La vita e’ adesso..

Chissà’ se anche voi ricordate questa lunga canzone di Claudio Baglioni.

Lunga, piena di parole, frasi poetiche ma anche realiste.

la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all’aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro
sei tu nel tempo che ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l’ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un’attesa di volersi di più
e non capir cos’è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell’aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso

La vita e’ adesso, e’ quello che sto vivendo in questo istante, ora.

Sulla base di questa idea, quanto e’ accaduto nel corso della settimana, e’ già passato.

Fa già parte del mio passato, intendo.

E’ il motivo per cui, a volte, con grande frenesia, voglio scrivere un post, su quanto mi accade. Perché so che, passato il momento, quanto mi è’ accaduto suona già di vecchio e superato.

Un po’ come le notizie, no? Si susseguono con un ritmo serrato e vertiginoso, l’indomani, la notizia del giorno precedente e’ già superata.

Mi sento così, quando, per mille motivi, non posso prendere la mia penna e scrivere. Ma non posso più di tanto prendermela, ovviamente, se non scrivo e’ esclusivamente per due motivi:

  1. Sono troppo stanca per farlo, ho magari messo a nanna Liam e, insieme a lui, mi addormento pure io…

  2. E’ troppo tardi per scrivere, diciamo che è’ notte fonda e quindi per recuperare un po’ di energie, e’ cosa buona e giusta riposare, dormire, quindi spegnere la luce dell’abat jour sul comodino e scollegarsi dal resto del mondo.

Perché, contrariamente a ciò che si possa pensare, non ho proprio il tempo materiale per scrivere durante il giorno: quando Liam chiude i suoi bellissimi occhioni per dormire, arriva il mio momento relax, qualcuno legge, qualcuno scrive, qualcuno dorme, qualcuno va a ballare, qualcuno esce con gli amici…

Insomma, ognuno di noi ha il proprio relax.

Una volta, per me, il mio relax era il mio pianoforte:

image

ora e’ li che mi guarda e, spesso impaurito, spera che non mi sieda, soprattutto se nei paraggi c’è anche Liam…teme per le sue bellissime corde e non posso dargli torto. Certo, se tornassi indietro, acquisterei quel fantastico “silent” system, che ti consente di suonare e di ascoltarti in cuffia, senza disturbare nessuno. Il che sarebbe stato l’ideale dato che il tempo a disposizione per poter strimpellare ancora qualcosa andrebbe dalle 21.30 in poi… In fondo, la tradizionale “sordina”, il pedale che sta in mezzo, tra gli altri due, non rende così piacevole il suono del pianoforte, e sembra sempre di dover schiacciare i tasti con molta più forza di quanto in realtà non si desidera fare quando si suona un valzer di Chopin.

Quando capitano questi periodi in cui passa anche più di una settimana senza riuscire a mettere mano alla penna, non mi resta che prendere appunti, giorno per giorno, di alcuni aneddoti che vorrei raccontare, perché, oltre al fatto che accadono tante cose, c’è anche il problema che tendo a dimenticarmele, queste “tante” cose che accadono: la notizia del lunedì non e’ più interessante, il venerdì. E, attenzione, nonostante gli appunti, non ricordo neanche la parola chiave che ho segnato: ma perché ho scritto “altalena” sull’agenda? Ecco, non me lo ricordo più…

Forse chi e’ mamma di un bimbo vivace ed ha una vita mediamente frenetica, può capirmi (qualcuno dica di si, vi prego… ): tenere a mente tutto diventa pressoché impossibile.

Ho imparato ad essere più metodica e a segnarmi le cose da fare. Ho imparato però anche a rileggere le liste di cose che ho segnato, altrimenti annotarle e basta non serve.

Banale, vero? Sembra, ma non lo è.

Lunedi e’ sempre il giorno più lungo della settimana, lavorando fino a tardi, arrivo molto stanca, il traffico delle cinque e mezza del pomeriggio e’ talmente intenso che arrivo a casa alle sette, varco la soglia di casa, Liam mi corre incontro, i miei mi raccontano in due minuti come e’ andata una giornata intera, mentre io, nelle orecchie, e nella testa, ho ancora il rumore del mio diesel scoppiettante e rumoroso. Spesso, il lunedì e’ il giorno in cui Liam e’ più agitato ed eccitato di tutta la settimana, e, come e’ capitato, più sono stanca io, più lui non ha sonno.

