E’ tempo che io mi fermi, la virtù della bevanda sembra diminuire.

E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me.

Essa l’ha risvegliata, ma non la conosce, e non può che ripetere indefinitamente, con forza sempre minore, quella stessa testimonianza che che io sono incapace di interpretare e che voglio almeno poterle donare di nuovo e ritrovare a mia disposizione intatta, fra poco, per una spiegazione decisiva.

Depongo la tazza e mi rivolgo al mio animo. Tocca ad esso trovare la verità.

Ma come? grave incertezza, ogni qualvolta l’animo nostro si sente sorpassato da se medesimo; quando lui, il ricercatore, è al tempo stesso anche il paese tenebroso dove deve cercare e dove tutto il suo bagaglio non gli servirà a nulla.
Cercare? Non soltanto. Creare. Si trova di fronte a qualcosa che ancora non è, e che esso solo può rendere reale, per poi far entrare nella luce.”

Un dolcetto mica poi così banale…anzi tutt’altro, di tutto rispetto e, udite udite, facile da preparare grazie agli ingredienti semplici di cui è composta.

Allora, proviamo?

Condizione fondamentale: gli stampi per Madeleines 😉

Ingredienti:

  • 220 g di uova a temperatura ambiente (circa 4 uova medie)
  • 250 g di farina 00
  • 200 g di zucchero
  • 7,5 g di lievito per dolci
  • 50 g di latte intero fresco
  • 125 g di burro
  • 1/2 baccello di vaniglia Bourbon
  • 0,5 g di scorza di limone

MAdeleines

Preparazione:

  1. Accendete il forno a 220 gradi, modalità statico
  2. Grattuggiate la scorza di limone; incidete il baccello della vaniglia e prelevatene la polpa
  3. In un pentolino fate sciogliere il burro
  4. Montate le uova con lo zucchero, la scorza di limone grattugiata e la polpa di vaniglia nella planetaria fino ad ottenere una spuma gonfia
  5. Aggiungete la farina setacciata con  il lievito, mescolando a mano con un cucchiaio di legno, dal basso verso l’alto
  6. Aggiungete il latte gradualmente e il burro fuso (amalgamando gli ingredienti, fino a che latte e burro non saranno completamente assorbiti)
  7. Colate il composto negli appositi stampini (riempite la cavità fino a circa tre quarti)
  8. Cuocete in forno a 220 gradi per circa 4 minuti, poi abbassate la temperatura a 190 gradi, lasciate cuocere per circa 7-8 minuti

Controllate la cottura con uno stuzzicadenti, se fuoriesce asciutto sono pronte.

Dovranno risultare ben dorate, non dovranno scurirsi troppo.

Con queste dosi, ho riempito circa 5 stampi da 12 Madeleines piccole.

Ricetta Montersino: riuscita

Madeleine, mon amour…💕💕

Madeleines

 

Linzer Torte

 

Ci siamo, e’ domenica e l’ansia per il ritorno alla settimana lavorativa frenetica e’ sempre più forte.

Ci siamo svegliati ieri mattina sotto una coltre di neve, inaspettata, certo prevista dal meteo, ma quando arrivano una quarantina di centimetri di neve a bassa quota, si sa, non si è mai pronti, e tutto va in tilt. Per noi trovare la neve al risveglio e’ stato un po’ come godere dalla finestra di uno chalet in montagna lo spettacolo bianco, senza muoversi da casa, certo con qualche cosa di diverso: il nostro giardino ricoperto di zucchero a velo, i giochi di Liam come lo scivolo, la magnolia e le sue gemme (speriamo che resistano perché tra poco dovranno sbocciare), il gelsomino: tutto ricoperto di neve.

 

Ne abbiamo approfittato per una passeggiata a piedi sotto la neve che cadeva copiosa, mentre il paese ancora sembrava assopito, nessuno per le strade, ancora sporche di neve, nessuno spazzaneve ancora all’orizzonte, solo silenzio e bianco ovunque. Equipaggiati come se fossimo in vacanza a Courmayeur, lentamente ci siamo avvicinati al primo bar della zona, per una colazione al calduccio con cappuccio e brioche, diversa dalla solita ordinaria e casalinga del sabato mattina; mentre per Liam ogni occasione è stata buona per raccogliere neve e per giocarci.

Per un giorno, insomma, non ho odiato la neve, ma me la sono goduta, prendendone il lato più vacanziero e ludico possibile, uscendo semplicemente dalla porta di casa. Dalla cronaca locale, una serie di problemi e disagi causati dalla nevicata improvvisa, zone senza elettricità, traffico in tilt, strade bloccate. Oggi, domenica, una bella giornata di sole che con il suo calore di marzo scioglie velocemente questo manto bianco. Chi ha potuto e’ uscito oggi, facendo escursioni anche a quote basse, ciaspolate, passeggiate sulla neve.

