Pasta choux – Bimby

Per me che non parlo francese, questo nome così musicale sembra qualcosa di spiritoso o divertente.

Si tratta di una Pasta leggera e delicata, utilizzata in cucina per bignè, ciambelle, eclairs.

In passato, prima dell’arrivo del mio ometto, la utilizzavo spesso per preparare i bignè salati, ripieni di mousse al prosciutto oppure al tonno. Messa da parte, quasi dimenticata, questa ricetta da Manuale Bimby l’ho volentieri ripresa in mano in occasione della Festa del Papà, utilizzandola come base per le Zeppole di S. Giuseppe.

Ingredienti

  • 250 g di acqua
  • 100 g di burro morbido tagliato a pezzetti
  • 150 g di farina tipo 00
  • 4 uova (da circa 60 g)
  • 1 pizzico di sale
  1. Mettere nel boccale l’acqua, il pizzico di sale e il burro a pezzetti e amalgamare per 10 min a 100 gradi velocità 2
  2. Unire la farina e lavorare l’impasto per 30 sec. A vel. 4
  3. Lasciare l’impasto per 10 minuti  nel Bimby spento, così terminerà la cottura.
  4. Durante questi dieci minuti, ogni due minuti mescolate l’impasto a vel. 4, così da mescolare complessivamente 5 volte
  5. Lasciare raffreddare l’impasto nel boccale.
  6. Azionate il Bimby a velocità 4 e con le lame in movimento aggiungete 1 uovo alla volta.
  7. Lavorate ancora per 40 secondi a vel. 5
  8. Ricoprite di carta forno una teglia o la placca

per fare i bignè:

  1. prelevate delle palline di pasta grandi come una nove e distanziatele bene.
  2. In alternativa potrete usare la sac a poche
  3. Cuocere in forno già caldo a 180 gradi per circa 20 minuti.

Zeppole di S. giuseppeper fare le Zeppole al forno:

  1. ricoprite con carta forno una teglia, riempite una sac a poche con il composto, utilizzando un beccuccio a stella grande.
  2. Formate delle ciambelle, se desiderate una forma piatta, fate un solo giro, se desiderate una forma più bombata e gonfia, provvedete a formare la ciambella due volte, su se stessa.,
  3. Cuocete in forno già caldo per 180 gradi per circa venti minuti. Fate sempre la prova dello stecchino per verificare se cotto (se lo stecchino e’ asciutto, sono pronti).
Pasta choux
Pasta choux

 