Niente nanna? Dalle nove alle undici, due ore di tentativi vani per farlo addormentare, salvo poi arrenderci inesorabilmente alla sua richiesta accorata tra le lacrime di scendere in sala e stare sul divano. Dove poi, dopo soli cinque minuti, si e’ addormentato pacificamente.

A volte ci si ostina con dei “no” che non portano a nulla. Salvo poi sentirsi inadeguati per non aver “capito” la richiesta del proprio bimbo.

Mentre le notizie su ebola e gli errori presunti dell’organizzazione mondiale della sanità si susseguono durante la settimana, martedì mattina mi ritrovo nel bel mezzo dell’attualità ticinese: vengo fermata in dogana per un veloce sondaggio in corso sulla mobilità in Canton Ticino: guardo l’orologio e si’, sono in ritardo, anche se mi chiedi cinque minuti, il fatto solo di dover accostare mi sembrerà un eternità…

“A che ora parti?”

“A che ora inizi a lavorare?”

“comune di residenza?”

“dove sei diretta”, per lavoro?”

“quante volte alla settimana fai questo tragitto”

Ecco che posso ripartire, sono quasi le otto e mezza e mi mancano circa quaranta minuti di strada, lo sapevo, stamattina sono partita troppo tardi, ormai preventivare un’ora e quaranta minuti per il tragitto di 53 km, pare non sia più sufficiente…

Martedì pomeriggio, invece, mi riserva un episodio alquanto curioso: sono in coda alle quattro del pomeriggio…Ancora? Ma ce n’è sempre una? si va a passo d’uomo e lentamente si sorpassa un’auto che va a cinque all’ora, tocca a me superare e non so se ridere o cosa: un’auto, il cofano tutto aperto, il vecchietto alla guida che si sporge dal finestrino quanto più possibile per vedere la strada e guidare in queste condizioni.

Qualcuno lo ferma e gli chiede per favore se non c’è un altro metodo più sicuro per lui ed il prossimo per arrivare a destinazione?

E’ una bella giornata, calda. Arrivo al nido a prendere il mio campione: “mamma!! Mamma mia!”.

Non possiamo non cogliere l’occasione al volo, il tempo e’ bello e allora andiamo al parco, dove lui si diverte con alcuni dei suoi compagni di nido, e con il bel gruppetto di “mamme toste” trascorriamo qualche momento piacevole e di allegria. siamo diventate amiche, e questo e’ molto bello, rivederci mette tutte di buon umore..

Mercoledi: la mattina non si preannuncia particolarmente positiva, in una delle zone più pericolose del tragitto che faccio, alla mia sinistra una folla di persone sulla strada, macchine in colonna, un motorino a terra. Riverso sulla strada, con il suo casco, un ragazzo. E’ immobile, una ragazza gli parla, le persone intorno a lui, ho i brividi, piango.

Sono sconvolta, non ho mai visto da così vicino un incidente. Una montagna di pensieri mi si affollano nella mente, mi fermo, serve aiuto? C’è tantissima gente, non serve. Ancora non si vede un’ambulanza, deve essere successo da poco. Penso alla mamma di questo ragazzo, penso alla sua fidanzata o moglie, Spero sia vivo. Le lacrime non si fermano, un magone incontenibile mi annebbia la vista. Ho voglia di casa, ho voglia di stringere i miei affetti, sono sola in macchina e sto andando al lavoro.

Forza, asciuga le lacrime, e vai.

E’ metà settimana, tutto sembra già più semplice, anche se poi non lo è.

Oggi e’ il giorno dedicato al mio appuntamento mensile con il colore della mia chioma…accidenti, credo dovrò farmene una ragione: con l’età che avanza, le frequenze dal parrucchiere per il colore aumentano..ed io che pensavo fosse colpa dei nuovi pacchetti promozionali colore (non funzionano bene, questi prodotti!?!).

Una testa nuova, però, in ordine, ti fa sentire meglio. Sarà l’Effetto placebo.

Giovedi: regolarmente tiro un sospiro di sollievo, siamo ad un passo dal fine settimana. Ma un passo lungo, però!

I lavori in corso negli uffici che fino ad ora non ci avevano coinvolto (anzi, erano programmati a metà novembre) improvvisamente arrivano alla nostra porta: “per domani dobbiamo traslocare e lasciare libero questo ufficio, ci spostiamo in quello che sta diventando l’open space.