Questa strana atmosfera, poco primaverile ma molto invernale, se non addirittura natalizia mi ha ispirato oggi nella scelta del dolce domenicale da preparare. Mi è sembrato di tornare un po’ a dicembre, e ai suoi profumi di spezie e frutta secca. E così, nell’annosa scelta della ricetta dolce, libri di pasticceria alla mano, indecisa ma non troppo, ho optato per la Linzer Torte, la Torta di

http://wp.me/s4jcMO-linz

, un tripudio di profumi invernali fatti di cannella, chiodi di garofano, noci, mandorle, marmellata di ribes. (Ricordi ì

http://wp.me/p4jcMO-19x

?)

LInzer Torte

Inutile dirlo: non ho saputo resistere.

Come potrete immaginare, sono mille le varianti per questa ricetta, potreste trovarla pubblicata ovunque.

Io ho optato, oggi, per la versione dell’Accademia Maestri Pasticceri italiani, che ho scoperto di recente grazie ad una collana fantastica, per la quale sto selezionando una innumerevole varietà di ricette dolci che andremo a vedere insieme di volta in volta. Dopodiché, onore al merito alla cucina austriaca, sarà d’obbligo preparare la mia prossima Torta di Linz seguendo le indicazioni dei pasticceri austriaci. Promesso.

Una cosuccia ve la voglio anticipare: questa torta è molto buona servita ancora tiepida e…può creare dipendenza.

LInzer Torte

Ingredienti:

  • 3 uova intere (+ 1 tuorlo  per spennellare) a temperatura ambiente
  • 300 g di farina 00
  • 200 g di burro a temperatura ambiente
  • 200 g di zucchero semolato
  • 100 g di noci tritate finemente
  • 100 g di mandorle tritate finemente
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di vaniglia (io ho utilizzato un pezzetto di bacca di vaniglia, incisa con un coltello e prelevato la polpa di vaniglia)
  • scorza di mezzo limone, grattugiata
  • 300 g di confettura di ribes rossi (in alternativa di lamponi)

Linzer Torte

Preparazione:

  1. In una ciotola impastare il burro, la farina setacciata, lo zucchero, le noci e le mandorle tritate finemente, il pizzico di cannella, di chiodi di garofano, il pizzico di vaniglia, la scorza di limone grattugiata, le tre uova, il lievito ed un pizzico di sale. Lavorate l’impasto fino ad avere una pasta molto morbida. (Qualora fosse molto umida come è successo a me aggiungete un pugno di farina. Io ho utilizzato il Bimby per impastare questi ingredienti, per circa 40 secondi a velocità 4, in alternativa potrete usare una planetaria.)
  2. Avvolgete l’impasto in una pellicola e lasciatelo riposare per 2 ore in frigorifero
  3. Preriscaldare il forno a 180 gradi e preparare una tortiera di 24 cm imburrandola ed infarinandola
  4. Distribuire l’impasto nella tortiera e tagliare con un coltello l’eventuale impasto in eccesso, tenerlo per preparare le striscioline. (Qualora l’impasto fosse troppo umido o oleoso da non riuscire a lavorarlo, a me e’ successo, suggerisco di aggiungere un po di farina fino ad ottenere un impasto morbido ma elastico, oppure in alternativa di mettere l’impasto  umido in una tasca da pasticcere, usare un foro molto largo e dosare l’impasto direttamente nella tortiera; stessa cosa per le striscioline di pasta)
  5. Distribuire la confettura di ribes rossi (e’ molto buona anche con quella di lamponi)
  6. Tagliare delle striscioline di pasta e ricoprire la torta formando una griglia molto fitta, tipo reticolato
  7. In un bicchiere, separate il bianco dal rosso dell’uovo
  8. Con un pennello da cucina, spennellate le striscioline di pasta con il tuorlo
  9. Infornate per circa 40 minuti. (Il mio forno non funziona benissimo, pertanto, a circa 35 minuti la torta era già pronta. Verificate con uno stuzzicadenti la cottura, se esce asciutto, il dolce e’ cotto.)
  10. Sfornate il dolce e lasciate raffreddare
  11. Togliete il dolce dallo stampo e spolverizzate di zucchero a velo.

Linzer Torte

 

Ho trovato l’impasto molto umido e quindi difficile da lavorare come fosse una pasta frolla; potrebbe quindi essere necessario intervenire con altra farina oppure maneggiare l’impasto con l’aiuto di una tasca da pasticcere.