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Rieccomi

Credo di non aver mai trascorso un periodo così lungo senza scrivere un post su questo blog, da quando ho iniziato, poco più di un anno fa. E, tra un cosa e l’altra, siamo arrivati alle porte di Pasqua, oggi Domenica delle Palme, tanti cari auguri a tutti voi. Dopo che Liam si e’ ammalato, ho iniziato io con quel fantastico virus che ti tiene a letto per diversi giorni. Però’ lo metti in conto, e’ il sequel che è stato abbastanza complicato, riprendere a pieni ritmi quando ancora non sei nel pieno delle forze, e’ dura. Un mix di stanchezza ed emotività, torni al lavoro e ti ritrovi sommersa di cose da fare, una corsa contro il tempo, sempre un po’ in affanno. Mettiamoci pure una dogana che è sempre un po’ un terno al lotto, un giorno fili via liscia, senza coda, il giorno dopo rimani bloccata in coda, quando piove poi più che mai, scooter in garage, solo auto e tir in viaggio, tutti in coda mentre le nuvole grigie e cariche d’acqua ingombranti si appoggiano sulle colline ticinesi, davanti a me decine di luci degli stop accese, tutti fermi, mentre l’imbocco dell’autostrada a Mendrisio e’ sempre più congestionato…ferma guardo le bandiere del Fox Town sventolare, mosse da un vento forte, poco più avanti l’edificio del Casino’, davanti alla facciata una biga coi cavalli di marmo sembra dominare dall’alto tutto il traffico, ed i cavalli sono li li per spiccare un grande salto. E’ una mattina come un’altra, fatta di auto incolonnate, musica e pensieri. Per fortuna una volta al mese c’è il mio momento “bellezza e relax”, la tappa obbligatoria parrucchiere, con taglio e colore, un momento solo per me di un paio d’ore. Mi rilasso in po’ e a “restauro” ultimato, un giro veloce per i negozi del centro commerciale, e in libreria. Arriva anche la Festa del Papà, S. Giuseppe, in Canton Ticino una festività, quindi Bank holiday, insomma, si sta a casa e non si lavora. Ne approfitto per farmi fare il tagliando alla macchina, ormai scaduto da un po’, accompagno Liam al nido, che ha capito che sarò a casa e quindi fa un po’ di capricci, e poi lascio la macchina. Tornando a piedi verso casa, mi fermo al barettino gelateria per una colazione in relax, cappuccino e brioche, una coccola che non ho mai tempo di fare ultimamente al mattino. Mi ritrovo nel bel mezzo di un “dibattito” tutto al femminile sui “mariti” in generale sugli uomini in casa. Da brava spettatrice mi sono divertita non poco a sentire queste “desperate housewives” raccontare i più disperati aneddoti di uomini moribondi con 37 di febbre, quelli che non trovano mai quello che cercano nel proprio armadio di casa, quasi vivessero da un’altra parte, e chi più ne ha più ne metta, direi una colazione tra donne. E’ ora di andare, torno a casa ed il mio obiettivo di questa giornata “libera” non è uno solo, cerco di concentrare tutto quello che non riesco a fare in settimana, in queste poche ore. ma occasione per risistemare l’armadio di Liam e svuotare finalmente i contenitori con i vestiti mic ro di Liam dei primi due anni di vita. Incredibile la quantità di vestiti, body, tute, tutine, cappellini, jeans, tutto formato mignon. ci vogliono tre ore per risistemare tutto. Nel frattempo, e’ tempo di ritornare a prendere l’auto, sempre a piedi, e a saldare il mio conto…mi preparo alla “mazzata”, preannunciata poche ore prima sui duecento euro: ebbene, 273 euro, ma si, che saranno mai quei settantatré euro in più..pago, salgo in macchina e torno a casa, mangio qualcosa al volo e preparo qualcosa di dolce da portare a mio padre per la Feata del Papà. Un po’ in difficoltà, lo ammetto, per l’indecisione… Ma sono particolarmente incuriosita dalla preparazione delle Zeppole di S. Giuseppe, sembrano piuttosto lunghe da preparare e non ho particolare voglia di friggere. Ma dopo aver girovagato sul web, vedo con piacere che si possono fare anche al forno; controllo se ho gli ingredienti, che, ovviamente, non sono completi : mi mancano le amarene (si, si, proprio la ciliegina sulla