Quindi oggi scatoloni? Guardo come sono vestita: di nero, così la polvere bianca si intonerà perfettamente, e soprattutto oggi ho stranamente deciso di indossare le scarpette col tacco: l’ideale per fare su e giù dal magazzino…

Pronti via: il nostro mini gruppetto di volontari si organizza e svuota armadi e prepara scatoloni. La priorità del giorno.

Corro al nido a prendere Liam: “mamma gelato!”

“Certo tesoro, ne voglio uno anch’io, dopo tutto me lo merito”!!

E’ arrivato il mitico venerdì..Si avvicina il fine settimana.

L’ufficio dove ho lavorato per quattro anni e’ vuoto. Ora le nostre scrivanie sono tutte in Open space: tutti i muri che c’erano sono stati abbattuti. I lavori non sono ancora finiti, e tra operai, muratori, elettricisti che girano, lavoriamo alle nostre nuove postazioni con la polvere che aleggia ancora nell’aria.

Sembra così strano: c’è un’aria quasi di festa, dev’essere la novità, tutto così diverso. Inutile dire che la mattinata vola e mi ritrovo di nuovo davanti alla porta del nido a suonare il campanello per correre incontro al mio piccolino…”Mamma, io grande!”.

Corriamo a casa, stasera le mamme si trovano al nido per preparare il Mercatino di Natale che si terrà il prossimo 30 Novembre.

Il nido avrà una propria bancarella dove verranno esposti questi lavoretti fatti dalle mamme e dalle educatrici.

Preparo dei biscottini, ho proprio voglia di condividere con tutte un dolcetto e perché ogni volta, questa e’ la seconda, e’ come ritrovarsi tra amiche di lunga data: si parla del più e del meno, e poi si da spazio alla creatività: decorazioni, ghirlande, alberelli di Natale, paillette colorate, feltro, nastri colorati, etc.

E’ proprio una bella iniziativa, mariti a casa con i pupetti (così anche loro se li godono un po’) e le mamme che possono dedicarsi, in compagnia, alla creatività: il Natale ormai e’ più vicino di quanto si possa pensare: se penso al centro commerciale dove faccio un giro in pausa pranzo, le decorazioni sono esposte da ormai almeno quindici giorni.

Natale

Ecco che arriva il week-end: sabato di relax casalingo, mestieri a go-go, si torna all’ora solare; e domenica gita fuori porta per visitare la Fiera del Tartufo di Moncalvo: bancarelle di squisitezze Made in Italy, salami, formaggi, miele, cioccolato, torte alla nocciola, boeri, baci di dama, tartufo, focacce, etc. Etc.

Forza, domani inizia una nuova avventura, si riparte da lunedì.

….sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c’è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso

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Biscottini morbidi al limone – 2

Oggi voglio condividere con voi la rivisitazione della ricetta dei biscottini morbidi al limone, sperimentata per la prima volta questa estate.

Dopo averli provati per la prima volta, questi biscottini sono diventati la mia passione.

Ho fatto qualche leggera modifica, eccoli sfornati, con un profumo intenso di limone che si sprigiona in cucina.

Biscotti morbidi al limone

Ingredienti:

  • 1 limone piccolo non trattato, scorza e succo
  • 270 g di farina 00
  • 110 g di zucchero semolato
  • 100 g di burro a temperatura ambiente
  • 1 uovo a temperatura ambiente
  • mezza bustina di lievito (circa 8 g)
  • zucchero a velo Q.b.
  • 1 presa di sale
  1. Tagliate la buccia di un limone piccolo e premete il succo del limone in un bicchiere, mettendolo da parte
  2. Tritate la buccia del limone nel mixer, dove avrete versato anche lo zucchero. (Bimby vel. 5, 20 sec)
  3. Aggiungete il burro morbido e lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto cremoso (Bimby vel 4, 20 sec)
  4. Aggiungete l’uovo e lavorate l’impasto
  5. Aggiungete il succo di limone, incorporandolo
  6. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e lavorate il composto fino a che non si amalgami bene il composto (Bimby 40 sec. Vel. 4)
  7. Aggiungete una presa di sale e amalgamate
  8. Togliete l’impasto morbido e cremoso dal mixer e formate un panetto, ponetelo in una ciotola ricoperto con una pellicola e lasciate riposare l’impasto in frigorifero per circa mezz’ora.
  9. Accendete il forno a 180 gradi, statico
  10. Rivestite due teglie di carta forno
  11. In un piatto piano, mettete abbondante zucchero a velo
  12. Trascorso il tempo necessario, prelevate con un coltello o un cucchiaino dei piccoli pezzi di impasto, grandi come una noce, e con le mani formate delle palline, passatele nello zucchero a velo e ponetele sulla carta forno, distanziandole bene le une dalle altre
  13. Inserite le due teglie nel forno (una nella parte centrale del forno, la seconda nella parte superiore) e lasciate cuocere per circa 12-15 minuti al massimo
  14. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti
  15. Lasciate raffreddare su una gratella