Una cosa è certa…una volta provata, ci si ritorna…

Victoria Sponge

Victoria Sponge

La prima volta che ho sentito parlare della torta Victoria Sponge e’ stata alcuni mesi fa, dalla bellissima e brava Csaba Della Zorza, per la quale nutro una particolare adorazione, per la sua semplicità e la sua eleganza, un modo tutto chic di essere chef e presentarsi al proprio pubblico. Dopo qualche tempo, di ritorno da uno dei nostri viaggi a Civitanova, durante una sosta in autogrill, mi sono lasciata conquistare da un piccolo libro dedicato ai dolci, con carta opaca e un po’ ruvida e ricette di dolci e biscotti di provienenza britannica, tra le cui pagine spiccava la ricetta della torta “Victoria Sandwich”: “se dovessi fare anche solo una torta e dovesse essere l’unica da poter preparare”, scriveva l’autrice, ” farei sicuramente la Victoria Sandwich, nota anche come Victoria Sponge”. Affascinata dal nome, dal richiamo alla Regina Vittoria, all’età vittoriana, alla sua letteratura, all’ora del the, a Londra, penso che questa torta sia davvero qualcosa di particolare. Lasciato da parte il libro per un po’, durante uno degli ultimi libri di ricette acquistato, ritrovo, con altri ingredienti ed altro procedimento, ancora lei…allorché mi dissi: prima o poi la voglio preparare.

Trascorrono i mesi, e altre ricette e, durante una puntata di Bake-Off Italia la protagonista di una delle sfide tra i concorrenti e’ proprio lei: Victoria Sponge. Salto sul divano e dico: lo sapevo, lo sapevo che la dovevo preparare! Avevo avuto una giusta intuizione, e allora, ingredienti alla mano, ho deciso di prepararla in occasione di un pranzo domenicale.

Ma insomma, che cos’è ?

Victoria Sponge

Si tratta di due torte sovrapposte della stessa dimensione, farcite con marmellata di lamponi o fragole, e crema al burro. La base non è Pan di Spagna, ma una base più consistente e ricca.

Come al solito, durante la mia prima prova, mi sono ritrovata a non avere due teglie dello stesso diametro di 20 cm, ma al secondo tentativo mi sono organizzata così da avere due anelli per torte, di quelli modificabili a seconda del diametro che serve, alla cui base va poi messa la carta forno.

La ricetta arriva dalla pasticceria Primrose Bakery, la più famosa di Londra, o, almeno, secondo la pubblicazione di Martha Swift e Lisa Thomas. Assolutamente da provare e condividere.

Ingredienti:

  • 210 g di farina  auto lievitante
  • 225 g di zucchero di canna chiaro, a grana fine
  • 25 g di farina di mais
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 225 g di burro a temperatura ambiente, ammorbidito
  • 4 uova
  • 3 cucchiai di latte parzialmente scremato

Per farcire:

  • Circa 3 cucchiai di marmellata di lamponi o fragole
  • Crema al burro, oppure, due cucchiai di panna montata

Ingredienti per la crema al burro:

  • 60 g di burro a temperatura ambiente
  • 30 ml di latte parzialmente scremato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 250 g di zucchero a velo

Per decorare:

  • Zucchero a velo, oppure, crema al burro

Victoria Sponge

 

Procedimento:

  1. Riscaldare il forno a 180 gradi, modalità statico
  2. Preparate due tortiere con i bordi alti del diametro di 20 cm l’una (imburrate e infarinate, oppure, se avete la tortiera “ad anello”, preparate una teglia, rivestitela di carta forno e poggiatevi sopra l’anello)
  3. Setacciare la farina, lo zucchero, la farina di mais e il lievito. Versare il tutto nel Bimby oppure nella planetaria e amalgamare il tutto. Aggiungere gli altri ingredienti (burro, uova, latte ed estratto di vaniglia) e lavorate ancora il composto nella l’Algeria velocemente, altrimenti il composto diventerà pesante.
  4. Dividete il composto tra le due tortiere e livellate la superficie con una spatola
  5. Cuocere al centro del forno per circa 20-25 minuti. Il tempo e’ indicativo, verificate che le torte siano cresciute e dorate. Nel mio caso, il mio forno ultimamente poco attendibile, si surriscalda piuttosto in fretta, quindi il tempo di cottura si è ulteriormente ridotto, tra i 15 ed i 20 minuti. Ho poi infornato una torta alla volta, poiché non è detto che su un unico ripiano del forno si riescano ad infornare ben due tortiere da 20 cm.
  6. Sfornate e lasciate riposare per circa dieci minuti. Poi, sformate la torta delicatamente e lasciate raffreddare completamente
  7. Preparare la crema al burro con 60 g di burro a temperatura ambiente, 30 ml di latte parzialmente scremato, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia e 250 g di zucchero a velo. Lavorare tutti gli ingredienti e metà dello zucchero a velo per qualche minuto con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere un composto cremoso. Aggiungete poi poco per volta lo zucchero a velo rimasto
  8. Togliete la carta forno dalla base della torta
  9. Mettete una torta su un piatto o su un’alzatina per dolci e spalmateci sopra la marmellata che avete scelto per la farcia
  10. Prendete l’altra torta, appoggiatela su un altro piano, farcite con due o tre cucchiai di crema al burro o con la panna montata la parte che dovrà poggiare sullo strato di marmellata
  11. Se desiderate, potete aggiungere alla farcia, anche fragole o lamponi freschi
  12. Sovrapponete le due torte e spolverizzate di zucchero a velo