torta, se mancano quelle non saranno mai vere zeppole di S. Giuseppe), e almeno altre due uova per la crema pasticcera. Ma mi decido:”ora o mai più”, penso…o, perlomeno, l’anno prossimo. Mi faccio coraggio, in fondo la crema pasticcera l’ho preparata un sacco di volte e la pasta choux, la base che si usa anche per i bignè, l’ho fatta in passato ed e’ riuscita bene, utilizzerò la ricetta che ho già e vediamo come viene. L’amarena la sostituirò con la fragola. Dopo un po’ di vicessitudini con la sac a poche e le dimensioni delle zeppole, che dovrebbero avere un foro in mezzo, senza di riuscire a fare qualcosa che ci assomigli. Certo, la strada e’ ancora lunga e le mie zeppole non somigliano a quelle dei pasticceri stellati, ma per quanto mi riguarda e’ già un grande successo. Ed allora, un paio a mamma e papà, un paio per noi ed il festeggiato di casa. Zeppole di S. giuseppe E’ già ora di tornare a prendere Liam al nido, il  quale a gran voce chiede di andare al parco! Avrei altri progetti, abbiamo ben due visite da fare, ma ho deciso di accontentarlo e andiamo al parco per una mezz’ora, poi salta su in macchina, direzione casa dei nonni. Lungo la strada però ho promesso ad una cara amica di andarla a trovare per un salutino veloce e farle vedere Liam dopo forse più di un anno che non lo vedeva. Una corsa dai nonni per un saluto e poi di nuovo a casa. Il nido ha fatto fare ai bimbi per i papà un lavoretto con la pasta di sale, un portapenne a forma di foglia, ecco che arriva il festeggiato di casa e Liam e’ orgoglioso di far vedere il suo dono. Festa del Papà Le serate sono infinitamente lunghe, Liam non ha voglia di andare a dormire presto la sera. Una crostata alle fragole per il dolce di domenica, ma questa volta voglio provare la ricetta della Pasta Frolla di Luca Montersino. Le dosi sono da pasticceria, addirittura 1 kg di farina, allorché decido di dimezzare gli ingredienti, e riesco così a preparare due basi di pasta frolla per crostate, una l’ho utilizzata per fare la Crostata alle Fragole, l’altra per fare la Crostata alla marmellata di lamponi e cocco.A breve, la ricetta della frolla di Montersino. Crostata di Fragole Mi si chiudono gli occhi e non sono neppure a metà racconto, oltre ad essere in grande ritardo sulla tabella di marcia, si conclude marzo senza essere riuscita a raccontare gran che. Ma non riesco a ritagliarmi più il tempo, e quel poco che rimane e’ dedicato al mio riposo. Ahimè sono sfinita, sarà la primavera come si dice usualmente. Per fortuna una tappa in erboristeria mi aiuta sempre a ritrovare un po’ di carica con prodotti sani e naturali. Un giorno dopo l’altro, senza riuscire a ritagliare un po’ di tempo per scrivere, sento che mi manca qualcosa, di mio, di tempo dedicato solo a me stessa, quella parentesi tutta mia, come quando ti lanci sotto la doccia e sai che li, (nonostante il tempo cronometrato mentre immancabilmente, dall’altra parte della porta, qualcuno grida insistentemente “mamma, dove sei!??” ) potrai dedicarti finalmente un po’ di relax. Il week-end scorre talmente veloce che non lo  vedo neanche, lunedì si rientra, traffico di sempre, ritardi di sempre, giornata dedicata ad un’esercitazione, si tratta dell’Emergency Response Plan”, un test che coinvolge diversi settori della compagnia, l’esercitazione prevede la simulazione di un caso di emergenza segnalato dall’ufficio operativo e, secondo regole ben precise e checklist, la compagnia ed il suo management, funzioni ben precise, sono chiamati a rispondere attivando una procedura precisa di azioni volte a verificare l’accaduto, gestire la comunicazione con l’esterno, recuperare le informazioni con lo scalo dove si è’ verificata l’emergenza, interagire con le autorità, verificare liste passeggeri, indire conferenze stampa per fornire aggiornamenti sulla situazione in corso, e tante altre nume attività. Si tratta di un ‘esercitazione che tutte le compagnie aeree sono tenute a fare periodicamente per testare il processo interno di risposta alle emergenze, che, si spera non accadano mai.