Sappiate che di questi biscottini non vi libererete più: sono talmente buoni che avrete voglia di rifarli, offrirli, regalarli, insomma condividere con tutti questa dolce tentazione.

Biscottini morbidi al limone

…Grisbi alla Nutella

Eccolo.

Il bastimento e’ arrivato ed e’ carico di…

Grisbi alla Nutella.

In questo gioco del tutto involontario, vi siete divertite come me, voi ad indovinare, io nel pensare che questi biscottini fossero subito identificabili, e invece evidentemente no.

Questo semplice gioco mi ha fatto capire che anche ciò che può sembrare, non è: non e’ scontato che un dolcetto di forma tonda possa essere subito riconosciuto com un biscotto al cacao: tartufo, castagnola, tortino, dolcetto, questi alcuni dei nomi individuati l’altra sera con tutte voi, un gioco davvero carino, un indovinello, insomma.

Tornando al nostro palato, quando ho visto la fotografia che illustrava la ricetta, non ho saputo resistere: alla prima occasione utile li ho provati: e’ stato il ripieno di Nutella a “convincermi”, ammesso che Nutella debba “convincere”… Il fatto e’ che fino a quando il barattolo e’ chiuso e sigillato, nessuno in casa osa aprirlo: perché si Sa che non appena quella pellicola dorata viene rimossa, quel barattolo di bontà avrà vita breve!

Ringrazio per questa amabile scoperta in rete, il sito Status Mamma.

Sono semplici da fare.

Ecco la ricetta:

Ingredienti:

  • 2 uova a temperatura ambiente
  • 300 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 40 g di cacao amaro
  • 85 g di burro freddo
  • Mezza bustina di lievito vanigliato
  • 1 bustina di vanillina
  • Nutella Q.b

Preparazione:

  1. Inserire tutti gli ingredienti in un mixer e lavorarli velocemente fino ad ottenere una palla al cacao. Con il Bimby sarà sufficiente lavorare l’impasto per 40 sec. A velocità 4.
  2. Lasciare riposare il panetto in una pellicola per circa mezz’ora in frigorifero
  3. Trascorso il tempo necessario, stendere la pasta fino a circa tre millimetri di spessore. Io ho utilizzato uno strato di carta forno sopra la pasta per stendere al meglio la pasta senza che si attaccasse al mattarello
  4. Con un taglia biscotti tondo medio-piccolo, ritagliare dischi di pasta in numero pari eporli man mano su una teglia rivestita di carta forno
  5. Accendere il forno in modalità statico a 180 gradi
  6. Con un cucchiaino colmo di Nutella, riempire il centro del disco di biscotto, ricoprirlo con un altro disco e premere sui bordi affinché aderiscano bene, chiedendo così il biscotto
  7. Cuocere in forno per circa 12-15 minuti
  8. Lasciarli raffreddare e spolverizzarli con cacao amaro.

Una bontà!

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Un bastimento carico carico di…

E’ in arrivo un bastimento carico carico di…

Sorpresa

Buon Compleanno, Mamma

14 ottobre 2014

Auguri, Mamma.

Il tuo sorriso e’ lo stesso di questa bellissima foto che mi passa tra le mani, che non fa parte della mia infanzia non essendo nei tuoi album, non l’ho mai vista tra tutte quelle foto che, dopo anni trascorsi a sfogliare pagina dopo pagina, immagine dopo immagine, hanno impresso nella mia memoria ogni singola immagine della nostra famiglia negli anni.

No, questa foto arriva da lontano. Dagli States, ricordo degli anni settanta, che, non so come, una cugina di papà si ritrova  in casa, ricordo gelosamente custodito di un lontano viaggio fatto in Italia a ritrovare i propri parenti, uno scatto fatto con te e papà, prima che arrivassi io, nel lontano 1972. Grazie a Tracy per averla ritrovata e ristampata per noi.