Vi assicuro che è una torta degna di una Regina!

Victoria Sponge

E Halloween sia.

Zucche, zucche ovunque. Sorridenti o inquietanti.
Non ho mai festeggiato Halloween, non la sento una festa della nostra tradizione, noi abbiamo sempre festeggiato il 1 Novembre, Ognissanti, questa festa delle streghe non è mai stata, per me, motivo di festeggiamenti.
Solo da quando Liam ha iniziato il Nido mi sono un po’ di più avvicinata, per lo più per la festa di Halloween organizzata l’anno scorso dall’asilo, alla quale, però, ho dato forfait all’ultimo, non per mia volontà, ma per l’allora piccolo di casa che non voleva saperne di uscire di casa oltre un certo orario.
Da settembre Liam e’ alla Scuola dell’Infanzia, dove, per Halloween, è stata organizzata una serata di decorazioni e confezionamento biscottini di Halloween con le mamme; ieri poi è avvenuta la presentazione di tutti i biscottini.
Io non sono brava con le decorazioni, con le glasse etc., almeno quello che vedo e’ che mi dovrei cimentare un bel po’ prima di raggiungere risultati accettabili.
Perciò’ i miei biscottini sono particolarmente inquietanti, non tanto per le figure scelte, quanto per l’impressione che fanno…ragazzi, c’è da lavorare su questo argomento.
E allora, Buon Halloween a tutti, per noi sarà una serata in compagnia di amici con bimbi, amici di scuola di Liam. Io porto il dolce, una semplice crostata alla marmellata di fragole, con qualche piccolo scarabocchio Halloween.

Brownies al triplo cioccolato e mandorle

Brownies triplo cioccolato

E poi ci sono le giornate in cui avresti voglia solo di una bella tavoletta di cioccolato fondente…cosi, tanto per toglierti lo sfizio una volta ogni tanto, di cioccolato.

Ecco, si, oggi il desiderio di cioccolato l’ho soddisfatto con una ricetta “supercioccolatosa”, per un dolce che non fa parte della nostra tradizione, ma che, sfogliando i miei adorati ricettari, trovo sempre piu’ spesso.

Ho scoperto i brownies circa cinque anni fa, grazie ad una cara amica che, al supermercato, in pausa pranzo, cercava una scatola di preparato per fare i brownies, un dolce americano a base di cioccolato e nocciole, oppure noci, che si taglia a quadratini e si gusta, se possibile, ancora tiepido, accompagnandolo con il gelato, oppure con il caffé; dalla curiosità ho poi provato anch’io uno di quei preparati ed era stata una bella scoperta.

Certo che fatto in casa dalla A alla Z con la ricetta che “funziona” e’ tutta un’altra cosa..

Brownies triplo cioccolato e mandorle

Cioccolato fondente, cacao amaro e gocce di cioccolato.

Mandorle oppure noci, o noci pecan. Facoltative.

Sembrano già gli ingredienti giusti per quelle serate autunnali, chiusi in casa con il caminetto acceso…

Brownies

Anche questa ricetta è frutto di quel “super libro” che adoro già, e che vi ho presentato nel post dedicato al Rotolo Svizzero; acquistato da un paio di mesi ma inaugurato con nuove ricette solo durante questo week-end. Forse non mi bastera’ una vita per riuscire a preparare le ricette accumulate nelle pubblicazioni che, di volta in volta, acquisto quando sono in giro a zonzo o mi capita l’occasione di andare in libreria. Si, lo so, come dice mio marito “c’è internet, li trovi tutto”..e se per questo, c’è giallozafferano.it, per non parlare di tutto il nostro mondo di blogger appassionate di fornelli. Ma il libro ha un altro fascino, le fotografie, i disegni, il caro vecchio ricettario, la magia di sfogliare la carta, patinata o non.

E lo spazio della mia libreria si riduce drasticamente. Sarà anche questa un forma di shopping compulsivo?

Brownies

Veniamo al dunque.