Ma da li a poco più di ventiquattr’ore, la tragedia del volo Germanwings Barcellona-Düsseldorf e lo schianto sulle alpi francesi dell’airbus a320 con 150 passeggeri a bordo. Dalla mancanza di informazioni delle prime ore, ad una situazione che col passar dei giorni, ha gettato ancor più sconforto in tutti noi. Quanto può pesare il “fattore umano” in un tragedia come questa, dove il fattore umano non e’ l’errore, quanto l’imprevedibilita assoluta di una situazione non nota alla compagnia, come lo stato psicologico di un co-pilota di 28 anni. la dinamica di questo tragico evesnto mi ha lasciato davvero basita ed addolorata, per le 150 persone che non ci sono più, per come si e’ consumato (la realtà dunque supera la fantasia), per i parenti delle vittime, il loro dolore, per la compagnia coinvolta.

E mentre la primavera lentamente fa capolino, le forsizie a metà settimana iniziano a fiorire di quel giallo intenso che ti da un po’ di buon umore, mentre lungo l’autostrada per Lugano Nord, nei campi verdi ampi che la costeggiano tornano a pascolare anche le mucche, il grande magazzino della zona e’ ormai saturo di decorazioni pasquali, conigli, fiocchi, e i colori dominanti come il rosa, il giallo ed il verde sono ben esposti ovunque. Devo ricordarmi di far firmare le ferie, ormai Pasqua e’ alle porte, anche Liam sente che manca poco e mercoledì pomeriggio, salito in macchina, inizia un capriccio infinito, chiedendomi di andare dalla Nonna Rosalba, vale a dire, a 500 km di distanza… E’ stata dura fargli capire che non potevamo partire in quell’istante, e così mi ci son voluti più di venti minuti per trovare argomenti alternativi e validi e distoglierlo dal chiodo fisso.

A volte ho proprio la sensazione di non potercela fare. Ma poi so che non è così…

Torno subito…

E’ un periodaccio e Liam si addormenta tardissimo, avrei tanto da raccontare, ma non ho tempo se non nel cuore della notte. Tra sconforto e recupero delle forze e dell’entusiasmo personale, eventi tragici come Tunisi e Germanwings, il tran tran quotidiano, i capricci di Liam, il mese di marzo mi scivola tra le dita e neanche me ne accorgo, dalla Festa dell’8 marzo a quella del papà in poi cercherò di recuperare e raccontarvi i momenti passati in queste settimane.

Nonostante tutto, però, il dolce non manca mai…

Torno subito…

Dal pediatra

Ed io che pensavo di averla scampata bella, quest’inverno sembrava filato via liscio, senza particolari problemi, senza influenze. Così ho pensato tra me e me che Liam finalmente si era fatto un po’ di anticorpi, rispetto all’anno scorso quando un giorno si e l’altro pure, poverino, tutti i virus in giro erano i suoi. Se non che, durante il week-end e’ stato male con il virus gastro intestinale, domenica però sembrava come nuovo. Soddisfatta, ho pensato che c’è l’eravamo cavata con poco, poco meno di dodici ore di virus, Domenica sera tranquilla, doccia e pigiama, pronti per una lunga nuova settimana.

Niente da fare, Liam sta di nuovo male, povero, un’altra nottataccia. Sto virus proprio non lo sopporto…tra adulti e bambini non se ne contano più..rimaniamo, così, a casa lunedì e martedì. Ieri mattina, un po’ rintronata dal sonno, dimentico di chiamare il pediatra nell’orario di ricevimento del mattino, Dalle nove alle undici, chiamo jnfatti alle 11.05 e giustamente mi risponde la segreteria telefonica, ma poi mi dico, so che cosa devo fare, intanto vediamo se migliora un po’.

Oggi per fortuna il pediatra riceveva nel pomeriggio, ho avuto quindi tutto il tempo di ricontrollare l’orario per poi chiamare e fissare l’appuntamento: ok, si va alle 15.30. Liam ha soggezione del “dottore”, per quanto sia un pezzo di pane, pacifico e serafico, ammetto che non ci va molto volentieri. Altra cosa invece con la sua sostituta, la dottoressa, forse più estroversa, settimana scorsa, per la visita fatta per una congiuntivite,l’ha accolto con un sorriso tale che lui se n’è innamorato a tal punto da darle un bacetto, e, mio figlio, in questo, posso dire che i baci se li prende ma raramente li da. Ovviamente oggi, prima di uscire, continuava a ripetermi che saremmo andati dalla dottoressa e così, per abituarlo all’idea che avrebbe ritrovato in studio il suo dottore, ho pensato di incuriosirlo con la storia del cavallo.