I contorni della fotografia sono quasi blu. In primo piano il tuo sorriso.

La tua allegria e due occhi scuri e vivaci, pieni di felicità. Forse avevi venticinque anni, ma quello spirito e’ rimasto nei tuoi occhi brillanti.

Buon Compleanno!

Lunedì 13

A volte i pregiudizi ci bloccano. Questa e’ la settimana che terminerà con un bel venerdì 17 e che inizia con un bel lunedì 13.

La sveglia delle sei e’ sempre più feroce, soprattutto di lunedì, soprattutto con un cielo grigio che piange lacrime di pioggia incessantemente.
Come faranno in Belgio, mi chiedo? Avrei bisogno di qualche consiglio, loro saranno ben abituati a vivere con il cielo avaro di sole, e immagino che saranno comunque di buon umore, nonostante tutto.
Io proprio non ci riesco, con il cielo plumbeo, divento un piombo, sparisce il sorriso e devo impegnarmi per trovare il lato bello della giornata. Meteopatica? Ma no…
Persino Liam temporeggia nel suo lettino, si gira e si rigira, mi tocca spogliarlo, cambiarlo e vestirlo, mentre dorme al contempo so contorce per non farsi disturbare.
E’ proprio lunedì.
Ma nella coda che attraversa la città per poi arrivare alla dogana penso che mi sento meno sola: tutti quelli che come me sono in coda, staranno provando la stessa cosa: l’odio per il lunedì.
Poi mi soffermo e penso a quel quaderno fantastico che ho visto recentemente con la copertina che ti ricorda: “Monday hates you as well”…Arrivo in ufficio quasi orgogliosa, stamattina ci son voluti solo n’ora e trentacinque minuti..non male, per essere lunedì di pioggia.Sono già tutti in ufficio, ognuno alla propria scrivania, teste basse e silenzio di tomba.
Non sembra lunedì, in cui si scambiano almeno due parole sul weekend…ah bene! Che accoglienza! siamo tutti sversi al mattino..poi penso che è’ il caso di bere subito un caffè al volo ed iniziare la mia giornata full time, perché di e-mail ne vedo già una una montagna..

Oggi e’ il compleanno di papà, chissà che sta facendo a casa, sarà già in piedi almeno dalle cinque del mattino, penso..e mentre mi accingo a fare un po’ il punto della situazione, Parigi e’ lo scalo dove il lunedì mattina si posa la mia attenzione per capire quanti bagagli sono rimasti eventualmente fermi, e mi viene in mente mio fratello che oggi tornava a Parigi per lavoro, Parigi e New York, Madrid…l’ebola. I pensieri negativi sono troppi stamattina, pensiamo e concentriamoci.

La giornata vola, il lunedì lavoro fino alle cinque e mezza ed è il giorno in cui sento di più la mancanza del mio bimbo. Persino in pausa pranzo, di corsa mentre mangio un panino nel bar della Migros, mi sembra di sentire la sua voce, anzi no, i suoi strilli, mi capita ogni volta che si avvicina una mamma con un bimbo della sua età o poco più grande.

E, chissà perché, sembrano sempre tanti…due, tre pargoli al seguito..Starà dormendo? Chissà se per il compleanno del nonno avrà preparato qualche sorpresa al nido, li ho avvisati stamattina, sarebbe carino. E mentre la Migros si prepara già al Natale, allestendo già angoli composti da Babbi Natale ed Angeli, palline colorate e ghirlande, penso che comprerò qualche stupidatina autunnale che però è passata in saldo: dei piccoli ricci in feltro, e piccole zucche arancioni, decorazioni mini, ma molto carine, che, dovendo far spazio al Natale, vengono scontate fino ad 1/4 del prezzo.

Ma si, i ricci mettono allegria! Ed eccolo, il mio piccolo riccio, che mi accoglie sulla soglia di casa con un gran sorriso e il disegno preparato per il compleanno del nonno.

 

 

Una settimana campale

E’ stata una settimana intensa, stancante, particolarmente grigia ed uggiosa.