Vi servirà una bella scorta di cioccolato, sotto varie forme…

Ingredienti:

  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di gocce di cioccolato
  • 100 g di mandorle (oppure noci, o noci pecan)
  • 2 cucchiai di cacao in polveree
  • 125 g di burro a temperatura ambiente
  • 2 uova
  • 275 g di zucchero
  • mezzo cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 50 g di farina autolievitante
  • 25 g di farina normale

Una teglia quadrata 20×20

Brownies al triplo cioccolato

Preparazione:

  1. Accendete il forno a 180 gradi, in modalità statico
  2. Preparate la teglia, ungendola e ricoprendone il fondo con carta forno
  3. Preparate un pentolino con un quarto d’acqua e appoggiatevi sopra una ciotola dove spezzare il cioccolato fondente. Fate quindi sciogliere il cioccolato a bagnomaria e una volta che si e’ completamente sciolto, togliete la ciotolina dal pentolino (facendo attenzione a non scottarvi, meglio utilizzare delle presine 😉)
  4. Tritate le mandorle grossolanamente utilizzando un coltello
  5. A parte, montate le uova (se usate il Bimby, vel. 4, 30 sec)
  6. In una ciotola, lavorate con le fruste elettriche il burro con lo zucchero fino a quando non saranno ben amalgamati e cremosi, aggiungete le uova gradualmente e continuate a lavorate il composto. (Bimby vel. 4, 30 sec). Aggiungete l’estratto di vaniglia
  7. Setacciate le due farine con il cacao e amalgamateli al composto di burro, zucchero e uova
  8. Aggiungetevi anche il cioccolato fuso che avete tenuto da parte
  9. Aggiungete le noci oppure le mandorle e amalgamate il composto.
  10. Travasate nella teglia e livellate il composto con il dorso di un cucchiaio
  11. Infornate a 180 gradi, ormai il forno avrà raggiunto la temperatura, e cuocete per circa 25-30 minuti.
  12. Controllate la cottura, perché la tempistica e’ indicativa, dipende dal vostro forno. La ricetta originale prevede circa 35 minuti, ma, ad esempio, con il mio forno ci son voluti circa 30 minuti.
  13. Una volta cotto, sfornate e lasciate intiepidire il dolce.
  14. Ho spolverizzato di zucchero a velo per abitudine, perché mi piace, ma non è consuetudine farlo sui brownies.

Per un po’ non cercherò cioccolato nella dispensa. Diciamo …almeno fino al prossimo week-end..

Brownies

Rotolo ai lamponi (o rotolo svizzero)

Rotolo ai Lamponi

Non so da quanto tempo desideravo provare la ricetta del Rotolo ai lamponi, noto anche come Rotolo Svizzero, e di provarlo poi nelle sue infinite varianti, ad esempio, con il ripieno di Nutella. Davvero tanto tempo, fino a quando, un bel giorno, a casa di mia cognata Anna ho assaggiato il suo Rotolo alla Nutella, una delizia per i piu’ golosi. E li per li mi son detta che era davvero tempo di cimentarmi, non appena possibile.

Per la sua ricetta, vi rimando pero’ ad uno dei prossimi post, perché, nel frattempo, ritrovandomi con un paio di vaschette di lamponi da utilizzare, mi sono finalmente decisa a preparare il Rotolo ai Lamponi.

Rotolo ai lamponi

La buona notizia è che il rotolo ha una base “senza lattosio”, perché nella preparazione non ci sono né burro, né latte, ma uova, zucchero e farina.

Pasticceria e altre golosità

Ieri ho provato questa nuova ricetta, sfogliando uno dei miei libri preferiti, acquistato recentemente nella mia libreria di fiducia dove mi piace spesso perdermi nell’angolo dei ricettari dei dolci. Si tratta di “Pasticceria e altre golosità“, la particolarità di questo volume dedicato ai dolci e’ la grafica, le ricette hanno la fotografia del dolce protagonista della ricetta, ma i passaggi relativi alla preparazione sono realizzati con disegni.

Pasticceria e altre golosità

La preparazione non prevede la separazione dei tuorli dagli albumi e risulta abbastanza rapida e facile.