Il pediatra adora i cavalli e fa equitazione. In studio ci sono diverse fotografie.

“Liam, sai cosa facciamo oggi? quando andiamo dal dottore gli chiediamo due cose: la prima, dove ha lasciato il suo cavallo, e la seconda come si chiama..” Liam sembrava contentissimo, dato che poco meno di dieci giorni fa siamo stati in fattoria a contatto con animali ed i cavalli.

Nonostante lo studio sia a cinque minuti di macchina da casa, ho sempre il terrore di non arrivare in tempo: lavarlo, cambiarlo, vestirlo, prendere il borsone del cambio, ricordarmi il libretto sanitario, fazzoletti di carta, eventuale acqua, ciuccio per le evenienze drammatiche di capricci incontrollabili, lavarmi, vestirmi, non dico truccarmi perché ultimamente sono così stanca che questo vezzo che ho sempre ritenuto un must prima di uscire di casa, in talune occasioni l’ho abbandonato, mio malgrado, ed il mio specchio non approva…Siamo quasi in orario, la macchina e’ parcheggiata fuori, facciamo due passi ed incrociamo i vicini in giardino con il cagnolino, due chiacchiere volentieri, ma rischio di arrivare in ritardo. “la saluto, eh? Arrivederci”..

Sembra scoppiata primavera, non esco da qualche giorno di casa ed improvvisamente passo dal cappotto al trench? via la sciarpa e via il cappello, accendo l’aria condizionata per rinfrescare un po’ l’abitacolo. In qualche minuto arriviamo.

La sala d’attesa dello studio e’ un luogo dal quale Liam non si staccherebbe mai: la cucina in miniatura ed un piccolo forno, libri e costruzioni, peluche, giochi lo tengono impegnato in attesa del nostro turno. La cucina e’ la sua preferita: tra bricchi e piattini e forno si diletta, apre e chiude lo sportello del forno giocattolo ed io mi diverto a guardarlo giocare.

Tocca a noi, una ragazza dai capelli lunghi rossi ci accoglie, mi è’ molto simpatica, non solo per i capelli rossi, ma anche per questo sorriso così giovane e spensierato da ricordarmi i miei vent’anni (che non ho più s’intende..). Apriamo la porta, Liam sorridente con uno dei bricchetti in mano entra speranzoso di trovare la dottoressa, ma, trovandosi di fronte il pediatra, si arresta e il sorriso svanisce. Tenero, per incoraggiarlo ad entrare gli ricordo che dobbiamo chiedere qualcosa al dottore. Ma Liam ha perso la parola. ammutolito, un sorriso a denti stretti. Sale sul lettino, e mentre mugugna, cerco di tranquillizzarlo: “allora, Liam, ti ricordi, cosa dovevi chiedere al dottore?”

Il pediatra Lo visita, controlla le orecchie, la bocca e dice:” allora, sentiamo un po’, cosa mi volevi chiedere?… Vediamo, vuoi sapere come si chiama il mio cavallo?”

Io e Liam basiti, ma come, ha letto nel pensiero?

Questa risposta ed un bel disegno a penna di un cavallo con il suo nome fatto davanti ai suoi occhietti incuriositi, hanno finalmente, dopo ben due anni e mezzo, fatto avvicinare Liam al suo medico.

Un cavallo li ha messi in sintonia.

Liam adora i cavalli.

Liam ora adora il suo pediatra.

Fattoria Pasque'

8 marzo

Auguri a tutte le donne.

Auguri a mia Mamma, innanzitutto, e alle sue sorelle, perché oggi e’ la prima festa della donna senza la loro mamma.

Auguri a tutte le donne della nostra famiglia, giovani e meno giovani.