Una settimana scandita dal traffico sempre più intenso, bloccato; un incidente grave su una brutta curva ha coinvolto poi lunedì sera una giovane donna che ahimè aspettava un bimbo da quattro mesi.
In dogana, addetti della Repubblica del Canton Ticino elaborano dei dati ai fini statistici per verificare quante automobili attraversano quotidianamente il confine. Salvo poi scoprire, a fine settimana, che sono circa 60.000 i frontalieri che ogni giorno si recano al lavoro dal vicino Belpaese, per un totale di circa 140.000 auto che si muovono e che intasano le arterie del lunga esse e del mendrisiotto. Auto con un solo conducente, beh, mi dico, tutto sommato ho fatto la mia parte, almeno fino a che non nascesse il bimbo, dato che in passato con i colleghi ho fatto per diverso tempo il CAR-pooling, o CAR-sharing che dir si voglia.

Inizia così, questa settimana, inizia con Liam che si sveglia con un occhio e la palpebra gonfie da non riuscire ad aprirlo.
E’ necessario farlo visitare, resto a casa da lavoro, consulto gli orari e lo porto dal medico.
“Non si allarmi”, mi dice, “tornerà alla normalità in pochi giorni”. la causa? Una banale puntura d’insetto. E questo piccolo grande pirata resta a casa con la mamma dal nido per un giorno, il tempo di mettere a soqquadro casa, tirare fuori tutti i giochi, correre all’impazzata per il salotto, e richiedere a gran voce di guardare i “motti”, cioè i “mostri”, di “Monster university”, di Disney-Pixar che ha letteralmente soppiantato la visione spasmodica e continua su you tube dei mini video dedicati all’apertura di ovetti kinder o simili… Ora siamo tutti fan di Wasowski e di Sullivan e di altri simpatici personaggi piuttosto mostruosi.

Martedì rientro al lavoro e ci impiego un’ora e quarantacinque minuti: praticamente una vita…complice il maltempo e non so che altro, mi ritrovo trafelata e spero che un marziano possa catapultarmi nel mondo del teletrasporto affinché io possa miracolosamente arrivare in ufficio in orario, mentre tutti sono fermi in coda. Dovrò valutare l’alternativa trenino che collega la dogana alla zona del mio ufficio. Parecchi inconvenienti, come il tratto a piedi ed i costi sono da considerare, nel frattempo, mi cucco la coda e ascoltando quei matti del “Trio Medusa” spero solo di contenere i danni. Decido di fare la “montagna”, ovvero dei tornanti che tagliano la strada che da Magliaso porta ad Agno, che dovrebbe quindi fungere da scorciatoia, ma anche lungo queste stradine tortuose collinari stanno facendo dei lavori, che, ovviamente, possono rallentare il percorso fino a venti minuti.
Un terno al lotto arrivare in ufficio.
In realtà, la difficoltà che incontro martedì non e’ neanche quella di rimanere ferma davanti ad un semaforo che regola il via vai, ma, con mio sommo stupore e tanta, tanta strizza, e’ un bellissimo TIR che in discesa, in una curva, e’ bloccato e cerca di agevolare il passaggio delle auto, le quali, strette tra la portiera del camion da un lato, e il ciglio del burrone dall’altro, cercano di salire il tornante, tutti come me per andare a lavorare…sia chiaro..
Ma dimmi un po’, uno si sveglia con tutto l’entusiasmo del mondo, si beve la sua bella tazza di caffellatte e si prende la sua bella vitamina (o integratore alimentare), insomma, un buon energetico per affrontare la giornata, ma il lungo percorso di 53 km ti riserva ben altro, un percorso da camel trophy che e’ valso l’appellativo di “pazzo” al camionista che, dispiaciuto, aiutava come poteva dall’alto del suo sedile sul camion, i malcapitati che, come me, si ritrovavano a passare in uno spazio stretto e angusto, con la paura di non sgommare al di fuori del bordo della strada, peraltro senza guard rail.

Quando uno dice che la fuori “e’ una giungla” beh, forse non si sbaglia…

Questa e’ stata anche la settimana del burro bio che serviva ad “arrostire gli svizzeri”. Si, pare che una nota catena di supermercati svizzera, nei propri scaffali, vendesse questo particolarissimo burro che e’ andato a ruba, ovviamente e la cui foto ha campeggiato su alcuni giornali.
http://www.tio.ch/News/Ticino/813389/Il-burro-per-arrostire-svizzeri-e-andato-a-ruba-ecco-tutti-gli-orrori-linguistici-nei-mercati-ticinesi/
La causa sarebbe un errore di traduzione. Inutile dire che ci sono stata alla Migros a cercare questa confezione per dovere di cronaca e anche per avere un souvenir, ma..niente da fare, e’ andato a ruba.