Rotolo ai Lamponi

Ecco cosa vi serve per prepararlo:

Ingredienti:

  • 3 uova a temperatura ambiente
  • 125 g di farina 00
  • 125 g di zucchero più altri 25 g di zucchero da tenere a parte
  • 1 cucchiaio di acqua tiepida

per la farcitura

  • 2 cucchiai di marmellata di lamponi
  • 150 g di lamponi

per la decorazione

Zucchero a velo quanto basta

image

Preparazione:

  1. Accendere il forno a 200° in modalità statico
  2. Preparare una teglia rettangolare, ungerla e ricoprirla con la carta forno
  3. Montare le uova con 125 grammi di zucchero fino a quando il composto non diventerà chiaro e spumoso (Bimby 30 secondi velocità 4)
  4. Aggiungere gradualmente metà della farina setacciata e lavorare il composto (Bimby 30 secondi velocità 4)
  5. Aggiungere l’altra metà della farina e aggiungere il cucchiaio di acqua tiepida.
  6. Lavorare il composto (Bimby 30 secondi velocità 4)
  7. Travasare il composto nella teglia e livellarlo con una spatola oppure il dorso di un cucchiaio
  8. Cuocere per circa 10 minuti. (il mio forno, ad esempio, ci sono voluti circa 8 minuti, per cui verificate la cottura, senza aprire lo sportello, facendo attenzione che non si colori troppo la pasta, se diventa scura, spegnete il forno, vorrebbe dire che ha cotto anche troppo).
  9. Preparare un foglio di carta forno sul tavolo e spargere lo zucchero
  10. Prendere la teglia con i guanti, capovolgerla e rovesciare il dolce sullo zucchero
  11. Togliere delicatamente la carta forno dal fondo del dolce
  12. Dal lato corto della base rettangolare del rotolo, arrotolare su se stesso il dolce con tutta la carta forno, fino alla fine, e chiudere gli estremi destro e sinistro “a caramella”
  13. Lasciare raffreddare il rotolo impacchettato nella carta forno
  14. Nel frattempo, schiacciare i lamponi ed unirvi due cucchiai di marmellata ai lamponi.
  15. Io ho pero’ provveduto a passarli al setaccio, ricavando una salsa di lamponi alla quale ho poi aggiunto la marmellata e anche due cucchiai di farina di cocco
  16. Una volta che il rotolo sarà freddo, srotolarlo delicatamente
  17. Farcirlo con la salsa ai lamponi e la marmellata di lamponi e arrotolarlo nuovamente su se stesso
  18. Spolverizzare con zucchero a velo
  19. Se le estremità del rotolo dovessero risultare un po’ secche o asciutte, consiglio di tagliare la prima fetta, da entrambe le parti.

Ed è “rotolo-passione”….

Rotolo ai Lamponi

Discoletti

Linzerli o Discoletti

Come promesso, e’ in arrivo la ricetta de biscottini preparati in occasione di San Valentino

In Svizzera italiana si chiamano “Discoletti“, ma sono conosciuti anche con il nome di biscotti Linzer, o ancora come “biscottini tirolesi con marmellata”.

Solitamente hanno una forma rotonda, liscia o dentellata, con il centro del biscotto decorato e il ripieno di gelatina di bacche rosse.

Si preparano usualmente per l’Avvento, ma questa e’ la versione “romantica” di San Valentino, ovviamente cuori a go-go, io li ho farciti in parte con Marmellata di fragole e in parte con la Nutella, anche se in questo caso non potrebbero essere chiamati Linzer…

Non finisce mai la mia ricerca di ricette dolci e interessanti e da provare, le colleziono ovunque capiti.Linzerli

Per questa, ringrazio il numero natalizio di un magazine di una catena di grandi magazzini svizzera.

Cosa serve:

  •  1 albume d’uovo sbattuto, 1 cucchiaio
  • 250 g di burro morbido
  • 120 g di zucchero a velo
  • 2 cucchiaini di zucchero vanigliato
  • 2 prese di sale
  • 360 g di farina 00

Ripieno:

Marmellata di Fragole o gelatina di bacche rosse

Alternativa, non tradizionale, ma che rende questi biscottini ancor più buoni, e’ la Nutella.

Biscottini Linzer

Preparazione

Fase 1

  1. Mescolate il burro tagliato a pezzetti e morbido con lo zucchero a velo, aggiungere 1 cucchiaio di albume montato, lo zucchero vanigliato e il sale e lavorate il composto. Io ho utilizzato il Bimby a velocità 2 per circa 20 secondi
  2. Aggiungere la farina setacciata e lavorare velocemente il composto, ottenendo un panetto. Bimby velocità 4. 30 secondi
  3. Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e metterlo in frigorifero per circa 30 minuti.
  4. Preparate almeno due teglie e foderatele con carta forno
  5. Prelevate pezzetti di impasto, appoggiatelo su carta forno, sovrapponetevi un altro foglio di carta forno e stendete la pasta col matterello.
  6. Ritagliate con uno stampino dei dischi e riponete nella teglia e continuate fino ad esaurimento della pasta a disposizione. Il numero dei dischi ritagliati dovrà essere pari. Un metà rimarrà intera, l’altra metà dei biscotti ritagliati saranno incisi al centro.
  7. Con una formina piccola, a forma di cuore o di stellina, ritagliate al centro la metà dei dischi.
  8. Riponete le teglie in frigorifero per una mezz’ora