Auguri alle mie amiche, sposate, single, divorziate, vedove. Ognuna di loro avrebbe una storia interessante da raccontarvi.

Auguri a tutte voi, amiche che mi seguite.

Donne, felici o alla ricerca della felicità, che portano il proprio sorriso in giro per il mondo anche quando dentro qualcosa non va, instancabili nei mille ruoli che la vita di donna porta con se’.

Niente dolci in forno per me oggi, sono reduce da un week-end iniziato la notte tra venerdì e sabato in bianco, stavolta il virus gastro-intestinale ha bussato alla porta di Liam e lo ha colto nel pieno della notte per consumarsi nell’arco di una giornata, per fortuna. Oggi l’ometto sta meglio, mangia senza problemi ed è ritornato alla sua vitalità di sempre.

Avrei tanto desiderato preparare una bella Mimosa, paradossalmente la prima vera torta che ho imparato a fare, a vent’anni, grazie ad una mia cara zia che, a quel tempo, abitava al piano di sopra.

Vi lascio ugualmente con dei dolcetti, ma non preparati da me.

Il Muffin mimosa preparato dai bimbi del Nido venerdì

Immagine del Nido
Immagine del Nido

Muffin Mimosa

 

Preparato dai Bimbi Tosti al nido
Preparato dai Bimbi Tosti al nido. (Immagine del Nido)

La tavola e la colazione che mi hanno accolto stamattina in cucina quando io e Liam ci siamo svegliati:

Sorpresa stamattina
Sorpresa stamattina

Una graditissima sorpresa, una bella coccola preparata da mio marito che e’ andato in pasticceria mentre noi ancora ce la dormivamo..

Vi lascio con un immagine catturata al Mercato degli agricoltori di Finale Ligure, in occasione della nostra gita del 15 febbraio scorso: un enorme fascio di Mimose, il suo tenue profumo, la delicatezza di questo fiore che al contempo e’ un robusto albero che cresce con fioritura rigogliosa e generosa quando e’ nel suo habitat naturale.

Mimose

Blowin’ in the Wind

Ed e’ in rare serate come queste, quando il vento fischia forte, scuote fronde di alberi, come fossero in balia delle onde, sposta oggetti, fa volare fogli di carta come aquiloni, riecheggia come un lamento insistente che non vuole sopirsi, che non posso fare a meno di intonare Blowing in the Wind di Bob Dylan.

Perché, in fondo, in quel rumore sordo che con violenza riecheggia oltre la finestra c’è quella stessa malinconia che serpeggia nella melodia di Dylan cerca di dirmi di ascoltare, in silenzio, perché, in fondo, la risposta sta volando nel vento.

Crostata con confettura di arance, mandarini e clementine

 

Crostata agli agrumi

Domenica ho finalmente assaggiato la confettura di arance, mandarini e clementine preparata da mia zia.

La stessa zia che prepara quella strepitosa marmellata di Limoni di Costa d’Amalfi.

La “piccola” di casa, colei che ha vissuto con nonna per tanti anni, accudendola giorno per giorno con la sua famiglia.

“L’orto di Luca”, ovvero il nome delle preparazioni di marmellate, conserve etc. fatte con le sue dolci manine non potevano non essere dedicate al nipotino Luca.

Il mio pensiero non poteva che andare li, volando sopra gli Appennini, fino ad arrivare al mare, appoggiandosi sui dolci colli costellati di terrazzamenti di limoni.

Crostata agli agrumi

La base per la crostata e’ sempre questa di Pasta Frolla

Una volta ritirata la pasta frolla dal frigo, stesa la pasta nella tortiera e bucherellato il fondo, ho cosparso con la gelatina e ricoperto con cuori ritagliati da un panetto di pasta frolla tenuto da parte.

In forno a 180 gradi in modalità statico per circa 13 minuti.

La dolcezza della confettura e la nota un po’ aspra degli agrumi ben rappresentano i sentimenti contrastanti che provo in questo periodo.