Questa e’ anche la settimana del budget 2015: terminarlo e consegnarlo, fornendo dei dati corretti, almeno me lo auguro, e’ stato un’impresa, sempre presi da mille altre priorità.

Questa e’ stata la settimana delle piogge, e dell’alluvione a Genova. Se ne parla sempre troppo poco, e sempre e solo quando ahimè si verifica. Non si fa nulla per prevenire il dissesto idro-geologico.

Questa e’ stata la settimana caratterizzata da uno spleen inspiegabile, quello da cielo grigio e pioggia battente, per il quale cerchi la motivazione e la felicità nelle piccole cose e speri sempre di trovarla, per non lasciarti abbattere da un panorama triste, da un lavoro sempre più frenetico, da un momento di difficoltà.

Questa e’ stata la settimana del colloquio individuale al nido per parlare dei progressi di Liam: ecco il raggio di sole che stavo aspettando….

Festa dei Nonni

Torta soffice alle fragole

Ai nonni, vicini o lontani che siano, in terra o in cielo, gli auguri calorosi di chi come me ha avuto la fortuna di conoscerli ma la sfortuna di perderli da ragazza.

Alla mia nonna e al suo compagno degli ultimi anni, il signor Alzheimer, che nella sua bruttezza, riesce a renderla a volte sbarazzina e bambina, nel linguaggio e nel comportamento. A lei che solo dieci anni fa, ormai vedova, mi raccontava nel suo lettone, di quel ragazzo che amava, conosciuto molto prima del nonno,  ma che per varie vicessitudini non vide mai più. Erano forse le prime avvisaglie che Alzheimer stava arrivando a bussare alla tua porta.

A mio nonno, scomparso da molti anni, ma che porto sempre nel mio cuore, burbero e buono allo stesso tempo. alla musica che aveva nel sangue e la passione per la banda del paese, quella musica l’hai trasmessa a tutti noi.

A mia nonna paterna, porto il suo nome, una donna ironica, forte e che sapeva il fatto suo, con tanti segreti da custodire.

Al mio nonno paterno, di cui porto il cognome, invalido di guerra, di lui ricordo il fisico smagrito, e il Parkinson, poche parole, una poltrona, il suo sguardo perso nel vuoto, forse i ricordi della guerra, della marina militare, chissà…

Ai nonni di mio figlio: la mia mamma e il mio papà vivaci e pieni di voglia di fare, ai miei suoceri, lontani purtroppo ma grazie alla tecnologia, vicini ogni domenica via webcam.

Tutti con una storia da raccontare, che portano dentro di se, custodita gelosamente, ma che nei gesti verso i propri nipoti carichi di affetto e saggezza, trapela e trasmette l’amore che porteremo nel nostro cuore per tutta la vita.

 

Crostata con marmellata di fragole e ricotta (2): ovvero la ricetta, finalmente…

Crostata con marmellata di fragole e ricotta

Come promesso ..

Mi accingo a ripercorrere i vari passaggi fatti domenica scorsa per fare la crostata con marmellata di fragole e ricotta.

Deliziosa. Una tentazione.

Ingredienti:

Per il ripieno:

  • 1 vasetto  di Marmellata di fragole (io ho utilizzato questa volta, la Marmellata di Fragole e Fragoline di Bosco Arrigoni, vasetto da 330 g)
  • 1 confezione di ricotta fresca da circa 400 grammi
  • 5 cucchiai di zucchero
  • 2 bianchi d’uovo

Crostata con marmellata di fragole e ricotta

Per la Pasta Frolla, la base:

  1. 1 uovo intero del peso di circa 60 grammi
  2. 1 tuorlo
  3. 80 g di zucchero
  4. scorza di un limone non trattato
  5. 300 g di farina 00
  6. 180 g di burro morbido a pezzetti
  7. 1 cucchiaino di lievito (facoltativo)

Crostata con marmellata di fragole e ricotta

Per la griglia di pasta frolla:

  • 1 griglia per crostate
  • 1 uovo da circa 30 grammi
  • 1 tuorlo
  • 45 g di zucchero
  • scorza di limone non trattato
  • 150 g di farina 00
  • 90 g di burro morbido
  • mezzo cucchiaino di lievito
  • zucchero vanigliato
  • 1 teglia rotonda per crostate (qui ho utilizzato lo stampo da 28 cm)
  • carta forno

Crostata con marmellata di fragole e ricotta

Preparazione:

  1. Iniziamo dalla pasta frolla: come sapete, utilizzo il Bimby
  2. Mettere lo zucchero e la scorza di limone nel boccale e tritare: 10 sec. Velocità 7
  3. Con una spatola, sposto il composto dalle pareti del boccale verso il fondo
  4. Aggiungo la farina, l’uovo più il tuorlo, il burro morbido a pezzetti, il cucchiaino di lievito e impasto: 20 sec. Vel. 5
  5. Tolgo l’impasto ottenuto e lo lavoro con le mani, quel poco che serve ad ottenere un panetto, che dovrà riposare in frigorifero per un quarto d’ora
  6. Preparo il secondo panetto di pasta secondo le dosi dimezzate, che utilizzeremo per formare la griglia di pasta frolla e ricoprire la crostata
  7. Accendo il forno a 180 gradi in modalità statico
  8. Imburro la teglia per crostate e la infarino
  9. Trascorso il tempo necessario, tolgo il panetto dal frigorifero e sulla spianatoia infarinata lo stendo con un matterello fino a formare un disco più grande della tortiera e fodero così la teglia delicatamente, cercando di far aderire bene i bordi agli incavi dello stampo. Se vedete che la pasta lungo il bordo si assottiglia troppo, aggiungete un po’ di pasta frolla sul bordo affinché risulti bello “pieno”
  10. Bucherellate con una forchetta il fondo di pasta frolla

Crostata con marmellata di fragole e ricotta

Prepariamo ora il ripieno:

  1. Montiamo a neve le due chiare d’uovo con le fruste elettriche e lasciamo da parte.
  2. Prendiamo la ricotta e aggiungiamo 5 cucchiai di zucchero e montiamo il composto con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto morbido e spumoso.
  3. Incorporiamo i bianchi d’uovo, con una spatola, nel composto di ricotta e zucchero, facendo dei movimenti lenti dal basso verso l’alto, per non sgonfiare le uova.
  4. A questo punto, versiamo il composto così ottenuto sul fondo di pasta frolla, spalmandolo bene ed uniformemente.
  5. Prendiamo la marmellata e togliamola dal vasetto, mettiamola in una ciotola e mescoliamola un po’ con un cucchiaio.
  6. Disponiamola poi sopra la ricotta cercando di coprire tutto il fondo bianco di ricotta.

Crostata con marmellata di fragole e ricotta

Prepariamo ora la griglia di frolla:

Per fare questa operazione, vi serve la griglia plastificata, formata da due dischi che si incastrano.

  1. Stendete con il matterello il panetto di pasta frolla sopra un foglio di carta forno, appoggiate sopra il panetto un altro foglio di carta forno e stendete fino a formare un disco di circa 30 cm.
  2. Togliete il primo foglio di carta forno delicatamente.
  3. POnete il lato della pasta frolla senza carta sopra la griglia, facendo aderire bene e con il matterello passate più volte sulla carta forno. La pasta frolla dovrà aderire bene alla griglia riempiendo anche gli spazi vuoti.
  4. Togliere la carta forno. prendete la griglia dai pomelli e rovesciatela delicatamente sul ripieno, aspettando che la griglia di pasta frolla si stacchi da sola delicatamente, coprendo così la torta.
  5. Un suggerimento ricevuto di recente, che condivido con voi, pare che riponendo la griglia con la pasta frolla un quarto d’ora in freezer consenta poi alla frolla di staccarsi perfettamente sulla crostata.
  6. Pizzicate i bordi e togliete con un coltello eventuali eccessi di pasta frolla.
  7. Infornate nel ripiano centrale a 180 gradi, modalità statico, per circa 45-50 minuti, controllando la cottura con uno stecchino di legno
  8. Ritirate dal forno e lasciate raffreddare
  9. Cospargete di zucchero a velo vanigliato

Crostata con marmellata di fragole

Un’alternativa alla griglia?

Le intramontabili striscioline fatte con un taglia pasta o il coltello!

E il mondo ti sorride…

A volte mi complico la vita per nulla..

Crostata con marmellata di fragole e ricotta