Fase 2

  1. Accendete il forno a 180 gradi modalità statico.
  2. Scaldate per pochi secondi la gelatina di bacche rosse oppure la marmellata di fragole
  3. Ritirate le teglie dal frigorifero e ponetele in forno a cuocere per circa sette -otto minuti, settore centrale del forno
  4. I biscotti rimarranno bianchi, se si colorano e’ il caso di ritirarli subito dal forno.
  5. Una volta ritirati dal forno, spolverate di zucchero a velo i biscotti ancora caldi che hanno il centro decorato che utilizzerete per richiudere i biscotti
  6. Rigirate verso l’alto le basi dei biscotti cosicché possano aderire bene
  7. Spennellate i bordi con la gelatina o marmellata calda e ponete al centro del biscotto un cucchiaino di marmellata
  8. Chiudete i biscotti, posando i coperchi sui fondi e premendo leggermente

Biscottini di San Valentino alla Nutella

Kipferl al cioccolato

Kipferl al cioccolato

E’ ormai tempo di rispolverare le ricette di biscotti natalizi, preparandoci così all’arrivo di dicembre, e salutarlo con un piatto ricco e vario di biscottini.

Adoro preparare biscotti, soprattutto in questo periodo.

Donarli o gustarli in compagnia, poi, e’ ciò che preferisco fare: sembrano fatti apposta per essere mangiati in compagnia.

Il tempo poi, così inclemente, almeno nella mia zona, fa venir voglia di pomeriggi domenicali tranquilli, davanti ad un camino acceso e ad una bella tazza di te’ caldo o una tisana profumata alla cannella.

I negozi sono già addobbati a festa con decorazioni di ogni genere, in fondo manca poco più di un mese e mezzo, e già sento aria di festa.

Decorazioni natalizie

Quale migliore occasione quindi per assaggiare i biscottini austriaci Kipferl?

Dopo i Kipferl alla Vaniglia e i Kipferl senza uova, ecco quelli golosissimi al cioccolato fondente.

Il profumo di questi biscottini e la loro friabilità rendono questa ricetta una delle mie preferite, facile da fare.

Dovete solo sincerarvi di avere in casa tutti gli ingredienti richiesti.

Kipferl al cioccolato

Ingredienti:

  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • 250 g di farina 00
  • 125 g di zucchero
  • 175 g di burro a temperatura ambiente
  • 50 g di cioccolato fondente (grattugiato o tritato)
  • 150 g di mandorle tritate o già macinate
  • 1 bustina di vanillina
  • scorza di limone non trattato
  • 1 presa di sale

Kipferl al cioccolato

Preparazione:

  1. impastate la farina con le mandorle tritate e lo zucchero, una presa di sale e la vanillina, il burro a pezzetti, l’uovo, il cioccolato tritato o grattugiato (io ho utilizzato Lindt nero 70%), la scorza di limone grattugiata.
  2. Lavorate l’impasto fino a formare un panetto di pasta, liscia ed omogenea e avvolgetela in una pellicola, lasciate riposare per 1 ora in frigorifero
  3. Accendete il forno in modalità statico a 180 gradi
  4. . Foderate due teglie con la carta forno
  5. Ritirate l’impasto dal frigo e prelevate un pezzetto di impasto. Formate un cordoncino e dategli la forma di mezzaluna
  6. Infornate nel ripiano centrale a 180 gradi per circa 13-15 minuti
  7. Verificate la cottura con uno stecchino
  8. Spolverate i biscotti con zucchero a velo o con cacao amaro mentre sono ancora caldi.
  9. Lasciate raffreddare i biscotti prima di prelevarli

Quali saranno i prossimi biscottini da preparare in previsione delle feste?

Kipferl al cioccolato

Kipferl al cioccolato

Cookies con gocce di cioccolato

Scatole di latta

La prima volta che ho assaggiato i cookies e’ stata nel lontano 1989 in occasione di una gita scolastica a Parigi. Non so come, ma durante il cosiddetto “pomeriggio libero” dedicato all’ultimo shopping prima di ritornare in Italia, con alcune compagne di classe ci imbattemmo in un grazioso negozietto di dolci. Il profumo era molto invitante e sapendo che il viaggio sarebbe stato lungo (ricordo ancora l’odore del treno durante le ore di viaggio), decisi di acquistare qualche biscotto.

Cookies

Erano grandi come la mia mano. Profumatissimi e pieni di gocce di cioccolato. Se riguardo le foto che ritraggono quei quattro giorni di gita scolastica mi rivedo ragazzina, in foto di gruppo e di classe scattate in diverse zone affascinanti della città, con un abbigliamento improbabile e acconciature vintage..che oggi mi fanno sorridere.