La crostata del cuore.

Crostata agli agrumi

 

Crostata agli agrumi image

 

Crostata di agrumi

Alla fattoria

Trascorrere il pomeriggio all’aria aperta e in fattoria a contatto con gli animali mi ha aiutato a svagarmi.

Fattoria Pasque'

La settimana e’ stata dura: l’atmosfera in ufficio e’ radicalmente cambiata, dopo i licenziamenti formalizzati circa dieci giorni fa, si respira un clima molto teso e triste, per il dispiacere di non condividere più il lavoro e la giornata lavorativa con alcuni colleghi che hanno già dovuto lasciare l’azienda, o semplicemente per il fatto che molti di loro stanno trascorrendo il periodo di preavviso in ufficio, lavorando. Non e’ più come prima.

Mi manca in particolare un’amica, oltre che collega. Le pause caffè e le pause pranzo trascorse insieme a parlare dei nostri bimbi, i consigli reciproci, la puntatina ai grandi Mazzini a caccia di sconti o di saldi, tutto sempre e solo per i nostri bimbi. C’è di buono che, trattandosi di un’amica, abbiamo modo di vederci e sentirci anche fuori. Ma lavorare sapendo che non è più fisicamente in azienda con me, mi rende triste.

Mi sono sentita un po’ frastornata, nonostante come sempre le cose da fare fossero molte e molto impegnative.

Il ricordo di nonna e’ molto forte. Come sei anni fa, in occasione di un altro evento triste, mi sono riavvicinata, musicalmente parlando, ad un gruppo che ho conosciuto per la prima volta a diciassette anni grazie ad una audio cassetta regalatami a quel tempo da un conoscente di allora. Sul lato A, il “The Best” degli Eagles, sul lato B “The dark side of the Moon” dei Pink Floyd”. Grande musica, indiscutibile. In questa settimana, nei miei lunghi viaggi casa-ufficio, gli Eagles mi hanno tenuto compagnia con tutto il repertorio. Non so spiegare, ma come nel 2009, le loro canzoni, in modo particolare, hanno alleggerito quel senso di vuoto, donandomi un po’ di serenità, quell’incedere un po’ country di alcune canzoni come Take it Easy (che adoro e che canto parola per parola come una scema), un po’ melodiche come New Kid in town, tralasciando magari qualche pezzo rock and roll, come James Dean, le passo tutte in rassegna e mi ritrovo a cantare I can’ tell you why, One of these nights, Peaceful easy feelings, Tequila Sunrise, Heartache Tonight. Ho anche pensato che probabilmente il motivo di questa serenità stia nel fatto che queste canzoni mi hanno accompagnato da quel lontano ’89 per moltissimi anni, quindi le emozioni che mi trasmettono sono ciò che ho vissuto, sono parte di me.

Cosi quindi come accaduto durante la settimana di non avere molta voglia di fare grandi cose, oggi pomeriggio, subito dopo pranzo, non ero neanche molto in vena di uscire. L’iniziativa di andare alla Fattoria Pasque’ con Liam per vedere gli animali e’ stata tutta di mio marito, una bella scelta, nonostante i due maschietti di casa si stessero organizzando per andare senza di me!

A parte l’odore che per me e’ sempre un po’ nauseabondo, nonostante tutti dicano che faccia bene alla salute, per il resto e’ stato piacevole ritornare. Si tratta di una grande fattoria, con grande spazi aperti, dove si possono vedere la a, struzzi, pecore, capre, oche, volatili, un grande allevamento di mucche, i cavalli, gli asinelli.

Fattoria Pasque'

Liam si e’ divertito come un matto a dare il fieno a pecore e mucche. Era proprio a suo agio.

Fattoria Pasque'

Una bella area giochi con scivoli ed altalene, casette di legno, ed  una giostrina per i bambini.

Sono uscita di casa arrabbiata col mondo, ci sono ritornata serena.

Fattoria Pasque'