Certo, cosa c’entra Parigi con i Cookies che sono americani.. avete ragione, non c’entrano nulla, se non per questo lontano e personale ricordo.

Cookies con gocce di cioccolatoDando un’occhiata sul web ho scoperto sul sito

http://www.kitchenproject.com/history/cookies.htm

che questi biscotti in realtà sono di origine olandese, chiamati “Koekje” cioé little cookies, pare fossero nati per caso da un  test, nel tentativo di provare un po di impasto nel forno, prima di cuocere una grande torta (forse come la storia della leggendaria pizza Margherita?):

A little cookie history: The first cookies were created by accident. Cooks used a small amount of cake batter to test their oven temperature before baking a large cake. These little test cakes were called “koekje”, meaning “little cake” in Dutch.

Certo che dire Olanda e dire States é quasi la stessa cosa, se storicamente, facciamo un bel salto indietro fino ai Padri Pellegrini; ben presto quindi questi piccoli dolcetti olandesi si diffusero negli Stati Uniti.

Qualche mese fa, curiosando tra le dolci ricette pubblicate alla ricerca di biscotti e dolcetti, ho trovato questa dei Cookies che é risultata affidabile e che ho rifatto molto volentieri in piu’ occasioni.

Oggi ve la voglio riproporre, grazie a Zenzero e Limone, http://blog.giallozafferano.it/paola67/

Sempre buoni con una tazza di caffelatte o un te delle cinque, i cookies sono buonissimi e riescono sempre.

Cookies con gocce di cioccolato

Ingredienti

  • 150 g di zucchero di canna
  • 90 g di burro a pezzetti
  • 1 uovo
  • 1 bustina di vanillina
  • 190 g di farina 00
  • mezzo cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 150 g di gocce di cioccolato

Cookies con gocce di cioccolato

  1. Accendete il forno a 180°
  2. Mettete nel mixer lo zucchero di canna e macinatelo fino ad ottenere lo zucchero al velo.
  3. Unite il burro che dovrà essere freddo e tagliato a pezzetti
  4. Mescolate il tutto finché non ottenete un composto cremoso
  5. Aggiungete l’uovo intero e la bustina di vanillina
  6. Mescolate tutto
  7. Unite il lievito, la farina ed un pizzico di sale
  8. Mescolate ancora tutti gli ingredienti
  9. Unite le gocce di cioccolato ed amalgamatele al composto
  10. Con l’impasto ottenuto, formate delle palline grandi come una noce
  11. Poneteli sulla placca rivestita di carta forno, distanziandoli ben bene gli uni dagli altri poiché tenderanno ad appiattirsi
  12. Infornate a 180° per circa 10 – 15 minuti
  13. Una volta cotti, sfornateli e lasciateli raffreddare completamente prima di maneggiarli o toccarli.

Cookies con Gocce di cioccolato

Kipferl alla vaniglia

Vanilla Kipferl

Biscotti

Adoro preparare i biscotti, da quando ho scoperto queste delizie grazie a Kathrine, austriaca, e provato a prepararli per la prima volta nel 2011 grazie ad un panetto di pasta frolla preconfezionata della Migros, catena di supermercati svizzera.

Tra i numerosi tipi di biscotti, i primi che ho provato a preparare sono i Kipferl alla vaniglia. sulla confezione ho poi trovato la ricetta che impazientemente ho deciso di provare Per poi scoprire che, preparandoli con le mie manine, erano molto più buoni! Ho quindi detto addio alle confezioni di pasta frolla pronta per cimentarmi ogni anno a Natale nella preparazione di questi biscottini.

Quest’anno ho scoperto una variante della ricetta, buonissima! Stupendomi notevolmente dell’ottimo risultato, ho trascorso lo scorso mese di dicembre a sfornare kipferl. Non stancano mai, talmente son buoni.

Ingredienti:

  • 95 g Di farina
  • 25 g Di mandorle macinate finemente
  • 60 g zucchero
  • 1 cucchiaino di zucchero vanigliato
  • 100 g burro morbido
  • 1 uovo
  • zucchero a velo
  • 1 teglia stampo a forma di mezzelune
1. Versa tutti gli ingredienti in una ciotola e mescola bene con uno sbattitore elettrico
2. Distribuisci la pasta con una spatola negli incavi della teglia stampo
3. Ricorda di non ungere la teglia prima dell’uso
4. Cuoci i Kipferl in forno preriscaldato a 160 C. 
5. Lascia raffreddare i Kipferl nella teglia stampo prima di toglierli
6. Spolverali di zucchero a velo vanigliato